Il monte Roen è un balcone panoramico incredibile, che divide la valle dell'Adige dalla val di Non e dalla sua vetta si possono ammirare tanti gruppi dolomitici e non solo. Per questo tornare in vetta dopo tanti anni con questo percorso inedito con passaggio dal santuario di San Romedio è stato un vero piacere.
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Amblar, il santuario di San Romedio
Questo giro MTB ad anello nell'Alta Valle di Non ti condurrà sul monte più alto della zona, il monte Roen, con un panorama a 360° sulle cime del Trentino-Alto Adige.
Noi questa volta partiamo in discesa, da Amblar, dato che il mio compagno d'avventura odierno, l'amico Stefano, ha parenti in paese. Dalla chiesa, dopo aver riempito le borracce alla fontana e studiato le mappe dei percorsi ciclabili, ci dirigiamo in salita per imboccare proprio uno degli itinerari segnalati.
La strada forestale si immerge subito nel bosco e una brusca deviazione a destra ci fa iniziare la discesa: raggiungiamo presto il paese di Don da dove seguiamo le indicazioni per lo spettacolare Santuario di San Romedio. Costruito in epoca medievale, il Santuario si erge su uno sperone roccioso alto più di 70 m, a picco sulla stretta valletta sottostante.
Il sentiero di discesa che collega Don al rio Freddo, breve torrente che ha scavato il canyon d'accesso principale da San Zeno, non è mai troppo tecnico ma si deve fare un po' di attenzione. Inzialmente è un'ampia strada forestale ma poi si restringe e diventa un sentierino con qualche radice e qualche roccia.
Un breve tratto pianeggiante lungo il rio Freddo, attraversato su un ponticello in legno, ci fa raggiungere il parcheggio ai piedi del Santuario. Un tornante ripido ci conduce nel piazzale antistante il luogo sacro, dove sostiamo un attimo per fare un paio di foto e sbirciare velocemente nel recinto se fosse presente l'orso Bruno, ospite qui dal 2012.
Ammiriamo il santuario dall'esterno, evitando di salire i 131 scalini, dato che entrambi lo abbiamo già visitato svariate volte.
Laghi di Coredo e Tavon e 7 Larici
La forestale che unisce il santuario all'altopiano della Predaia si stacca proprio di fronte all'ingresso del complesso monastico. Il tracciato inizia relativamente dolce ma poco dopo, giunti al bivio della val Verdes dove noi teniamo la destra, le pendenze si impennano insieme all'apparizione del fondo in cemento. In cima alle rampe si svolta a sinistra per raggiungere presto i laghi di Coredo e Tavon.
In questa occasione noi sfioriamo il lago di Tavon, quello più settentrionale, iniziando una ripida salita sterrata che più avanti ci costringerà a spingere la bici per brevi tratti.
Se non hai un'ebike e vuoi addolcire la pendenza puoi proseguire sulle sponde dei due laghi e seguire la strada provinciale di Coredo fino alla frazione di Merlonga dove imboccare il sentiero panoramico che si ricongiunge con la traccia nei pressi del punto panoramico sulla val di Non e sul santuario.
Come detto, subito dopo i laghi, la risalita si fa impegnativa per il fondo sconnesso e le pendenze. Una breve deviazione ci fa raggiungere un piccolo balcone panoramico sul Santuario che ormai resta molto più in basso.
Rientrati sul sentiero, siamo costretti a spingere la bici per qualche metro, prima di raggiungere un altro punto panoramico che ci permette di respirare un po'. Il sentiero prosegue largo proprio di fronte a noi e indica la località 7 Larici che è la nostra meta parziale.
Le radici sulla strada ci fanno penare un po' ma il sottobosco è molto gradevole. Qui stradine e sentieri creano un dedalo di tracciati ed è facile perdersi ma più o meno tutti portano alla località 7 Larici, poco sopra Sfruz. Noi ci arriviamo passando anche dal bacino irriguo poco distante.
Ci concediamo un caffè (pessimo) e una pausa, consapevoli di ciò che ci aspetta.
Monte Roen in MTB dalla malga di Smarano e Sfruz
Una illusoria discesina su strada che si stacca proprio davanti al parcheggio del ristorante 7 Larici, introduce la salita finale: tenendo la sinistra a un bivio, si sorpassa un ponte per iniziare a pedalare sette chilometri e mezzo di pura sofferenza, con punte oltre il 20%. Il tracciato è sicuramente impegnativo (in meno di otto chilometri si supera un dislivello di circa 1000 m!) ma per fortuna i tratti più pendenti, che a mio parere raggiungono forse anche il 25-27%, sono cementati.
Quando il bosco si dirada, la strada addolcisce le sue pendenze per un po' e si raggiungono gli ampi pascoli della malga di Smarano e Sfruz. Il panorama davanti a noi purtroppo è velato da nubi all'orizzonte che avvolgono tutto il Brenta: si intuisce solo il Peller e le Maddalene sulla destra, mentre le più alte vette restano incappucciate.
Proseguiamo oltre la malga e imbocchiamo quella che ormai è una traccia di strada, passando dalla bella chiesetta sopra la malga. Altre rampe molto toste tra i prati d'alta quota ci fanno raggiungere il punto più alto dell'itinerario. Sto parlando del monte Roen, 2116 m affacciati a picco sulla valle dell'Adige.
Siamo sul sentiero di cresta e prima teniamo la destra per raggiungere la croce di vetta, poi ritorniamo verso nord, raggiungendo il punto più alto.
Qui il panorama spazia dal Lagorai alle Dolomiti, dal gruppo dell'Ortles-Cevedale fino ai monti più vicino alla città, la Paganella e il Bondone. Purtroppo oggi non è una giornata tersa, ma ti assicuro che lo spettacolo è comunque notevole, anche perché sotto di noi i laghi di Monticolo e Bolzano sembrano distanti anni luce.
Malga di Romeno, passo Mendola e discesa veloce
Il sentiero che ci porta fino alla malga di Romeno è da affrontare con attenzione soprattutto per i tanti escursionisti presenti e per le pendenze.
Le nostre fatiche sono concluse e ci basterebbe scendere diretti per essere presto a destinazione ma ci abbiamo preso gusto e così, anziché tenere la sinistra e rientrare su Amblar, allarghiamo l'anello imboccando la sterrata verso il passo della Mendola. Il percorso scende dolce e divertente, passando il rifugio Mezzavia e raggiungendo una distesa di baite meravigliose. Prima di raggiungere il passo, ci fermiamo affamati al rifugio Genziana per un panino spaziale (sarà stata la fame?!?).
Consultando le mappe ci accorgiamo che non ci servirà raggiungere il passo per poter scendere e così, anziché gettarci nel traffico, scendiamo da una forestale fino ai Campi di Golf. Un breve tratto sulla strada ci fa incrociare un'altra forestale sulla sinistra che in picchiata si innesta sulla ciclabile che unisce passo Mendola a Ronzone. La percorriamo per poche decine di metri e subito un'altro tracciato si stacca nel bosco verso maso Coflari.
Il tragitto forestale prosegue anche oltre, imboccando la valletta solcata dal rio di Linor e seguendo il corso d'acqua ci ritroviamo ben presto su via ai Molini, tra Cavareno e Amblar, concludendo il nostro anello con poche pedalate in salita su asfalto.
Giro davvero appagante che richiede un'ottima gamba se lo si vuole fare con una bici normale.
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