Dopo oltre due mesi di viaggio in Sudafrica, eccomi qui a proporti la recensione della Cinelli Hobootleg Geo, bici da viaggio che ci ha trasportato da Città del Capo fino a Johannesburg. Ti anticipo subito che abbiamo affrontato metà del viaggio su asfalto e metà su sterrato e siamo rimasti piacevolmente sorpresi dall'adattabilità della HoboGeo, sia caricata con le borse Crosso, sia equipaggiata con il bike trolley degli amici di Sentier.
Tre ragazzi, giovanissimi, in sella alla loro bici da Milano a Roma. Un'espressione pura e semplice di gioia, divertimento e libertà: questa è stata la mia sensazione dopo aver visto il video riassuntivo del viaggio che hanno affrontato quest'estate lungo la via Francigena. Tre amici, la bici, la strada, i meravigliosi paesaggi d'Italia e nient'altro...
E così, dopo due mesi in Corea del Sud, arriviamo a Busan, grande città ma molto diversa da Seul, dalla quale prendiamo un traghetto molto economico, 40 euro, per Fukuoka, in Giappone. A dispetto di quanto credevamo é meno caro della Corea e si trovano sempre molte offerte, verso fine giornata i supermercati mettono i prodotti invenduti a metà prezzo. Per ambientarci andiamo subito a vedere uno spettacolo di robot canini che ballano Michael Jackson.
Trascorriamo un mese pedalando il Kyushu, l'isola più occidentale che compone l'arcipelago nipponico. Passiamo da spiagge incantevoli a villagetti tradizionali, cascate e vulcani superattivi. Fino ad ora il Giappone é sicuramente uno dei paesi più belli che abbiamo pedalato. Per chi vuole iniziare a fare cicloviaggi é sicuramente un ottimo punto di partenza. Campeggiare é facile, di solito ci piazziamo nei cortili dei templi shintoisti, che sono ovunque, é la maggior parte delle volte sono provvisti di bagno. Per farsi la doccia, o meglio il bagno, ci sono bagni pubblici ovunque. Costano pochissimo, attorno ad un euro, e puoi stare tutto il tempo che vuoi. Ci sono le vasche di acqua calda a diverse temperature e le docce provviste di bagnoschiuma, shampoo, pettine. Gli alberghi sono fuori discussione, costosissimi.
La rete ciclabile delle Fiandre conta migliaia di tracciati, strade secondarie e piste ciclabili che permettono di scoprire il territorio in libertà e sicurezza.
Seguendo i Knoppunt, i nodi numerati, puoi partire da una cittadina, raggiungerne un'altra e poi ritornare al punto di partenza seguendo un itinerario totalmente differente.
Il percorso ciclabile che collega Gent a Deinze, ad esempio, può cambiare in base alle necessità, agli interessi o alle preferenze dei viaggiatori, il risultato è quindi un itinerario ad anello sempre diverso e stimolante da seguire da soli, con la famiglia o gli amici.
La superficie dell'acqua appare immobile da lontano. Le ruote delle nostre biciclette scivolano lente, soddisfatte di fronte all'immensa area occupata dal lago Titicaca, un nome mitico e un curriculum di tutto rispetto: 3812 metri di quota, 281 m di profondità massima, 18° tra i laghi più grandi del mondo, sul gradino più alto del podio per essere il lago navigabile più alto della Terra. Il lago Titicaca è diviso tra Perù e Bolivia e i peruviani scherzano dicendo che la loro parte è il Titi mentre il Caca è dei vicini boliviani. Su questa immensa distesa sorgono decine di isole, alcune delle quali abitate, altre addirittura... galleggianti.
Un intenso aroma di caffè, che gorgheggia bollente, ci sveglia dolcemente: l'elegante Urbino è accarezzata dal sole di ottobre e il cielo è attraversato da strisce di nuvole bianche, più tirate di un volto sottoposto al lifting. Iniziare una nuova giornata di viaggio in bicicletta con la luce solare a guidare ogni faticosa pedalata ha un buon sapore e l'eccitazione per i luoghi sconosciuti che visiteremo sale fin sopra le nubi d'autunno ormai sbiadite...
