Pantelleria si può riassumere in due parole: una scoperta.
Non è solo un modo di dire, perché anche conoscendo bene la Sicilia, quest’isola resta qualcosa a parte, quasi fuori dalle rotte più battute. Io ci sono arrivato dopo averla solo sfiorata in passato e ci ho passato quindici giorni, scoprendo che Pantelleria non è una semplice destinazione ma un’esperienza vera, di quelle che cambiano il modo di viaggiare e il modo di guardare i luoghi.
In questo articolo
Pantelleria: scoprire l'isola chilometro dopo chilometro
Chi cerca cosa vedere a Pantelleria spesso trova liste ordinate, itinerari perfetti, tappe già decise. Ma la verità è che Pantelleria non si lascia incasellare così facilmente. Qui non si tratta solo di vedere, ma di sentire, esplorare, guardare con occhi diversi un territorio antico e per questo quasi selvaggio ma bello a volte forse anche bellissimo.
È un’isola che va capita lentamente, chilometro dopo chilometro, accettando anche le sue asperità, è vulcanica, aspra, a tratti quasi dura, ma allo stesso tempo capace di regalare una bellezza autentica che raramente si trova altrove.
Le rocce nere dominano tutto, creano un paesaggio forte, quasi primitivo. E proprio per questo il mare sembra ancora più limpido, più intenso, più vivo. Poi, all’improvviso, il verde. Un verde pieno, quasi alpino, che non ti aspetti in un’isola così. Pantelleria è questo: un continuo contrasto tra elementi opposti che convivono perfettamente.
Il modo migliore per vivere Pantelleria è senza dubbio in bici
Non è il modo più semplice e neppure quello meno stancante (ma questo i cicloturisti lo sanno già), e non è per tutti, ma è quello che ti permette davvero di entrare in sintonia con l’isola, personalmente l’ho girata per alcuni giorni totalizzando (fonte Strava) circa 350 km e oltre 5.000mt d+
Il periplo dell’isola di Pantelleria in bici è lungo poco più di 40 km, con circa 800 metri di dislivello, ma non è una questione di numeri. È una questione di ritmo. Pedalare qui significa rallentare, osservare, fermarsi quando serve e lasciarsi sorprendere quando meno te lo aspetti.
Durante il giro dell’isola passi continuamente da un paesaggio all’altro senza quasi accorgertene. Parti tra distese di lava nera, poi ti ritrovi immerso nel verde, poi di nuovo il mare, poi una salita che ti mette alla prova. Non esiste monotonia, ogni curva cambia completamente prospettiva. È uno di quei posti in cui il viaggio conta molto più della destinazione.
Cosa non perdere a Pantelleria in bici
Uno dei percorsi più suggestivi, e tra le cose da vedere a Pantelleria che più rappresentano l’isola, è la strada verso Scauri. Già dopo pochi chilometri dal centro abitato si percepisce un cambiamento netto. Superata la zona di Mursia si arriva a una discesa verso il mare che segna quasi un passaggio simbolico. Qui capisci subito che Pantelleria non è una destinazione classica: niente spiagge sabbiose, solo scogli vulcanici. Le rocce nere possono quasi incutere timore, ma basta avvicinarsi all’acqua per rendersi conto della sua incredibile limpidezza.
Proseguendo verso Scauri si attraversano canyon di lava millenaria e si incontrano i dammusi, le abitazioni tipiche dell’isola, perfettamente integrate nel paesaggio. Non disturbano, non invadono, sembrano parte naturale dell’ambiente. La salita per arrivare a Scauri è impegnativa, ma una volta raggiunta la frazione si viene ripagati con qualcosa che oggi è sempre più raro: il silenzio assoluto.
Un silenzio vero, che non è assenza di rumore ma presenza di natura.

