Sono ormai trascorsi tre anni del viaggio che mi ha condotto alla scoperta della Nuova Zelanda in bicicletta ma periodicamente è piacevole rispolverare l'album (digitale) dei ricordi e sfogliare le foto di quell'avventura. E' stato durante una di queste pause amarcord che mi sono capitate sotto gli occhi le immagini di uno dei tratti di percorso che ricordo con più piacere: l'Otago Central rail trail. Questo tratto di vecchia ferrovia utilizzata per il trasporto di minerali dalle regioni centrali fin sulla costa è oggi stata dismessa, riadattata ed attrezzata con svariati punti di ristoro per poter essere fruibile da turisti ed amanti della mountain bike (o del trekking) che vogliano regalarsi qualche giorno di pedalata lontani dal traffico ed immersi in un paesaggio suggestivo. Vediamo nel dettaglio dove si trova, come raggiungere e come percorrere il tracciato, diventato un'attrazione particolarmente apprezzata dai cicloviaggiatori di tutto il mondo.
Storia dell'Otago Central Rail e Taieri Gorge
Il percorso di questa ferrovia collegava il piccolo villaggio di Clyde, nei pressi della città mineraria di Alexandra, al porto di Dunedin. All'epoca della costruzione, terminata nel 1907 dopo 16 anni di duro lavoro, Dunedin era la maggiore città della Nuova Zelanda ed il centro commerciale principale della nazione. Nel 1861 infatti vennero trovati vari giacimenti di oro nella zona del Central Otago ma già nel 1921, quando la ferrovia raggiunse Cromwell, la corsa era conclusa nonostante la presenza di oro nella zona sia tutt'ora provata dall'attività che si protrae per 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana, di una grossa miniera. Ben presto la ferrovia venne trasformata e riadattata per poter trasportare lana, animali e prodotti ad essi correlati dalle grandi farm che sostituirono le miniere nella regione, tutt'oggi piuttosto tranquilla ed isolata. Oggi rimane in funzione, a solo scopo turistico (o quasi), il tratto di ferrovia che collega la città di Dunedin alla cittadina di Middlemarch, sull'altopiano dell'Otago. Questo percorso rende chiaro lo sforzo immane compiuto per la realizzazione della ferrovia a fine '800: tunnel, viadotti, passaggi scavati nella roccia permettono alle rotaie di attraversare il Taieri Gorge e salire notevolmente di quota...lo spettacolo vale il prezzo del biglietto (tutt'altro che economico: 97NZ$ andata e ritorno, 65NZ$ solo andata per gli adulti, per maggiori informazioni su tariffe e orari potete consultare il sito ufficiale della Taieri Gorge Railway).
Il percorso ciclo-pedonale dell'Otago Central Rail Trail
Tornando al percorso ciclo-pedonale, il punto di partenza si trova poco distante dalla stazione di Middlemarch raggiungibile in treno (su cui è possibile trasportare la bicicletta), direttamente in bici o in auto. La cittadina, come la maggior parte di quelle presenti sul tragitto dell'Otago Central rail trail, sono poco significative e non sono di certo queste le attrazioni della ex-ferrovia; comunque una visita al museo ed una passeggiata o pedalata per le vie quasi sempre deserte vi farà entrare nello spirito pionieristico che domina queste alte terre spesso sferzate da gelidi venti. Imboccato il sentiero potrete godervi la tranquillità ed il silenzio di questi territori, passando sporadicamente per piccoli villaggi. Si dovranno attraversare numerosi ponti in legno e acciaio sistemati ma mantenuti il più possibile uguali agli originali. Forature e rotture di raggi non sono rare (personalmente ho avuto due forature ed ho rotto la catena mentre una compagna di viaggio incontrata sul percorso è caduta a causa del forte vento laterale che si fa sentire ancor più con le borse) e nelle aride giornate estive la polvere sarà piuttosto fastidiosa ma tutti questi inconvenienti vengono ripagati dai panorami ampi e bucolici. Il tracciato è interamente sterrato, si devono oltrepassare anche delle brevi gallerie non ancora illuminate (forse oggi lo sono) e partendo da Middlemarch la strada è prevalentemente in salita (lieve) fin poco oltre Wedderburn (74km circa da Middlemarch a quota 620 m). I principali villaggi sulla strada verso Alexandra sono Hyde, Ranfurly ed Omakau ma vi sono anche altri minuscoli centri (spesso poco più di una manciata di case) con la loro vecchia stazione.
Segnaletica e tempistiche
L'associazione che si occupa del mantenimento del tracciato ha installato numerosi pannelli esplicativi al fianco dei quali si trovano delle cassette contenenti un timbro. Questi timbri serviranno per vidimare il proprio passaporto dell'Otago Central Rail Trail, che è possibile acquistare per 10NZ$ nei principali centri lungo il percorso. Il passaporto, oltre ad avere lo spazio per i vostri timbri, contiene una mappa ed alcune brevi nozioni storiche sulle varie località dell'Otago.
Per quanto riguarda le tempistiche, personalmente ho concluso il percorso in tre giorni ma se avete tempo dedicatene anche quattro per godervi più in tranquillità il paesaggio e, soprattutto gli incontri con locali ed altri viaggiatori. Lungo tutto il Central Otago Rail Trail potrete trovare facilmente alloggio, dal campeggio all'hotel di lusso. L'unico consiglio è quello di portare con voi delle camere d'aria di scorta e molta acqua in quanto d'estate il sole è forte e non è sempre facile trovare di che rifornirsi.
Se cercate maggiori informazioni potete consultare il sito ufficiale del percorso: Otago Central Rail Trail website, dove trovate molte informazioni, una mappa interattiva, immagini ed altro.
Il tracciato gps è stato ricavato al PC poiché durante il viaggio non avevo ancora a disposizione un dispositivo GPS. Per trovare altri itinerari da percorrere in bici lungo i binari, puoi dare un'occhiata all'articolo Itinerari in bici lungo le vecchie ferrovie
Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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