L’Alto Garda è uno di quei territori che non possono più sorprendere, ma restano una meta preziosa e deliziosa fuori stagione. Proprio perché è molto frequentato, rischia di diventare prevedibile, associato sempre agli stessi percorsi, agli stessi panorami, agli stessi punti iconici. E invece basta costruire un anello un po’ più articolato, allontanarsi di qualche centinaio di metri dalle tracce più battute, per ritrovare quella sensazione di scoperta che rende speciale ogni uscita in bici. Questo è quello che abbiamo provato a fare con l'amico Luca in questo gennaio freddo ma soleggiato.
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Questo percorso panoramico nel Trentino meridionale è un concentrato di tutto ciò che rende il lago di Garda così unico: clima mite anche in inverno, viste ampie sul lago, borghi curati, salite impegnative e discese divertenti, il tutto racchiuso in un anello che non concede mai tratti banali.
È uno di quei giri che ti lascia addosso la sensazione di aver sfruttato al meglio una giornata, soprattutto nei mesi freddi, quando più a nord o in quota le condizioni diventano proibitive. C'è da precisare che si raggiungono comunque i 1200 m di quota e quindi in un inverno nevoso potrebbe non essere un giro pedalabile, ma noi non abbiamo trovato nemmeno un centimetro di bianco.

Da Arco verso Tenno
La partenza da Arco è quasi obbligata. Non solo perché logisticamente comoda, ma perché Arco è davvero un paradiso per biker e amanti dell’outdoor. Qui respiri sport da ogni angolo: arrampicatori, trail runner, ciclisti di ogni tipo.
Partire da Arco significa entrare subito nel mood giusto, con la bici che sembra perfettamente a suo agio tra ciclabili, strade secondarie e primi sterrati. I primi chilometri scorrono via tranquilli, ideali per scaldare le gambe e prendere confidenza con il ritmo della giornata. Pedali lungo ciclabili e strade poco trafficate, lasciando che il corpo si attivi gradualmente. È un inizio che non chiede nulla, ma prepara bene a quello che verrà dopo. L’ambiente è già piacevole, con il castello che domina dall’alto e le pareti rocciose che fanno da cornice.
Raggiunta la frazione di Varignano, il giro cambia subito tono. Qui inizia una salita tosta, cementata, che si inerpica tra gli ulivi. È una di quelle rampe che non fanno sconti: pendenza decisa, fondo rigido, e poco spazio per trovare un ritmo morbido. Devi metterti lì, accettare lo sforzo e spingere.

In inverno, però, il clima dell’Alto Garda gioca a tuo favore: il sole scalda, l’aria resta respirabile e la fatica diventa più gestibile. Man mano che sali, il panorama inizia ad aprirsi. Prima sulla piana sottostante, poi sempre più verso sud, fino a includere la parte settentrionale del lago di Garda.
È uno di quei momenti in cui la salita passa in secondo piano, perché lo sguardo viene continuamente catturato da quello che ti circonda. Ogni curva è una scusa per rallentare un attimo, voltarti e guardare giù. La strada continua a salire tra vigneti e uliveti, completamente esposta al sole invernale.Questo tratto è uno dei punti forti del giro, soprattutto nei mesi freddi.
Pedali al caldo, circondato da un paesaggio che profuma di Mediterraneo più che di montagna, pur essendo in Trentino. È un contrasto che rende l’Alto Garda così speciale, soprattutto per chi ama uscire in bici tutto l’anno. Raggiungi Tenno senza quasi accorgertene, perché la salita, pur rimanendo costante, è sempre appagante.

Canale e il lago
Da qui ti sposti verso uno dei borghi più belli e caratteristici della zona: Canale di Tenno. Entrare in questo piccolo borgo medievale in bici è sempre un’esperienza particolare. Le case in pietra, i vicoli stretti, l’atmosfera sospesa nel tempo creano un contrasto netto con la fatica della salita appena affrontata.
Attraversi Canale rapidamente, quasi in punta di piedi, e in men che non si dica raggiungi il lago di Tenno. Piccolo, raccolto, con i suoi colori incredibili anche in inverno, è una vera perla incastonata tra i boschi. Qui la sosta è praticamente obbligata. Ti fermi, appoggi la bici, scatti qualche foto e ti godi il silenzio. In bassa stagione il lago mostra il suo lato più autentico, lontano dalla folla estiva.

