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Parco Nazionale del Gran Sasso in bici | Da L'Aquila a Rocca di Calascio 13° tappa

    Parco Nazionale del Gran Sasso in bici
    Lasciamo L'Aquila per ritornare in terreni a noi più consoni, quelli montuosi del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Oggi si sale fin lassù dove le nevi hanno imbiancato per la prima volta quest'anno le cime: Campo Imperatore sarà il culmine della nostra parabola odierna che si concluderà a Santo Stefano di Sessanio e Rocca Calascio dove svetta la fortezza leggendaria, protagonista di film e vicende.

    Mappa

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    La pista ciclabile fantasma

    Lasciamo L'Aquila digerendo una colaziona pantagruelica sulle erte rampe che conducono verso la cava di S. Giacomo. Questa strada secondaria ci permette di evitare il traffico anche se soffriamo non poco le prime pedalate. Giunti nei pressi della cava ci stupiamo nel vedere una pista ciclabile con tanto di segnaletica verticale ed orizzontale: splendido, direte voi... sì, ma questo percorso si trova in una zona frequentata esclusivamente da cacciatori e per di più in montagna. In tre o quattro chilometri (questa la lunghezza del tracciato ciclopedonale) sulla strada che affianca la ciclabile saranno passate sì e no un paio di auto. Uno spreco di soldi pubblici triste e beffardo, visto che molto probabilmente quei chilometri realizzati verranno anche venduti per fare numero e farsi belli dai politicanti di turno.
    Proseguiamo verso Aragno ma poco prima di entrare in paese imbocchiamo un percorso che ci porterà ad attraversare un'ampia e suggestiva spianata coltivata prima di tuffarci in una discesa brusca su Camarda. Da questo punto in avanti saremo con il naso all'insù per un bel po' di chilometri.
    pista ciclabile l aquila abruzzo

    Caccia al cinghiale

    Subito la salita si fa impegnativa e salutiamo un paio di escursionisti che camminano di buona lena. Affrontiamo un tornante e ce li ritroviamo davanti sorridenti: il sentiero taglia la strada e a piedi sono stati più rapidi di noi... sono dei fulmini! Prima di raggiungere il piccolo borgo di Filetto il sole caldo ci costringe ad una sosta per levare la maglia pesante. Mentre siamo indaffarati, giunge veloce una panda 4x4 da cui scende trafelato un cacciatore stagionato: libera i cani e si apposta sul ciglio della strada. Non passano più di quattro o cinque minuti che sentiamo il primo sparo. Faccio in tempo a voltare lo sguardo per vedere e sentire il cinghiale braccato che attraversa la strada velocissimo... il cacciatore non esita e spara anche sulla strada. Il cinghiale urla di dolore ma sparisce nel bosco: non so come sia andata a finire, ma di certo questa scena non mi farà amare di più i cacciatori (sia chiaro, non ce l'ho con la categoria in generale ed abbiamo visto con i nostri occhi la devastazione causata dai cinghiali nei pascoli appenninici, ma sparare sulla strada mi sembra un po' eccessivo!).
    chiesetta gransasso

    Campo Imperatore in bici

    Dopo questo intervallo, riprendiamo a salire ed a Filetto ci concediamo una sosta nell'unico bar aperto: troviamo altri cacciatori che in una lingua per noi incomprensibile, discutono del bottino giornaliero. Noi ci facciamo preparare due panini abbondanti e chiediamo informazioni sulla strada (anche questa è una strada secondaria verso Campo Imperatore). Le previsioni del simpaticooste non sono delle più rosee, ma non ci scoraggiamo e riprendiamo a pedalare: il sole ci accompagna e da qui in avanti non incontreremo più nemmeno un'auto fino a quando raggiungeremo la SS17bis che attraversa il Parco Nazionale del Gran Sasso. In bici saliamo lenti e ci gustiamo il panorama, fermandoci per pranzo al pian di Fugno.
    Seduti, ammiriamo le nuvole che corrono veloci e a tratti ci svelano lo splendido scenario del Gran Sasso. La strada, più in alto, sale a tornanti e di tanto in tanto vediamo un'auto arrancare in lontananza.
    Rifocillati e riposati riprendiamo la salita e superiamo i tornanti che prima sembravano lontani e inarrivabili. Non manca molto e la neve fresca a bordo strada accompagna la nostra ascesa fino al valico a quota 1780 m. Una breve e rapida discesa e ci troviamo nella piana da cui si stacca la salita verso Campo Imperatore: nonostante il vento, ci concediamo una sosta ed una reciproca pacca sulla spalla per aver raggiunto anche questo luogo spesso ammirato in fotografia.
    campo imperatore

