Spesso oscurata dalla vicinanza con la metropoli milanese o dalle mete lacustri più blasonate, Bergamo è in realtà una delle città più sottovalutate e sorprendenti del Nord Italia. Ma c’è un modo particolare per scoprirla, un modo che permette di coglierne l’essenza più autentica, passando dal brusio del centro urbano al silenzio quasi mistico dei suoi colli in pochi colpi di pedale: il cicloturismo.
In questo articolo
- L'inizio del viaggio: il salotto di Bergamo Bassa
- Verso l'esterno: seguendo il filo dell'acqua
- La Val d'Astino: un tuffo nel passato
- La conquista di Città Alta: tra ciottoli e nobiltà
- Verso il punto più alto: San Vigilio e il Castello
- Il rientro: le ciclabili del Quisa e del Morla
- Perché fare questo giro?
Nello scorso weekend ho deciso di inforcare la bicicletta per testare un anello che definirei "perfetto". È un percorso breve ma densissimo, capace di unire l'eleganza della città bassa, il fascino medievale di Città Alta e la natura rigogliosa del Parco dei Colli. Se cercate un'idea per una gita fuori porta che unisca sport, cultura e panorami da togliere il fiato, seguitemi in questo itinerario.

L'inizio del viaggio: il salotto di Bergamo Bassa
Il nostro tour inizia dove tutto converge: la Stazione di Bergamo. Scaricata la bici dal treno (o parcheggiata l’auto nei dintorni), ci si immette subito nel cuore pulsante della città moderna.
Pochi metri e lo sguardo viene catturato dall'imponente Teatro Donizetti, tempio della musica dedicato al celebre compositore bergamasco.
Da qui, il percorso scivola sul Sentierone, la via centrale pedonale per eccellenza. Pedalare qui, tra i portici eleganti e i caffè storici, dà la sensazione di attraversare il salotto buono della città. È una zona spesso affollata, specialmente nei fine settimana, quindi il consiglio è di godersi il passaggio a ritmo lento, ammirando l'architettura piacentiniana che caratterizza il centro e scendendo di sella se necessario per rispettare i pedoni.
Verso l'esterno: seguendo il filo dell'acqua
Lasciato alle spalle il centro monumentale, il tracciato si fa più tranquillo.
Iniziamo a seguire la roggia Serio inferiore, uno dei canali storici che un tempo alimentavano le attività produttive della città. Questo tratto ci permette di uscire gradualmente dall'area urbana senza quasi accorgercene, immersi in una ciclabilità protetta che ci conduce verso Mozzo.
Qui il paesaggio cambia. Le case lasciano spazio ai primi rilievi e inizia la prima vera sfida della giornata: una breve ma divertente salita a tornanti.
È il primo assaggio della morfologia bergamasca: strappi decisi che premiano subito con la vista. Una volta scollinato, un sentiero breve ma tecnico mette alla prova la nostra abilità di guida, conducendoci su una strada panoramica quasi priva di traffico. È il preludio a uno dei momenti più magici dell'intero giro.

La Val d'Astino: un tuffo nel passato
Dalla strada panoramica, la carreggiata diventa presto una pista ciclabile che si tuffa nella Val d'Astìno.
Chi non c’è mai stato rimarrà a bocca aperta. Immaginate una valle chiusa, preservata dall'urbanizzazione, dove domina il verde intenso dei boschi e delle coltivazioni biologiche.
Al centro svetta il Monastero di Astino. Fondato nel XII secolo, questo complesso è stato oggetto di un restauro magistrale che lo ha restituito alla cittadinanza in tutto il suo splendore (purtroppo in parte sfregiato dalla presenza di un ristorante ma si sa, il progresso è anche questo). Il chiostro è una tappa obbligata: scendete dalla sella, camminate sotto le arcate e respirate la pace che emana questo luogo.
È il punto ideale per una prima sosta rigenerante prima di affrontare il cuore storico di Bergamo.

