Menu

Cicloturismo e viaggi in bici in Campania

“Dai, venite a Milano e poi torniamo insieme a Mola in bicicletta, ve lo organizzo io il percorso!”.
E’ la frase che puntualmente, ogni estate, Alessio, “emigrato” al nord, ripeteva sempre ai suoi amici del Sud, per convincerli a partecipare a quest’avventura o forse (come hanno spesso pensato i suoi amici) per evitare di pagare il biglietto aereo per il ritorno a casa durante le vacanze estive.
Il progetto, puntualmente, naufragava nel nulla, finché, ad inizio 2017, qualcosa sembra finalmente iniziare a muoversi.
“Ok, facciamo un viaggio in bicicletta ma il percorso lo decido io!” è la condizione che Giuseppe detta ad Alessio.
Ed è così, che giorno dopo giorno, trattativa su trattativa, ha preso forma il nostro primo viaggio in bicicletta.
Dove?
Ogni itinerario ciclabile ha un inizio e, purtroppo, una fine. Dopo dieci giorni di viaggio in bici lungo la Via Silente, percorso che ci ha portato a scoprire gli angoli più remoti e inaspettati del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, le nostre teste sono avvolte da una miriade di pensieri, da un gomitolo di sensazioni ed emozioni e dalla consapevolezza che l'11° sarà l'ultima tappa della nostra avventura in Campania.
Svegliarsi al mare è tutta un'altra cosa: quell'odore pungente che prima ti pizzica il naso e poi ti riempie i polmoni, quell'aroma di salsedine e onde spumeggianti, quel profumo di acqua salata che non dimentichi più. Dopo una settimana immersi tra i boschi dell'Appennino, rivedere il mare da un punto di vista privilegiato, il punto di vista di un comodo sellino e diventare parte dell'ambiente marino è un'emozione forte. La decima tappa della nostra Via Silente in bici inizia proprio con queste sensazioni mentre torniamo sui nostri passi in direzione del centro di Policastro e di una scuola dove ci stanno aspettando...
Quando la mattinata inizia con buoni propositi di chilometraggio e l'idea di trascorrere diverse ore in sella meglio affrettarsi per godere appieno delle brevi (ma intense) giornate autunnali del Cilento.
Sveglia presto quindi, anche se io e Nala saremmo rimaste volentieri ancora un paio di ore sotto il caldo piumonte del bed and breakfast.
Appena partiti da Sanza, il sole è tiepido e fatica a riscaldarci, ma fortunatamento il territorio cilentano non tarda molto a proporci una bella salita per entrare in temperatura...
Altra giornata bella intensa sulla Via Silente… a partire dalla movimentata nottata in tenda che, piazzata a quota 1300 m, è stata accerchiata dai cavalli al pascolo. Non mi dilungo a raccontarti come Nala abbia reagito nel percepire passi sospetti all'esterno della nostra abitazione provvisoria...
Alle prime luci dell'alba, dopo aver raggruppato le nostre cose ed aver riempito le borse verso le 5.30 del mattino, abbiamo deciso di abbandonare il superfluo dietro ad un cespuglio per affrontare la salita al monte Cervati scarichi e poi recuperare il bagaglio al rientro. 

Racchiusa tra mare e monti l'area naturalistica del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è un piccolo polmone verde della provincia di Salerno, in Campania. La Via Silente è l'itinerario ciclabile segnalato di 600 km che attraversa i luoghi più caratteristici di questa regione geografica accompagnando i viaggiatori nella scoperta della vera essenza del territorio. La nostra Via Silente in bicicletta è durata 11 giorni ed è iniziata sul colle dove sorge Castelnuovo Cilento.

Breve ma intensa questa giornata che si chiude con una notte in tenda ai piedi del Monte Cervati... una tappa di montagna che ci ha fatto innamorare ancora di più di questo piccolo angolo d'Italia.

Al mattino al bar non si parla d'altro: il terremoto! L'altro ieri una scossa del 2.8 è stata avvertita ad Altavilla, il paese di Marco, mentre stanotte un'altra di magnitudo 3.9 ha interrotto la serenità di Padula...

Giuseppe è ormai diventato un personaggio… è l'ultimo abitante di Roscigno Vecchia, un borgo abbandonato ad inizio Novecento per il rischio di frane e smottamenti. Qui campeggeremo oggi dopo aver valicato l'Antece...

La quarta tappa della Via Silente in bici ci porterà a fiancheggiare per tutta la giornata la catena degli Alburni, colorati d'autunno. Lasciata Felitto, raggiungeremo le grotte di Castelcivita per poi salire verso i castagneti di Sicignano degli Alburni e Petina.

La terza tappa della Via Silente in bici ci porta ad aggirare le colline attorno ai fiumi Alento e Calore, in un saliscendi impegnativo ma ricco di panorami sempre diversi, dalla terrazza sul mare di Trentinara agli aspri picchi aguzzi di Magliano per concludere con le tortuose gole del Calore, immersi in boschi ormai ingialliti dall'autunno.

