Cicloturismo e viaggi in bici in Liguria

Una settimana di trail, 670 km e 17.000 metri di dislivello positivo. Indimenticabili giorni passati nella natura, in condizioni meteo non ottimali, ma con la fortuna sempre dalla mia parte. Vedevo i temporali girarmi intorno, le grandinate scansate per poco, ho sentito caldo, ho avuto freddo, ho amministrato le forze, ho razionato i viveri e, quando mi sono trovato in difficoltà, ho cercato aiuto in persone gentili, che mi hanno offerto da mangiare e dato un posto dove dormire. Ho capito da tempo che la mia indole è di viaggiare in solitaria. Non è un caso che a metà del percorso, quando ho capito che non saremmo riusciti a completare il giro, mi sia staccato dai miei iniziali compagni di viaggio.
Trovarsi da solo, per diverse ore, a pedalare nel bosco, senza incontrare nessuno se non un capriolo, un cinghiale o una lepre, con il sole che sta per tramontare e non sapere se troverai un rifugio aperto, trasmette quel brivido dell'imprevisto, ma anche un senso di libertà assoluta, ti fa sentire in simbiosi con l'ambiente naturale. È una sensazione difficile da descrivere che riesce a metterti in pace con te stesso e con il mondo intero.
Dopo tante montagne però, ho voluto concludere il viaggio sul velluto.... Mi sono concesso un'ultima giornata di mare, facendo su e giù, per le perle delle Cinque terre.
 
 

Il giro del Monte Penna in MTB è un itinerario di difficoltà media che permette di visitare un angolo di Appennino diviso tra la provincia emiliana di Parma e quella ligure di Genova. In questa pedalata tra i 700 e i 1500 metri di quota, si supereranno diversi passi, la sorgente del fiume Taro, due rifugi e piacevoli aree boscose dove scorgereil rapido passaggio di un capriolo o di una volpe.

 
 

Percorrere il Lunigiana Trail in bici permette di cimentarsi in alcuni dei fuoristrada più panoramici e suggestivi della storica regione geografica tra Toscana e Liguria. Da Pontremoli il tracciato attraversa un territorio resiliente, dove i piccoli borghi spopolati sono tenuti in vita dai pochi personaggi che, su queste montagne, vivono dei prodotti della terra, in perfetta sintonia con essa. In bicicletta si guadagna quota sfiorando le cime verdeggianti, ma severe, del parco nazionale dell'Appennino Tosco - Emiliano. Il nostro itinerario di tre giorni, ridotto rispetto al percorso ufficiale, dal centro parco della località Treschietto, scende lungo il fiume Magra per seguire un tratto della Via Francigena. Da Barbarasco, dopo aver preso fiato, si riprende a salire verso il vicino confine con la Liguria e il percorso dell'alta via dei monti liguri, per immergersi ancora una volta negli incontaminati e aspri ambienti in quota della Lunigiana...

Le Alpi liguri in MTB hanno un fascino particolare. Dal confine con la Francia fino al fiume Magra questo arco aspro e sconosciuto non può mai chiamarsi completamente “montagne” se confrontato con i colossi alpini non troppo distanti, ma non sono nemmeno dolci colline addomesticate. L’orografia delle Alpi Liguri è molto complessa, fatta di profondi e selvaggi valloni incassati tra ripide creste erbose, sferzate dai venti in ogni direzione. Il profumo del mare si fonde e confonde con quello frizzante delle alte quote e i panorami a volte spaziano a 360 gradi e a volte sono imprigionati tra immense distese di boschi...

Ma è possibile fare le Cinque Terre in bici? La domanda è legittima perché dalle immagini che siamo abituati a vedere, con i borghi abbarbicati sulle rocce a strapiombo sul mare, sembrerebbe impossibile riuscire a pedalare tra Monterosso, Vernazza, Corniglia, Manarola e Rio Maggiore. In realtà lo si può fare ed è un vero spettacolo... ecco come!

