Internet viene spesso criticato per la sua fin troppo facile accessibilità ma a volte esso costituisce un utilissimo calderone ricco di informazioni e di notizie totalmente gratuite e fruibili da tutti. In questo caso vagabondando un pò tra i video di Youtube ho scovato degli utilissimi filmati che spiegano come effettuare una adeguata manutenzione della nostra MTB. Dato l'ormai elevato costo della manutenzione presso i negozi e la crisi economica che ci attanaglia, non è male apprendere un pò di fai da te che ci potrebbe anche levare le castagne dal fuoco in qualche escursione. Inoltre, ma questo è un parere personale, trovo piuttosto rilassante ogni tanto scaricare la propria tensione sulla bicicletta: in fondo lei non si lamenta mai, qualsiasi cosa gli si faccia!
I consigli del nostro biker Raffaele
Tra le componenti che più spesso generano problematiche di regolazione, il cambio è di gran lunga il primo in questa ingloriosa classifica. Faremo una rapida panoramica dei disguidi che più di frequente capitano nella regolazione di questo delicatissimo strumento.
Prima di tutto occorre scegliere un cambio di livello medio alto: se decidete di fare off road la gamma base non va più bene!
Come rapporto qualità prezzo per lo Sram consigliamo l’X7, mentre per gli Shimano la serie SLX.
Installare il cambio non è particolarmente difficile, la regolazione è invece un’operazione più complessa che richiede anche una buona dose di pazienza. La prima preoccupazione sarà quella di far andare la catena in tutti i rapporti; per farlo consigliamo questa tecnica: impegnare la catena nel rapporto più piccolo della corona anteriore e azionare la leva del cambio posteriore per farlo andare sul rapporto più alto del pignone (tradotto: inserite il rapporto che serve ad affrontare la salita più ripida).
Si tratta ora di regolare la corsa del cambio per evitare che la catena scenda oltre il pignone: tutto quello che serve è un cacciavite a stella per regolare la vite in alto.
Noterete che quando questa vite arriva a toccare il telaio del cambio quest’ultimo si blocca.
Provate a tenere la leva del cambio in tensione: se esce dal pignone continuate ad avvitare di un quarto, altrimenti fermatevi qui. Iniziate a far scendere i rapporti dal più alto fino al più basso: se gli ultimi rapporti non entrano provate a regolare la tensione del cambio con la manovella che si trova vicino alla leva del cambio.
Fate qualche giro di prova: se la catena “salta” sul pignone provate ad avvitare o svitare la vite che poggia sul forcellino.
Un altro problema potrebbe arrivare dalla catena: se scorre male, gratta o non si inserisce bene nei denti del pignone potrebbe essere semplicemente un problema di rodaggio. Se la catena è nuova necessita di un centinaio dichilometri di rodaggio ed è un problema che si avverte soprattutto in salita. Un'altra ipotesi è la seguente: se avete sostituito il pignone mantenendo la catena vecchia ( o viceversa), la coppia catena pignone non ha lo stesso passo, pertanto dovete cambiare sia l’uno che l’altro componente.
Infine alcune piccole ma importanti raccomandazioni: tenere sempre perfettamente pulito il cambio pulito e lubrificato nelle parti meccaniche ed evitate assolutamente di farlo appoggiare a terra, contro pareti o su altre biciclette quando le caricate nel baule della macchina.
Di seguito trovate un video sulla regolazione del cambio mentre a questa pagina potete trovare molti altri video.
Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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