Poco frequentata e tranquilla, la Valmalenco è un paradiso per gli amanti della mountain bike. Ce n'è per tutti i gusti, dal freeride all'enduro, dall'All Mountain all'XC. Basta scegliere! Questa traversa della Valtellina è comodamente raggiungibile da Sondrio e giungendo a Chiesa in Valmalenco ci si proietta ai piedi del Bernina, in un territorio incontaminato e ricco di sentieri e mulattiere perfette per la MTB. In questo caso ci siamo avventurati sul monte Motta, panettone al centro della valle dalla cui cima si può ammirare un panorama a 360° eccezionale.
In quota con la funivia
Abbiamo trascorso un paio di giornate in Valmalenco, durante le quali abbiamo avuto due guide speciali, Luigi e Andrea del Bike Hotel Tremoggia di Chiesa in Valmalenco, profondi conoscitori del territorio ed amanti dell'outdoor in generale che ci hanno accompagnato alla scoperta della Valmalenco in MTB.
Questo itinerario è fattibile in un pomeriggio e si snoda sui pendii del monte Motta, montagna situata in posizione centrale rispetto alla valle. La vetta della montagna è raggiungibile con funivia (primo tratto) e seggiovia (aperta nei week end - fino in vetta) che servono anche il Bike Park presente in zona.
Dalla cima del monte Motta si ha un panorama fantastico che spazia dal Pizzo Scalino al Bernina, dal Monte Disgrazia alla cima dolomitica del Tremoggia. Le alpi al confine con la Svizzera sono un degno anfiteatro per questo percorso in MTB in Valmalenco che in sostanza parte dalla cima del monte Motta. In quest'area, d'inverno dedicata alle piste di discesa per lo sci alpino, si snoda un Bike Park di recente costruzione con Pump Track e diverse discese che variano a seconda del livello di esperienza di ognuno. C'è il tracciato per esperti, quello intermedio e quello più semplice per principianti.
Noi preferiamo salvarci le ossa e, vista la nostra scarsa tecnica di discesa, ci fiondiamo subito verso l'ultima alternativa, comunque divertente e in un ambiente suggestivo. Dopo questa parentesi da downhiller siamo già fermi per una torta cioccolato e pere in malga... poco dopo raggiungiamo il lago Palù, una gemma incastonata tra le alpi. Il bellissimo bacino naturale varia molto la sua altezza a seconda del periodo e della stagione, essendo alimentato dalle acque dovute allo scioglimento del manto nevoso in quota. Un sentiero cinge tutto il bacino e noi lo affrontiamo in senso antiorario passando suggestive passerelle in legno prima di abbandonare il lago.
Discesa adrenalinica a San Giuseppe
Dalla sponda settentrionale del lago si staccano svariati sentieri. Ne imbocchiamo uno cercando di evitare il traffico pedonale presente in zona e scendiamo senza incontrare persone verso Barchi. Il sentiero è tecnico ma divertente e fattibile anche con una front. Lasciato un ampio parcheggio sulla sinistra, si prosegue sempre in fuorisella verso località Paluetto, un'amena spianata dove scorre tranquillo un bel ruscello. D'ora in avanti la discesa sarà più semplice, su mulattiera prima e su asfalto poco dopo, quando ci si ricongiunge alla strada verso San Giuseppe.
Chiareggio e la ciclopedonale
Al bivio, anzichè rientrare subito a Chiesa in Valmalenco, si svolta a destra per affrontare l'unica lieve asperità di questa giornata in MTB in Valmalenco e dirigersi verso Chiareggio su strada asfaltata. Questa località di villeggiatura molto suggestiva si trova ai piedi del passo del Muretto che collega l'Italia alla Svizzera e che potrebbe essere utilizzato dai più avventurosi come valico per un eventuale itinerario Transalp. La strada è piuttosto trafficata soprattutto nei weekend di sole ma per il rientro esiste una piacevole e tranquilla alternativa: attraversando le belle case in pietra e scendendo verso il torrente Mallero si incontra la ciclopedonale sterrata che scende verso Chiesa In Valmalenco, restando paralleli alla strada affrontata all'andata: fate attenzione nel tratto più ripido poichè la ghiaia potrebbe tradirvi se sottovalutata.
Il tragitto in Valmalenco in MTB è piacevole e fuori dal traffico fino all'altezza delle cave, dove ci si ricongiunge alla strada. Il serpentone di tornanti che scendono, conducono ai piedi della frazione di Primolo che domina la Valmalenco dall'alto. Un'ultima deviazione permette di attraversare i bei vicoli lastricati in porfido di alcune delle contrade che costituiscono Chiesa in Valmalenco prima di rientrare al nostro punto di partenza, l'Hotel Tremoggia, in centro paese, dove abbiamo depositato le bici nella Bike Room allestita con ganci e ciclofficina, pronta per la partenza del giorno successivo.
La Valtellina in MTB non è solo Bormio o Livigno e noi lo abbiamo scoperto in questi giorni!
Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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