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Dolomiti bellunesi e val Fodom
Dolomiti di Brenta dalla Val d'Algone - lifeintravel.it
Partenza/Arrivo
Caprile
Luogo
Veneto
Stagione
Estate
Durata
Fuggitivo (1 giorno)
Lunghezza
54 km
Percorso
Ad anello
Dislivello
1001 - 2000 m
Difficoltà
Micro avventura
Tipo di fondo
MTB (fuori strada)
Asfalto
65%
Sterrato
25%
Single Trail
10%
Valutazione
Difficoltà
5/5
Panorama
5/5
Bici consigliata
MTB
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Pedalata tra Petra, il Wadi Rhum e il mar Morto

Le Dolomiti Bellunesi nascondono angoli dove il tempo sembra essersi fermato, specialmente quando la stagione turistica principale si prende una pausa e la natura torna a respirare. Se sei alla ricerca di un itinerario ad anello in mountain bike capace di stupirti, di farti guadagnare ogni singolo metro di dislivello e di regalarti panorami verticali che tolgono il fiato, questo viaggio tra l'Agordino e la Valle di Fodom è esattamente ciò che fa al caso tuo.

01 val di fodom mtb

Un percorso d'alta quota, a cavallo tra asfalto secondario, sterrate storiche e i sentieri leggendari che hanno fatto la storia della Sellaronda Hero. Mettiti comodo: ti portiamo a scoprire un Veneto wild, dove persino una nevicata improvvisa fuori stagione può trasformare un'uscita in MTB in un'avventura memorabile.

Il riscaldamento lungo il torrente Cordevole: da Caprile ad Arabba

Il nostro viaggio comincia da Caprile, piccolo e strategico nodo viario dell'Alto Agordino, situato a pochi passi dal suggestivo Lago di Alleghe. Allacciato il casco, ci immettiamo subito sulla strada che punta verso nord.

La prima parte del percorso serve a scaldare la gamba. Le pendenze iniziali su asfalto sono dolci, costanti, perfette per trovare il giusto ritmo di pedalata senza strappare. Superato l'abitato di Digonera, decidiamo di abbandonare la strada statale principale – spesso trafficata nei periodi di punta – per immergerci nel silenzio della vecchia viabilità che costeggia la valle del torrente Cordevole.

02 val di fodom mtb

Qui l'atmosfera cambia drasticamente: il rumore delle auto sparisce, sostituito dal gorgoglio dell'acqua e dal profumo dei boschi di abeti. Si pedala in un fondovalle racchiuso tra pareti imponenti, affrontando una salita mai severa ma costante. Solo l'ultimo tratto, prima di sbucare ad Arabba, presenta qualche rampa più impegnativa che richiede di scalare i rapporti e iniziare a fare sul serio.

Arabba, adagiata ai piedi del Passo Pordoi a circa 1.600 metri di quota, ci accoglie con la sua tipica architettura alpina. È il momento perfetto per una breve sosta e un bel respiro profondo: da qui in poi, la pianura diventa un lontano ricordo.

val di fodom mtb

Sulle tracce dei miti: la salita verso Porta Vescovo

Lasciata Arabba, l'itinerario comincia a salire lungo i primi tornanti del mitico Passo Pordoi, una delle ascese più celebri del ciclismo su strada che fa parte anche del Sellaronda. Noi, però, siamo qui per le ruote grasse. Seguiamo inizialmente le indicazioni e i cartelli della Sellaronda Hero, la celebre e durissima marathon di mountain bike che ogni anno mette alla prova i biker di tutto il mondo.

03 val di fodom mtb

Arrivati circa a metà del valico del Pordoi, l'asfalto lascia spazio alla terra e ai sassi: sulla sinistra si stacca infatti una strada sterrata che si addentra nei pascoli d'alta quota. Il cambio di pendenza è immediato e l'itinerario si faceva suggestivo quanto impegnativo. Le gambe bruciano, ma lo sguardo viene costantemente rapito dai massicci circostanti che iniziano a stagliarsi contro il cielo.

La parte finale di questa ascesa è un vero e proprio test di resistenza. La sterrata si impenna con decisione man mano che ci si avvicina alla stazione sommitale degli impianti di Carpazza, situata poco sotto la celebre sella di Porta Vescovo. Qui, a oltre 2.100 metri di quota, l'ambiente diventa severo, prettamente d'alta montagna.

