Se pensi alla Liguria in bicicletta, la mente corre subito alle grandi sfide verticali, all’Aurelia che costeggia il mare o alle iconiche salite della Milano-Sanremo. Esistono però tanti itinerari adatti anche a chi ama stare fuori dal traffico, racchiusi tra le pieghe dell’entroterra e le foci dei fiumi, capaci di regalare percorsi magari brevi ma di un’intensità sorprendente.
Quello che ti propongo oggi è un itinerario ad anello da fare in gravel in mezza giornata. Un viaggio che unisce l'aria salmastra del Golfo del Tigullio alla natura selvaggia e un po' recondita della ciclovia dell'Ardesia, per poi risalire lungo le pendenze collinari di Leivi e tuffarsi nuovamente verso il mare. Ecco come vivere questa avventura su due ruote tra sterrati, single track e panorami mozzafiato.
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Partenza da Chiavari e l'Oasi dell'Entella
Il nostro viaggio comincia a Chiavari. Prima di agganciare i pedali, vale la pena concedersi un minuto per guardare l'orizzonte: di fronte si staglia il Golfo del Tigullio, mentre in lontananza, sul profilo della costa, si riconosce l’inconfondibile sagoma del promontorio di Portofino.
Pochi colpi di pedale sul lungomare e ci si dirige verso est, fino a raggiungere la foce del fiume Entella. Questo corso d'acqua non è solo un confine geografico, ma un vero e proprio ecosistema: l’Oasi Faunistica dell’Entella è infatti un importante punto di sosta per l’avifauna migratoria.

Attraversato il ponte che scavalca il fiume, ci si ritrova nel comune di Lavagna. Da qui, svoltando verso l’interno lungo la sponda sinistra del corso d'acqua, si entra ufficialmente nella ciclovia dell'Ardesia.
Ciclovia dell'Ardesia: un gravel selvaggio e inaspettato
La ciclovia dell'Ardesia è un percorso ciclopedonale che teoricamente risale la Val Fontanabuona. Sulla carta potrebbe sembrare una tranquilla ciclabile fluviale, ma la realtà sul campo parla una lingua decisamente più gravel.
Il fondo è sterrato e la manutenzione a tratti latente, ma è proprio questo a rendere la pedalata divertente. Se stai cercando un tracciato wild a due passi dalle spiagge, qui troverai pane per i tuoi denti.


Ci si ritrova a risalire il fiume immersi in una vegetazione fitta, dove spiccano imponenti canne di bambù che creano gallerie vegetali suggestive. Il percorso si snoda tra brevi passerelle di legno, tratti su ghiaino smosso e passaggi in single trail più stretti e tecnici, dove la guida della bici richiede attenzione per via di radici affioranti e buche.
Continuando a seguire il placido scorrere dell'Entella, si superano i piccoli nuclei rurali di Rivarola e Loreto.

La svolta: strada dei Boschi e la salita a Leivi
Dopo i primi chilometri pianeggianti spesi a destreggiarsi sullo sterrato, è tempo di cambiare marcia e assetto. Lasciamo le sponde dell’Entella e la ciclovia dell’Ardesia (che proseguirebbe verso nord in direzione di Carasco e della Val Fontanabuona) per deviare decisamente verso le colline.
L'imbocco della deviazione ci porta su una via il cui nome anticipa perfettamente lo scenario: la Strada dei Boschi. Qui l'asfalto sostituisce lo sterrato, ma le pendenze si fanno subito severe. Si tratta di una salita ripida e senza traffico, che richiede un buon rapporto agile per essere superata senza andare fuori giri, circondati dal silenzio dei boschi marittimi e degli uliveti terrazzati, tipici del paesaggio ligure di mezza costa.
La fatica viene presto premiata. Guadagnando quota, la Strada dei Boschi va a incrociare l'arteria stradale principale che conduce a Leivi. Non appena ci si immette su questa cresta collinare, la vista si apre di colpo. Sulla sinistra il panorama spazia nuovamente su Chiavari e sull'immensità del Mar Tirreno.

La salita qui finalmente si addolcisce, trasformandosi in un piacevole falsopiano panoramico prima di scollinare.
Il rientro verso il mare
L’avventura nell’entroterra è quasi giunta al termine. Raggiunto il valico a Bocco di Leivi, la strada cambia pendenza definitivamente. Davanti a noi si snoda una discesa fluida e divertente che, curve dopo curva, perde quota rapidamente offrendo continui scorci sul mare. In men che non si dica ci si ritrova a livello del mare, riconquistando il centro di Chiavari e il punto di partenza.




















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