Subito, quando pensi a quest'angolo di Francia lassù a nord-ovest, ti salta in mente l'isolata ed imponente sagoma di Mont Saint Michel, a metà strada tra qui e la Normandia. Ma la Bretagna ha molto da offrire e questi pochi giorni trascorsi a pedalare sulle sue strade ce ne hanno dato un assaggio.

Dici Eroica e pensi Chianti. Quindi, buona cucina e buon vino. Ma soprattutto pensi alle strade bianche su e giù per colline infinite ricoperte di vigneti ed uliveti, di faggete e campi di grano. Il primo mini-cicloviaggio di Nala, la nostra cagnolina meticcia che ci terrà compagnia per i prossimi anni di vita, non poteva avere una location più suggestiva: due giorni in bici in Toscana, tra Chianti e Val di Merse - tra Eroica e Gran Tour. In queste righe vi darò conto del primo di questi due giorni, trascorso sul tracciato dell'Eroica, nella sua sezione settentrionale, facendo base a Radda in Chianti.
 
Eroica: percorso in bici sulle strade bianche del Chianti - 5.0 out of 5 based on 1 vote
Desiderato. Temuto. Ed è subito viaggio. Un viaggio in bicicletta in Islanda non si affronta mai a cuor leggero, anche se si tratta della seconda avventura: la natura è selvaggia sia in quello che ti offre da vedere che nel clima, sempre avverso.
Troveremo pioggia, freddo e vento. Siamo già programmati a sopportare tutto, anche le notti ghiacciate in tenda. E tanta accortezza per i materiali: un piccolo problema potrebbe rivelarsi irrisolvibile in certe zone deserte.
Il progetto del viaggio prevede il deserto dello Sprengisandur con l’Askja e i fiordi occidentali.
Alla fine della nostra avventura i chilometri totali che percorreremo in 94 ore di pedalate saranno 1342, di cui 194 su strade di montagna e 130 su sterrato. Il dislivello positivo sarà di 11407 m.
(le rilevazioni sono state effettuate con Garmin Edge 520, senza correzioni di quota. )
Racconti di Islanda in bici: 1342 km di deserto e fiordi - 4.0 out of 5 based on 5 votes
Immaginate un percorso ciclabile piuttosto pianeggiante immerso nelle montagne alpine: un itinerario adatto a tutti che attraversa da ovest ad est una buona fetta del territorio montuoso tra Svizzera, Austria e Germania: non è utopia, è reale e si chiama pista ciclabile dell'Inn. Il tracciato di 520 km collega Maloja a Passau regalando al cicloturista la sicurezza di pedalare quasi sempre su sede propria e la bellezza di panorami sempre diversi.
Pista ciclabile dell'Inn: da Maloja a Passau tra Svizzera, Austria e Germania - 4.5 out of 5 based on 2 votes
La Sicilia può essere frustrante per chi pratica cicloturismo. Strade spesso poco curate, traffico, scarsa cultura ciclabile... eppure se si salta in sella una volta e si percorre un itinerario fuori dalle strade principali, ci si innamora del territorio e della gente. Oggi provo a raccontarti 5 mete da scoprire in bicicletta nel nord-est dell'isola. 
Se non avessi la passione per i viaggi in bici, sicuramente sceglierei di viaggiare on the road e, nell'immaginario collettivo, la strada più desiderata e sognata è la Historic Route 66. In bici però esiste un itinerario analogo facente parte del U.S. Bicycle Route System e chiamato Bicycle Route 66. Sono 4000 km (di pura avventura!) attraverso gli Stati Uniti, dall'Illinois alla California.
L’Appennino tra Piacenza e la Liguria mi piace moltissimo: per questo appena riesco scappo dalla pianura e mi dirigo verso sud. Oggi ho pensato di fare un anello in bici che passa in un territorio affascinante, in cui si possono ascoltare – a distanza di pochi chilometri – tre dialetti: il Piacentino, il Genovese e il Parmense.
Per il ponte del 2 giugno avevo bisogno di vivere una piccola avventura progettata da me: lontano dalla pianura in cui vivo, ma senza il rischio di code in auto o rientri su treni superaffollati. Ecco come è nata l'idea di effettuare un viaggio in bici di tre giorni da Bolzano a Brescia attraversando le Alpi che dividono le due città.
Nel nord del Tirolo austriaco, al confine con la Baviera, si estende un lembo di terra scavato tra le ultime propaggini delle Alpi. Il fiume Inn si è sobbarcato questo arduo compito, modellando le rocce ed i pendii per farsi strada fino alle pianure germaniche, prima di gettarsi nel Danubio. 
 
