Il concetto di frontiera è un’idea superata per il viaggiatore postmoderno preso tra check-in e duty-free, che lo considera al di più una linea immaginaria e arbitraria dove si coagulano problemi legati a equilibri politici e identità nazionali. Viaggiando via terra, invece, soprattutto con un mezzo lento e penetrante come la bicicletta, la frontiera riacquista spessore e concretezza, diventa di nuovo un luogo vero e proprio, prima ancora che un’idea.
Attraversare un confine in bici non è affatto un atto immaginario, comporta sempre un’emozione, rinnova ogni volta il piacere della scoperta, schiude un senso di briosa aspettativa. Non solo perché impone l’attesa del disbrigo delle formalità burocratiche e realizza l’impatto con un’altra umanità nella forma del doganiere o del pendolare di frontiera, in cui già si intravede il nuovo tipo umano che ci aspetta aldilà della sbarra. Il confine è reale anche perché spesso segnato da una barriera geografica che bisogna attraversare a colpi di pedale, che sia un passo di montagna o un fiume.
Turkmenistan in bicicletta: il paese del mistero in 5 giorni - 5.0 out of 5 based on 2 votes

Quando riuscirò a digerire questa lunga parentesi mediorientale che è stato l’Iran? Tre mesi in un solo paese! Possono sembrare un tempo interminabile in un viaggio in bicicletta intorno al mondo, ma, in fondo, sono appena bastati per imparare a rispondere ai primi saluti in farsi; per fare il callo all’implacabile ospitalità del popolo iraniano; per disabituarsi a tendere la mano a qualcuno del sesso opposto e assuefarsi invece a tenerla aperta sul cuore.

Iran in bicicletta – Cronistoria di un amore non corrisposto - 4.4 out of 5 based on 5 votes
«E fu così che i nostri eroi ripartirono di buon ora dalla fattoria che li aveva ospitati per più di un mese. Era il 31 dicembre, e un vento gelido soffiava da est…indovinate in che direzione pedalavano i due?!? Con le estremità congelate, a testa bassa e senza spiccicare parola- insomma incazzati neri- si aggrappavano al tandem contro le sferzate d’aria siberiana che spiravano dall’altopiano anatolico. Ci misero tutto il giorno a percorrere i 30 km che li separavano dalla prima cittadina. Fortuna volle che, mentre cercavano un posto riparato dal vento dove montare la tenda dietro una moschea, un uomo impietosito li raccattò dalla strada per invitarli da lui. Era il guardiano di un complesso residenziale e abitava in un bilocale vuoto senza riscaldamento. I ciclisti stremati si infilarono nel sacco a pelo alle 7, e allo scoccare dell’anno nuovo dormivano profondamente sognando di spiagge tropicali…»
Sì, il viaggio è anche questo, passare il Capodanno pedalando contro vento! Ma la Turchia è perfetta per viaggiare, anche con il maltempo incombente e il malumore galoppante.
Per noi la Turchia è un pezzo di cuore. Vi abbiamo trascorso un anno con lo SVE (Servizio Volontario europeo), durante il quale abbiamo lavorato in un eco-villaggio e abbiamo viaggiato in lungo e largo per il paese alla ricerca di tradizioni locali da documentare per conto dell’associazione ambientalista turca Buğday. Arrivare in Turchia in bicicletta è stato il coronamento di un sogno accarezzato per più di un anno.
 
Finito il dovere mi dedico al piacere di scoprire un po' di Ladakh in bicicletta ma non solo: giro la città vecchia, il castello, i templi buddisti in cima alle montagne, oltre i 4000 m esploro tutto a piedi o in bici, 3 giorni incredibili, vivendo, internet a parte, con ritmi inimmaginabili per la nostra frenetica società.
Serenità, pace, relax, sono le uniche parole che possono descrivere la mia condizione. La gente è cordiale, ci si saluta tutti per strada, ci si ferma a scambiare due parole o semplicemente ci si sorride ogni volta che si incrocia con qualcuno...
 
Ladakh in mountain bike | In cima al mondo a due ruote 2° parte - 5.0 out of 5 based on 1 vote
Atterrato, dopo 7 ore di volo da Roma a Nuova Delhi, sono talmente carico di adrenalina da non essere riuscito a chiudere occhio neanche un minuto nonostante abbia tentato più volte il suicidio cerebrale con i vari giochini e film presenti, fortunatamente, nel display del mio sedile.
L’impatto è fortissimo, non tanto con l’aereoporto che è moderno e confortevole, quanto con l’ambiente esterno…. 35°C con il 95% di umidità. Devo abituarmi a respirare!


