Se pensi al Piemonte in bicicletta, la tua mente viaggerà probabilmente verso i filari geometrici delle Langhe, i grandi colli alpini teatro del Giro d'Italia o i percorsi pianeggianti che costeggiano il Po. Eppure, a pochissimi chilometri da Torino, esiste un territorio che sembra essere sfuggito al turismo di massa. Una vallata racchiusa, verde e autentica, che conserva il fascino ruvido della wilderness alpina: la Val Sangone.
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L’occasione perfetta per esplorarla è stata la prima edizione del Val Sangone Bike Adventure, un festival nato non per cronometrare distanze o premiare il più veloce, ma per celebrare la filosofia del viaggio lento, dell'esplorazione e della condivisione su due ruote.
Ho trascorso qui un weekend intenso, pedalando tra guadi, boschi fitti, borghi arroccati e laghi glaciali. Due giorni vissuti a pieno che voglio raccontarvi passo dopo passo, traccia dopo traccia.

Il cuore dell'evento: l'expo in piazza Molines a Giaveno
Il punto di riferimento dell'intero weekend è stata la cittadina di Giaveno, storico centro della valle che per l’occasione ha ospitato il cuore pulsante del festival.
La domenica pomeriggio la sensazione di comunità è stata immediata. Piazza Molines si è trasformata in un vero e proprio bike village animato, colorato e accessibile a tutti. Non una fiera asettica per soli addetti ai lavori, ma uno spazio vivo: stand di artigiani locali, marchi legati al mondo del bikepacking e del cicloturismo, workshop di meccanica d’emergenza e molto altro. Una menzione speciale va sicuramente all'area junior, dove i ciclisti del futuro muovevano i primi passi (e le prime pedalate) su piccoli percorsi a ostacoli.

L’atmosfera che si respirava era quella delle grandi occasioni, ma con l’accoglienza intima di una festa tra vecchi amici. Il tempo di sbrigare le pratiche d'iscrizione e scambiare due chiacchiere e per me era già ora di vestirsi e preparare la bici.
Sabato sera: Il brivido del tramonto sul percorso "Sensa Fià"

Il battesimo del fuoco (o meglio, del ghiaccio) è arrivato il sabato tardo pomeriggio con il primo giro ufficiale, battezzato dagli organizzatori locali con un nome che è tutto un programma: "Sensa Fià" (Senza Fiato).
Ci siamo radunati in un nutrito gruppo di pedalatori. L'aria pungeva: la primavera aveva deciso di prendersi una pausa, lasciando spazio a un freddo decisamente insolito per la stagione. Ma l'entusiasmo era contagioso, e le luci montate sui manubri e sui caschi parlavano chiaro: non saremmo rientrati prima di notte.

Dai guadi alle radure della Val Sangone
I primi chilometri servono a scaldare le gambe. Lasciata Piazza Molines a Giaveno, ci siamo diretti verso la suggestiva Borgata Battagliotti. Qui l’asfalto cede rapidamente il passo alle prime sterrate.
Nemmeno il tempo di abituarsi al fondo sconnesso che ci siamo trovati davanti al primo guado del weekend: un piccolo torrente da attraversare con decisione. Qualche schizzo d'acqua gelida e le risate hanno subito rotto il ghiaccio, in tutti i sensi.

Il percorso si sviluppa superando ampie radure dove lo sguardo può finalmente spaziare sulla silhouette delle Alpi Cozie, che iniziano a tingersi dei toni caldi del tramonto. Ci siamo poi immersi nel fitto sottobosco della valle. I sentieri qui sono un paradiso per le ruote grasse: mai troppo tecnici o proibitivi, ma guidati, fluidi, con quel tappeto di foglie e terra umida che rende la guida incredibilmente divertente e attiva.
La salita verso Tora e Pontetto e la sosta in trattoria
Ma come suggerisce il nome piemontese del percorso, la salita non si è fatta attendere. Superate le frazioni più basse, le pendenze si sono fatte severe, costringendoci a rannicchiarci sul manubrio e a cercare il rapporto più agile.
L'obiettivo? Raggiungere le borgate alpine di Tora e Pontetto, situate a poco più di 1000 metri di quota nel punto più alto del tracciato.

