Negli ultimi anni Bibione è diventata una delle stazioni balneari più all'avanguardia nella promozione del cicloturismo e sono molti i percorsi mappati da poter seguire nelle campagne circostanti, raggiungendo in bici le vicine Lignano e Caorle. Di seguito ti proponiamo un giro verso le località di Brussa e Valle Vecchia, magnificamente immerse nella natura lagunare.
In quel fazzoletto di terra rubato all'Adriatico, alle foci del Tagliamento e a nord di Venezia, l'uomo si è insediato creando i centri di Lignano, Bibione e Caorle. La completa assenza di asperità geografiche ed il clima mite, rendono queste località perfette per gli amanti del cicloturismo, soprattutto fuori stagione, quando le spiagge si svuotano e il sole non picchia così duro. Primavera e autunno sono i periodi più belli per scoprire questa zona di lagune e spiagge infinite.
Bibione in bici: la scelta è ampia
Il faro, la ciclabile litoranea, il traghetto X-River che la collega con Lignano. Sono davvero molte le iniziative e le opportunità per scoprire Bibione in bici. Ce n'è per tutti: dagli itinerari più brevi e facili, a quelli più impegnativi e lunghi. Ma se anche si arrivasse stanchi alla sera, le possibilità per riposare adeguatamente non mancano, come all'Hotel Luna, struttura che offre tutti i comfort che un ciclista possa desiderare.
Ma prima di pensare al relax, è bene fare un po' di moto e svuotare lo stomaco con una bella pedalata, quella che ti condurrà a Brussa e Vallevecchia, nel comune di Caorle.
Da Bibione in bici attraverso il Terzo Bacino
L'itinerario proposto è uno dei nove inseriti nell'elenco dei migliori percorsi nella zona ed è anche uno dei più lunghi. L'ideale conclusione di questo percorso sarebbe il rientro in barca a Bibione da Vallevecchia ed il servizio dovrebbe presto essere messo a disposizione dei cicloturisti. Per i più allenati comunque non sarà un problema fare l'andata e ritorno di trentacinque chilometri in giornata, dato che il dislivello è praticamente inesistente.
Ma veniamo al percorso. Per uscire da Bibione in bici dovrai raggiungere la rotonda d'ingresso su via Pineda. Una corsia protetta ti accompagnerà fuori dal centro cittadino, verso l'entroterra. Questo tratto di percorso, fino a Lugugnana, fa anche parte della ciclovia del Po o Eurovelo 8. Appena oltrepassata la laguna, scavalcherai un canale che poi dovrai seguire verso sud-ovest. Raggiungerai così l'area del Terzo Bacino, dove restano preservati alcuni Casoni autentici che nella prima metà del novecento venivano utilizzati per la caccia e la pesca. I campi coltivati fiancheggiano le strade sterrate che percorrerai veloce, sfrecciando verso Lugugnana, piccolo paesino campagnolo della pianura veneta. Il passaggio è determinato dai ponti su canali e rogge perciò per oltrepassare il Canale dei Lovi e la roggia Lugugnana non potrai far altro che raggiungere la SP42 da via Musili e seguirla per entrare in paese.
Lugugnana e Vallevecchia
L'allontanamento dal mare è finito e si torna a pedalare verso sud, svoltando a sinistra alla rotonda in paese e seguendo la strada provinciale Portogruaro-Brussa (SP70), verso Castello di Brussa. Il villaggio prende il nome da una vecchia casa di possidenti terrieri che qui hanno fatto fortuna. Il dedalo di canali, le campagne, il cielo blu ed il sole alto all'orizzonte ti faranno compagnia nella tua pedalata verso il mare che ora diverrà fluida e veloce. Un lungo rettilineo ti farà raggiungere Brussa: poche case, ma un birrificio ed un ostello!
Poco più avanti un ponte ti permetterà di scavalcare il canale Cavanella e giugere all'interno dell'oasi naturale di Vallevecchia.
Se avrai ancora voglia di pedalare, potrai esplorare quest'isola, un'oasi preservata dall'antropizzazione grazie soprattutto alle modeste opere di bonifica qui eseguite negli anni '60. Il turismo di massa è restato lontano da questo luogo che oggi si presta quindi ottimamente ad essere visitato in bicicletta. Il mio consiglio è anche quello di rilassarti e prenderti del tempo per riposare, sederti sulla sabbia, osservare i tanti uccelli acquatici che popolano la riserva e goderti un meritato relax prima del rientro, che potrà seguire lo stesso tragitto dell'andata.
Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!
Esiste la possibilità all'altezza del terzo bacino di tagliare ed eliminare Lugugnana. Passando attraverso un ponte ciclabile di recente inaugurazione.
Esiste la possibilità all'altezza del terzo bacino di tagliare ed eliminare Lugugnana. Passando attraverso un ponte ciclabile di recente inaugurazione.
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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