Il risveglio quest'oggi ha un sapore amaro. Il ticchettio che colpisce il soprattetto della tenda non lascia spazio all'immaginazione: le gocce di pioggia si infrangono sul nylon come schegge che trafiggono il nostro umore. Ma la speranza non ci abbandona e nell'attesa che spiova ci godiamo il caldo tepore del nostro sacco a pelo... d'altronde in un viaggio in bici di un mese qualche giorno non proprio splendido lo dobbiamo mettere in conto.
Partire per un viaggio in bicicletta attraverso l'Italia appenninica non è cosa di tutti i giorni, bisogna essere consapevoli del fatto che si faticherà ma anche che tutto il sudore versato sarà ampiamente ricompensato... con questo pensiero insolito, apparso nella mia testa per chissà quale strana ragione, apro gli occhi nell'autunno del Monte Fumaiolo dopo una notte in tenda tra cinghiali vagabondi e gufi insonni. Il campeggio è deserto, siamo rimasti solo noi tra le foglie rosse che, ad ogni alito di vento, piombano volteggiando verso terra... forse è tempo di riprendere la strada!
Fermarsi ai piedi dell'Appennino aspettando il giorno giusto per partire è un'attesa senza fine. I muscoli si afflosciano, le braccia tendono spontaneamente in avanti facendoti sembrare uno zombie, la testa è altrove, persa tra le vette montane che ancora non riesci a scorgere e poi, quando arriva l'attimo della partenza, tutto si risveglia come da un letargo non dichiarato, l'adrenalina dà forza ad ogni pedalata e la mente può ricominciare a vivere pienamente ogni istante del viaggio!
Un risveglio lento, da cicloviaggiatore. Le operazioni di routine richiedono un po' di tempo, soprattutto oggi che è il primo giorno di viaggio vero. Il rodaggio delle manovre più elementari - infilare il sacco a pelo in quella sua custodia sempre troppo piccola, sgonfiare il materassino, smontare la tenda – richiede sempre qualche giorno. Cesenatico attende il nostro arrivo ed anche oggi sarà in notturna.
Mirandola non era sulla rotta prevista. Si doveva attraversare la pianura veneta, quel ribollente formicaio di aziende e stabilimenti l'uno in fila all'altro che rappresentano l'orgoglio padano. Una febbre improvvisa ci ha costretto a rinviare la partenza ma un appuntamento improrogabile non poteva attendere... tutte queste congiunture hanno provocato un cambio di programma e di rotta...
Durante il viaggio in bici in Norvegia abbiamo avuto a disposizione una action camera per effettuare le riprese video e non solo. La Sony HDR-AS15 action cam è il modello del colosso inglese che è entrato in questo segmento di mercato da poco... la giovane età è mascherata dall'esperienza che l'azienda ha alle spalle. Ecco di seguito qualche considerazione ed un nostro giudizio.
Ecco un breve filmato realizzato con la tecnica del timelapse che riassume il nostro viaggio in bici in Norvegia #scandibike in poco più di un minuto... il video è in realtà l'unione di migliaia di fotografie scattate in sequenza lungo i fiordi norvegesi tra Geiranger e la Route 17, le principali mete toccate durante il viaggio. In attesa di sistemare le ore di video filmate, speriamo vi piaccia questo aperitivo... buona visione.
Dopo aver affrontato i fiordi patrimoni UNESCO di Geiranger e la strada più fotografata di Norvegia, la Trollstiegen, abbiamo imboccato la route 17 per salire verso nord e zigzagare tra fiordi e montagne. Ormai è passato quasi un mese ed oltre 1800 chilometri dalla nostra partenza ad Oslo e siamo finalmente giunti a Bodo, cittadina capolinea di ferrovia e strada costiera ma anche di #scandibike che si chiude qui. La Norvegia è stata severa, si è nascosta tra le nubi concedendoci qualche perla ogni tanto... è tempo di riscaldare l'animo e il corpo, progettando e sognando mille altri viaggi in bici, ma prima le ultime tappe del nostro percorso scandinavo.