Il viaggio è iniziato, i motori sono stati scaldati ed io, Vero e Nala siamo pronti per iniziare ad affrontare le prime vere salite del Cilento, sempre seguendo la Via Silente.  Lasciamo la magnifica costa di Acciaroli e Castellabate per addentrarci nel cuore del parco, dove resistono pochi coraggiosi abitanti e giungono in visita ancor meno intraprendenti viaggiatori.
Oggi è il primo giorno di pedalate nel Cilento ma il viaggio in bici sulla Via Silente è iniziato già ieri, chiacchierando per ore con Simona ed Umberto, due degli otto soci dell'associazione che ha dato vita a questo splendido progetto.
23 novembre 1980: è già sera quando una forte scossa percuote i territori dell'Irpinia e della Basilicata. 90 secondi di terrore, 90 secondi di morte e distruzione, quasi 3000 morti il bilancio finale.
E' strano pensare a questi avvenimenti già sbiaditi nella memoria del tempo ma ancora così vividi in questi luoghi.
L'Irpinia continua a vivere ma il dolore inferto da una ferita così profonda ha lasciato un segno indelebile e sembra ancora di respirarlo nell'aria mentre si attraversano i borghi e le campagne in bicicletta.
L'Irpinia è ancora popolata, ma i fantasmi di quei giorni aleggiano nell'aria furtivi...
Il sole, quella dispettosa palla infuocata, a volte timida a volte quasi troppo estrosa, stamattina si cela diffidente dietro uno strato di nubi basse destinate poi a scomparire nel corso della giornata. Scoprire il Molise in bicicletta richiederebbe più giorni, lo sappiamo bene, ma il tempo scorre inesorabile e la voglia di continuare a scoprire spinge con prepotenza sui pedali.
Il viaggio in bici per l'Italia ci ha portato finora ad attraversare Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo e poi Molise... quale sarà la prossima regione?
Si fanno chiamare Briganti. Come gli ottocenteschi avventurieri che imperversavano nel Sud Italia durante la drammatica transizione di quelle terre dal Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia. Per alcuni sono stati degli eroi patrioti, per altri semplici malviventi, ma il mito dei Briganti è ancora vivo, tra le boscose e ondulate terre d'Irpinia, in Provincia di Avellino.
Dall'Adriatico al Tirreno, più di 600 km in bici con assetto da viaggio, su strade secondarie, attraversando meravigliosi ambienti naturali e città ricche di storia, catturando microbi in ogni possibile specchio d'acqua, inseguendo la rotta di migrazione delle gru, seguendo il corso dei fiumi Ofanto e Sele. Ecco in breve cos'è stato e cos'è Mesothalassia, ciclo-staffetta di divulgazione scientifica organizzata dalla Rete Italiana di Ricerche Ecologiche a Lungo Termine.
Azzero il contachilometri, la registrazione del percorso del giorno precedente, azzero la memoria di una stanchezza biblica e quella di una voglia di caffè al mattino e parto dentro un giorno nuovo. So cosa mi aspetta, non conosco l'esatta misura, ma confido nella tolleranza, nella pazienza. La Basilicata è bella da togliere il fiato, lussureggiante, ma severa ed esigente, pretende un prezzo alto per le sue meraviglie e alza il tiro elevando la pendenza.
L'anno scorso ho fatto la mia prima esperienza di cicloturismo: ho avuto questa idea di cercare di percorrere l'Appia Antica in bicicletta come facevano gli antichi romani, in particolare seguendo le orme di Orazio e Virgilio nella loro discesa in Puglia che venne in seguito narrata anche in un famoso libro. Durante questa mia avventura, giusto o sbagliato, ho deciso di non portare con me gps e cartine per rendere quanto più reale la cosa. Ho intrapreso il viaggio da solo, un po' perché non avevo nessuno che conoscessi disposto a seguirmi, un po' perché essendo la mia prima esperienza ho reputato giusto farla in solitudine per capire a pieno se stessi, i propri limiti, le proprie risorse, senza contare sull'aiuto di nessuno.
Avendo solo 5 giorni a disposizione, ho deciso di fare la variante Traiana dell'Appia antica in bici che, non appena arrivata a Canosa in Puglia, scende piu o meno sul lungomare, a differenza dell'altro itinerario che superata la Campania resta nell'entroterra.
Questo viaggio nasce come attività propedeutica ad un viaggio che voglio fare l’anno prossimo e che mi impegnerà per più di 2000 km.
Fino ad oggi mi ero limitato a fare solo qualche giorno in MTB percorrendo poche decine di chilometri al giorno. Questo viaggio per lunghezza e per impegno lo vedo come una cosa diversa, e più impegnativa. Sono due settimane che giro per Bologna e dintorni per organizzare tutto...
Pagina 1 di 2
Vai all'inizio della pagina
Resta aggiornato
Unisciti ad oltre 10.000 cicloviaggiatori e ricevi
news, consigli e itinerari per organizzare
il tuo prossimo viaggio in bici