Un luogo immerso nella Natura, a picco sul mare, un lembo di terra ligure dove i bikers possono sentirsi a casa. Il Salto della Lepre in MTB si raggiunge dopo diverse fatiche tra le quali una ripida e insidiosa discesa, il tutto è però ripagato dalla bellezza del luogo, dal silenzio, dai colori. Questo itinerario MTB è consigliato a chi ha voglia di verde e di blu, a chi si diverte sui tracciati più ostici, a chi vuole terminare un'uscita fuoristrada con un tuffo nelle acque cristalline del Tirreno, a chi ha voglia di recuperare le energie spese nel trail con un pezzo di focaccia e una birra gelata.
La salita al Passo del Bracco
L'itinerario MTB del Salto della Lepre inizia nell'abitato di Levanto, la località che anticipa Monterosso, la prima delle 5 terre.
Dopo aver affrontato la spettacolare Alta Via delle 5 terre pedalando da Levanto a Portovenere, in questo percorso MTB scopriremo quello che ci riserva la Natura ligure del Levante... andando verso ovest.
La prima vera salita del tracciato si affronta su asfalto e consiste nell'ascesa al Passo del Bracco. L'itinerario sale verso il valico fino a svoltare su sterrato a poche centinaia di metri dal raggiungimento dello scollinamento. Chi volesse una foto ricordo sotto con il cartello del Bracco potrà allungare di qualche minuto la traccia e togliersi questa soddisfazione!
Utilizzato anche in epoca romana, il passo del Bracco fu superato anche da Alessandro Manzoni in un suo viaggio in direzione di Firenze.
Gaggi e Montaretto sugli sterrati liguri
Dall'inizio dello sterrato, dopo un breve tratto pianeggiante che in costa attraversa Pian Pontasco, la traccia riprende a salire con costanza, senza mai mettere davvero in difficoltà il biker. Gaggi è il punto di svolta: situato a quota 550 m, ai piedi dell'omonimo monte, è il tetto massimo che si raggiunge in questo itinerario MTB.
Da qui la discesa comincia piuttosto facile, su ampio sterrato, a tratti un po' sconnesso. Pochi minuti e lo scenario cambia: le difficoltà del trail si accentuano con curve a gomito, fondo con radici e sassi, passaggi stretti in roccia.Chi non ha esperienze su tracciati enduro potrebbe, in alcuni tratti, incontrare qualche difficoltà ed essere costretto a brevi momenti con bici a spinta, ma gli scorci sul mare sottostante ripagheranno della fatica.
Si continua a perdere quota attraversando su ciottolato Reggimonti e poi, prima su cemento e dopo su asfalto, località Montaretto, nel comune di Bonassola. Il tracciato da seguire è prima il 660 e, all'uscita dalla frazione, il 661 che, al bivio, si trova in posizione centrale rispetto agli altri due sentieri alternativi.
Il Salto della Lepre
Da Montaretto continua il divertimento e le montagne russe liguri fanno del loro meglio per lasciare un ricordo indelebile nella giornata a due ruote! Il 661 supera il campo sportivo e, imperterrito, avanza nella sua folle e veloce discesa verso il Salto della Lepre, un punto panoramico straordinario a picco sul mare. Dai 100 m di quota di questo luogo idilliaco sembra di sfiorare l'acqua limpida con un dito.L'itinerario MTB, dopo la breve deviazione per raggiungere il Salto della Lepre, rientra sulla traccia sterrata che anticipa l'ingresso, su asfalto prima e su scale poi, a Bonassola.
Bonassola, di epoca incerta, è protetta da una piccola baia e rappresenta il punto - tappa intermedio della breve ciclabile lungomare Maremonti che prende il via a Levanto per poi terminare a Framura.
Focaccia e un tuffo... in ciclabile!
Il borgo marinaro è il posto giusto per assaporare una delle prelibatezze del territorio ligure, la focaccia, prima di imboccare la pista ciclabile e rientrare a Levanto. Pensa che Bonassola conta meno di 900 abitanti, ma nonostante questo vanta ugualmente cinque chiese, tra le quali si annovera la suggestiva chiesetta della Madonnina della Punta.
In periodi diversi da quelli dall'alta stagione turistica Bonassola è un piccolo centro tranquillo dove rilassarsi e recuperare energie prima di concludere in bellezza il giro.
Poco oltre la spiaggia di sabbia, spesso punteggiata da decine di ombrelloni colorati, chi avrà voglia di refrigerarsi potrà approfittare di un accesso al mare sugli scogli per tuffarsi nelle tiepide acque del Mediterraneo.
Il rientro a Levanto lungo la pista ciclabile Maremonti è piacevole e, in una manciata di chilometri, ci si ritrova al punto di partenza completando l'anello in MTB.
Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, Il Sudafrica e Lesotho... e il #noplansjourney...
Se non siamo in viaggio, viviamo sul lago d'Iseo!
Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)!
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
Ultimi commenti