L’Olanda, nell’immaginario collettivo è da decenni la terra delle biciclette e non lo è a caso. Centinaia di chilometri di ciclabili, una rete fitta e sicura da percorrere in sella. Ciclisti e cicloviaggiatori ovunque, città e campagne invase pacificamente dai mezzi a due ruote che si mischiano e si fondono alle imbarcazioni mentre solcano il dedalo di canali che attraversa il paese.
Un viaggio bici+barca in Olanda è il grande classico che si deve provare una volta nella vita, magari cercando ciclabili e canali fuori dalle solite rotte!
Questo breve percorso cicloturistico (ma ideale per chi non disdegna un po' di salita) da Tirano ci porterà all'antico borgo di Teglio, la patria del pizzochero. O forse dovrei dire dei pizzocheri? Percorreremo un tratto del Sentiero Valtellina per poi svoltare sulla Strada Provinciale numero 21 che, con una dolce salita dalle pendenze morbide e senza strappi, immersa nei vigneti, ci porterà a destinazione.
Ai piedi delle maestose vette dell'Adamello, nella località di Ponte di Legno, due piccoli torrenti alpini dai nomi altisonanti si incontrano dando vita al fiume Oglio.
Per 282 km, dalla confluenza di Frigidolfo e Narcanello alla foce nel Po, l'Oglio con il suo lento incedere disegna un corso variegato attraverso territori ricchi di storia e cultura. La ciclovia dell'Oglio, dal Tonale al fiume Po, nasce con l'intento di valorizzare gli ambienti fluviali creati dal protagonista della nostra storia, agevolandone la percorrenza in bicicletta, mezzo sostenibile e adatto a tutti. Dopo anni di interventi e rivalutazione territoriale in Valle Camonica la ciclovia, che scende fino al lago di Iseo e poi oltre nella pianura, può dirsi finalmente conclusa. In occasione della Fiera della sostenibilità nella natura alpina infatti, il 10 giugno verrà inaugurato il tratto da Vezza d'Oglio a Capo di Ponte, l'ultimo della vallata ad essere stato ultimato.
Ciclovia dell'Oglio: inaugurazione del nuovo tratto tra Vezza d'Oglio e Capo di Ponte - 3.3 out of 5 based on 3 votes
Chiudi gli occhi per un momento ed immagina il tuo posto ideale per andare in bici. Io sognerei montagne rocciose, single trail, boschi verdi e un lago dall'acqua cristallina in cui fare il bagno a fine giro. Nell'ultimo weekend a pedali ho trovato tutto questo e credo che ti chiederai se sto scherzando quando ti dirò dov'è. Vista l'immagine stereotipata che si ha della Lombardia, operosa e dedita soltanto a business, commercio e vita mondana, pensare che possano esistere oasi di quiete e verde proprio qui, non è facile.
In realtà il weekend in bici al lago di Como e in Brianza mi ha mostrato entrambi i volti della regione, facendomi conoscere luoghi incantevoli fuori dalle rotte trafficate ma anche grandi classici del ciclismo italiano come la salita alla Madonna del Ghisallo. Tra una pedalata e l'altra abbiamo trovato anche il tempo per un tuffo nel lago e per un gran finale all'autodromo di Monza, per assistere alla partenza della crono decisiva del centesimo Giro d'Italia
Durante le uscite in bicicletta con gli amici, tra competizione e poesia, spesso, messi di fronte alla dura realtà di un'effimera sconfitta, ci si arrampica sugli specchi affermando: "Caspita: tu si che stavi pedalando sul serio!". Nel caso della pista ciclabile della Val Seriana mai altra affermazione fu più veritiera. Questa vallata della provincia di Bergamo è infatti percorsa dal fiume Serio che, in millenni di duro lavoro, ha disegnato un corso variegato e piacevole da scoprire in bicicletta. La ciclabile della Val Seriana, che in parte ricalca la vecchia ferrovia dismessa nel 1967, collega Alzano Lombardo a Clusone con una variante all'altezza di Ponte Nossa, che permette di raggiungere Valbondione, località situata in cima ad un ramo secondario della vallata.
Ciclabile della Val Seriana: da Alzano Lombardo a Clusone in bici - 4.7 out of 5 based on 3 votes
Ormai il Treciclo è una realtà. E’ passato un anno esatto dal primo viaggio in bicicletta di Mirko, Danilo e Alberto, tante cose sono cambiate, tra cui anche la nascita di un bimbetto, ma la partenza per una nuova avventura su due ruote non è stata mai in discussione. Più difficile è stato trovare il tragitto.
Dopo l’esperienza quasi coast to coast dello scorso anno, da Macerata all’Argentario, decine sono state le proposte partorite e discusse. Alla fine prevale l’idea di un viaggio quasi mistico nel cuore verde d’Italia, tra boschi, borghi e abbazie.
Il grande nord ha sempre avuto un magnetismo particolare sul sottoscritto, soprattutto perché da sempre amo la natura e le montagne. Nonostante il primo viaggio in Norvegia sia stato perseguitato da un tempo inclemente, la meraviglia dei paesaggi nordici si è parzialmente rivelata. Tra le dieci cose da vedere in Norvegia è dunque logico aspettarsi tante meraviglie naturali anche se alcune città sono ottime basi d'appoggio e valide mete turistiche.
 
 
 

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