Cicloturismo e viaggi in bici in Emilia Romagna

L'Appennino settentrionale è un territorio molto particolare: non esiste un metro di pianura! È un continuo saliscendi tra boschi, vallette e conche solitarie e incontaminate, dove la presenza degli animali selvatici forse è più forte rispetto a quella umana. Le strade secondarie sono poco o per nulla trafficate e consentono di raggiungere  borghi non visibili dai fondovalle e dalla parvenza inaccessibili. In questo contesto si inserisce molto bene l'anello in bici di 2 giorni tra Bettola e Bardi, quasi totalmente asfaltato e direi più adatto a una bici da cicloturismo che a una da strada, sia per la presenza di una parte – seppur breve – sterrata, sia perché il manto delle stradine secondarie asfaltate non è sempre ottimale.

 

 
 

Il giro del Monte Penna in MTB è un itinerario di difficoltà media che permette di visitare un angolo di Appennino diviso tra la provincia emiliana di Parma e quella ligure di Genova. In questa pedalata tra i 700 e i 1500 metri di quota, si supereranno diversi passi, la sorgente del fiume Taro, due rifugi e piacevoli aree boscose dove scorgereil rapido passaggio di un capriolo o di una volpe.

 
 

La ciclovia Adriatica è un progetto risalente a qualche anno fa che dovrebbe collegare Trieste, in Friuli Venezia Giulia, a Leuca in Puglia, raccordando tra loro ciclovie e piste ciclabili esistenti e strade secondarie che si snodano lungo la costa adriatica per circa 1500 km. Dico dovrebbe perché ancora non è stato completato. Ogni anno si aggiungono nuovi chilometri di piste ciclabili incrementando il percorso su sede propria e diminuendo le deviazioni sulla fastidiosa e trafficata SS16, ma rimane ancora molto, molto lavoro da fare, anche per quanto riguarda la segnaletica, quasi del tutto inesistente.

L'itinerario ad anello tra Val Trebbia e Val Staffora si sviluppa tra la Lombardia e l'Emilia-Romagna, nel territorio che si trova a sud dell'Oltrepò Pavese. Il Monte Lesima, montagna situata nel punto più meridionale della Lombardia, è una delle cime più elevate dell'Appennino Ligure e rappresenta a tutti gli effetti il soggetto principale di questo giro in bicicletta tra le bellezze nascoste di un territorio selvaggio e soprattutto poco frequentato dai mezzi a motore!

Premetto che non siamo ciclisti professionisti, ma due podisti che si sono trasformati in ciclisti poco esperti e improvvisati! L’anno scorso ci siamo cimentati sulla Via Francigena in bici e ci siamo innamorati di questo modo di viaggiare. Così abbiamo voluto riprovare, costruendoci un giro ad anello sulla base di una vecchia cartina ritrovata tra le scartoffie di casa.
“Vado a fare un viaggio da solo”.
“Se hai bisogno di un assistente vengo con te… se non disturba”-
“Veramente avevo programmato di andare in solitaria, ma se vuoi seguirmi va bene. Sappi che un giorno voglio fermarmi al mare e passeggiare senza tempo. Questa è la condizione che metto”.
“Accetto la condizione, tu vai a passeggiare e io eventualmente faccio un giro in bici”.
Cambiano i progetti, i programmi, tutto quello che la mente fino a questo momento ha elaborato va rivisto e organizzato diversamente, non mi dispiace avere un compagno di viaggio che oltretutto si aggrega spontaneamente e genera nuovo entusiasmo...
Questo giro MTB nella vena del gesso romagnola, è costituito da due anelli: uno su asfalto con tappa al borgo di Brisighella, e l’altro al suo interno, più breve ma più intenso, che insiste in un settore del parco (i cosiddetti Gessi di Rontana e Castelnuovo) chiamato parco di Cà Carnè, ricco di fenomeni carsici di superficie, e noto per il suo centro visite.
L’Italia, bella perché varia. Non c’è un luogo che per natura e storia sia uguale all’altro.
Negli Appennini, nella parte occidentale della Romagna, esiste un luogo, dalla conformazione particolare, che ha segnato prepotentemente la flora e la fauna, lasciando anche il segno nella storia e nella vita degli uomini.
Mi riferisco alla Vena del Gesso Romagnola, una dorsale di solfato di calcio lunga circa 20 km e larga mai più di 1, col Monte Mauro come vetta più alta, divenuta parco regionale allo scopo di proteggerne la biodiversità.

Nella due giorni riminese mi sono dedicato in parte all'entroterra ed in parte al mare. Il percorso descritto di seguito mi ha condotto a Rimini in bici per poi seguire la costa e rilassarmi lungo la ciclovia tirrenica tra Riccione, Misano, Cattolica e Gabbice Mare.