Ladakh in mountain bike | In cima al mondo a due ruote 1° parte - 5.0 out of 5 based on 3 votes
Chi l'avrebbe mai detto che sarei arrivato a dire che il modo migliore per girare per Bangkok è in bicicletta? Forse non proprio tutta la città ma perlomeno le zone centrali di Siam, Sathorn e Silom sono ora esplorabili in bicicletta anche per chi come me non ne possiede una.
Come? Semplice, grazie a Pan Pan (sito disponibile al momento solo in lingua tailandese).
Dalle brulle e suggestive coste dell'Oman il percorso è breve per raggiungere le città sfarzose e ultramoderne degli Emirati Arabi Uniti. Il viaggio negli Emirati Arabi ci conduce alla scoperta di Abu Dhabi, capitale storica degli Emirati, il cui prestigio è lentamente offuscato dalle mirabolanti e ripetute peripezie architettoniche con cui Dubai è divenuta una delle città più moderne e più ricche al mondo. Il contrasto tra le verdi oasi cittadine e il deserto circostante rende un viaggio negli Emirati Arabi un curioso intreccio tra natura aspra e selvaggia da una parte e genio umano dall'altra.
 Dal candore quasi asettico della capitale Muscat, alle spiagge incontaminate e orizzonti struggenti del porto di Fujiarah khor fakkan, passando per l'enclave di Musandam. Un viaggio in Oman è una scoperta continua, un'avventura tra i contrasti di una nazione in cui lo sviluppo si integra, si scontra e si mescola alla tradizione. Sono bastati pochi giorni per farci conquistare dai colori e dagli odori dell'Oman e delle sue genti!
Durante il nostro viaggio in Laos in bicicletta abbiamo percorso questo piacevole itinerario che ci ha portato a scoprire la Bolaven Plateau, l'altopiano di Bolaven dove le piantagioni di caffè sono la principale risorsa. Poco traffico, un minimo dislivello da spalmare su tre giorni, paesaggi piacevoli e gente amichevole rendono questo angolo di mondo assolutamente ideale per il cicloturismo in mountain bike o con una bici adeguata ad affrontare anche i tratti di sterrato dell'itinerario!
Bolaven Plateau in bicicletta: il Laos delle piantagioni di caffè - 5.0 out of 5 based on 1 vote
Avete mai pensato di praticare del sano cicloturismo in Malesia? Penang, il Borneo, Langkawi... tutte destinazioni interessanti! Noi abbiamo provato questa esperienza durante il nostro viaggio in bici di dieci mesi in Asia  e, a dirla tutta, siamo rimasti un po' delusi da certe zone di questa nazione orientale.
L'isola di Penang, Malesia nord-occidentale, per fortuna, è stata una delle eccezioni alle giornate di pedalate monotone fra le continue piantagioni di palma da olio. Partendo da Georgetown con la bicicletta, dopo i primi chilometri un po' trafficati, si entra finalmente nel vivo dell'itinerario ciclabile che abbiamo deciso di raccontarvi. Un parco nazionale, riserve, luoghi insoliti e spiagge dove darsi una rinfrescata rigenerante... l'Isola di Penang, ve lo confermiamo, è una di quelle mete che possono dirsi giuste per la bicicletta!
 Da quando siamo rientrati dal Sud est asiatico in bici, non abbiamo più potuto concederci grandi viaggi (il portafoglio va rimpinguato, ma non ci siamo stancati, statene certi!), ma abbiamo avuto comunque la fortuna di conoscere grandi e piccoli viaggiatori che con il tempo sono anche diventati amici. Tra i primi, Marco e Felicity di Nonsoloturisti che, oltre ad avere un blog di viaggi molto seguito, sono soprattutto grandi viaggiatori (purtroppo spesso le due cose non vanno di pari passo).
Il Libano è uno dei paesi del Medio Oriente che si affacciano sul mar Mediterraneo ed atterrando a Beirut, la capitale, ve ne accorgerete subito. Viaggiare in Libano non è particolarmente difficile per i cittadini italiani, ma come in molti altri paesi bisogna avere le carte in regola prima della partenza per non incorrere in spiacevoli situazioni... burocratiche.
La Cambogia è uno dei paesi del Sud est asiatico che più ci ha affascinato e percorrerne le strade in bicicletta, dagli sterrati nella giungla alla statale che costeggia il lago Tonle Sap, è stata un'esperienza cicloturistica senza eguali. Dichiarato riserva della biosfera dall'UNESCO, è il bacino di acqua dolce più grande dell'intero Sud est Asiatico. Durante la stagione delle piogge l'area occupata dal lago, dal Mekong e dai numerosi affluenti aumenta di almeno sei volte rispetto alla stagione secca. La profondità media del Tonle Sap da un metro arriva a superare i 14 metri.
Salire, scendere e poi risalire... è un arduo compito lasciato a temerari di tempi lontani, tempi in cui l'ardito era elogiato, rispettato, temuto. Ormai l'ardito, nel nostro mondo tecnologico e sviluppato, è un diverso, un eccentrico senza futuro, un soggetto da isolare e da cui prender le distanze. Noi, che del mondo moderno ci facciam beffa sfruttandolo di tanto in tanto per ricaricare le batterie e prender fiato, stimiamo molto chi d'ardore non teme ma freme. Noi, che di salire, scendere e poi risalire godiamo e gioiamo, ancora una volta ci siam catapultati nel mondo dei vinti a veder un po' come si stà.
Storie di coraggio ordinario in un mondo lontano - 5.0 out of 5 based on 6 votes
Quando la strada supera il passo a 4300 metri di altitudine e si perde nell’altipiano Tagiko in mezzo ai monti del Pamir, lì ho capito che ho trovato quello che andavo cercando. Un viaggio fuori dai cliché, fuori dagli schemi del turismo di massa, o forse proprio fuori dal mondo. Ci passò Marco Polo circa 800 anni fa, e da allora lassù pare essere cambiato ben poco.
Sulle orme di Marco Polo: viaggio in Tagikistan - 5.0 out of 5 based on 2 votes
 
 
 

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