Ai piedi delle maestose vette dell'Adamello, nella località di Ponte di Legno, due piccoli torrenti alpini dai nomi altisonanti si incontrano dando vita al fiume Oglio.
Per 282 km, dalla confluenza di Frigidolfo e Narcanello alla foce nel Po, l'Oglio con il suo lento incedere disegna un corso variegato attraverso territori ricchi di storia e cultura. La ciclovia dell'Oglio, dal Tonale al fiume Po, nasce con l'intento di valorizzare gli ambienti fluviali creati dal protagonista della nostra storia, agevolandone la percorrenza in bicicletta, mezzo sostenibile e adatto a tutti. Dopo anni di interventi e rivalutazione territoriale in Valle Camonica la ciclovia, che scende fino al lago di Iseo e poi oltre nella pianura, può dirsi finalmente conclusa. In occasione della Fiera della sostenibilità nella natura alpina infatti, il 10 giugno verrà inaugurato il tratto da Vezza d'Oglio a Capo di Ponte, l'ultimo della vallata ad essere stato ultimato.
Proprio in occasione della Fiera in Valle Camonica abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con Dario Furlanetto, direttore del Parco dell'Adamello e con Pietro Bolis, tecnico e dipendente, che hanno seguito da vicino i lavori del collegamento Vezza d'Oglio - Capo di Ponte; dalla nostra chiacchierata nasce questo articolo informativo sull'evoluzione cicloturistica del territorio camuno.
I 32 km di collegamento ciclabile tra Vezza d'Oglio, nell'Alta Valle Camonica, ed Edolo rappresentano il completamento dell'anello mancante della ciclovia dell'Oglio. Dal 10 giugno, giornata ufficiale dell'inaugurazione durante la quale si partirà da Vezza per percorrere il nuovo tracciato, la ciclovia della Valle Camonica potrà dirsi davvero completa: dal Parco dell'Adamello si potrà pedalare tutta la vallata in sicurezza fino al lago di Iseo.
Ricordo quando la percorsi per raggiungere la casa dei nonni a Cenate qualche anno fa: rimasi stupita dai paesaggi e dalle bellezze della Valle Camonica. In quell'occasione già buona parte del tracciato della ciclovia era presente ma, una volta giunti a Vezza d'Oglio si era costretti a percorrere lungfhi tratti di trafficata statale per riconnettersi alla seconda parte dell'itinerario all'altezza di Capo di Ponte. Oggi questo problema non esiste più: la ciclovia della Valle Camonica, in parte su sede propria, in parte su strade promiscue a bassa percorrenza automobilistica, permette di scoprire in bicicletta i luoghi più suggestivi della valle facendosi sospingere dal vento per 1000 metri di dislivello, quelli che dividono Ponte di Legno da Pisogne.
Le segnaletica della ciclovia dell'Oglio
Fin dalle prime pedalate a Ponte di Legno perdersi risulta davvero difficile. La segnaletica è chiara e non lascia dubbi: "Ciclovia dell'Oglio: dal Tonale al Po" è la cartellonistica di riferimento. Per tutta la lunghezza della Valle Camonica ci si orienta con facilità senza necessità di usare navigatori o tracce gps o cartine, sia sui tratti dedicati esclusivamente alle bici che su quelli promiscui.
Da Vezza D'Oglio a Capo di Ponte in bici
L'occasione migliore per scoprire il nuovo tratto della ciclovia della Valle Camonica è quella di partecipare alla prima pedalata ufficiale il 10 giugno. Lo stesso giorno, appena prima di pedalare, ci sarà l'inaugurazione del monumento all'inventore della prima bicicletta 200 anni fa: Karl Drais. Chi non parteciperà all'evento potrà comunque godere delle bellezze della Valle Camonica in bicicletta in una qualsiasi giornata seguendo il nuovo itinerario. Appena oltre Vezza d'Oglio, a Incudine, la ciclovia inizia a seguire l'antica strada Valeriana, una via di comunicazione romana. Si pedala quindi nella Natura in totale tranquillità fino a Edolo. Dopo il bivio per il passo de l'Aprica la vallata si stringe incuneandosi tra le vette che la cingono. La ciclovia si insinua anche lei tra i versanti montuosi accostandosi alla statale, alla ferrovia e al fiume Oglio. Tra le località di Rino e Malonno si pedala lungo la pedemontana evitando le vie di comunicazione principali. L'attraversamento più pericoloso è affidato ad un nuovo sottopasso ciclabile. Si giunge a Capo di Ponte superando dolci saliscendi e borghi caratteristici integrati in un contesto paesaggistico alpino.
Riqualificare il territorio attraverso la ciclovia
Costruire una ciclovia significa, oltre che attrarre nuovi turisti, attribuire un valore aggiunto al territorio che si attraversa e così è stato anche per la Valle Camonica. Da Capo di Ponte in poi la ciclovia esisteva già ma nell'ultimo periodo sono state apportate delle migliorie che hanno arricchito l'area in modo evidente. A Cerveno per esempio il tracciato attraversava una zona industriale di poco interesse, ma con i nuovi interventi si è spostato l'itinerario in un'area più adeguata al passaggio di turisti in bicicletta; un altro esempio della riqualificazione territoriale sono alcune aree malmesse della media e bassa valle che hanno acquistato valore con interventi durante i quali sono state trasformate in punti sosta con acqua, tavolini e panchine.