In questa calda e soleggiata giornata di luglio abbraccerò un vasto territorio, facendo cicloturismo dalle cave di Carrara al mare di Lerici, rimbalzando dalla Toscana alla Liguria ed ancora in Toscana. Farò tappa nel parco regionale delle alpi Apuane per poi gettarmi letteralmente a mare presso il castello di Lerici.
Questo ampio giro su strade asfaltate e poco trafficate permette di comprendere la complessità di un così ricco paesaggio (siamo pur sempre in Italia, dove ogni luogo è unico). Indubbiamente in zona esistono percorsi per la mountain bike ma ora come ora mancano le indicazioni sul territorio e neppure gli enti locali mi sanno aiutare con  mappe specifiche. Per il momento sono presenti indicazioni per escursioni a piedi sui sentieri grazie al CAI, ma sono convinto che in un futuro prossimo attori privati e pubblici si attiveranno nella promozione delle ruote grasse. 
Durante il nostro viaggio in bici #noplansjourney abbiamo deciso anche di visitare la Liguria. Per l'ennesima volta tra l'altro, dato che è una delle regioni che preferiamo, soprattutto fuori stagione. Questa volta ci siamo dedicati al Ponente mentre altre volte eravamo stati a Levante, senza trascurare Genova. Dopo tutti questi viaggi abbiamo deciso di stilare la nostra personale classifica sulle 10 cose da vedere in Liguria!
 

In ogni stagione dell’anno la Liguria, terra montuosa a picco sul mare, è la meta ideale per essere scoperta in bici. Un itinerario ciclabile che permette di scoprire un tratto della Liguria di Ponente e i suoi borghi è quello che collega Finale Ligure a Diano Marina in un anello in parte sul lungomare e a tratti nell’entroterra.

La pista ciclabile della Riviera dei fiori è uno degli itinerari per il cicloturismo più conosciuti della Liguria. L'itinerario segue il sedime della vecchia ferrovia collegando San Lorenzo al mare a Ospedaletti, in provincia di Imperia. La ciclabile è stata realizzata qualche anno fa e come le altre vecchie ferrovie riconvertite ha avuto fin da subito un grande successo: migliaia di cicloviaggiatori, ciclisti e pedalatori della domenica sono stati conquistati dallo splendido scenario, tra mare e monti, nella quale si sviluppa...
Mare e montagne, sabbia e rocce, pini marittimi e macchia mediterranea, ulivi e vigneti: la Liguria è una terra aspra e generosa che ha conosciuto marinai e mercanti di ogni dove, re e regine, partigiani e contadini e negli ultimi anni, migliaia di bikers!
La regione e in particolar modo l'area del finalese in bicicletta si prestano ad essere visitate lentamente, senza fretta, rivelando il lato più dolce e romantico a coloro che vorranno scoprirne le meraviglie a due ruote in ogni periodo dell'anno.
Un luogo immerso nella Natura, a picco sul mare, un lembo di terra ligure dove i bikers possono sentirsi a casa. Il Salto della Lepre in MTB si raggiunge dopo diverse fatiche tra le quali una ripida e insidiosa discesa, il tutto è però ripagato dalla bellezza del luogo, dal silenzio, dai colori. Questo itinerario MTB è consigliato a chi ha voglia di verde e di blu, a chi si diverte sui tracciati più ostici, a chi vuole terminare un'uscita fuoristrada con un tuffo nelle acque cristalline del Tirreno, a chi ha voglia di recuperare le energie spese nel trail con un pezzo di focaccia e una birra gelata.
Per il 2017 l'idea era quella di tornare sulle Alpi per continuare il percorso iniziato un anno prima quando, in sella alla mia bicicletta, ho passato una settimana intera alla scoperta delle Dolomiti. Quella fu un'esperienza tanto nuova quanto straordinaria, che mi ha segnato profondamente, ero rimasto letteralmente folgorato da tutti quei panorami mozzafiato, da tutte quelle salite leggendarie e dalla bellezza del viaggiare in bicicletta in solitudine.
Ingredienti: gruppo di amici affiatati, percorso storico e condizioni climatiche perfette ed ecco servito un trail che gli amanti della mountain bike devo fare almeno una volta nella vita.
In totale 2 giorni sulla Via del Sale in MTB in autosufficienza per 120 km e quasi 3.000 m di dislivello.
Se pensi alla Liguria pensi inevitabilmente alle 5 Terre e al lungomare di Levante dove l'acqua cristallina risveglia la voglia di tuffarsi ad ogni ora del giorno. Anche per la mountain bike e la bicicletta questi luoghi racchiusi tra mare e monti offrono tanti sentieri pedalabili, soprattutto da chi è mediamente esperto e ha già una certa esperienza in discese insidiose. L'Alta Via delle 5 Terre in MTB è un itinerario impegnativo che, tenendosi in quota sopra il mare, permette di attraversare fuoristrada la dorsale che sovrasta il litorale ligure, patrimonio UNESCO. Il nostro percorso inizia a Levanto, il paese di Barnaba Guano che fu doge di Genova nel XV secolo e, invece che scendere a Riomaggiore o LaSpezia, raggiungerà la rinomata Portovenere, una delle mete da non perdere durante un viaggio in Liguria.
Ho letto con piacere questo libro che celebra le innumerevoli attività e possibilità che offre La Pista Ciclo-Pedonale della Riviera dei Fiori da Ospedaletti a San Lorenzo a Mare. Il volume non rappresenta soltanto una guida al percorso che difficilmente darebbe materiale per realizzarne una pubblicazione, ma offre spunti nuovi e da punti di vista differenti per poter godere di un'opera tanto semplice quanto utile e celebrata!
Questo libro e la sua protagonista (la pista ciclabile dei Fiori), mettono nero su bianco tutte i benefici e le opportunità che sorgono attorno ad una pista ciclabile che non è e non deve essere a solo beneficio di chi pedala!
Avrebbe dovuto chiamarsi una cosa tipo “viaggio attraverso le tenebre", oppure “il record delle vacanze”. Invece sì chiama come i chilometri che ho percorso, sì perché alla fine, anche volendo, i 100 km non sono riuscito a superarli nemmeno in una tappa. E questo è giusto perché, alla fine, questa è stata la Pedalata sugli Appennini non la Traversata delle Alpi. Altra esperienza, altri ritmi.
Ma dimmi te se dopo 3 anni di bicicletta, un padre ciclista e un orgoglio grande come una casa dovevamo andare ad ascoltare i consigli di uno col Porsche Cayenne. Che assurdità.
Beh a dire la verità avevo provato ad esporre i miei dubbi riguardo alla sua proposta (da buon leader che si compra il Cayenne il soggetto sembrava piuttosto insistente riguardo alla validità del suo programma di viaggio), ma il nostro amico Gino si è fatto stregare dagli sproloqui del diavolo tentatore e così alla fine ho ceduto pure io. Poi c'era la crostata assassina, che ci ha drogati entrambi, e la nostra volontà nulla ha potuto di fronte ad un attacco così potente su vari fronti.
Datemi una G!
Datemi una  I!
Datemi una N!
Datemi una O!
 
