Quando da ragazzino salivo in valle di Ledro per fare visita ad un caro amico, l'unica struttura che indicasse la presenza di un insediamento risalente a 4000 anni fa in riva al lago era la ricostruzione di una palafitta eseguita dal museo Tridentino di Scienze Naturali. A distanza di quasi vent'anni le cose sono cambiate e nell'area dove sono stati rinvenuti i primi reperti oggi è sorta un'area museale che permette di viaggiare indietro nel tempo per scoprire usi e costumi dei nostri antenati. Questo sito, assieme a quello di Fiavè in Trentino, è recentemente entrato a far parte della lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Il museo delle Palafitte del lago di Ledro è in realtà una sezione del museo tridentino di scienze naturali nato negli anni settanta ma soltanto dal 2006 l'area di Molina di Ledro, di fronte al lago, dispone di spazi dedicati al visitatore: una struttura contenente reperti storici si affianca alla ricostruzione di alcune strutture palafitticole, edificate con metodologie che ipotizzano le antiche tecniche di costruzione. Personalmente, facendo il confronto con le case khmer in Cambogia o con altre abitazioni tipiche delle realtà asiatiche, ho trovato moltissime analogie. All'interno delle capanne sono sistemate pelli ed utensili che rievocano i possibili stili di vita dell'età del Bronzo mentre numerosi eventi vengono organizzati dal museo per far conoscere la realtà di 4000 anni fa. Se pensate di trascorrere una vacanza in riva al lago di Ledro, nel basso Trentino, una visita al museo è d'obbligo anche se avete pensato a delle ferie attive. La valle si presta moltissimo a trekking, mountain bike, kayak ed altre attività sportive piacevoli da intervallare a pomeriggi culturali...
Il biglietto d'ingresso al museo costa 3,50€ normale e 2,50€ ridotto, con ulteriori sconti per le famiglie e per i possessori di Parco Card o Trento Card. I periodi di apertura sono:
dal 1° Marzo al 30 Giugno e dal 1° Settembre al 30 Novembre dalle 9.00 alle 17.00, chiuso il lunedì
dal 1° luglio al 31 Agosto dalle 10.00 alle 18.00
Gennaio, Febbraio e Dicembre chiuso.
Le attività proposte periodicamente, soprattutti in estate, dal museo delle Palafitte, sono reperibili nel sito ufficiale del museo
Se amate la mountain bike la valle di Ledro è un paradiso, non essendo troppo distante dal lago di Garda ma già immersa nelle Alpi ledrensi. I percorsi più gettonati sono il Sentiero del Ponale da Riva del Garda e la salita al monte Tremalzo con panorami mozzafiato sull'Alto Garda trentino.
Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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