Verde intenso, cime che dominano la valle, nuvole che vanno e vengono in cielo... tutto questo è la val Rendena. Ma non solo... ed in questo articolo vi voglio parlare di altro. Vi voglio prendere per la gola: il trentino occidentale offre un panorama culinario davvero invidiabile: affettati e formaggi accompagnati da salsa verde e marmellata di mirtilli, polenta, canederli, salsicce e carne salada, il tutto a chilometro zero. E per smaltire un po' delle migliaia di calorie ingurgitate una bella passeggiata è quel che ci vuole, magari in val Genova.
Mangiare in Trentino significa soprattutto agritur... non agriturismo! Anche in questo ci vogliamo distinguere ed ecco allora che tronchiamo il -turismo tenendoci soltanto il -tur, ma forse era meglio un tour. Un viaggio nella cucina locale, nei piatti tipici di una regione ma soprattutto di una cultura, quella di montagna, che richiede un adattamento climatico e ambientale. Ed allora iniziamo questo viaggio nella cucina tipica trentina, partendo dai suoi capisaldi: il burro, sostanzioso e ipercalorico, ideale per sopravvivere a temperature rigide in ambienti ostili. Il burro si può mangiare a colazione, spalmato sulle fette di pane nero con la marmellata di albicocche, di ribes e mirtilli, di rosa canina o di fico... ma si può anche sciogliere per affogare due canederli o gli spätzle, gnocchetti di spinaci e farina farciti con lo speck e le noci. Se i primi piatti non sono il vostro forte, potete sempre puntare su un antipasto di affettati vari: lo speck, il lardo, il salame e la luganega. Ma l'affettato non può non essere accompagnato da un tagliere di formaggi: il puzzone di Moena, l'Asiago, la spressa, il Trentingrana, la tosella ed altre ancora sono le scelte a vostra disposizione. Saltando di palo in frasca, passiamo al piatto forte, i secondi! Che sia carne o che sia pesce, li si deve accompagnare con un'abbondante porzione di polenta... di Storo se possibile! La selvaggina piace ama i gusti forti, quelli che si fanno sentire in bocca ma anche nella gola e nello stomaco! Camoscio, capriolo, cinghiale ma soprattutto il cervo, ben frollati e con il giusto sugo di verdure trite sono una delizia da non perdere. Se siete palati delicati potete dedicarvi ai pesci d'acqua dolce, presenti in abbondanza nei fiumi e nei laghi del Trentino: trota, cavedano e salmerino sono i più comuni e i più indicati. Agli chef lasciamo il compito di stupirvi con preparazioni in mille salse e modi. Ormai siamo giunti quasi al termine di questo viaggio nella cultura culinaria del Trentino ed ecco quindi che non si può alzarsi da tavola senza assaggiare un dolce: i classici sono lo zelten nel periodo natalizio, il semifreddo al torroncino, le crostate, la sbrisolona, la sacher torte... ma se volete un tocco di freschezza, vi consiglio lo yougurt o il gelato con i frutti di bosco o i lamponi caldi. State per rotolare fino al letto per un pisolino? Un attimo, un attimo... per digerire meglio, il caffè va ammazzato! Una grappa al pino mugo o alla genziana farà il suo dovere in men che non si dica.
Buona digestione...
Se siete in vacanza in val Rendena e volete assaggiare i piatti tipici locali, vi consigliamo una sosta all'Agritur Casa Al Campo sulla strada per Pinzolo o all'agritur La Trisa di Giustino. Sarete trattati come dei signori e non vi pentirete della scelta! In alternativa potete cercare l'agritur più adatto alle vostre esigenze sul sito dell'associazione degli agriturismo in Trentino.
Se i fai da te non è per voi, girare le Dolomiti di Brenta, la Val Rendena e Madonna di Campiglio sarà più facile con la Dolomeet card che vi offre sconti per trasporti, musei e attività di vario genere. Se invece volete scoprire il parco naturale adamello Brenta potete partecipare alle iniziative organizzate un po' tutto l'anno..
Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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