Si sale verso il monte S. Pietro e San Giovanni al monte
La pausa serve anche a prepararti mentalmente per quello che viene dopo. La successiva salita verso località Bastiani è impegnativa, e si fa sentire soprattutto se pedali in muscolare, come l’amico Luca. Qui la differenza di mezzi può emergere, ma lo spirito resta quello della pedalata condivisa: si sale ognuno con il proprio ritmo, aspettandosi nei punti giusti.
Dopo aver raggiunto località Bastiani con le sue meravigliose baite, aggiri il monte San Pietro senza raggiungere il rifugio omonimo. È una scelta di percorso, ma vale la pena ricordare che, se non ci sei mai stato, una breve deviazione al rifugio San Pietro è altamente consigliata. Il panorama da lassù è spettacolare e ripaga ampiamente lo sforzo extra.

Io ci sono passato poco più di un mese fa durante l'anello del monte Casale da Comano e quindi proseguiamo dritti. Dopo una breve discesa, torni subito a salire verso il punto più alto del percorso.
Dopo la sosta presso un punto panoramico con panchina e croce, passi nei pressi di malga Tovo, che lasci sulla destra, e continui a salire verso località Marcarie. Qui il paesaggio cambia di nuovo. Il Brenta si staglia di fronte a te, ma quest'inverno è tristemente spoglio, con le pareti nude e un’atmosfera severa.


Il freddo è pungente, e lo senti soprattutto quando rallenti o ti fermi. È uno di quei punti in cui capisci che, nonostante il sole dell’Alto Garda, sei comunque in montagna. La sosta alla malga San Giovanni al Monte è quasi provvidenziale. Un luogo accogliente, perfetto per scaldarti, bere qualcosa di caldo e ritrovare energie. Questa pausa segna simbolicamente la fine delle grandi fatiche della giornata e l’inizio della parte più ludica del giro.


Discesa su sentieri verso Arco
Riparti con un altro spirito, sapendo che ora puoi concentrarti soprattutto sul divertimento. Pochi metri su asfalto e poi inizia la discesa vera e propria. Prima una sterrata veloce, poi il fondo cambia e diventa sentiero nel bosco. È una discesa varia, mai monotona, che alterna tratti più scorrevoli a passaggi dove devi guidare la bici con attenzione. Il bosco in inverno è silenzioso, il terreno compatto ma freddo, e la sensazione è quella di scivolare via senza fretta.

In parte su asfalto e in parte su sentiero raggiungi la località Salt de la Cavra, altro nome che racconta molto del territorio. Qui una breve risalita ti permette di affrontare l’ultimo sentiero della giornata, quello che porta verso via del Calvario. Il nome è tutto un programma, ma per fortuna tu lo affronti in discesa.
È un finale divertente, tecnico il giusto, che ti strappa un sorriso anche con le gambe stanche.
L’arrivo ad Arco, tra i bei vicoli del centro storico, è la ciliegina sulla torta. Dopo boschi, salite, panorami e discese, ritrovi la dimensione urbana, ma lo fai con un altro spirito. Sei stanco, soddisfatto, e con la sensazione di aver chiuso un anello davvero completo.

Questo percorso panoramico in Alto Garda è perfetto per l’inizio dell’anno (se la neve in quota non si fa vedere), quando hai voglia di rimettere chilometri nelle gambe senza rinunciare al piacere di pedalare in un ambiente spettacolare.
È un giro mediamente impegnativo, soprattutto per alcune salite toste, ma sempre appagante. Con le giuste condizioni meteo e un minimo di allenamento, è uno di quegli itinerari che restano impressi e che vale la pena rifare, magari in stagioni diverse, per scoprire come lo stesso territorio possa raccontare storie sempre nuove.
Se lo vuoi pedalare con la gravel, puoi farlo ma semplicemente evita gli ultimi sentieri di discesa dal salt de la Cavra in poi e scendi dalla strada direttamente a Padaro e Varignano.


































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