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GioMag07

Valdobbiadene in bicicletta: bollicine, colline e il fiume Piave

La terra del prosecco, di colline ricoperte di vigne, di calici e bollicine, la Valdobbiadene in bicicletta è un continuo saliscendi tra cantine e paesi dove rifiutare un bicchiere di buon vino è da maleducati. Il fiume Piave, poco distante, racconta storie infelici dove l'odio tra fratelli non ha risparmiato nessuno, nemmeno l'isola verde conosciuta oggi come Isola dei Morti. Un mulino, un castello abbarbicato, una villa e una tradizione tessile secolare, questo non è semplicemente un itinerario ciclabile, è un viaggio in bici nel cuore vivo della Valdobbiadene e dintorni.

Mappa

 
 

Le colline della Valdobbiadene

Il percorso sulle colline della Valdobbiadene in bici inizia dall'hotel Canova, nel comune di Cavaso del Tomba, a poche pedalate da Pederobba e dal Piave. Dalla struttura ci si immerge nel verde dei campi da golf per poi raggiungere piuttosto velocemente il paese di Pederobba attraverso stradine di campagna e vie di comunicazione secondarie. Il Sacrario militare francese, il primo approdo sulla SR348, ricorda a chiunque che queste terre furono bagnate dal sangue di migliaia di giovani durante la Grande Guerra. Si pedala sulla Feltrina (SR348), trafficata ma fortunatamente abbastanza larga per permettere di procedere in sicurezza fino al ponte sul Piave. vigneti valdobbiadene
Questo corso d'acqua conosciuto come "fiume caro alla patria" è uno dei simboli della I Guerra Mondiale e nel suo alveo chissà quanti ricordi, parole spezzate, pensieri custodisce...
Dal Piave il tracciato comincia a salire dolce ma costante verso Valdobbiadene. Il paesaggio muta, il punto di vista si sposta, le distese di vigneti sostituiscono l'acqua del Piave e le piane coltivate a frumento o ortaggi. La patria del prosecco è un susseguirsi di ondulati panettoni dove spiccano i paesi, ma soprattutto le innumerevoli cantine. Evitare una degustazione è praticamente impossibile.
Villa dei Cedri a Valdobbiadene, ex opificio della famiglia Piva ci sorprende per maestosità, San Pietro di Barbozza ci regala gli scorci più emozionanti prima di vederci riprendere la strada del Prosecco con le sue mille sfumature, la stessa strada che anche i ragazzi del Giro d'Italia pedaleranno nel 2015.san pietro di barbozza

Giunti al bivio

A Guia l'itinerario si biforca: i più temerari possono optare per la parte alta della Valdobbiadene deviando verso Combai e Follina dove un'imponente abbazia cistercense si staglia verso il cielo attirando l'attenzione dei ciclisti; chi predilige percorsi meno impegnativi può imboccare la discesa verso Col di San Martino. ciclabile valdobbiadeneDal paese è possibile zigzagare per le stradine secondarie fino a Farra di Soligo oppure imboccare la SP32 che alterna tratti promiscui a brevi ciclabili e che permette di avere alcuni bei panorami sulle colline a nord della strada. Il punto di incontro delle due tracce si trova a Solighetto dove la segnaletica marrone per il molinetto della Croda indica la giusta direzione.
 

Sospesi nel tempo

I paesaggi agresti appaiono come sospesi in un'altra dimensione, ma la vera sorpresa deve ancora arrivare. Si costeggia il torrente Lierza, nell'omonima valle. La strada si stringe, le automobili scompaiono, i ciclisti sono sempre più numerosi mentre si avanza serpeggiando tra vecchie case e il corso d'acqua. Un breve sterrato è il benvenuto dato ai visitatori dal molinetto della Croda, oltre 400 anni portati benissimo.molinetto della croda L'acqua del Lierza scivola indomita sulla parete rocciosa a fianco della grande pala che gira a velocità costante, senza fermarsi mai. Questo angolo idilliaco di Veneto merita una sosta picnic o semplicemente per scattare qualche bella immagine. Nei weekend estivi il molinetto è affollato di gente, quindi sei hai la possibilità visitalo in bassa stagione turistica o durante la settimana. (2€ adulti - gratuito fino ai 14 anni, altre informazioni sugli orari di visita sul sito ufficiale www.molinettodellacroda.it
Meraviglia e pace interiore sono due delle sensazioni che si provano seduti ad un tavolo di legno dove si può restare immobili ore ad osservarlo. Prima di lasciare questo luogo magico dove, nell'estate del 2014 una piena improvvisa travolse i tendoni di una festa paesana uccidendo quattro persone, ti consigliamo di pedalare per altri 100 m lungo la strada, affacciarti e godere della bellezza del luogo anche da un altro punto di vista.