05 val di fodom mtb

L'imprevisto che non ti aspetti: quando il meteo colora l'avventura

Nel cicloturismo d'alta quota, la natura ha sempre l'ultima parola. Durante la nostra ascesa, proprio nei pressi di Carpazza, la temperatura è crollata bruscamente. Nel giro di pochi minuti, ci siamo ritrovati a pedalare tra cumuli di neve ancora presenti ai lati della carreggiata, mentre il cielo decideva di regalarci una breve ma intensa imbiancata fuori stagione. Un promemoria di quanto sia fondamentale viaggiare sempre con l'abbigliamento tecnico adeguato nello zaino (antivento, guanti e guscio impermeabile), ma anche un'emozione indescrivibile: vedere le Dolomiti tingersi di bianco sotto i colpi di una nevicata improvvisa rende l'esperienza epica e indimenticabile.

04 val di fodom mtb

Il richiamo della Marmolada e la sfida del passo Padon

Superato il tratto più duro nei pressi di Carpazza, il percorso concede un attimo di tregua. Affrontiamo un rapido e divertente saliscendi in quota che ci permette di rifiatare e di ammirare i panorami spettacolari della linea di cresta. Davanti a noi si staglia la via verso il Passo Padon, il valico geografico che fa da spartiacque naturale tra la Val Pettorina e la Valle di Fodom.

L'idea originale era quella di conquistare gli ultimi, tremendi metri di salita del passo per goderci la ricompensa più grande: una vista ravvicinata, totale e maestosa sulla parete nord della Marmolada, la Regina delle Dolomiti.

val di fodom mtb

Tuttavia, la montagna impone rispetto e flessibilità. Le condizioni del terreno, appesantito dalla neve fresca e dalla pendenza estrema degli ultimi metri, hanno reso impossibile la progressione in sella. Proseguire a spinta o a spalle in quelle condizioni avrebbe compromesso la sicurezza e le tempistiche del giro. Senza rimpianti, abbiamo applicato la regola d'oro del vero cicloturista: saper rinunciare quando necessario. La Marmolada è rimasta lì, parzialmente nascosta dalle nuvole, a ricordarci che torneremo a trovarla.

La discesa verso il Col di Ornella e il rientro ad Alleghe

Trovata la via alternativa per la discesa, abbiamo iniziato a perdere quota. Il sentiero variante si è rivelato una bellissima sorpresa: a eccezione di un primissimo tratto tecnico, stretto e leggermente scivoloso a causa del nevischio, la discesa si è trasformata in un single track estremamente gradevole, fluido e mai troppo impegnativo, perfetto per lasciar scorrere la mountain bike e godersi la guida.

val di fodom mtb

Guidando tra prati d'alta quota e pascoli, abbiamo superato il pittoresco Col di Ornella, una frazione d'altri tempi dove si respira ancora la cultura ladina locale. Da qui, la strada torna a farsi più battuta e, in breve tempo, ci ha condotto nuovamente sul fondovalle, intercettando le sponde del torrente Cordevole.

Ritrovato l'asfalto, non è rimasto che goderci la picchiata finale. Ripercorrendo al contrario lo stesso tragitto dell'andata, abbiamo fatto ritorno verso Caprile, allungando poi di pochi chilometri per chiudere l'anello sulle sponde del Lago di Alleghe. Le acque del lago, capaci di riflettere le pareti del Civetta, sono state il punto d'arrivo perfetto per celebrare una giornata di grande mountain bike.

val di fodom mtb

Consigli utili per affrontare questo itinerario

  • Rapporti corti e gamba allenata: Le pendenze che portano verso la zona di Porta Vescovo e del Passo Podon sono severe. Se usi una MTB muscolare, assicurati di avere rapporti agili (es. un 32T davanti e un 50/52T dietro). Se usi una E-MTB, gestisci bene la batteria nella prima parte per non rimanere "a secco" sulle rampe finali.
  • Meteo e abbigliamento: Sopra i 2.000 metri il meteo cambia in pochi minuti, come ha dimostrato la nostra spolverata di neve. Porta sempre con te una giacca termica, un guscio impermeabile pesante, guanti invernali e uno scaldacollo, anche se alla partenza a fondovalle splende il sole.
  • Rispetto per i sentieri: Molti di questi tratti ricalcano percorsi escursionistici a piedi o tracciati storici. Mantieni sempre una velocità controllata in discesa, cedi il passo ai pedoni e non bloccare la ruota posteriore per evitare l'erosione del terreno.
Ultima modifica: 10 Giugno 2026
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Leo

Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!

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In questo caso tutto il merito va a Roby "sangioss" e Susanna che hanno pedalato e condiviso questo itinerario con ...
Leo, togli il link  che ha messo nel suo commento che è solo pubblicità ad un sito di scommesse....

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