Se cerchi il paradiso gravel, probabilmente non devi andare lontano quanto immagini. Appena a nord di Verona, incastonata tra la pianura e le vette, sorge la Lessinia: un altopiano che è una meta perfetta per ogni ciclista che ama l'avventura fuori strada. È un territorio di contrasti, dove la roccia stratificata racconta storie geologiche antiche e i pascoli d'alta quota sembrano non finire mai.
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Recentemente grazie alla conoscenza del territorio dell'amico Andrea, abbiamo esplorato un anello con partenza da Velo Veronese, un percorso che condensa l'essenza stessa della Lessinia: salite tecniche, ampi sterrati panoramici, malghe accoglienti e discese che premiano ogni grammo di sudore versato. Ecco il racconto di una giornata in cui abbiamo pedalato tra il Monte Baldo e le Piccole Dolomiti.
L’ascesa verso la quota e il balzo panoramico
L'avventura parte da Velo Veronese, sede di partenza di un anello simile ma un po' più tecnico, fatto in un altro weekend passato qui. Si inizia risalendo la strada provinciale, ma la voglia di sterrato ci porta a cercare subito le prime deviazioni. Ritrovato l'asfalto per un breve tratto, la strada scende verso località Squarantello.

È qui che il parte la prima asperità di giornata: la salita che si staglia davanti a noi alterna sapientemente tratti sterrati a segmenti asfaltati, mettendoci alla prova con un paio di rampe su sentiero che costringono agli "straordinari" muscolari e per un breve tratto anche a spingere a piedi.
Ma la fatica spesso viene ripagata e in questo caso succede proprio così: man mano che guadagniamo quota, il panorama si apre a 360 gradi. Da un lato il Monte Baldo che domina il lago di Garda, dall'altro la maestosità delle Piccole Dolomiti e del gruppo del Carega. Amo la Lessinia per i suoi spazi ampi, le asperità dolci, i pascoli e i panorami in lontananza.

Monte Tomba e il gusto della tradizione
Dopo aver domato le pendenze più aspre con un altro tratto di sentiero un po' più tecnico e impegnativo in salita, il percorso si addolcisce. Le strade sterrate si fanno ampie, scorrevoli, permettendoci di pedalare con un ritmo più cadenzato.
È il preludio all'arrivo ai piedi del Monte Tomba. Facciamo un ultimo sforzo per deviare fino sulla cima del monte dove la piccola malga Monte Tomba ci attende: qui la sosta è d'obbligo e ci fermiamo per un pranzo rigenerante e una radler per fortuna non troppo "carica".
Gli gnocchi di malga non sono esattamente il piatto che ci farà pedalare più veloci, ma vuoi mettere la bontà di mangiarlo a 1700 m di quota al cospetto delle cime venete?!?

San Giorgio e la magia della Pietra della Lessinia
Ripresa la via con lo stomaco soddisfatto, la direzione punta verso San Giorgio. Il paesaggio cambia volto: diventano protagonisti i muretti a secco e le affiorazioni della tipica pietra della Lessinia, una roccia calcarea stratificata che "dipinge" il territorio, rendendo ogni scorcio unico. Pedalare qui significa attraversare un museo a cielo aperto dove natura e lavoro umano si fondono in un equilibrio perfetto.

Malga Malera, Monte Grolla e la discesa tecnica
L'itinerario continua a regalare emozioni e dopo aver attraversato il centro di San Giorgio (un po' triste constatare ancora una volta i danni dell'immobiliarismo selvaggio in montagna), imbocchiamo l'ennesima sterrata che ci conduce verso il Rifugio Malga Malera.
Il tracciato si fa più selvaggio. Superato il Monte Grolla, inizia la discesa. Non aspettatevi una strada bianca banale: il rientro a Velo prevede un sentiero attorno al Monte Purga che richiede una guida un po' più attenta e tecnica ma niente di trascendentale.


C'è anche una breve risalita finale su asfalto che ci riporta dritti verso il centro di Velo Veronese, giusto in tempo per una meritata birretta ghiacciata a fine giro.




















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