La conquista di Città Alta: tra ciottoli e nobiltà
Dalla valle si ricomincia a salire.La pendenza si fa sentire, complicata dal ciottolato (il classico "sedime" in pietra) che è il marchio di fabbrica delle salite bergamasche.
Ma la fatica svanisce non appena si varcano le mura veneziane, Patrimonio UNESCO, per entrare in Città Alta. Il passaggio in centro è un'esperienza sensoriale. Ci si ritrova in Piazza Duomo, dove in pochi metri quadri si concentra un patrimonio artistico inestimabile: il Battistero, la maestosa Cattedrale e, soprattutto, la Cappella Colleoni, capolavoro del Rinascimento con la sua facciata in marmi policromi che sembra ricamata.
Tuttavia, Bergamo sa nascondere le sue perle più belle nelle vie laterali. Una "chicca" che vi consiglio assolutamente di cercare è l'antico lavatoio di via Lupo. Costruito a fine '800 in marmo di Zandobbio, con le sue vasche ancora intatte, racconta una storia quotidiana fatta di fatica e socialità, in un angolo di pace lontano dal flusso turistico principale.
Verso il punto più alto: San Vigilio e il Castello
Non è ancora finita. Ripresa la sella, continuiamo a salire seguendo le indicazioni per il colle di San Vigilio. Questa è la parte più alta del percorso.
La strada sale ripida tra ville Liberty e giardini terrazzati fino a raggiungere quasi il Castello.
Da qui, la vista domina a 360 gradi: da una parte la pianura che sfuma verso Milano, dall'altra le prime vette delle Prealpi Orobiche. È il momento perfetto per scattare la foto definitiva del vostro weekend. Discesa nel verde: il Parco dei Colli e Sombreno
Dopo tanta salita, arriva finalmente il momento di "gettarsi a capofitto" (ma sempre con prudenza!) verso il Parco dei Colli.
Il tracciato abbandona l'asfalto per immergersi nei boschi e nei prati che circondano la città. È un polmone verde straordinario, dove il rumore della città sparisce del tutto.
Aggirando i colli, si incontra un altro luogo dello spirito: il Santuario della Natività di Maria in Sombreno. Appollaiato su un'altura, questo santuario sembra sorvegliare la valle sottostante. Se vorrai raggiungerlo, devia dalla traccia per salire fino in cima alla collina spingendo la bici sulla scalinata ai suoi piedi.
La discesa prosegue fluida, permettendoci di godere dei profumi della natura e della frescura del bosco.

Il rientro: le ciclabili del Quisa e del Morla
L'ultima parte dell'anello è pura goduria ciclistica. Per rientrare verso la stazione senza toccare il traffico, sfruttiamo le ciclabili fluviali della zona.
La Ciclabile del Quisa scorre dolce tra campi e piccoli borghi, offrendo un fondo perfetto e pianeggiante. Successivamente ci si innesta sulla Ciclabile del Morla, che come un nastro verde ci riaccompagna fin dentro il cuore della città bassa. È un rientro defaticante, anche se nel mezzo c'è quello che i locali definiscono il "Piccolo Stelvio", una rampa con qualche tornante che ci fa chiudere con le fatiche e che permette di rielaborare mentalmente tutte le bellezze viste in poche ore.
Perché fare questo giro?
Bergamo non è solo una città da visitare a piedi. È un territorio che sembra disegnato per essere scoperto in bicicletta.
Questo anello breve è il manifesto del cicloturismo moderno: non serve essere atleti professionisti, basta avere un po' di curiosità e la voglia di scoprire angoli nascosti.
Dalla stazione ai monasteri, dalle cappelle rinascimentali alle ciclabili immerse nel bosco, Bergamo vi aspetta per mostrarvi il suo lato migliore: quello visto da sopra un sellino.
Consiglio goloso per il post-giro: prima di riprendere il treno, non dimenticate di assaggiare un cono gelato alla stracciatella. Forse non tutti sanno che questo gusto è nato proprio qui, a Bergamo Alta, nel 1961. Il modo migliore per premiare le vostre gambe dopo i metri di dislivello!
































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