La fatica dell'ascesa, accentuata dal termometro che continuava a scendere, è stata ampiamente ricompensata dall'ospitalità della valle. Ad attenderci lassù c'era la sosta per la cena in una trattoria tipica, la Trattoria Il Campanile. Entrare in un ambiente riscaldato, con il profumo dei piatti della tradizione piemontese, ha rigenerato corpo e spirito.
È questo il bello degli eventi "adventure": il viaggio in bici diventa il pretesto perfetto per scoprire i sapori e le storie del territorio, seduti allo stesso tavolo tra perfetti sconosciuti uniti dalla stessa passione.
Discesa nella notte
Quando siamo usciti dalla trattoria, la notte aveva ormai fatto capolino sulla Val Sangone.
Nel gelo della sera, abbiamo acceso i nostri fari artificiali, trasformando il gruppo in un lungo serpente luminoso che tagliava il buio.
La discesa verso Giaveno è stata un'esplosione di adrenalina e concentrazione nonostante l'asfalto. Le traiettorie illuminate dal fascio di luce, il vento freddo sul viso e il silenzio del bosco interrotto solo dal ronzio delle ruote libere hanno reso la chiusura dell'anello perfetta, per una prima giornata indimenticabile.

Domenica alla scoperta de "I Senté Stermá" e i laghi di Avigliana
La stanchezza della notturna non ha minimamente intaccato la voglia di risalire in sella la domenica mattina.
Se il sabato era stato dedicato alle quote montane e all'atmosfera wild, la domenica prevedeva un cambio di scenario completo, muovendosi a quote più basse verso la transizione tra la Val Sangone e la vicina Val di Susa. Mi sono unito al gruppo dei pedalatori per l'anello intermedio, intitolato "I Senté Stermá".
Ho provato a chiedere ai local il significato di questo nome in dialetto, ma tra una pedalata e l'altra ho preferito concentrarmi sulla strada... se qualcuno di voi lo sa, me lo scriva nei commenti!

Verso le sponde dei Laghi di Avigliana
Partendo nuovamente dalla piazza di Giaveno, il percorso si è rivelato fin da subito molto vario.
Abbiamo affrontato una prima sezione caratterizzata da single track più tecnici, dove la scelta della linea corretta tra rocce e radici ha messo alla prova la destrezza dei partecipanti, alternata a tratti decisamente più scorrevoli e veloci.

Il paesaggio cambia radicalmente quando si entra nel territorio del Parco Naturale dei Laghi di Avigliana. Pedalare lungo le sponde di questi specchi d'acqua di origine glaciale, circondati dai canneti e con i riflessi della Sacra di San Michele che domina dall'alto la valle, offre un contrasto cromatico spettacolare rispetto ai boschi selvaggi del giorno precedente.
Il ritmo qui si fa più rilassato, ideale per godersi la vista e scattare qualche foto.

Storia e cultura in Piazza Conte Rosso
Dal parco dei laghi, una suggestiva salita ci ha condotti nel cuore storico di Avigliana. Siamo passati attraverso la monumentale Porta Ferronia, un antico accesso medievale che introduce alla splendida Piazza Conte Rosso.

Questo anfiteatro acciottolato, circondato da portici e palazzi d'epoca, è stato il luogo perfetto per una sosta rigenerante. Riprendere fiato in un contesto così ricco di storia, circondati da altri ciclisti, ti fa capire quanto la bicicletta sia il mezzo perfetto per connettere natura e cultura.

Il rientro verso il village di Giaveno non è stato un semplice trasferimento. Gli organizzatori hanno inserito un ultimo, divertentissimo single trail nel bosco, seguito da ampie strade sterrate ben pedalabili che ci hanno permesso di spingere sui pedali e chiudere il giro con il sorriso stampato in faccia.
Conclusioni: perché segnare questo evento in agenda
Il weekend si è concluso dove tutto era iniziato: a Giaveno. Ma questa volta ad attenderci c’era un lungo pranzo collettivo. Davanti a un piatto fumante e a una birra artigianale, abbiamo condiviso i racconti delle rispettive avventure, scambiandoci promesse di future pedalate insieme.

Il Val Sangone Bike Adventure ha dimostrato che non servono destinazioni esotiche o nomi altisonanti per vivere una vera avventura in bikepacking o in MTB. A volte basta una valle poco nota, una comunità accogliente e una rete di sentieri tracciati con passione da chi quel territorio lo vive e lo ama ogni giorno.
Sono stati due giorni intensi, fisici, a tratti freddi, ma incredibilmente caldi sotto il profilo umano. Se cercate un evento che unisca il piacere della scoperta tecnica alla bellezza della condivisione, date retta a me: aprite l'agenda del prossimo anno e segnatevi questa manifestazione.

La Val Sangone vi aspetta, e ha ancora tantissimi sentieri segreti da rivelare.
E voi, avete mai pedalato in Val Sangone?
Conoscevate questi percorsi tra Giaveno e i Laghi di Avigliana? Fatemelo sapere sotto nei commenti!





















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