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Mar03Mag
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Valli bergamasche in bici: dal lago d'Iseo attraverso le Prealpi

Il lago d'Iseo è un ottimo punto di partenza per iniziare un viaggio alla scoperta delle Prealpi e delle valli bergamasche in bicicletta.
Da Riva di Solto, sulla sponda bergamasca, si percorrono circa 190 km su ciclovie, piste ciclabili, strade secondarie promiscue a bassa percorrenza e antiche vie di comunicazione, balconi naturali su forre profonde e incantevoli. La durata del tragitto richiede almeno due giorni, se poi vuoi godere appieno di ciò che ti circonda, consiglio di dedicare tre giornate intere a questo itinerario tra le valli bergamasche.

Mappa

 
 
Il Sebino è il lago lombardo dal quale inizia questo percorso tra le Prealpi e valli bergamasche: un bacino, due passi, 6 vallate diverse, due vecchie ferrovie trasformate in ciclovie e una città bella come lo è Bergamo. 

Da Riva di Solto alla Valle Camonica

Dal lungolago di Riva di Solto passa la suggestiva strada che costeggia il Bogn di Zorzino e quello di Castro per poi raggiungere Lovere. partenza lago d iseoSeguiamo la stessa traccia dell'itinerario intorno al lago di Iseo fino a trovarci sulle sponde sterrate del fiume Oglio. Invece che proseguire verso Pisogne si resta sulla traccia che corre sul bordo dell'acqua tra passaggi divertenti e sassosi. In poche centinaia di metri si spunta sulla vera e propria ciclovia della Valle Camonica che, in questo punto, è pista ciclabile. Seguendo le indicazioni dell'itinerario ciclabile (presenti e precise) si raggiunge il ponte ciclopedonale sull'Oglio che è necessario attraversare prima di riprendere il nostro viaggio in provincia di Brescia. ponte pedonale valle camonicaLa ciclovia della Valle Camonica si trova quasi interamente in territorio bresciano e unisce Capo di Ponte a Pisogne nonostante sia stata allestita anche una bretella fino a Costa Volpino. Seguendo la ciclovia si giunge presto a Darfo Boario Terme, ultimo paese della valle prima di entrare nella Via Mala.
ciclovia valle camonica
 