Eccomi qui ad accingermi a presentarvi il prodotto di punta per quanto riguarda la gamma action-cam della Polaroid. La action camera XS100 HD Extreme edition. Acquistata a 140,00 Euro, la videocamera si pone sul mercato come alternativa alla più blasonata GoPro Hero 3 ma ad un costo decisamente più contenuto.
Benvenuti nella mappa interattiva del nostro viaggio in bici in Norvegia. Abbiamo pedalato per 1850 km circa, in 23 tappe zigzagando lungo la costa ed i fiordi scandinavi. Partiti da Oslo, abbiamo attraversato la Norvegia sud-occidentale salendo sull'altopiano di Valdresflye per poi raggiungere il fiordo patrimonio UNESCO di Geiranger. Proseguendo verso nord abbiamo percorso la Trollstiegen, la strada dei Trolls, per poi proseguire fino a Trøndheim. Poco sopra abbiamo imboccato la route 17, la strada costiera che tra laghi, montagne e fiordi ci ha condotto fino a Bodø, oltre il circolo polare artico.
Sole, Mediterraneo e coniglio: non avrei mai pensato di esplorare l'isola di Ischia in bicicletta prima dei trentanni eppure ho avuto questa occasione proprio il mese scorso, un mese prima che il Giro d'Italia toccasse questa destinazione per la sua seconda tappa! Sormontata dallo scenico Monte Epomeo, Ischia è inaspettatamente frequentata da decine di mountain bikers e ciclisti che ne colorano le strade di giallo... sono i ragazzi del Team Cicli Scotto di cui anche Gino, il mentore di questa avventura ischitana,  fa parte!
 Un week end ad Ischia in bici, per scoprire le bellezze del territorio in mountain bike: un mezzo di trasporto perfetto per esplorare l'isola in tutta tranquillità e raggiungendo qualsiasi punto accessibile. Ecco il video dei due giorni trascorsi in terra partenopea divertendoci nei saliscendi sulle stradine tipicamente mediterranee, grazie all'ospitalità di Elena del Family Bike Hotel Le Canne.
Ecco il video del nostro viaggio pasquale lungo i sentieri e le strade della via Francigena Piemonte. Sono stati giorni intensi nonostante il meteo non sia stato, in parte, a noi favorevole... abbiamo seguito i quattro percorsi segnalati e di ognuno di essi conserviamo un ricordo diverso: le pedalate in compagnia del tratto Morenico Canavesano, la faticaccia della salita spaccagambe verso la Basilica di Superga sul tratto Torino Vercelli, gli interminabili saliscendi del percorso verso il mare nel Monferrato e gli spettacolari panorami, finalmente con il cielo azzurro, della valle di Susa. Eccone una sintesi...
Sul treno che ci riporta a Torino, lascio già scorrere la mente a ritroso per cercare un filo conduttore di questa via Francigena del Piemonte percorsa in lungo e in largo durante questo mini-viaggio in bici. Grazie alla disponibilità di Silvia ed Elena di Turismo Torino siamo riusciti ad esplorare tutte le varie ramificazioni degli antichi percorsi che i pellegrini seguivano in Piemonte per giungere a Roma da Canterbury o da Santiago (o viceversa). Per raccontare questi nostri giorni da pellegrini moderni (abbiamo sostituito il cammino con la pedalata) non posso prescindere dal parlare di meteo, che ha condizionato il nostro già lento incedere. Lascio ad un articolo futuro la narrazione di ciò che abbiamo visto e dei territori attraversati, per concentrarmi sulle emozioni e sulle sensazioni vissute, prima che esse vengano offuscate dal tempo. 
 
 
 

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