Durante le settimane di viaggio estivo canadese abbiamo pedalato due itinerari diversi e il primo che abbiamo completato è quello di una vecchia ferrovia, la Kettle Valley Railway, oggi dismessa e diventata un trail per camminatori, pedalatori e cavallerizzi. Scopriamo di cosa si tratta.
La traccia che trovi qui è riferita al solo tratto effettivo di KVR da Princeton a Midaway mentre se vuoi scaricare il nostro percorso da Vancouver lo trovi nel diario di viaggio di Wild West.
In questo articolo
Kettle Valley Railway Trail e non solo
Il Kettle Valley Rail Trail (KVR) non è un'opera isolata, ma si inserisce in un contesto territoriale e escursionistico straordinario. Il tracciato fa parte integrante dei British Columbia Rail Trails e segue in lunghi tratti il celebre Trans Canada Trail (noto anche come The Great Trail).
Il Trans Canada Trail è il percorso ricreativo e escursionistico più lungo del mondo: una rete immensa che collega l'oceano Atlantico al Pacifico e all'Artico, estendendosi per oltre 22.000 chilometri attraverso tutte le province e i territori canadesi. Nato per unire comunità, natura e persone, unisce sentieri locali, strade sterrate e ferrovie dismesse.

In particolare, la rete dei sentieri della British Columbia riconverte vecchie linee ferroviarie di montagna in corridoi verdi dedicati a ciclisti, escursionisti e, in alcuni tratti, a cavallerizzi, unendo la costa pacifica alle aspre regioni interne della provincia attraverso viadotti spettacolari e gallerie scavate nella roccia.
La storia della KVR
La Kettle Valley Railway (KVR) è stata una straordinaria e complessa impresa ingegneristica costruita nei primi anni del Novecento. La sua nascita rispondeva a una precisa strategia economica e geopolitica della Canadian Pacific Railway (CPR): assicurarsi il controllo dei commerci e delle ricche regioni minerarie e forestali del Sud della British Columbia (in particolare la regione dei Kootenays), arginando l'espansione delle ferrovie americane provenienti da sud.
I lavori di costruzione, diretti dal celebre ingegnere Andrew McCulloch, iniziarono intorno al 1910 e si conclusero nel 1916, affrontando ostacoli ambientali formidabili: pareti di roccia a strapiombo, gole profonde, fiumi impetuosi e passi montani ostili. Il risultato fu un capolavoro di ingegneria ferroviaria che comprendeva decine di ponti in legno, gallerie e pendenze vertiginose.

Inaugurazione KVR a Pentincton - Autore sconosciuto - British Columbia Archives, reference no. C-05830, Public Domain, Link
La ferrovia rimase attiva per decenni, trasportando passeggeri, legname, minerali e i famosi frutti dell'Okanagan. Tuttavia, con il passare degli anni, l'avvento del trasporto su gomma e il declino dell'industria locale resero la linea anteconomica. I treni smisero di viaggiare progressivamente a partire dal 1961, e l'intera tratta fu definitivamente abbandonata negli anni '80, trovando fortunatamente una seconda vita come itinerario cicloturistico ed escursionistico tra i più affascinanti del pianeta.
Il percorso del Kettle Valley Rail Trail
Di seguito trovi la descrizione più sintetica del percorso della Kettle Valley Rail Trail mentre se vuoi leggere il tappa per tappa del nostro viaggio lo abbiamo pubblicato nell'articolo Wild West: 40 giorni tra orsi e foreste.
Il tracciato storico principale della Kettle Valley Railway si estendeva per circa 480 chilometri, collegando Midway (considerata lo "Zero Mile" della ferrovia) fino a Hope e alla valle del Fraser, passando attraverso paesaggi radicalmente diversi: dalle foreste pluviali costiere alle zone semi-aride dell'Okanagan, tra canyon vertiginosi, laghi specchiati e praterie infinite.
Il nostro viaggio in bicicletta ha seguito il tracciato inverso e ha preso il via ben più a ovest, da Vancouver, per poi agganciare la ferrovia a Princeton e scivolare verso est fino a Grand Forks.

Ma è un viaggio in bici o un trekking? Da Vancouver a Princeton
Manca circa 1 chilometro e mezzo al passo Paleface ma già sappiamo che non passerà meno di un'ora prima di raggiungere il valico. La media degli ultimi chilometri sul GPS infatti indica una cifra che supera di poco i 1000 m! Roba da trekking di alta montagna.
Il sentiero che abbiamo studiato per raggiungere il punto di partenza del British Columbia Trail è a dir poco impegnativo. Radici, pendenze a doppia cifra, rocce, tornanti stretti e alberi crollati ci costringono a trasportare verso l'alto una bici alla volta. Uno spinge appoggiandosi al portapacchi mentre davanti l'altra governa come può il mezzo trascinandolo verso la curva successiva.
Passeranno ore prima di raggiungere Hope perché anche la discesa di questo tracciato verso la cittadina si rivelerà complicata. Un sentierino stretto e semi-abbandonato con erba alta e arbusti che lo invadono ovunque. Le frane e i guadi da superare sono innumerevoli e il timore di trovarne una invalicabile cresce man mano che ci abbassiamo di quota.
Quando ormai l'orologio segna le 4 del pomeriggio, usciamo su una sterrata larga e pedalabile e possiamo tirare il fiato.
Sono passati cinque giorni da quando abbiamo lasciato Vancouver ma il Canada ci ha già presentato il suo volto più selvaggio: foreste a perdita d'occhio, strade sterrate che sembrano condurre in nessun luogo e non voler finire mai, incendi enormi che fanno piovere cenere sulle cittadine più vicine, ponti crollati e strade interrotte che ci costringono a reinventare nuove vie di percorrenza.

Sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata, ma il primo impatto è forte. Così come è forte la bellezza dei tramonti lunghissimi sulle cime chiazzate ancora di neve, è forte il riflesso della luna crescente nel lago di Chilliwack dove i salmoni risalgono e tergiversano nella stagione calda. È forte il gruppo di caprioli che ci saluta al tramonto tra le distese infinite di epilobio. È forte la generosità con cui i canadesi si prodigano per darci una mano.
Siamo solo all'inizio di questo viaggio eppure siamo già immersi in un'esperienza che ci resterà incollata addosso come solo le avventure indimenticabili sanno fare.
Anche i giorni successivi saranno impegnativi perché scopriremo, troppo tardi, che la vecchia ferrovia tra Hope e Princeton non è più pedalabile e ci sono ponti crollati. Tra Hope e Portia si dovrà pedalare per quasi 20 km su highway, trafficata e pericolosa: non c'è alternativa.
Dopo Britton Creek si deve fare attenzione a non seguire il tracciato ferroviario e proseguire sulla strada verso Coalmount senza passare da Tulameen. Poi un tratto di strada porta a Princeton e da lì si torna sulla vecchia ferrovia!
Finalmente sulla vecchia ferrovia: da Princeton a Penticton
Lasciato alle spalle l'impatto brutale dei sentieri di montagna, l'ingresso sulla vecchia sede ferroviaria della KVR a Princeton segna una svolta radicale nel ritmo del viaggio. La pendenza si fa improvvisamente dolce e regolare — raramente supera il 2-3% — concepita com'era per permettere alle pesanti locomotive a vapore di inerpicarsi senza sussulti.
La ghiaia stabilizzata del fondo ci restituisce il piacere di pedalare guardandoci attorno, liberi dall'incubo delle radici e dei massi aguzzi, anche se presto scopriremo che la poca manutenzione in alcuni tratti rende il fondo molto ghiaioso e quindi difficile da pedalare, sembra di sprofondare nella sabbia del deserto algerino.

Il paesaggio cambia volto chilometro dopo chilometro: la vegetazione fitta della costa cede il passo ai panorami aperti della regione dell'Okanagan, caratterizzati da colline brulle, gole spettacolari scavate dai fiumi e laghi cobaltici incastonati nelle valli. In gran parte si resta chiusi nelle immense distese di abeti, ma spesso pedaliamo sospesi a mezz'aria su ponticelli di ferro, attraversiamo brevi gallerie buie e respiriamo l'aria secca profumata di pini e artemisia, mentre la ferrovia ci conduce dolcemente verso la vivace cittadina di Penticton, adagiata tra due laghi.
I meravigliosi viadotti in legno di Myra Canyon
Tra le tappe più iconiche e spettacolari dell'intero itinerario spicca senza dubbio il Myra Canyon. Questo tratto rappresenta l'apice dell'audacia ingegneristica di Andrew McCulloch: un susseguirsi mozzafiato di ponti tralicciati in legno e gallerie scavate nella roccia viva che serpeggiano lungo le pareti a strapiombo del canyon.
Percorrere in bicicletta questi viadotti restaurati, sospesi nel vuoto con lo sguardo che spazia sulla valle sottostante, regna un senso di vertigine e di profonda ammirazione per gli operai che, a inizio secolo, realizzarono quest'opera titanica con pale, picconi e dinamite. È un museo a cielo aperto che da solo vale l'intero viaggio.

Arrivo a Midway e prosecuzione sulla Columbia & Western Railway fino a Grand Forks
Pedalando verso est, il sentiero ci conduce fino a Midway, storicamente riconosciuta come il "Mile Zero" della Kettle Valley Railway. Qui sorge l'interessante Kettle River Museum, custodito attorno alla storica stazione ferroviaria.
Il viaggio però non finisce qui: da Midway la pedalata prosegue senza interruzioni lungo la gemella Columbia & Western Rail Trail, un'altra spettacolare continuazione su ferrovia dismessa che ci accompagna costeggiando il fiume tra praterie, antichi insediamenti minerari e imponenti pareti di roccia fino all'arrivo trionfale a Grand Forks, suggellando la fine di un'avventura straordinaria.






















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