La Via Mala

Il nome Via Mala è assolutamente evocativo: questa antica via di comunicazione scavata dal fiume Dezzo collega la Valle Camonica alla Val di Scalve. Nel corso dei secoli il corso d'acqua ha scavato una profonda forra in un ambiente incontaminato. La strada, nel tratto più tortuoso, è stata costruita a picco sull'acqua che scorre decine di metri più in basso. Alcuni tratti di questa incredibile strada erano estremamente impegnativi da mantenere in sicurezza, così si è deciso di sostituirli con passaggi in galleria e la Natura lentamente sta consumando l'asfalto rendendo la vecchia Via Mala sempre più inaccessibile. Per visitarla in bicicletta evitando la maggior parte dei tratti trafficati è necessario disporre di pneumatici da viaggio adatti anche a sterrato o viaggiare direttamente in mountain bike.forra via mala
Da Darfo la strada, condivisa con gli altri utenti della strada, inizia subito a salire e dopo un chilometro si giunge alla deviazione per il Parco comunale delle incisioni rupestri di Luine. Le incisioni rupestri rinvenute in Valle Camonica sono state il primo sito italiano ad essere dichiarato Patrimonio Unesco e abbiamo colto al volo l'occasione di visitare quelle di Luine nonostante si tratti di un sito secondario. 
In bicicletta è possibile raggiungere l'ingresso dell'attrazione e parcheggiare il mezzo appena oltre il cancello (chiedere alla reception). L'accesso è gratuito e il giro completo dura circa 30 minuti. Il parco è curato e alcune incisioni rupestri ben visibili: noterai la rosa camuna, poi diventato anche simbolo della regione Lombardia, i guerrieri a cavallo e i danzatori.
Riprendiamo la strada salendo costantemente verso la Via Mala, superando Gorzone, con il suo castello, Sciano, Terzano e affrontando l'ultima rampa per accedere ad Angolo Terme.
Ad Angolo inizia ufficialmente la Via Mala. Ad un metro dall'inizio della prima galleria si può imboccare sulla destra la vecchia strada secondaria, ancora asfaltata, che si insinua tra la vegetazione. Presto l'asfalto si trasforma in un insidioso sterrato che mette a dura prova la guida del mezzo carico, il divertimento però è assicurato. Ad una ventina di metri dalla fine della galleria la strada vecchia termina e si è costretti a tornare sulla strada principale. Non dimenticare a casa il frontalino.ciclabile via mala
La Via Mala segue il fiume Dezzo per un lungo tratto: dopo una giornata di pioggia o durante la stagione del disgelo, i torrenti scendono rigogliosi dalle impervie pareti rocciose unendosi alle acque del Dezzo e lo spettacolo è meraviglioso.
Presto si ritrova la vecchia strada ormai trasformatasi in una sottile lingua di asfalto tra il verde di arbusti e rovi. Tra strettoie e l'antica strada alle dimensioni originali si raggiunge la vecchia casa cantoniera adibita a ristoro. Dal bar inizia il tratto meglio curato della Via Mala, un museo a cielo aperto affacciato sul lento scorrere del fiume Dezzo. Si continua a salire, ma dolcemente, si superano due gallerie scavate nella pietra e un corridoio in ferro unico nel suo genere.tracciato via mala
La strada si allarga nuovamente ma un cartello di divieto indica che sarebbe meglio non proseguire perchè non è stata effettuata manutenzione e ogni persona deve avventurarsi a proprio rischio e pericolo.
Dal divieto la Via Mala diventa davvero un luogo selvaggio: l'asfalto costeggia la profonda forra del Dezzo, l'acqua scivola sulle pareti di roccia creando pozze e rigagnoli, una mezza arcata rocciosa sormonta le teste degli avventori come un tetto naturale e lo spettacolo è incredibile.
La vecchia strada prosegue ancora iniziando a costeggiare la galleria di recente costruzione. Abbiamo proseguito fino alla fine dell'asfalto ma la vecchia strada risulta chiusa all'altezza di una galleria sbarrata con i sassi. Purtroppo, all'altezza della galleria promiscua, è necessario accendere le luci e pedalare nel tunnel per circa 200 metri prima di ritornare all'aria aperta, all'imbocco della Val di Scalve.

 

Il Passo della Presolana e la Val Seriana

A Dezzo di Scalve, un bivio indica di proseguire a destra per la Val di Scalve e a sinistra per il Passo della Presolana e la Val Seriana. Seguiamo l'asfalto sulla sinistra e iniziamo lentamente a scalare la strada del passo.
I primi chilometri sono dolci e ci fanno respirare ammirando i picchi che sormontano la Via Mala e, in lontananza, le montagne dell'Adamello. Dopo i primi 4 km però, i tornanti si fanno più accentuati e i rettilinei sfiorano il 14% di pendenza mettendo a dura prova la nostra resistenza. salita passo della presolanaLa fatica si sente e ogni pedalata è sempre più difficoltosa. Gli ultimi tornanti del Passo della Presolana fanno di nuovo respirare con bei panorami sulle montagne della Val di Scalve. 1297 m e si è in cima: il Passo della Presolana è la porta di accesso alla Val Seriana ed è condiviso da tre comuni differenti, uno dei quali è Angolo Terme, in provincia di Brescia.passo presolana
Dal passo si scende sulla strada principale superando diverse località fino a giungere a Clusone, a quota 647 metri. Clusone è circondato da vette amene e il suo centro storico merita una visita con la Basilica di Santa Maria Assunta, l'oratorio dei disciplini con la danza macabra di Giacomo Borlone di Buschis (due danze macabre sono visibili anche lungo la ciclabile della Val Rendena e in Val di Genova, in Trentino ma sono attribuite a Simone II Baschenis), il Plazzo Comunale e il Palazzo Fogaccia.
A Clusone abbiamo trascorso la notte alloggiando presso l'affittacamere Bonaventura per 40€ in due (si trova in prossimità di una pizzeria, a circa 1 km dal centro).
Da Clusone inizia la ciclovia della Val Seriana, un percorso ciclabile che ricalca il tracciato della vecchia ferrovia. La Natura circonda l'itinerario e la piana davanti a Clusone rilassa lo spirito. Si scende pedalando fino a Ponte Nossa dove un sottopassaggio ciclabile conduce all'inizio della Val del Riso. ciclovia val seriana
 