Profumo di Piave

Dal mulino l'itinerario ciclabile torna indietro fino al bivio per Solighetto e prosegue verso Refrontolo per poi deviare nuovamente verso ovest e il paese di Sernaglia della Battaglia. Questa area un tempo conosciuta per gli opifici che lavoravano grazie alla forza del Piave e degli altri corsi d'acqua oggi conserva solo i ricordi (e qualche edificio) di quella che fu una fiorente economia. Nella frazione di Fontigo, a due pedalate dal centro cittadino, si trova l'oasi Fontane Bianche, un'area naturale visitabile ricca di risorgive dove l'acqua sgorga ad una temperatura costante di 10°.isola dei morti
Il fiume Piave, nel corso degli anni, ha influenzato la vita degli abitanti dei paesi che erano sorti in prossimità ma, oltre a questo, fu teatro di una sanguinosa battaglia che precedette quella finale di Vittorio Veneto. A poche pedalate da Moriago, a fianco di Sernaglia, chi viaggia in mountain bike potrà visitare il cippo commemorativo dell'Isola dei Morti. Un tempo chiamata Isola Verde, questa zona a ridosso del Piave venne ribattezzata Isola dei Morti dopo il sacrificio di migliaia di giovani Arditi che qui persero la vita sfondando le linee austriache.  Tra le tante storie giunte a noi dal passato,  una testimonianza racconta come nei giorni successivi alla battaglia non si potesse camminare sull'Isola Verde senza calpestare cadaveri...
 Le colline asolane e del Montello
Uscendo dagli sterrati dell'Isola dei Morti si approda nei dintorni di Vidor poco oltre il quale si attraversa il Piave per tornare verso il punto di partenza del tracciato. Prima di tagliare la pianura e raggiungere Cavaso, l'itinerario risale le colline asolane, quei dolci pendii (a dire la verità alcuni strappi non si possono proprio definire dolci) punteggiati da cascinali, campi arati e boschi fioriti, racchiusi tra l'anello ciclabile del Grappa e la ciclovia pedemontana alpina. colline asolane biciUn ultimo sforzo, un'ultima rampa prima della discesa finale nella piana al cospetto del Monte Grappa, l'itinerario della Valdobbiadene in bicicletta termina nello stesso punto di partenza tra emozioni e un viaggio in bici nel passato senza eguali.
Se stai affrontando l'itinerario della Valdobbiadene in bici da corsa all'altezza di Moriano della Battaglia prosegui verso Mosnigo e poi Vidor. I sentieri dell'Isola dei morti sono sterrati.

Hotel Canovalogo Bike Hotels Italia

canova certified

Dormire a Cavaso del Tomba

Il punto di partenza di questo itinerario è l'Hotel Canova di Cavaso del Tomba che, per la sua posizione ai piedi del monte Grappa e non distante dalla Valdobbiadene, per i suoi spazi e i molti servizi dedicati ai ciclisti, è un comodo bike hotel dal quale iniziare ad esplorare la zona.
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Veronica

Classe 1983 (mi han detto che ne sono nati di matti quell'anno...), abito nel bellissimo Trentino da qualche anno e la fortuna (o sfortuna) mi ha fatto incontrare Leo con cui ora vivo e scrivo su lifeintravel.it Dopo aver girato l'Europa e l'Italia con i miei genitori, per la maturità mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare su una strada slovacca). Dopo aver cambiato mille lavori (pasticcera, agente di viaggio, venditrice di gabinetti, addetta alle lamentele in un call center, barista, cubista ehm, questo non ancora!...) ed aver viaggiato due volte in Messico, ho mollato tutto senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho bighellonato per cinque mesi. Nel 2010 con Leo sono partita per un lungo viaggio in bicicletta nel sud est asiatico. Ora, fra un'escursione in montagna ed un'avventura, sogno e risogno la Panamericana sulle due ruote!!! Ecco in poche parole chi sono: cicloviaggiatrice per scelta, pasticciona a tempo pieno, mountain biker per caso, quando non viaggio ne sto combinando una delle mie...

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