Gino, Gino, Ginooooooooooo!
 
Che performance ragazzi: la forza di un Caterpillar anni '80, l'agilità di una gatta in calore, la resistenza di un partigiano, la flessibilità di una Big Babol all'uva. 
C'è da dire che ho ancora fame. Porca miseria ho sempre fame.
Dico ancora perché per cena, invece della prevista zuppetta in stanza d'albergo... Stanza d'albergo???
Sì ok sto facendo confusione, forse è meglio se partiamo dall'inizio.
Sveglia alle 6.30, di buon mattino, come piace a me (sì perché nel frattempo, dall'anno scorso, ho cambiato un po' le mie abitudini di vita). Colazione bomba con Gino, ultimi preparativi e dritti in stazione a perdere il treno. Sì perdere, non prendere. Saliti sul treno dopo una ragazza con qualche deficit (anche se cortese) che si è agitata perché doveva scendere 3 stazioni dopo e aveva paura che la mia bici le sbarrasse la strada. Sì, perché il treno successivo era l'unico treno regionale al mondo senza trasporto biciclette...
Beh sì, è vero, si era sparsa la voce che nel 2015 avrei aggredito gli Appennini in bici come l’anno scorso avevo fatto con le Alpi. Ma si sa, le voci sono voci, per cui quest’anno non si traversa ma si pedala semplicemente. Colpa dell’ernia e del nuovo lavoro, che doveva lasciarmi più tempo ma alla fine me ne succhia il doppio. Però è tempo per me e prendo ordini da me stesso e svolgo i compiti che mi sono affidato da solo.
Che meraviglia!
 

             

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