La Val del Riso e il Colle di Zambla

La ciclovia della Val del Riso è una bretella ciclabile che si stacca dalla Val Seriana e si inoltra nell'omonima valle, salendo costantemente a pendenze adatte anche a famiglie. Seguendo il torrente Riso si pedala fino all'omonimo paese dove la ciclovia finisce e dove è possibile visitare la vecchia miniera.val del riso cicloviaPer proseguire in direzione del Colle di Zambla è necessario lasciare la ciclovia un chilometro prima riportandosi sulla SP46. La strada principale si arrampica faticosamente tra piccoli borghi montani, lunghi tornanti e paesaggi sempre più belli. Le borse pesano e le vette che cingono la Valle del Riso meritano qualche sosta fotografica.
Il Colle di Zambla sfiora i 1240 metri ed è il passo che collega la Val del Riso alla Val Serina, anticipazione della Val Brembana.panorama val del riso
Dal colle, dove ci si può fermare a degustare polenta e formaggio fuso o i tipici casoncelli alla bergamasca, si scende attraversando Zambla Alta, Mincucco, Oltre il Colle...
Il Monte Alben e il Pizzo Arera dominano la scena con le loro sagome inconfondibili.

Dalla Val Serina alla Val Brembana

All'altezza di Oltre il Colle la strada torna ad essere pianeggiante superando Valpiana e giungendo presto al bivio per Serina. Dall'alto si scorge il paesotto che attribuisce il nome a questa valle secondaria ma, seguendo i consigli di un amico esperto della zona, decidiamo di svoltare a destra verso Dossena e una nuova salita. La strada infatti ricomincia per diverse centinaia di metri ad ascendere per poi rilassarsi e proseguire pianeggiante verso Dossena. Un ultimo colle ci regala una vista mozzafiato sulla Val Brembana di San Giovanni Bianco prima di iniziare la discesa.discesa val brembana
A San Giovanni Bianco, San Gioàn Biànch in dialetto bergamasco, scorre il fiume Brembo che nel corso dei millenni ha delineato il profilo della valle. Il Brembo nasce dal Pizzo del Diavolo di Tenda e sfocia nel fiume Adda.
Torquato Tasso disse: "Terra che 'l Serio bagna e 'l Brembo inonda", per definire il carattere forte del fiume che nel corso dei secoli esondò molte volte. ponte san giovanni bianco
Una volta oltrepassato il ponte sul corso d'acqua, in prossimità della vecchia stazione ferrovia, si incontra la ciclovia della val Brembana che collega Piazza Brembana a Zogno. Percorsa da famiglie, appassionati di bici da corsa, cicloviaggiatori e ciclisti della domenica, il tracciato della ciclovia della Val Brembana attraversa vecchie gallerie scavate nella roccia seguendo l'antico tragitto del treno. ciclovia val brembanaA Zogno purtroppo la ciclovia termina e per evitare il traffico in direzione di Bergamo è necessario seguire strade secondarie. Da Zogno quindi si attraversa il Brembo stringendo i denti sull'impennata verso Stabello.
La salita è davvero ripida e dura circa un chilometro. Terminata l'ascesa, dopo saliscendi e tratti pianeggianti, si raggiungono Cassettone, Cacosio e l'ingresso di Sedrina. A Sedrina si riattraversa il Brembo continuando a pedalare su strada secondaria verso Ubiale e Almenno San Salvatore. Presto si raggiunge il dedalo di ciclabili che caratterizza il Parco dei colli di Bergamo, alle porte d'accesso della città. Se non hai mai visitato la città orobica, dopo esserti divertito sulle passerelle, i sentieri e le salite del Parco, fermati a Bergamo per la seconda notte. Visitare Bergamo è una di quelle cose da fare almeno una volta nella vita.salita colli bergamaschi