Continuando l’esplorazione dell’isola si arriva a Punta Spadillo, un luogo che mostra il lato più potente e autentico di Pantelleria. Scogliere a picco sul mare, vento costante, orizzonti aperti. Qui si trovano anche i resti delle fortificazioni della seconda guerra mondiale, testimonianza di quanto quest’isola fosse strategica.
Poco distante si trova il Lago delle Ondine, una delle gemme meno conosciute ma più affascinanti. Per raggiungerlo bisogna lasciare la bici e affrontare un tratto impegnativo, che nell’ultimo tratto è quasi un’arrampicata sulle pietre, ma è proprio questo che lo rende speciale. L’acqua, come spesso accade a Pantelleria, cambia colore con la luce, creando un effetto sempre diverso.
Tra i luoghi più iconici da vedere a Pantelleria c’è senza dubbio il Lago di Venere, uno dei simboli dell’isola. È un lago di origine vulcanica che non è mai uguale a sé stesso. Cambia colore, cambia atmosfera, cambia carattere durante la giornata. Con il cielo coperto può sembrare quasi cupo, misterioso, mentre con il sole si accende di colori incredibili. Ma è nelle ore centrali che regala il massimo: sfumature che vanno dal blu intenso al verde cristallino lungo le rive. È uno di quei posti che non si visitano una sola volta, perché ogni momento restituisce una sensazione diversa.
Poi c’è la sfida più grande per chi visita Pantelleria in bici: la salita verso Montagna Grande. Con i suoi circa 900 metri è il punto più alto dell’isola e raggiungerlo richiede fatica, costanza e un po’ di determinazione. I tornanti sono ripidi, la salita è continua, ma quello che si vive durante l’ascesa è qualcosa di unico. Il paesaggio cambia completamente, il nero della lava lascia spazio a un verde intenso, quasi inaspettato. Il mare si allontana, ma resta sempre visibile, come un punto di riferimento costante. Arrivati in cima, la vista è totale, ampia, aperta. Uno di quei momenti in cui capisci che tutta la fatica aveva un senso.

E’ poi ancora c’e’ da vedere l’arco dell’elefante, un arco legato ad una leggenda antichissima, o cala tramontana, la piccola frazione di Khamma o quella di Rekhale, poche case ma con una tradizione antichissima, i tanti dammusi alcuni grandissimi (con piscina annessa) alcuni piccoli, altri diroccati, ma tutti con il caratteristico tetto a cupola solitamente di colore bianco, i tanti sentieri che si inoltrano nelle campagne, i vigneti dove si produce un buonissimo vino (il passito), insomma tante altre cose.
Pantelleria, un angolo essenziale d'Italia
Pantelleria infatti è un’isola che non si concede subito. Non è immediata, non è comoda, non è costruita per il turismo di massa. Ma proprio per questo ha un fascino autentico. È più vicina all’Africa che alla Sicilia, non solo geograficamente ma anche per atmosfera, colori, luce. Qui tutto sembra più essenziale, più vero.
E allora se ti stai chiedendo cosa vedere a Pantelleria, la risposta più onesta è che non devi limitarti ai singoli luoghi. Pantelleria va vissuta nel suo insieme. Va attraversata, osservata, respirata. Ogni strada, ogni salita, ogni scorcio contribuisce a creare un’esperienza completa.
E se hai la possibilità, vivila in bici.
Perché è proprio pedalando che riesci a cogliere davvero il ritmo dell’isola, a entrare in connessione con il territorio e a scoprire angoli che altrimenti ti perderesti.
Due ultimi consigli pratici che valgono più di qualsiasi guida: non andare via senza aver assaggiato il bacio pantesco e, se decidi di fare il giro completo dell’isola, fallo in direzione Scauri. Pedalerai sempre con il mare alla tua destra, con panorami che cambiano continuamente e che difficilmente dimenticherai.
Pantelleria non è solo una destinazione. È una scoperta che resta.
Per ogni info non esitare a contattarmi scrivendo un commento qui sotto, sarò felice di fornirti qualsiasi informazione in mio possesso. Mi trovate anche su www.domenicoromano.it
















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