Se sei alla ricerca di un itinerario in gravel lontano dalla calca, capace di regalarti ampi spazi, pascoli d'alta quota e un panorama a 360° tra i più spettacolari delle Alpi, l'Altopiano del Renon è la risposta. Situato appena sopra Bolzano, questo balcone naturale offre una rete di forestali perfette, salite appaganti e una vista aperta sull'intero arco dolomitico.
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Questo anello gravel unisce l'ascesa verso la cima del Corno del Renon, che avevo affrontato anche in inverno, ai panorami aperti dell'Alpe di Villandro, passando tra malghe tradizionali e paesaggi che ricordano i grandi altipiani del nord Europa. Un’avventura in mezza giornata ricca di fascino, tecnica e soste di gusto.
La partenza da Tann e la risalita verso Obergrünwald
Il nostro itinerario prende il via da poco sopra Collalbo, esattamente nei pressi della rinomata area di Tann (1.488 m). Agganciati i pedali, la salita si fa subito sentire: ci s'immette su via Tann procedendo in direzione di Obergrünwald.
I primi tre chilometri scorrono veloci su un asfalto poco trafficato, utile per scaldare le gambe. Lasciata l'arteria asfaltata, lo scenario cambia improvvisamente. Si entra nell'anima gravel del percorso: la strada diventa una compatta sterrata forestale che sale con rampe costanti, prima immersa nella penombra di una fitta abetaia e poi spalancandosi gradualmente verso i pascoli alpini d'alta quota.
Incrociamo un attempato malgaro che sta ripercorrendo la strada a ritroso con una zappa in mano, fermandosi ad ogni canalina dell'acqua per pulirla dai detriti lasciati dalla pioggia di ieri: si capisce da questi piccoli grandi gesti cosa significhi la cura per il territorio e perché l'Alto Adige sia così com'è.

Il Rifugio Corno di Sotto e la vetta a 360°
Proseguendo la risalita sul versante montano, la vista comincia ad aprirsi in modo spettacolare. Un'imperdibile sosta caffè ci attende al Rifugio Corno di Sotto (Unterhornhaus, 2.044 m), punto strategico prima dell'affondo finale verso la vetta.
Poco più in alto, una deviazione dal tracciato principale permette di raggiungere la cima del Corno del Renon (2.260 m). La fatica spesa sulle ultime rampe viene ripagata da una delle vedute panoramiche più famose e complete dell'intero Alto Adige. Lo sguardo spazia a 360 gradi: davanti a noi le Dolomiti sembrano quasi a portata di mano. Si distinguono chiaramente le pareti del Latemar, l'imponente massiccio del Catinaccio, le guglie del Sassolungo e del Sasso Piatto, fino ad intravedere la regina incontrastata, la Marmolada.

Verso l'Alpe di Villandro: atmosfere d'altri tempi
Goduto lo spettacolo dalla vetta, ci si rituffa sulla sterrata precedente per piegare verso nord. Il tracciato si mantiene molto pedalabile, scorrevole e ben curato, snodandosi attraverso praterie alpine ricamate da vecchi muretti a secco: un paesaggio sconfinato e verdeggiante che, per colori e respiro, ricorda da vicino le brughiere scozzesi o d'Irlanda.

Inizia quindi una piacevole discesa che conduce dritti all'Alpe di Villandro (Villanderer Alm), uno degli alpeggi più estesi d'Europa. Qui la pedalata diventa rilassante, accompagnata dai campanacci e dalla presenza di mucche, pecore e capre liberamente al pascolo tra malghe e storiche baite in legno.

L'Alpe di Barbiano, Huberkreuz e il rientro
Dall'Alpe di Villandro è tempo di riprendere quota. Il percorso compie un'ampia curva ad anello per riavvicinarsi al comprensorio del Renon, passando lungo le pendici dell'Alpe di Barbiano, posizionata proprio ai piedi della cima del Corno visitata poco prima.
Il tracciato regala scorci continui sulle valli sottostanti. Superato il minuscolo chiosco di Huberkreuz — ideale per una sosta rigenerante a base di speck e formaggi di malga — si affronta l'ultimo settore in salita.


Per chiudere in bellezza l'avventura, il percorso regala un breve ma divertente single trail: un fondo naturale con radici affioranti che richiede un minimo di attenzione alla guida, ma regala grandi sorrisi prima di ricongiungersi alla forestale che riporta rapidamente al punto di partenza a Tann.
Noi abbiamo pedalato questo itinerario in e-MTB ma è un percorso fattibile anche con la gravel, con la sola eccezione delle poche centinaia di metri di trail pianeggiante che, se risultassero poco digeribili, possono essere fatti a spinta.




















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