Finalmente mi sono ritagliato due belle giornate di fine marzo per esplorare il comune di Rimini in bici; così è nato un weekend di cicloturismo in Romagna. Il primo dei due percorsi mi ha condotto ad esplorare la Val Marecchia, San Marino e San Leo, un territorio che comprende località storicamente appartenute alla signoria dei Malatesta ed altre contese ed occupate dai Montefeltro.
Le due famiglie, vicine e rivali, fortificarono tutti i villaggi, sia quelli in valle che sui colli. Tali fortificazioni costruite in pietra locale si innestano perfettamente nel paesaggio selvaggio, come gemme spontanee, e scoprirle in bici è stato fantastico. 
Viaggiare in bici da Budapest a La Spezia... prima della partenza mi sono posto una domanda: "Si può fare tutta su piste ciclabili?" Io ci ho provato e ho scoperto che...
Questa nuova ciclovia, lunga oltre 500 km, collega Spina a Populonia, dal mare Adriatico al mare Tirreno. Il progetto è stato sviluppato dal gruppo di Ciclo-escursionismo della sezione CAI di Bologna Mario Fantin, con il desiderio di unire il piacere di un viaggio in MTB alla riscoperta della cultura nascosta tra le montagne del nostro Appennino Tosco-Emiliano.
La Ducato Estense Coast to Coast - DEC2C -è il frutto di un viaggio cicloturistico in Austria di qualche anno fa. Tutti noi abbiamo letto, sentito e visto innumerevoli racconti e immagini in merito al fantastico lavoro fatto dagli austriaci (e non solo) nel campo della mobilità alternativa. Quando è capitato a me di toccare con mano (o meglio, di toccare con le ruote) questa incredibile realtà, ha iniziato a frullarmi nella testa un pensiero fisso: “sarebbe davvero fantastico riuscire a creare qualcosa di analogo anche dalle nostre parti per fare dell’Italia un’attrazione cicloturistica al pari dei paesi del nord e centro Europa”.
Nella mia idea però non doveva essere un circuito che collegasse semplicemente due o più luoghi, ma un vero itinerario che avesse come comune denominatore la storia e la cultura di un territorio. Da qui l’intuizione di rifarsi al Ducato Estense: la famiglia degli Este ha infatti dominato per secoli un vasto territorio che andava dal Polesine fino alla Garfagnana e alla Lunigiana includendo città importati quali Ferrara, Modena, Massa e Carrara.
Va alla Romagna la palma di area geografica con il maggior numero di itinerari ciclabili. Parliamo di una regione che può contare su 8.000 chilometri di percorsi dedicati agli appassionati, fra itinerari stradali e tracciati sterrati.In Romagna l'amore per la bicicletta è contagioso e anche chi sceglie il territorio per le vacanze non rinuncia ad una sgambata sulle due ruote optando per i percorsi ciclabili urbani, un'ottima soluzione per tutta la famiglia, o impegnandosi su itinerari più complessi, ideali per chi nelle gambe ha un discreto numero di ore d'allenamento.
L'itinerario cicloturistico  che abbiamo percorso tra la Val Tidone e la Val Trebbia in bicicletta si immerge  nella Natura di queste due vallate portandoti anche a scoprire alcuni castelli, borghi storici come Bobbio e il canyon del fiume Trebbia. Nel percorso di cicloturismo non mancano un paio di brevi ma divertenti sterrati, un paio di salite durante le quali spingere sui pedali e istanti da dedicare alla contemplazione dei luoghi che contraddistinguono questa area geografica tra Lombardia ed Emilia Romagna.
Sto mangiando il primo gelato. Non so ancora primo di quanti, ma ho preventivamente preso il cono piccolo dato che mi hanno detto che ci sono più gelaterie in paese, quindi con quello piccolo mi metto in pace la coscienza e posso prenderne quanti ne voglio. Certo come rapporto quantità prezzo si spende un po’ di più, ma alla fine è bello cambiare posto. Poi alla fine, la gente della mia età lo fa con le birre di solito e, fanculo, almeno il gelato non è alcool.
Adesso ho finito il secondo e posso affermare con certezza che in 10 giorni di ferie non ho trovato un solo gelataio in grado di produrre una cosa decente. Mi chiedo cosa diavolo ci voglia. Intendo, gelaterie buone in giro ce ne sono, ma trovarle è un'impresa. Comunque un gelato schifoso è sempre meglio di nessun gelato, il che mi pone nella condizione di non farmi troppi problemi di fronte al banco frigo: lo acquisterò lo stesso anche se la soddisfazione nell'80% dei casi sarà limitata.
Per fortuna che non riuscivo a stare fermo, senza fare nulla...
Probabilmente le mie stesse parole mi hanno mosso qualcosa dentro. Infatti domenica 16 agosto, giornata piovosa più o meno tutto il giorno, è stata la giornata del "Non mi sveglio", "non parto", "non mi muovo". La giornata inizia proprio con la pioggia, che da sotto la tenda è sempre qualcosa di magico, dato che ciò che ti separa dalle intemperie è solo un telo di qualche decimo di millimetro di spessore. Che garanzia...
Questa mattina dopo aver sistemato il Facebook del nostro amico e Elio e abbracciato il mio mitico compagno di viaggio Gino sono partito per un super giro. Stanco morto?
Beh, sì e no.
Si sa, anche le cose più belle finiscono. Anzi sono proprio quelle che finiscono prima. Comunque noi non si frigna mica. Finita un’avventura se ne comincia un'altra. È così che funziona.
Domani Gino torna a casa col culo rotto, gambe sciolte, lavoro già in testa e letto "materassato" pronto ad accoglierlo. Prima però dobbiamo raccontare l'ultima tappa assieme.
Stiamo aspettando la pizza. Tra un grattata alle punture di zanzara di Camogli e...
Pizza arrivata, anche mangiata. Pasta sottile ma ben cotta. Buona. Ora il dessert. Niente dessert, hanno la panna cotta fatta in casa che equivale a un budino comprato al supermercato. Altro che la crema catalana della signora di Ponte Santa Margherita...
Quindi, tornando a noi, il punto era: qui si parla di Cayenne, pizze, gelati, pedalate, scorregge puzzolenti di Gino, salite e discese. Ma gli Appennini? Come sono? Grandi? Medi? Caldi? Belli? Lunghi? Soffici?
 

               

Storie a pedali

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