Il Latemar e le sue guglie frastagliate, un anello che lo aggira sconfinando in Alto Adige. La seconda tappa del Dolomiti Lagorai Bike si svolge tra val di Fiemme, val d'Ega e val di Fassa, ai piedi di montagne incantate. Il giro del Latemar è anche conosciuto come anello degli spiriti e partiamo da Cavalese sicuri che loro ci proteggeranno nel nostro incedere.
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Dolomiti Lagorai bike | Trentino
I dati che trovi qui sotto sono riferiti al tour da noi affrontato, senza la tappa in val di Fassa e con due trasferimenti da Cavalese a Pampeago e da Fiera di Primiero al rifugio Refavaie.
DETTAGLI ITINERARIO
Partenza/Arrivo
Val di Fiemme
Tempo
4-5 ore
Dislivello
Tappa 2: 800 m
Lunghezza
Tappa 2: 28 km
Dopo il passo Manghen, gigante buono, affrontato ieri, nulla ci spaventa! Oggi il protagonista sarà il primo gruppo dolomitico che incontreremo, il Latemar. Un buon samaritano ci raccoglie alle porte dell'hotel incui abbiamo pernottato per condurci fino ai piedi di un luogo mitico per gli amanti del ciclismo agonistico: il passo di Pampeago è stato asfaltato di recente per permettere agli atleti del giro d'Italia di raggiungere la val d'Ega e proseguire nelle loro eroiche gesta.
Noi ci acconteremo di andature e dislivelli più umani, fermandoci di tanto in tanto nella speranza di scorgere panorami e scorci che solo le Dolomiti sanno regalare. Le rocce friabili e frastagliate sono lì, poco oltre, ad accompagnarci nell'avanzata lenta verso l'Alto Adige.
Un caffè riscalda il corpo e l'animo e dopo aver salutato gli amici asini che pascolano in quota, ci lanciamo in discesa verso i primi chilometri di sterrato della giornata... Obereggen è l'anticamera di un percorso fatato tra conifere che combattono per raggiungere il cielo. Ai piedi di questi colossi verdi, pedaliamo spensierati verso una perla incastonata tra i giganti di roccia: il lago di Carezza non finisce di stupirmi. Ogni volta che ci passo le sue acque hanno un effetto magnetico ed attraggono lo sguardo come una calamita. Nonostante le vette rocciose siano celate dietro una coltre nuvolosa a cui abbiamo fatto il callo in quest'estate un po' bizzarra (per usare un eufemismo), il lago è un diamante tra i diamanti. Scorrono i secondi, passano i minuti e fuggono le ore ma pedalare immersi in un sogno non costa alcuna fatica.
La strada sale, lieve come una sospiro. Pochi chilometri ed il passo Costalunga segnala il culmine del nostro itinerario odierno. L'ora tarda ci stimola l'appetito e dopo uno spuntino il nostro oste, particolarmente ciarliero e premuroso, ci invita al suo bancone al cospetto di un vaso colmo d'un liquido verdognolo e decine di zollette di zucchero... lo "zuccherino" è un obbligo se si passa di qui e per i ciclisti ce ne vuole uno per gamba. Non avendo la più pallida idea di cosa ci aspetti, dubbiosi ma curiosi accettiamo l'offerta e ingurgitiamo zucchero e liquido verdognolo... le facce disgustate ci tradiscono ma mascheriamo come possiamo il nostro disagio.
Ci congediamo, felici per la calda accoglienza ma timorosi per la discesa ancora da affrontare con in corpo... quell'intruglio spiritato!
Una contorta e ripida forestale ci riconduce a valle... più a monte. Abbiamo lasciato questa mattina la val di Fiemme per ritrovarci la sera a Moena, porta d'accesso della val di Fassa. I numerosi pascoli e le tante vacche hanno lasciato i loro ricordi su sentieri e forestali e noi non possiamo evitarli, ma fango e m... (ops deiezioni), non fanno che alimentare il bambino che è in noi e nessuna pozzanghera può sfuggire alla nostra veemenza.
Oggi è stata una passeggiata in confronto a quanto fatto e a quanto ci aspetta... ma ce la siamo goduta fino in fondo!
Se vuoi scoprire il tracciato dell'anello MTB da noi affrontato, puoi leggere il post più descrittivo: Grand Tour Dolomiti Lagorai bike.
Avevamo già intrapreso il Giro del Latemar qualche anno fa e potete leggere una descrizione più tecnica dell'itinerario in Giro del Latemar in MTB. Se hai gamba e vuoi partire direttamente dalla Val di Fiemme, puoi sfidare la salita da passo Feudo di questo itinerario... le pendenze in certi tratti sono davvero proibitive, ma i più temerari potrebbero riuscire a restare in sella per tutto il percorso.
Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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