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Cicloturismo e viaggi in bici in Emilia Romagna

Premetto che non siamo ciclisti professionisti, ma due podisti che si sono trasformati in ciclisti poco esperti e improvvisati! L’anno scorso ci siamo cimentati sulla Via Francigena in bici e ci siamo innamorati di questo modo di viaggiare. Così abbiamo voluto riprovare, costruendoci un giro ad anello sulla base di una vecchia cartina ritrovata tra le scartoffie di casa.
“Vado a fare un viaggio da solo”
“Se hai bisogno di un assistente vengo con te … se non disturba”
“Veramente avevo programmato di andare in solitaria, ma se vuoi seguirmi va bene. Sappi che un giorno voglio fermarmi al mare e passeggiare senza tempo. Questa è la condizione che metto”
“Accetto la condizione, tu vai a passeggiare e io eventualmente faccio un giro in bici”
Cambiano i progetti, i programmi, tutto quello che la mente fino a questo momento ha elaborato va rivisto e organizzato diversamente, non mi dispiace avere un compagno di viaggio che oltretutto si aggrega spontaneamente e genera nuovo entusiasmo...
Questo giro MTB nella vena del gesso romagnola, è costituito da due anelli: uno su asfalto con tappa al borgo di Brisighella, e l’altro al suo interno, più breve ma più intenso, che insiste in un settore del parco (i cosiddetti Gessi di Rontana e Castelnuovo) chiamato parco di Cà Carnè, ricco di fenomeni carsici di superficie, e noto per il suo centro visite.
L’Italia, bella perché varia. Non c’è un luogo che per natura e storia sia uguale all’altro.
Negli Appennini, nella parte occidentale della Romagna, esiste un luogo, dalla conformazione particolare, che ha segnato prepotentemente la flora e la fauna, lasciando anche il segno nella storia e nella vita degli uomini.
Mi riferisco alla Vena del Gesso Romagnola, una dorsale di solfato di calcio lunga circa 20 km e larga mai più di 1, col Monte Mauro come vetta più alta, divenuta parco regionale allo scopo di proteggerne la biodiversità.

Nella due giorni riminese mi sono dedicato in parte all'entroterra ed in parte al mare. Il percorso descritto di seguito mi ha condotto a Rimini in bici per poi seguire la costa e rilassarmi lungo la ciclovia tirrenica tra Riccione, Misano, Cattolica e Gabbice Mare.

