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Servizio Bici Bus+Trek in Trentino: itinerario tra Dolomiti e lago di Garda

Il servizio bici bus + trek è un servizio di trasporti integrativo, ovvero rivolto a chi vuole spostarsi senza l’ausilio della propria vettura ed avere la certezza di trasportare in sicurezza la propria bici, sia essa city bike, mountain bike o e-bike.
In un periodo storico che vede un nuovo boom della bicicletta, trainato dal mercato della e-bike, ed in un territorio unico come quello del Garda Trentino, sensibile alle esigenze dei vari tipi di ciclisti e ciclismo, il bici bus si inserisce come una delle preziose soluzioni per far conoscere ai fruitori nuovi itinerari, per diminuire il traffico e quindi inquinare meno (interconnessione sostenibile bici – mezzo pubblico), vivendo a tutto tondo la bici.
Invitato dall'Apt del Garda Trentino con sede a Riva del Garda, andrò a raccontare di seguito la mia esperienza.

Mappa

Il servizio bici bus nel Trentino Occidentale

bici sul bici bus
Il Garda Trentino, estrema frontiera della mediterraneità, per questioni storiche, territoriali e paesaggistiche, è virtualmente collegato alla parte occidentale del Trentino. Il principale immissario del nostro lago, il Garda, è il fiume Sarca, le cui sorgenti si trovano tra i ghiacciai di Adamello e Presenella e le crode altissime delle Dolomiti di Brenta. Esso è l’esempio più evidente di questa comunione territoriale. Io credo che ogni ambiente debba essere visto e compreso nella sua globalità (qui esce la mia passione per la storia), per cui mi piace credere che le attuali 5 linee bici bus vogliano riproporre questa unione storica e di intenti.
Le 5 linee sono attive dal 15 giugno al 15 settembre (per alcune il servizio è giornaliero, per altre è in funzione dal mercoledì alla domenica) e coprono le seguenti aree: Garda Trentino, Valle di Ledro, Giudicarie, Altopiano della Paganella e Val Rendena sino ad arrivare a Dimaro, la porta di accesso alla Val di Sole. Ad eccezione della linea 5 della Val di Ledro il cui servizio è operato da Trentino Trasporti, le altre linee vedono come attori agili bus privati muniti di rimorchio porta bici. Le linee e le fermate sono quelle del servizio pubblico; lo stesso dicasi per il prezzo del biglietto. Tali bus infatti possono tranquillamente caricare e trasportare persone senza bici, negli orari prestabiliti.
È però importante sapere che la prenotazione del servizio di trasporto bici è consigliata in quanto chi prenota ha il posto assicurato per se e il proprio mezzo. Le prenotazioni devono essere fatte entro le 18.00 del giorno precedente per le corse del mattino ed entro le 12.00 del giorno stesso per le corse del pomeriggio. Gli enti predisposti a ricevere le prenotazioni sono ovviamente i vari consorzi turistici e le Apt. Il trasporto della bici costa 2 euro.

La mia esperienza col bici bus da Riva del Garda ad Andalo

fiori gialli
Per raggiungere Andalo decido di usare la prima corsa del bici bus che parte da Riva del Garda, di fronte all’Apt, alle 8.15. Con me viaggiano una famiglia finlandese con tre MTB noleggiate ed un signore bolognese con la sua city bike.
Due sono le linee che utilizzo: la linea 4 (blu) Torbole - Comano Terme e la linea 3 (viola) Sarche – Fai della Paganella. Queste due linee sono in servizio dal mercoledì alla domenica, ovviamente in entrambi i sensi, con coincidenza per cambio bus a Comano Terme. Gli orari tengono abbastanza conto del tempo necessario per caricare sul rimorchio le bici (ricordo che le e – bike arrivano a 25 kg) e per fare i biglietti. Il servizio è indubbiamente comodo, la coincidenza rispettata ed il ritardo contenuto in dieci minuti. Io penso che ciò sia normale e che non ci si debba preoccupare: è un servizio dedicato e in base al numero di bici da caricare e scaricare le tempistiche si possono dilatare. Ho modo di discutere con i due autisti, ben lieti di condividere i loro pensieri. Il servizio è partito da poco ma nel primo weekend già in diversi lo hanno utilizzato. 
I panorami sono davvero splendidi, coi prati del Bleggio, le Dolomiti di Brenta ed i laghi di Tenno e Molveno.
Vengo lasciato ad Andalo presso l’Apt dove ricevo numerosi ragguagli sul territorio e sul mondo della bici; d'altronde sono nell’area Dolomiti Paganella Bike, con oltre 400 km di percorsi.
Una simpatica nota di colore: la notizia della mia ascesa al monte Gazza desta stupore ed ammirazione dato che l’ascesa viene solitamente proposta in E - MTB o bypassata salendo in funivia.
Sono davvero old school.
dolomiti di brenta