    Santo Stefano di Sessanio e la Rocca

    Il candore della neve appena scesa ci fa pedalare in un mondo ovattato che abbandoniamo solo più tardi risalendo il dolce pendio verso Santo Stefano di Sessanio. Non avremmo mai pensato di attraversare il Parco Nazionale del Gran Sasso in bici con la neve ma ci rendiamo conto dell'inverno che avanza a grandi falcate quando oltrepassiamo il lago di Racollo completamente ghiacciato. Ad una curva vediamo tristemente una vacca che è caduta in un grosso scarico ed incapace di risalire è morta assiderata... ci consoliamo della sua triste fine pensando che forse sfamerà qualche lupo in difficoltà per l'inverno. Anche la discesa verso il bel borgo di Santo Stefano è divertente e panoramica ed in lontananza si vede già la nostra meta odierna, la rocca di Calascio. La torre che dominava Santo Stefano di Sessanio è crollata durante il recente terremoto e ha stravolto il profilo del paese che rimane comunque una meta obbligata se si passa da queste parti: è un piacere camminare tra i suoi vicoli ed annusare la storia delle persone che hanno vissuto qui centinaia d'anni fa.
    Riprendiamo la bici per coprire gli ultimi chilometri della tappa odierna, raggiungere Calascio e da lì risalire fino al borgo abbandonato di Rocca Calascio lungo una strada tortuosa ma breve. Il Rifugio della Rocca è l'unico segno di vita nel borgo e decidiamo di concederci una notte nella camerata di quest'albergo diffuso, ricavata all'interno di un edificio freddo ma davvero suggestivo, restaurato egregiamente.
    E' già tardi e dover spingere la bici carica sui gradoni che conducono alla nostra stanza è un dolce supplizio. Decidiamo di lavarci e rifocillarci prima di fare un'incursione notturna per visitare la Rocca di Calascio e la chiesa di Santa Maria della Pietà.
    La solitudine e il cielo stellato lontano dall'inquinamento luminoso a cui siamo abituati ci regala un finale di giornata da favola... ci ce lo fa fare di ripartire?
    rocca di calascio
    Per scoprire tutte le tappe di #transitalia e scaricare le tracce GPS dai un'occhiata alla mappa del nostro viaggio in bici oppure continua a viaggiare in bici per l'Italia tornando alla tappa n° 12 da Ascoli Piceno a Pagliaroli... a breve ti racconteremo anche la quattordicesima tappa da Rocca Calascio a San Valentino in Abruzzo Citeriore.
    Veronica

    Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. 
    Da sempre col pallino per l'avventura (nessun albero poteva resistermi!) ho avuto la fortuna di girare l'Europa e l'Italia con i miei genitori e poi, per la maturità, mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare, senza gravi conseguenze, su una strada slovacca).
    Ho vissuto 6 anni in Trentino lavorando in tanti luoghi diversi, scoprendo la bellezza della Natura, delle sue montagne e, devo ammetterlo, della MTB! Al momento che ritenevo giusto, ho mollato il lavoro senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho viaggiato per cinque mesi in solitaria. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... così, dopo alcune brevi esperienze in Europa, nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! Da 3 anni scorrazziamo in MTB sui sentieri del Lago di Iseo, ma la prossima partenza per il #noplansjourney è alle porte...:) 
     Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)!
    Carpediem e buone pedalate!

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