Bergamo non è solo una città d’arte di rara bellezza; per noi ciclisti è il punto di partenza verso un paradiso di strade secondarie, salite che hanno fatto la storia del ciclismo locale e scorci prealpini mozzafiato. Se cerchi un itinerario che sappia unire il fascino dei monumenti iconici alla pace della natura, questo anello prealpino è la scelta perfetta per la tua prossima uscita in sella.
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Questo percorso offre un mix equilibrato di sfida e piacere paesaggistico. È un itinerario non troppo impegnativo ma estremamente vario, ideale per chi ha già un minimo di allenamento e vuole scoprire il cuore verde della bergamasca tra strade asfaltate e brevi sterrati facili e pedalabili.

Partenza da Bergamo: il polmone verde della città
Il nostro viaggio inizia a Bergamo, più precisamente dallo stadio dell'Atalanta. Se vuoi partire anche tu da qui, assicurati che non ci siano partite quando vuoi fare il giro altrimenti parcheggio e traffico potrebbero farti impazzire.
Ma non temere il traffico cittadino: la magia di questo percorso sta proprio nella rapidità con cui ci si immerge nella natura. Pochi colpi di pedale e ci si ritrova sulla Greenway del torrente Morla (spesso indicato come Gorla nel dialetto locale), una striscia di asfalto e sterrato leggero che taglia il Parco dei Colli di Bergamo.
Pedalare qui, con le mura di Città Alta che sorvegliano il cammino sulla sinistra, è un’esperienza rigenerante. Attraversiamo boschi urbani e prati curati fino a raggiungere Paladina, lasciandoci definitivamente alle spalle il ritmo frenetico della città. In questo weekend avevo già pedalato a ritroso questo tratto nell'anello cittadino per esplorare Bergamo e i suoi dintorni.
Verso l'Isola Bergamasca: l’incanto del Romanico
Da Paladina, il percorso si fa più avventuroso. Attraverso una rete di strade secondarie e tratti sterrati facili e ben battuti, puntiamo dritti verso le sponde del fiume Brembo. Una volta attraversato il corso d’acqua, entriamo ufficialmente nell'itinerario ciclabile del Romanico degli Almenno.
La prima tappa obbligatoria è la Rotonda di San Tomè. Si tratta di un gioiello architettonico del XII secolo: una chiesa a pianta circolare che sembra sospesa nel tempo. Se ne hai la possibilità, non perderti una visita al suo interno; l’atmosfera che si respira tra quelle pietre millenarie è magica e carica di spiritualità.


Ripresa la bicicletta, proseguiamo verso un'altra testimonianza storica: la chiesa di Santa Maria della Consolazione, nota anche come San Bernardino. Anche se spesso si trova chiusa al pubblico, la sua struttura esterna e la posizione isolata meritano comunque una sosta fotografica prima di affrontare la parte più fisica del tour.
L’ascesa a La Roncola: il balcone sulla pianura
Lasciati i tesori architettonici, è ora di cambiare rapporto.
Da Almenno San Salvatore inizia l'ascesa verso La Roncola, una delle mete predilette dai ciclisti orobici. L’itinerario proposto sceglie una via meno convenzionale nella prima parte: una strada panoramica, stretta e isolata, dove il silenzio è interrotto solo dal rumore della catena e dal canto degli uccelli.

È il momento di trovare il proprio ritmo, ammirando la vista che si apre progressivamente sulla pianura sottostante. Successivamente, ci si immette sulla strada "classica", quella più larga e popolata da appassionati che si sfidano sui tornanti.
Raggiunto il centro abitato de La Roncola, il punto più alto dell'itinerario, la ricompensa è servita: una vista che nei giorni più limpidi spazia fino agli appennini. È il luogo ideale per uno spuntino veloce e per ricaricare le borracce prima di iniziare la discesa.
Discesa in Valle Imagna e la sorpresa del Chitò
Dopo il valico, la strada punta verso il basso. Ci tuffiamo in una discesa divertente e tecnica verso Bedulita, con i suoi tornanti che offrono scorci suggestivi sulla Valle Imagna. Raggiunta la strada provinciale nei pressi della frazione di Capizzone, abbandoniamo rapidamente la viabilità principale per immetterci su un itinerario fuori dal traffico davvero unico: la Ciclabile del Chitò.

Questo tratto, lungo circa 3 chilometri, è una vera perla di ingegneria riconvertita. Si pedala sopra una vecchia condotta idrica ricoperta di terra, procedendo a mezza costa lungo il fianco della montagna. Sotto di noi scorre il torrente Imagna, e la sensazione è quella di fluttuare nel verde fino alla foce del torrente nel Brembo.

Il ritorno lungo la vecchia ferrovia della Val Brembana
Proprio dove le acque dell'Imagna si mescolano a quelle del Brembo, affrontiamo l'ultimo passaggio suggestivo: un ponte pedonale sospeso. Attraversarlo con la bici al fianco o lentamente in sella regala un pizzico di adrenalina prima di ritrovare la celebre Ciclabile della Val Brembana.

Questo itinerario ricalca il sedime della vecchia ferrovia che un tempo collegava la valle alla città. Il fondo è perfetto e il percorso è caratterizzato dal suggestivo passaggio in galleria, un tempo attraversata dai treni a vapore e oggi illuminata per i ciclisti.
Giunti a Villa d'Almè, la ciclabile subisce una piccola interruzione dovuta ai lavori per la nuova linea del tram (il "treno della valle"), ma segnalazioni precise permettono di bypassare il cantiere senza problemi.
Da qui, rientriamo dolcemente verso Bergamo, chiudendo questo anello che ci ha portato a scoprire l'anima più autentica delle Prealpi Orobiche. Un percorso che definire "vario" è riduttivo: è un viaggio nel tempo e nello spazio, a pochi chilometri da casa, che ogni cicloturista dovrebbe provare almeno una volta.
































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