Percorso in mountain bike ad anello che non può mancare agli amanti del Parco Nazionale dello Stelvio e che attraversa varie valli tra Cancano e Livigno.
Dal lago di Cancano
Si parte dall'ampio parcheggio a Cancano, meta anche del percorso MTB dal passo dello Stelvio, di fronte alla palazzina A2A (possibilità di noleggio bici nel periodo estivo) e si svolta subito verso sinistra costeggiando il Lago di Cancano e gran parte del Lago di San Giacomo; finalmente nei pressi del ponte sul fiumiciattolo Adda evidenti cartelli indicatori indicano la Val Alpisella alla nostra sinistra. Dopo alcuni ripidi, ma pedabilissimi, tornanti percorsi su larga mulattiera in un tranquillo bosco di conifere, la pendenza si fa più dolce e ci si sente improvvisamente catapultati in alta montagna.
Lasciamo sulla destra un sentiero che in pochi minuti ci porterà alle sorgenti dell'Adda e superiamo alcuni laghetti alpini con alle nostre spalle il gruppo dell'Ortles che ci invoglia a più fermate per la pausa fotografica. Dopo l'ennesima foto, una lunga e veloce (massima attenzione agli escursionisti che sono sempre molto numerosi nell'alta stagione) discesa ci porta fino al Lago di Livigno.
Poco dopo aver superato il Ponte delle Capre e fatto lo slalom tra i moltissimi frequentatori si prende un ripidissimo sentiero, sulla sinistra, nel bosco (qui i turisti scompaiono). Dopo un primo pezzo molto duro la strada si fa piana costeggiando il torrente Tort sino ad arrivare nei pressi di Trepalle.
Si prosegue sulla sinistra imboccando la ripida Val Pila. Molti tratti con la bici a spinta ma poco dopo aver superato il Passo di Val Trela (2294 m) la vista ripagherà lo sforzo sostenuto. Dapprima passiamo per l'ampia e pianeggiante Alpe Trela e poi con la gradevole visione del Lago di Fraele giù per la ripida e sempre verdissima Val Pettini.
Appena ricongiunti con la strada che costeggia i laghi possiamo ripercorrere l'itinerario percorso all'andata oppure proseguire verso nord e fare il giro ad anello, passando per la Chiesa di San Giacomo di Fraele e godersi la vista delle cime di Plator (meta anche di un altro itinerario che ne fa il periplo) da una visuale leggermente diversa. Se siamo saliti con il pullman possiamo fermarci alla chiesetta di San Erasmo nei pressi di Solena, altrimenti attraversiamo la diga e dopo poco eccoci al punto di partenza. Naturalmente questo giro si presta ad essere percorso in senso inverso o con partenza da Livigno.
Negli ultimi anni il giro delle dighe è vietato alle macchine o tramite pagamento del pedaggio in alta stagione.
Classe '82 e da sempre amante della montagna e della bici. Negli ultimi anni nasce la passione per la fotografia e tra alti e bassi le tre cose si sono unite permettendomi di vedere e vivere la tranquilla natura con occhi e tempi diversi. Persona di poche parole quindi meglio far due pedalate che descriversi ci vediamo in montagna e ricordate... non esiste nulla di più buono delle torte dei rifugi alpini ;)
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
Ultimi commenti