Il Garda veronese è una di quelle zone che sembrano fatte apposta per la mountain bike, soprattutto d'inverno. Hai il lago sempre lì, più o meno vicino, a fare da sfondo, colline che si alzano rapidamente dalla pianura, boschi fitti, strade secondarie, sentieri storici e una rete infinita di trail che ti permette di costruire giri sempre diversi.
In questo articolo

È un territorio che non ti regala nulla, ma che sa ripagare ogni metro di dislivello con panorami e discese memorabili.
Questo percorso MTB è pensato proprio per chi cerca un mix equilibrato: panorami sul lago di Garda, salite impegnative ma mai infinite e discese adrenaliniche nel bosco, quelle che ti fanno arrivare in fondo col sorriso stampato in faccia. È un giro completo, fisico il giusto, tecnico quanto basta, e soprattutto estremamente divertente.
Da Affi verso Costermano
La partenza dal bicigrill di Affi è comoda e strategica. Sei in pianura, parcheggi facile, servizi a portata di mano e subito la sensazione di essere nel posto giusto.
Bastano pochi metri di ciclabile per scaldare le gambe e prendere confidenza con la bici, ma il bello arriva quasi subito.
In un attimo lasci l’ambiente più urbano e ti infili su un single trail nel bosco, ai piedi del monte Moscal. È un inizio che mette subito le cose in chiaro.
Il sentiero pianeggiante, con saliscendi divertenti, è scorrevole, con il fondo che cambia continuamente e ti costringe a essere presente. Non è tecnico, ma è uno di quei trail che ti fanno entrare subito nel mood MTB, ricordandoti perché sei lì.
Pedali immerso nel bosco, con la luce che filtra tra gli alberi e il rumore delle gomme sulla terra. Il tracciato ti porta rapidamente verso l'Agriturismo La Pertica che si oltrepassa dopo aver lasciato il sentiero e essere tornati su strada.

Il percorso verso Costermano è piacevole, alternando ciclabili e sterrate tra i cipressi. Qui il paesaggio cambia di colpo e, per un attimo, sembra davvero di essere in Toscana. Colline dolci, filari ordinati, strade bianche che si perdono tra il verde. È uno di quei tratti che non ti aspetti sul Garda e che rendono il giro ancora più interessante.
Lasciata la valle dei Mulini, inizi a salire con maggiore decisione. La salita verso i campi da golf è breve ma brutale. È una di quelle che non ti permette di trovare un ritmo. L’ambiente è curato, aperto, e già qui inizi a intuire che i panorami non tarderanno ad arrivare. Superata questa zona, il percorso diventa più selvaggio.
La Val Lunga e la Spighetta verso Lumini
Prosegui su single trail in salita lungo la Val Lunga, uno dei tratti più caratteristici del giro, tra Albisano e Castion Veronese.
Qui la salita si fa più tecnica, il fondo più irregolare, e la bici richiede attenzione. Non è solo una questione di gamba, ma anche di equilibrio e scelta della linea. In alcuni punti la pendenza e il terreno ti costringono a scendere e spingere per qualche metro, ma fa parte del gioco, soprattutto in un giro MTB autentico come questo.
La fatica, però, viene ampiamente ripagata. Finalmente i panorami sulla parte meridionale del lago di Garda si aprono davanti a te. Lo sguardo spazia, il lago appare in tutta la sua ampiezza, e ti rendi conto di quanto dislivello hai guadagnato.
La Spighetta, la strada che sopra Albisano sale verso San Zeno di Montagna, è uno spettacolo. Anche solo percorrerla è un’esperienza, perché ogni curva regala una prospettiva diversa sul lago. Il tratto diventa sentiero, poi di nuovo asfalto, in un continuo alternarsi che rende la salita meno monotona.

Arrivato a San Zeno di Montagna potresti pensare che il grosso sia fatto, ma il giro non ti lascia rilassare troppo. La fatica non è ancora finita: un’altra rampa tra i castagni ti aspetta, di quelle che ti fanno sudare davvero, le famose “sette camicie”. Qui devi stringere i denti, trovare le ultime energie e spingere. Il bosco è fitto, l’ombra costante, e il silenzio rende lo sforzo ancora più evidente.
I panorami che si aprono davanti a te mentre sali sono tra i più ampi dell’intero percorso. Da qui lo sguardo arriva fino a Riva del Garda, con il monte Baldo che domina da un lato e l’Adamello che si intravede dall’altro. È uno di quei punti in cui ti fermi per forza. Non tanto per recuperare fiato, quanto per imprimere nella memoria quello che stai vedendo.
Un passaggio tra i castagni e si arriva a Lumini, lasciando i panorami e ritrovando la pace. La fatica passa in secondo piano, soprattutto dopo i bigoli con le sardelle che ti concedi. Un premio sostanzioso, forse anche troppo, che però renderà la discesa ancora più memorabile.
Discesa tecnica dalla Pineta Sperane
Lasciate alle spalle le belle case in pietra del borgo, imbocchi uno dei tratti più attesi dell’intero giro: la discesa della Pineta Sperane. Qui cambia tutto. Il ritmo, l’attenzione, l’adrenalina.
È una discesa vera, con salti, paraboliche e tratti che richiedono decisione. Un trail moderno, divertente, che mette alla prova senza essere proibitivo. Personalmente affronto la discesa scegliendo rigorosamente tutte le chicken line, una scelta saggia che mi permette di godermi il trail e arrivare vivo in fondo!

Anche così, il divertimento è assicurato. Il fondo tiene bene, le curve sono disegnate alla perfezione e la sensazione è quella di scendere su un sentiero pensato per farti divertire dall’inizio alla fine.
Arrivi a San Verolo vivo, intero e, soprattutto, con un sorriso enorme. A questo punto il grosso del giro è fatto.
Le gambe sono stanche, la testa è leggera, e sai che non ti aspettano più sorprese. Il rientro è un trasferimento in pianura, rilassante, che alterna sterrate e ciclabili. È il momento giusto per abbassare il ritmo, sciogliere le gambe e ripensare ai passaggi migliori della giornata.
Raggiungi la vecchia stazione di fronte al bicigrill e chiudi l’anello esattamente dove era iniziato.

Riassunto del giro
Un giro pulito, coerente, che non lascia nulla in sospeso. Dal punto di vista tecnico, questo percorso è adatto a biker con una buona base di allenamento e un minimo di esperienza sui trail.
Le salite non sono lunghissime, ma sono numerose e alcune piuttosto impegnative. La discesa della Pineta Sperane, richiede confidenza con la bici e capacità di gestione della velocità. In termini di stagionalità, il Garda veronese è perfetto nelle mezze stagioni e anche in inverno, grazie al clima più mite rispetto all’entroterra. È però importante scegliere bene la giornata e prestare attenzione ai tratti nel bosco dopo piogge abbondanti.
Questo percorso MTB nel Garda veronese è uno di quei giri che mettono d’accordo un po’ tutti: chi cerca panorami, chi ama salire, chi vive per le discese. È fisico, tecnico quanto basta e incredibilmente vario. Un itinerario che non si limita a portarti da un punto all’altro, ma che racconta il territorio metro dopo metro, lasciandoti addosso quella sensazione di soddisfazione che solo una bella giornata in MTB sa dare.































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