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Cicloturismo e viaggi in bici in Toscana

Fra i tanti percorsi che si possono fare sull’isola d’Elba non può mancare il perimetro dell’isola (periplo). Io e Giacomo abbiamo percorso il periplo dell’isola d’Elba in bikepacking in senso antiorario con biciclette gravel ad agosto 2022.

Trascorrere un paio giorni di marzo al mare non è poi così male! Questa volta io, Leo e Vero ci troviamo a Livorno per incontrare Giuseppe, l’anima di Mald’avventura, ovvero il tour operator a cui ci affidiamo per la direzione tecnica dei viaggi targati Life in Travel. L’obiettivo dell’incontro è chiaramente il lavoro, ma questa due giorni sarà ricordata anche per due fantastici giri ad anello attorno alla terra di origine di Giuseppe, tra strade bianche, single trail scorrevoli e tecnici, con panorami mozzafiato sul mare e sulle colline che avvolgono la città costiera. Un bel mix che fa da contorno a due giornate MTB Livorno.

Alle volte non basta soltanto aver voglia di pedalare ma bisogna anche avere una meta ben precisa, una motivazione più profonda, una curiosità da soddisfare o un sogno da realizzare. A volte servono tutte le cose assieme: il 43 parallelo nord questa volta è stata la nostra risposta.

Val d’Orcia in bici è sinonimo di grande bellezza, di cultura agreste e di enogastronomia da vivere. Chi di voi non ha mai sentito parlare della Toscana come la culla del ciclismo gravel?! In provincia di Siena esistono molteplici percorsi ciclistici adatti a chi ama pedalare fuori dalle strade trafficate, nel silenzio della natura, tra i boschi e i campi arati che fanno da cornice alle Crete Senesi e alle magnifiche colline dove i filari di cipressi si susseguono tra un podere e l'altro.

Come l’anno scorso, i duri mesi di restrizioni COVID sono stati alleggeriti per Mirko e Alberto dalla prospettiva del viaggio in bicicletta, che ormai li unisce da 5 anni. La destinazione 2021 è l’isola d’Elba, obiettivo di diversi progetti di viaggio non ancora realizzati. La bellezza, ancora in buona parte selvaggia, dell’isola è molto forte, e a questo si aggiunge l’idea di percorrere le famose strade sterrate della Toscana in bici. Il viaggio gravel, sulla ghiaia, ha un fascino particolare perché consente di attraversare zone ancora incontaminate, di immergersi completamente nel paesaggio, oltre a evitare il pericolo di essere investiti da auto in corsa. C’è la polvere, c’è la fatica ma per noi, innamorati della bici, tutto ciò rappresenta una medaglia in più.

Pensare che solamente le Alpi siano fucina di itinerari che valga la pena di affrontare in bici è la cosa più sbagliata; gli Appennini sono solamente diversi, non avranno le stesse quote e le montagne così imponenti, ma custodiscono borghi molto carini e gli ambienti si presentano a prima vista selvaggi e al contempo attraenti. Poi ci sono tante salite, tanti passi poco conosciuti e dislivelli non indifferenti! Insomma, una spinta in più per voler scoprire luoghi nuovi e, in questo caso, affrontare l'anello di 2 giorni attraverso il parco dei Cento Laghi in bici tra Val d'Enza e Val Baganza, in Emilia Romagna.

È un po' di tempo che seguo Life in travel e ho trovato sempre interessanti i racconti su viaggi ed escursioni. Qualche giorno fa mi aggiravo per Firenze, ovviamente in bici, e inseguendo i miei pensieri in disordine, mi è venuta l'ispirazione per raccontare qualcosa di quello che stavo vedendo. Eccoci qua amici di pedale, iniziamo questo viaggio insieme...

Il Covid-19 serpeggia ancora in Europa e i nostri progetti iniziali vengono per il momento prudentemente accantonati. Fa caldo e abbiamo voglia sia di mare cristallino che del fresco della montagna. La risposta è l’Isola d’Elba in MTB. Una veloce ricerca e abbiamo già accumulato idee e itinerari a sufficienza...

Questo è il racconto del percorso permanente de “L’Eroica” in bikepacking da Mattia Munegato e Marco Benetti dal 15 al 17 agosto 2020. La traccia di questo itinerario medio-impegnativo sulle strade bianche di Toscana si trova sul sito ufficiale dell'Eroica.

 

Percorrere il Lunigiana Trail in bici permette di cimentarsi in alcuni dei fuoristrada più panoramici e suggestivi della storica regione geografica tra Toscana e Liguria. Da Pontremoli il tracciato attraversa un territorio resiliente, dove i piccoli borghi spopolati sono tenuti in vita dai pochi personaggi che, su queste montagne, vivono dei prodotti della terra, in perfetta sintonia con essa. In bicicletta si guadagna quota sfiorando le cime verdeggianti, ma severe, del parco nazionale dell'Appennino Tosco - Emiliano. Il nostro itinerario di sei giorni può essere percorso tutto di fila oppure spezzato in due parti come noi, tagliando dal centro parco della località Treschietto per seguire un tratto della Via Francigena. Da Barbarasco, dopo aver preso fiato, si riprende a salire verso il vicino confine con la Liguria e il percorso dell'alta via dei monti liguri, per immergersi ancora una volta negli incontaminati e aspri ambienti in quota della Lunigiana...

