La Val Camonica in MTB, dal lago d'Iseo fino al passo Tonale, è una vallata lunga e un campo di conquista perfetto per gli amanti della disciplina. L'Adamello da un lato e le Orobie dall'altro la cingono mettendo a disposizione pendii, strade, multattiere e sentieri adatti ad ogni gamba. L'itinerario descritto in seguito parte da Sonico per raggiungere la cima del Piz Tri sul lato occidentale della valle: percorso impegnativo con un po' di portage finale per conquistare la vetta e single trail infinito in discesa.
Lasciata l'auto nei pressi di Sonico, con gli amici Alberto, Maurizio e Davide imbocchiamo via Volta verso valle, in direzione di Malonno. Ben presto individuiamo la segnaletica della ciclovia del fiume Oglio dal Tonale al Po che seguiamo restando leggermente più alti del fiume sulla sua sponda sinistra. In località Rino si tiene la destra iniziando una discesa piuttosto accentuata. La strada diventa sterrata ed inizia già un po' di divertimento nel bosco fino a passare oltre Cascine Piano.
Tra la boscaglia si intravvede anche un bunker in cemento abbandonato dopo la guerra. Proseguendo sempre in leggera discesa si raggiunge il paese di Malonno nei pressi del campo sportivo. Il riscaldamento si conclude qui, svoltando a destra verso il centro del paese da dove, dopo aver attraversato la statale, si imboccherà la salita.
Salita al Piz Tri passando per Fienili Vent
Oltre la statale si entra a Malonno, salendo subito con pendenze impegnative verso sinistra. Si oltrepassa la chiesa e si seguono le indicazioni per Loritto. La strada asfaltata frusta subito le gambe con pendenze in doppia cifra. Si pedala col fiatone ma il panorama sulla valle allevia la fatica. Dopo alcuni tornanti che permettono di respirare ci si accorge di aver già guadagnato quota rapidamente.
Si ignora il bivio sulla destra verso Loritto e si prosegue invece dritti verso Landò, Lezza e Fienili Vent. La strada prosegue pendente nel bosco fino al primo piccolo centro di case in pietra e legno: la mia casa da sogno è lì, adornata da decine di vasi di sulfinia e geranio.
Ci riforniamo d'acqua e proseguiamo: l'asfalto lascia spazio allo sterrato e dopo un ennesimo tornante si raggiunge località Lezza. L'odore di polenta e grigliata ci inebria ma non ci facciamo sconfiggere dalla tentazione e proseguiamo.
La strada serpeggia soltanto leggermente più dolce di prima e finalmente si raggiungono gli ampi prati paludosi di Fienili Vent: le abitazioni in alto fanno bella mostra di sé mentre la brezza ci spinge a proseguire. La strada prosegue pedalabile ancora per un po' fino a località Campello.
La ghiaia lascia spazio al prato che ha invaso la strada e poco sopra la carreggiata si trasforma in sentiero. Si riesce a pedalare ancora un po' in sella alla mountain bike e i più allenati raggiungeranno il bivio che si dovrà poi imboccare più tardi in discesa verso Edolo.
Noi spingiamo ignorando il bivio sulla destra e proseguendo in salita: tra bici a spinta e tratti pedalabili si coprono gli ultimi 250 m di dislivello che conducono sulla cima del Piz Tri (2308 m).
Le trincee sommitali aggiungono interesse storico a quello paesaggistico: il panorama è un po' coperto dalle nuvole ma comunque maestoso. Nei giorni più limpidi, da questa vetta si riescono a vedere i colossi dell'Adamello e del Bernina. Peccato che non si riescano a vedere nitidamente la valle di Guspessa, il monte Pagano e il più lontano Col d'Anzana, tre luoghi magnifici dove pedalare con la MTB.
Single trail eterno
Dopo un po' di meritato riposo indossiamo la mantellina e giriamo i tacchi ripercorrendo qualche chilometro di sentiero in discesa: decisamente più divertente della salita! Si affronta qualche tornante e si raggiunge il bivio oltrepassato in salita: si terrà la sinistra verso il monte Faeto e Edolo. Il single trail prosegue tecnico ma non eccessivamente impegnativo e tutto "pedalabile". Un bel traverso in un'ampia radura ci conduce al primo bivio: ignorando il sentiero in leggera salita sulla sinistra si tiene la destra ancora in discesa. Ci attendono ancora tornanti prima di raggiungere un altro bivio che sulla destra conduce ad un laghetto. Ignoriamo anche questo bivio proseguendo nella nostra discesa su single trail. Il sentiero si addentra nel bosco e diviene, in alcuni tratti, più impegnativo. Si scende fino a quota 1600 m dove si trovano altre trincee indicate sulla sinistra, appena fuori dal sentiero principale: lasciamo la bici per un attimo incustodita nel bosco per raggiungere il punto panoramico verso Edolo.
Poco più in basso si trovano le Case Brunò dove si incrocia la strada in parte asfaltata ed in parte sterrata che scende verso Edolo. Noi l'abbandoniamo quasi subito girando a sinistra prima del gruppo di case, imboccando ancora il sentiero. In parte impegnativo ed in parte facile, il sentiero prosegue fino ad incrociare la strada asfaltata. Negli ultimi chilometri questi incroci si susseguiranno per un po' permettendo di lasciare il sentiero ed imboccare la strada in più punti. Dopo quasi 1600 m di dislivello negativo quasi esclusivamente su sentiero si imbocca definitivamente la strada per affrontare l'ultimo tornante e raggiungere le sponde del torrente Ogliolo che scende dal passo dell'Aprica e poco più a valle si immette nel fiume Oglio.
Aggiriamo Edolo seguendo un bel percorso ciclabile fino ai piedi dell'invaso artificiale che sancisce il nostro rientro definitivo in Val Camonica in MTB.
In breve si rientra quindi a Sonico passando a fianco del campo sportivo di Edolo, attraversando la statale del Tonale e oltrepassando il bell'edificio della centrale elettrica. Per non farsi mancare nulla si conclude con un paio di tornanti asfaltati in leggera salita per entrare in paese.
Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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