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MarOtt28

Mirandola - Finale Emilia: in bicicletta sulla ferrovia che non c'è più

Sono tante e sparse per tutta la nostra penisola, le vecchie ferrovie, spesso dimenticate, potrebbero essere una preziosa risorsa per il cicloturismo in Italia ma frequentemente non vengono riadattate ad itinerario ciclabile o conservate e finiscono con il cadere nel dimenticatoio. La tratta ferroviaria Mirandola – Finale Emilia è stata invece ripristinata e convertita in pista ciclabile senza però dimenticare il proprio passato: oggi rappresenta un bell'esempio di recupero e riadattamento del territorio...

Mappa

 

Dove un tempo c'erano i binari ora c'è...

 
Da Mirandola inizia la pista ciclabile dedicata a Chico Mendes, il sindacalista e ambientalista brasiliano ucciso negli anni 80, essa percorre la sede di quella che un tempo fu il tratto ferroviario di collegamento tra la cittadina e Finale Emilia. Ci troviamo nella pianura emiliana e non si incontra dislivello di alcun tipo lungo il percorso.
 
stazione-vecchia-ferrovia
 
Mirandola è uno dei paesi colpiti dal terremoto del 2012 e i lavori di ricostruzione animano il centro storico tutto il giorno. La chiesa di San Francesco, una delle prime chiese francescane costruite in Italia, danneggiata anch'essa dal sisma, svetta maestosa nel cuore cittadino. Conserva le tombe della famiglia Pico anche se, a dire il vero, quella di Giovanni, forse il più conosciuto, è a Firenze. Mirandola fino ad una manciata di anni fa poteva anche vantare la presenza di uno zuccherificio del quale oggi resta solo l'edificio originale riadattato ad altri scopi. La vecchia ferrovia intitolata al difensore dei diritti dei lavoratori Chico Mendes comincia il suo viaggio verso Medolla fuori dal centro storico di Mirandola costeggiando campi arati a perdita d'occhio. Dopo un attraversamento la pista ciclabile si insinua in un cunicolo naturale che sembra la porta d'accesso ad un altro mondo. I casermoni delle vecchie stazioni sono ancora ben visibili a lato dell'itinerario e si susseguono l'uno all'altro impotenti di fronte al passaggio dei ciclisti e pedoni.
Si oltrepassa Medolla e si continua a pedalare in aperta campagna tra alberi di pere e campi di frumento.
 
vecchia-ferrovia-in-bicicletta
 
San Felice sul Panaro è vicina: il castello estense è forse il monumento più rappresentativo del paese e per fortuna ha resistito alle scosse dei terremoti. Le case pastello rallegrano il paese anche se le impalcature ricordano la forza distruttiva del sisma...
Oltre San Felice sul Panaro, il percorso ritorna ad attraversare le campagne della pianura emiliana, una lingua d'asfalto dritta e sottile taglia i campi con meticolosa precisione: ancora stazioni dimenticate, binari quasi scomparsi, signore in bicicletta con la spesa e attraversamenti, la pista ciclabile viene utilizzata soprattutto da chi abita in queste zone che, approfittando della corsia sicura, si spostano volentieri in sella da un paese all'altro. Prima di arrivare a destinazione è possibile fermarsi al Feel Good, una sorta di barettino per ciclisti assetati adiacente il percorso. L'itinerario ciclabile giunge a Finale Emilia sfiorando il centro e il castello estense. Per chi volesse proseguire il viaggio in bicicletta verso Ferrara è possibile seguire l'argine del Panaro fino a Bondeno e imboccare poi la ciclopedonale del Burana che termina proprio nella città delle biciclette. L'itinerario ciclabile non è segnalato in maniera ottimale quindi, per evitare di perdersi, è meglio seguire la traccia gps o una cartina del percorso o, come nel nostro caso, avere un'esperta guida locale.
Questa vecchia ferrovia è stata percorsa in occasione di #Transitalia, il nostro viaggio in bicicletta per l'Italia, dalle Alpi agli Appennini... scopri il percorso e scarica i gps!!!
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Veronica

Classe 1983 (mi han detto che ne sono nati di matti quell'anno...), dopo aver vissuto 6 anni in Trentino, da 3 anni scorrazziamo in MTB sui sentieri del Lago di Iseo.
Dopo aver girato l'Europa e l'Italia con i miei genitori, per la maturità mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare su una strada slovacca).
Ho lavorato in tanti posti diversi ma poi, al momento che ritenevo giusto, ho mollato tutto senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho viaggiato per cinque mesi. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e poi non ne ho potuto più fare a meno così, dopo alcune brevi esperienze in Europa, nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico.
Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)

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