Ricordo quando la percorsi per raggiungere la casa dei nonni a Cenate qualche anno fa: rimasi stupita dai paesaggi e dalle bellezze della Valle Camonica. In quell'occasione già buona parte del tracciato della ciclovia era presente ma, una volta giunti a Vezza d'Oglio si era costretti a percorrere lungfhi tratti di trafficata statale per riconnettersi alla seconda parte dell'itinerario all'altezza di Capo di Ponte. Oggi questo problema non esiste più: la ciclovia della Valle Camonica, in parte su sede propria, in parte su strade promiscue a bassa percorrenza automobilistica, permette di scoprire in bicicletta i luoghi più suggestivi della valle facendosi sospingere dal vento per 1000 metri di dislivello, quelli che dividono Ponte di Legno da Pisogne.
Le segnaletica della ciclovia
Fin dalle prime pedalate a Ponte di Legno perdersi risulta davvero difficile. La segnaletica è chiara e non lascia dubbi: "Ciclovia dell'Oglio: dal Tonale al Po" è la cartellonistica di riferimento. Per tutta la lunghezza della Valle Camonica ci si orienta con facilità senza necessità di usare navigatori o tracce gps o cartine, sia sui tratti dedicati esclusivamente alle bici che su quelli promiscui.
Da Vezza D'Oglio a Capo di Ponte in bici
L'occasione migliore per scoprire il nuovo tratto della ciclovia della Valle Camonica è quella di partecipare alla prima pedalata ufficiale il 10 giugno. Lo stesso giorno, appena prima di pedalare, ci sarà l'inaugurazione del monumento all'inventore della prima bicicletta 200 anni fa: Karl Drais. Chi non parteciperà all'evento potrà comunque godere delle bellezze della Valle Camonica in bicicletta in una qualsiasi giornata seguendo il nuovo itinerario. Appena oltre Vezza d'Oglio, a Incudine, la ciclovia inizia a seguire l'antica strada Valeriana, una via di comunicazione romana. Si pedala quindi nella Natura in totale tranquillità fino a Edolo. Dopo il bivio per il passo de l'Aprica la vallata si stringe incuneandosi tra le vette che la cingono. La ciclovia si insinua anche lei tra i versanti montuosi accostandosi alla statale, alla ferrovia e al fiume Oglio. Tra le località di Rino e Malonno si pedala lungo la pedemontana evitando le vie di comunicazione principali. L'attraversamento più pericoloso è affidato ad un nuovo sottopasso ciclabile. Si giunge a Capo di Ponte superando dolci saliscendi e borghi caratteristici integrati in un contesto paesaggistico alpino.
Ciclovia... a km 0
Per riqualificare un territorio con la costruzione di una ciclovia bisogna anche considerare l'impatto ambientale dei lavori. Nel caso della ciclovia dell'Oglio, in Valle Camonica si è cercato di utilizzare materiale proveniente dalle zone limitrofe alle aree di intervento. Un esempio pratico sono i parapetti che proteggono in molti punti il tracciato: sono stati realizzati con legno di castagno della Valle Camonica. Altro esempio è il calcare adoperato in alcuni tratti della ciclovia, che è stato estratto dalle cave di Marone, sul lago di Iseo.
La ciclovia dell'Oglio oltre la Valle Camonica
Il tracciato cicloturistico della ciclovia dell'Oglio, dal Tonale al Po, è un progetto ampio che include quattro diverse province della Regione Lombardia: quella di Brescia, quella di Bergamo, quella di Mantova e quella di Cremona. Da Pisogne in poi, alla fine della Valle, il fiume Oglio dà vita al lago di Iseo che l'itinerario ciclabile segue sulla sponda bresciana fino a Paratico. Il percorso è in parte promiscuo e in parte dedicato alle sole bici e si delinea esclusivamente in pianura. Oltre Paratico il fiume Oglio esce dal lago d'Iseo per proseguire il suo viaggio verso il Po nella pianura padana. Il tracciato da qui in poi è a tratti sterrato e scende verso la foce del corso d'acqua al Ponte di Barche a San Matteo delle Chiaviche. L'intero itinerario ciclabile misura 282 km ed è pedalabile in 3-4 giorni. Per la sua difficoltà irrisoria è ideale anche per una prima esperienza di cicloturismo.
Come arrivare in Valle Camonica
In automobile
La Valle Camonica è raggiungibile da Milano in diversi modi, i due più comodi sono: A4 fino a Bergamo e poi la Val Cavallina lungo la SS42 fino a Lovere oppure la A4 fino a Brescia e poi la SP510 del lago d'Iseo. Da Trento o Bolzano si può raggiungere la vallata anche percorrendo la Val di Non, la Val di Sole e affrontando il passo del Tonale.
In Treno + bus
La Valle Camonica è servita dalla storica linea ferroviaria Brescia - Iseo - Edolo. Ogni giorno esistono diverse corse che raggiungono la media valle e diversi treni che permettono il trasporto delle biciclette. Da Edolo è possibile raggiungere Ponte di Legno con gli autobus di linea sui quali però non è possibile trasportare le biciclette.
Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, Il Sudafrica e Lesotho... e il #noplansjourney...
Se non siamo in viaggio, viviamo sul lago d'Iseo!
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19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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