La traversata del Monte Gazza in MTB

Il monte Gazza è la mia montagna, in quanto sono originario del paese di Margone, ed è stata la prima “vetta” che ho scalato con un rudimentale rampichino nel lontano 1991. Per anni ho attraversato questo panettone allungato, sino al monte Canfedin ed alla Paganella. Facendo mente locale però sono almeno tre anni che trascuro tali posti. Era infatti il 2016 quando andai ad Andalo per assistere ad un arrivo di tappa del giro d’Italia e sempre nello stesso anno salii in Paganella da Margone.
Pedalare su queste strade forestali, mulattiere e sentieri mi riempie di gioia; ogni volta è come se fosse la prima volta. Le indicazioni abbondano, perdersi è impossibile.
cartelli mtb
L’ascesa inizia su asfalto per circa due chilometri in direzione Fai, dunque prendo a destra la strada della Paganella, cementata per un chilometro, poi bianca e polverosa. Faccio notare che al limitare del bosco si trova la consueta tabella informativa sulla presenza dell’orso, simbolo tra l’altro del parco naturale Adamello Brenta.  La salita che si snoda nel bosco di conifere è assai dolce. Importante punto d’appoggio è il Rifugio Dosson a quota 1450, a due passi dalla stazione intermedia della funivia Andalo - Doss Pelà, con una splendida veduta delle Dolomiti di Brenta. La strada viene spesso intersecata da sentieri dedicati all’enduro – downhill ed al trekking nonché da tre piste da sci. Dopo circa 11 chilometri, all’incrocio vado a destra in direzione della malga di Covelo. La vegetazione cambia, si fa più bassa, i pini mughi prendono il sopravvento ed il Brenta mostra le proprie guglie.
passo san giovanni
A 13 chilometri si ha il primo scollinamento con cambio di versante: ai miei occhi si apre pian piano la valle dei Laghi. Oggi purtroppo c’è un po’ di foschia ma ho varie immagini “di repertorio” che testimoniano la bellezza di questi luoghi. Scendo al Passo di San Giovanni, una sella che mette in collegamento est – ovest, la valle (Covelo) con l’altopiano (Molveno), e nord – sud, il monte Canfedin col monte Gazza. Passano circa duecento di dislivello tra il passo e la croce sul monte Gazza, quota 1833 metri. La salita a tratti è aspra e mi costringe anche a spingere la bici lungo l'unico sentiero di circa 400 metri: è l’ultima fatica ma ne vale la pena in quanto il panorama da qui in poi sarà maestoso.
croce monte gazza
Come già riferito il Monte Gazza è un grande panettone, con una distesa di prati punteggiati da pini mughi che digradano dolcemente sino ai crinali boschivi. È un posto meraviglio per passeggiate e per pedalare in alta quota senza alcun pericolo.
monte gazza
La discesa è gentile e costante, col lago di Garda in primo piano, sin quando grazie a due grigliati di cemento si cala in maniera più accentuata. Tra questi si trova malga Ranzo e sulla sinistra il vecchio sentiero per la valle. Al termine del secondo grigliato inizia la strada forestale asfaltata che mi porta in circa 4 chilometri e mezzo al paese di Margone. Solo gli autorizzati possono servirsene dunque le macchine sono davvero rare, ma bisogna sempre prestare attenzione.
Margone, quota 1000 metri è il balcone sulla Valle dei Laghi, una piccola perla circondata da prati e boschi, con un colpo d’occhio strepitoso sulla vallata sottostante sino alle Dolomiti. Come durante la tappa di un grande giro faccio visita parenti e riempio le borracce (ahimè sulla montagna non vi sono fontane).
margone balcone valle dei laghi
Proseguo sulla provinciale per l’abitato di Ranzo quindi precipito nella Val Busa col suo rio e forra. Questa era l’antica strada di collegamento col Bleggio, un tempo sterrata e lastricata di rocce, ora quasi del tutto cementata. Qui vale lo stesso discorso fatto per la forestale Margone – Malga Ranzo: è assai pendente e non trafficata ma è necessario contenere la velocità.

La Valle dei Laghi e la sua ciclabile sino al Garda Trentino

Vivo una sorta di salto temporale e spaziale in quanto mi ritrovo al cospetto di Castel Toblino col suo lago, a quota 250 metri, dove la calura mi avvolge e stordisce. Per fortuna, benché in senso a me contrario, spira l’Ora del Garda, un vento proveniente dal lago, che mi concede un minimo di sollievo. Costeggio lo specchio lacustre e presso il paese di Sarche potrei prendere la ciclabile ma è ora di merenda perciò svolto a sinistra e pedalo nella piana alluvionale del Sarca, fra i vigneti, sino al fiume Remone che fiancheggio. In pochi chilometri giungo alla Cantina dei fratelli Pisoni, a Pergolese, per una degustazione.cantina pisoni
Durante la pausa ho modo di discutere con uno dei proprietari per intendere la bontà del loro operato. La natura rimane l’elemento imprescindibile per la realizzazione dei loro vini; basti pensare alla funzione dell’Ora del Garda nell’appassimento delle uve sulle “arele”. Dalla cantina mi sposto poco più a sud presso Pietramurata sulla ciclabile del Sarca ed in 14 chilometri circa sono a casa ad Arco, passaggio  per i paesi di Dro e Ceniga. Girandomi scorgo bene la sagoma del monte Gazza e su questa i prati di Margone.
Quest'oggi ho preferito e concepito un ritorno anche su strade sicure ed asfaltate. Un amante della MTB ha comunque modo di divertirsi sui tanti tracciati ufficiali del Garda Trentino, come pure di usufruire delle strutture Outdoor Friendly  presenti sul territorio.
Grazie al servizio bici bus + trek ho attraversato una montagna ed un’intera vallata senza dovermi spostare con la macchina, ottimizzando i tempi. Il servizio è valido e certo lo utilizzerò ancora.
valle dei laghi

Informazioni aggiuntive

  • Regione: Trentino
  • Difficoltà: Impegnativo
  • Durata: Biker della domenica (5-8h)
  • Dislivello: Camoscio (1001 - 1500 m)
  • Quando: Estate
  • Lunghezza: 54 km
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Luca Gotico

Trentino D.O.C., vivo nella splendida conca del Garda, che adoro. Appassionato di MTB e montagna, arte e cultura. Mi diletto ad esplorare il nostro Trentino, non solo dall'alto della sella di una bicicletta. Non disdegno nemmeno visitare moste e musei d'arte.
In una sola espressione: amo la libertà.

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