In questa calda e soleggiata giornata di luglio abbraccerò un vasto territorio, facendo cicloturismo dalle cave di Carrara al mare di Lerici, rimbalzando dalla Toscana alla Liguria ed ancora in Toscana. Farò tappa nel parco regionale delle alpi Apuane per poi gettarmi letteralmente a mare presso il castello di Lerici.
Questo ampio giro su strade asfaltate e poco trafficate permette di comprendere la complessità di un così ricco paesaggio (siamo pur sempre in Italia, dove ogni luogo è unico). Indubbiamente in zona esistono percorsi per la mountain bike ma ora come ora mancano le indicazioni sul territorio e neppure gli enti locali mi sanno aiutare con  mappe specifiche. Per il momento sono presenti indicazioni per escursioni a piedi sui sentieri grazie al CAI, ma sono convinto che in un futuro prossimo attori privati e pubblici si attiveranno nella promozione delle ruote grasse. 
Fare cicloturismo in Lunigiana è indubbiamente un bel vivere, ed un modo sincero quanto sereno per conoscere una terra ospitale che si affaccia sulle montagne ed arriva al mare. Sotto molti aspetti è ancora un luogo genuino, ricco di prodotti della terra e tradizioni popolari. Il suo nome deriva dalla colonia romana di Luni fondata nel 177 a. C. alla foce del Magra. Da sempre è territorio di passaggio; ne sono testimonianza la via Francigena, l’antico cammino di pellegrinaggio, e lo spropositato numero di castelli, rocche e fortezze.

Oggi mi appresto a unire una via di pellegrinaggio, due ciclabili in ambito fluviale e un percorso escursionistico per ottenere l’anello cicloturistico dei monti Pisani partendo da Orentano e toccando le città di Lucca e Pisa. Tale anello svolto in senso antiorario insiste su strade asfaltate, siano esse secondarie oppure un po’ più trafficate, e sterrate, nella maggior parte in ottimo stato.

Durante la notte, e non solo, ha molto piovuto perciò la mia avventura è stata assai bagnata; ciò non mi ha scoraggiato, anzi mi ha permesso di valutare tale idea in condizioni critiche.

Quest’oggi il mio focus saranno i monti Pisani in mountain bike. Per la prima volta ho modo di pedalare nella provincia di Lucca, in Toscana, tra verdi colline e meravigliose tracce storiche.

Premetto che non siamo ciclisti professionisti, ma due podisti che si sono trasformati in ciclisti poco esperti e improvvisati! L’anno scorso ci siamo cimentati sulla Via Francigena in bici e ci siamo innamorati di questo modo di viaggiare. Così abbiamo voluto riprovare, costruendoci un giro ad anello sulla base di una vecchia cartina ritrovata tra le scartoffie di casa.

Il weekend appena trascorso ci ha dato l'occasione di pedalare ancora una volta sulle strade bianche di Toscana. La grande bellezza del territorio della val d'Orcia si è rivelata ai nostri occhi mentre affrontavamo la Nova Eroica, una manifestazione gravel dall'anima agonistica ma con un cuore cicloturistico.

“Vado a fare un viaggio da solo”.
“Se hai bisogno di un assistente vengo con te… se non disturba”-
“Veramente avevo programmato di andare in solitaria, ma se vuoi seguirmi va bene. Sappi che un giorno voglio fermarmi al mare e passeggiare senza tempo. Questa è la condizione che metto”.
“Accetto la condizione, tu vai a passeggiare e io eventualmente faccio un giro in bici”.
Cambiano i progetti, i programmi, tutto quello che la mente fino a questo momento ha elaborato va rivisto e organizzato diversamente, non mi dispiace avere un compagno di viaggio che oltretutto si aggrega spontaneamente e genera nuovo entusiasmo...
Questa nuova ciclovia, lunga oltre 500 km, collega Spina a Populonia, dal mare Adriatico al mare Tirreno. Il progetto è stato sviluppato dal gruppo di Ciclo-escursionismo della sezione CAI di Bologna Mario Fantin, con il desiderio di unire il piacere di un viaggio in MTB alla riscoperta della cultura nascosta tra le montagne del nostro Appennino Tosco-Emiliano.
La Ducato Estense Coast to Coast - DEC2C -è il frutto di un viaggio cicloturistico in Austria di qualche anno fa. Tutti noi abbiamo letto, sentito e visto innumerevoli racconti e immagini in merito al fantastico lavoro fatto dagli austriaci (e non solo) nel campo della mobilità alternativa. Quando è capitato a me di toccare con mano (o meglio, di toccare con le ruote) questa incredibile realtà, ha iniziato a frullarmi nella testa un pensiero fisso: “sarebbe davvero fantastico riuscire a creare qualcosa di analogo anche dalle nostre parti per fare dell’Italia un’attrazione cicloturistica al pari dei paesi del nord e centro Europa”.
Nella mia idea però non doveva essere un circuito che collegasse semplicemente due o più luoghi, ma un vero itinerario che avesse come comune denominatore la storia e la cultura di un territorio. Da qui l’intuizione di rifarsi al Ducato Estense: la famiglia degli Este ha infatti dominato per secoli un vasto territorio che andava dal Polesine fino alla Garfagnana e alla Lunigiana includendo città importati quali Ferrara, Modena, Massa e Carrara.
Il Monte Arsenti ed il suo trail park sono diventati negli anni un caso atipico nel panorama massetano; non per niente il rilievo è conosciuto a livello internazionale da coloro che praticano enduro. Già dal 2008 si sono svolte gare di questo genere. La sua particolarità sta nell’essere una collina coi 4 "lati" disponibili per la risalita mediante delle strade sterrare bianche che lo tagliano nei due sensi, salita praticabile anche dal bike shuttle. Un discorso simile lo si può fare pure per Monte di Muro e Buca della Neve nella zona di Scarlino, zone organizzate tracciate sempre da Simone nel 2008. Le quote, fra i 500 e 600 metri, permettono discese lunghe sino a 5 km.

               

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