Finalmente mi sono ritagliato due belle giornate di fine marzo per esplorare il comune di Rimini in bici; così è nato un weekend di cicloturismo in Romagna. Il primo dei due percorsi mi ha condotto ad esplorare la Val Marecchia, San Marino e San Leo, un territorio che comprende località storicamente appartenute alla signoria dei Malatesta ed altre contese ed occupate dai Montefeltro.
Le due famiglie, vicine e rivali, fortificarono tutti i villaggi, sia quelli in valle che sui colli. Tali fortificazioni costruite in pietra locale si innestano perfettamente nel paesaggio selvaggio, come gemme spontanee, e scoprirle in bici è stato fantastico. 
Viaggiare in bici da Budapest a La Spezia... prima della partenza mi sono posto una domanda: "Si può fare tutta su piste ciclabili?" Io ci ho provato e ho scoperto che...
Questa nuova ciclovia, lunga oltre 500 km, collega Spina a Populonia, dal mare Adriatico al mare Tirreno. Il progetto è stato sviluppato dal gruppo di Ciclo-escursionismo della sezione CAI di Bologna Mario Fantin, con il desiderio di unire il piacere di un viaggio in MTB alla riscoperta della cultura nascosta tra le montagne del nostro Appennino Tosco-Emiliano.
La Ducato Estense Coast to Coast - DEC2C -è il frutto di un viaggio cicloturistico in Austria di qualche anno fa. Tutti noi abbiamo letto, sentito e visto innumerevoli racconti e immagini in merito al fantastico lavoro fatto dagli austriaci (e non solo) nel campo della mobilità alternativa. Quando è capitato a me di toccare con mano (o meglio, di toccare con le ruote) questa incredibile realtà, ha iniziato a frullarmi nella testa un pensiero fisso: “sarebbe davvero fantastico riuscire a creare qualcosa di analogo anche dalle nostre parti per fare dell’Italia un’attrazione cicloturistica al pari dei paesi del nord e centro Europa”.
Nella mia idea però non doveva essere un circuito che collegasse semplicemente due o più luoghi, ma un vero itinerario che avesse come comune denominatore la storia e la cultura di un territorio. Da qui l’intuizione di rifarsi al Ducato Estense: la famiglia degli Este ha infatti dominato per secoli un vasto territorio che andava dal Polesine fino alla Garfagnana e alla Lunigiana includendo città importati quali Ferrara, Modena, Massa e Carrara.
Va alla Romagna la palma di area geografica con il maggior numero di itinerari ciclabili. Parliamo di una regione che può contare su 8.000 chilometri di percorsi dedicati agli appassionati, fra itinerari stradali e tracciati sterrati.
In Romagna l'amore per la bicicletta è contagioso e anche chi sceglie il territorio per le vacanze non rinuncia ad una sgambata sulle due ruote optando per i percorsi ciclabili urbani, un'ottima soluzione per tutta la famiglia, o impegnandosi su itinerari più complessi, ideali per chi nelle gambe ha un discreto numero di ore d'allenamento.
L'itinerario cicloturistico  che abbiamo percorso tra la Val Tidone e la Val Trebbia in bicicletta si immerge  nella Natura di queste due vallate portandoti anche a scoprire alcuni castelli, borghi storici come Bobbio e il canyon del fiume Trebbia. Nel percorso di cicloturismo non mancano un paio di brevi ma divertenti sterrati, un paio di salite durante le quali spingere sui pedali e istanti da dedicare alla contemplazione dei luoghi che contraddistinguono questa area geografica tra Lombardia ed Emilia Romagna.
Sto mangiando il primo gelato. Non so ancora primo di quanti, ma ho preventivamente preso il cono piccolo dato che mi hanno detto che ci sono più gelaterie in paese, quindi con quello piccolo mi metto in pace la coscienza e posso prenderne quanti ne voglio. Certo come rapporto quantità prezzo si spende un po’ di più, ma alla fine è bello cambiare posto. Poi alla fine, la gente della mia età lo fa con le birre di solito e, fanculo, almeno il gelato non è alcool.
Adesso ho finito il secondo e posso affermare con certezza che in 10 giorni di ferie non ho trovato un solo gelataio in grado di produrre una cosa decente. Mi chiedo cosa diavolo ci voglia. Intendo, gelaterie buone in giro ce ne sono, ma trovarle è un'impresa. Comunque un gelato schifoso è sempre meglio di nessun gelato, il che mi pone nella condizione di non farmi troppi problemi di fronte al banco frigo: lo acquisterò lo stesso anche se la soddisfazione nell'80% dei casi sarà limitata.
Per fortuna che non riuscivo a stare fermo, senza fare nulla...
Probabilmente le mie stesse parole mi hanno mosso qualcosa dentro. Infatti domenica 16 agosto, giornata piovosa più o meno tutto il giorno, è stata la giornata del "Non mi sveglio", "non parto", "non mi muovo". La giornata inizia proprio con la pioggia, che da sotto la tenda è sempre qualcosa di magico, dato che ciò che ti separa dalle intemperie è solo un telo di qualche decimo di millimetro di spessore. Che garanzia...
Questa mattina dopo aver sistemato il Facebook del nostro amico e Elio e abbracciato il mio mitico compagno di viaggio Gino sono partito per un super giro. Stanco morto?
Beh sì e no.
Si sa, anche le cose più belle finiscono. Anzi sono proprio quelle che finiscono prima. Comunque noi non si frigna mica. Finita un’avventura se ne comincia un'altra. È così che funziona.
Domani Gino torna a casa col culo rotto, gambe sciolte, lavoro già in testa e letto "materassato" pronto ad accoglierlo. Prima però dobbiamo raccontare l'ultima tappa assieme.
Stiamo aspettando la pizza. Tra un grattata alle punture di zanzara di Camogli e...
Pizza arrivata, anche mangiata. Pasta sottile ma ben cotta. Buona. Ora il dessert. Niente dessert, hanno la panna cotta fatta in casa che equivale a un budino comprato al supermercato. Altro che la crema catalana della signora di Ponte Santa Margherita...
Quindi, tornando a noi, il punto era: qui si parla di Cayenne, pizze, gelati, pedalate, scorregge puzzolenti di Gino, salite e discese. Ma gli Appennini? Come sono? Grandi? Medi? Caldi? Belli? Lunghi? Soffici?
L'Eurovelo 8 è uno dei quattordici tracciati della rete ciclabile europea che attraversa il nostro continente e collega Cadice all'isola di Cipro.
Percorrere l'Eurovelo 8 in tutta la sua lunghezza è un vero e proprio sogno che richiede diversi mesi di tempo perchè la distanza da superare, i confini geografici da valicare e le nazioni da attraversare sono molte.
Un tratto di questo itinerario di lunga percorrenza taglia il nord Italia da ovest ad est seguendo principalmente il fiume Po e raggiungendo il Mar Adriatico.
Iniziando il nostro viaggio in bici dal Lago di Garda, si segue l'Eurovelo 7 giungendo finalmente in vista del Po, a Governolo. Basta attraversare il grande fiume per arrivare a San Benedetto Po e ritrovarsi in pochi minuti a pedalare sull'Eurovelo 8 continuando l'avventura a due ruote verso Oriente e il mare...
Il Muraglione attende la sua vittima, con calma, pazienza, è immobile, dantesco. Mi muovo con circospezione nella stanza, con solenne rispetto e un po' di timore reverenziale per l'ultima prova, l'esame di maturità di Bicitalia 2015. In fondo sono una novantina di chilometri e più della metà saranno in discesa, ma i primi 35 di salita seria. Mentre affondo gli incisivi nel cornetto dribblando la marmellata che esce ovunque dalla pasta, mi guardo attorno osservando i clienti, la barista, la merce esposta e il mio caffè sul banco. Cerco una distrazione che attenui le spinte di adrenalina, ma in fondo avrò bisogno anche di quella.
Partire per un viaggio in bicicletta attraverso l'Italia appenninica non è cosa di tutti i giorni, bisogna essere consapevoli del fatto che si faticherà ma anche che tutto il sudore versato sarà ampiamente ricompensato... con questo pensiero insolito, apparso nella mia testa per chissà quale strana ragione, apro gli occhi nell'autunno del Monte Fumaiolo dopo una notte in tenda tra cinghiali vagabondi e gufi insonni. Il campeggio è deserto, siamo rimasti solo noi tra le foglie rosse che, ad ogni alito di vento, piombano volteggiando verso terra... forse è tempo di riprendere la strada!
Fermarsi ai piedi dell'Appennino aspettando il giorno giusto per partire è un'attesa senza fine. I muscoli si afflosciano, le braccia tendono spontaneamente in avanti facendoti sembrare uno zombie, la testa è altrove, persa tra le vette montane che ancora non riesci a scorgere e poi, quando arriva l'attimo della partenza, tutto si risveglia come da un letargo non dichiarato, l'adrenalina dà forza ad ogni pedalata e la mente può ricominciare a vivere pienamente ogni istante del viaggio!
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