La Valcavallina e il lago di Iseo

Da Bergamo esistono due principali vie per tornare al lago di Iseo: la prima segue la ciclovia pedemontana sfiorando la pianura padana, la seconda percorre la Valcavallina toccando il lago di Endine e giungendo ad Iseo. Noi abbiamo scelto di percorrere la Valcavallina e da Bergamo ci siamo inoltrati tra i paesi di Scanzorosciate, Negrone, Albano Sant'Alessandro, San Paolo d'Argon raggiungendo la cittadina di Lorenzo Lotto e delle terme: Trescore Balneario.
Trescore merita una sosta per una rapida visita in piazza e per una colazione a base di croissant e cappuccino nella rinomata pasticceria di Giovanni Pina. Da Trescore inizia la ciclovia della Valcavallina che seguendo tratti di pista ciclabile a strade secondarie promiscue supera il lago di Endine (percorrendone la sponda meridionale), raggiungendo Piangaiano dove ci si cimenta in divertenti sterrati fino all'imbocco dell'ultima salita. lago di endineL'ascesa finale termina a Solto Collina da dove si ha un bel panorama sul lago prima di scendere a Riva di Solto, il nostro punto di partenza e arrivo dell'itinerario ciclabile di tre giorni tra le valli bergamasche.
Valli bergamasche in bici: dal lago d'Iseo attraverso le Prealpi - 3.9 out of 5 based on 11 votes
Veronica

Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. 
Da sempre col pallino per l'avventura (nessun albero poteva resistermi!) ho avuto la fortuna di girare l'Europa e l'Italia con i miei genitori e poi, per la maturità, mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare, senza gravi conseguenze, su una strada slovacca).
Ho vissuto 6 anni in Trentino lavorando in tanti luoghi diversi, scoprendo la bellezza della Natura, delle sue montagne e, devo ammetterlo, della MTB! Al momento che ritenevo giusto, ho mollato il lavoro senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho viaggiato per cinque mesi in solitaria. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... così, dopo alcune brevi esperienze in Europa, nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! Da 3 anni scorrazziamo in MTB sui sentieri del Lago di Iseo, ma la prossima partenza per il #noplansjourney è alle porte...:) 
 Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)!
Carpediem e buone pedalate!

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Commenti  

Andrea
# 0 Andrea 2016-05-30 22:04
Ciao, siamo due amanti della mountainbike, volevamo ringraziarvi perché grazie alle vostre dritte abbiamo affrontato la nostra prima esperienza di cicloturismo, di tre giorni, tra le valli bergamasche ed è stata un'esperienza indimenticabile. Grazie Andrea e Giorgio.
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Vero
# 0 Vero 2016-05-31 09:12
Ciao ragazzi, ma grandissimi^^ adesso che avete contratto il virus del viaggio in bicicletta non vi fermerete più:))) Siamo davvero felici della vostra esperienza,
a presto e buone pedalate
Vero
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francesca
# 0 francesca 2016-08-10 16:50
Ciao, mi chiamo Francesca, mi piacerebbe fare il giro delle valli bergamasche in tre giorni partendo da Riva di Solto e dormendo a Clusone e Bergamo. Mi sapete indicare i chilometri per ciascuna tappa?
Grazie
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Vero
# 0 Vero 2016-08-10 19:29
Ciao Elena, grazie per averci scritto:)
La prima tappa da Riva di Solto a Clusone misura circa 70 km, la seconda da Clusone a Bergamo circa 67 km, mentre la terza ed ultima tappa per tornare al lago misura circa 45 km
sono certa che ti piacerà:)) in cima al colle di zambla se hai tempo fermati a fare uno spuntino a base di polenta e formaggio fuso^^
Per evitare i tratti più trafficati, soprattutto da Zogno a Bergamo, segui la traccia gps che ti porta a salire un po' in quota, a continuare in costa e a pedalare nel parco dei colli bergamaschi:)
buone pedalate
Veronica;)
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luca
# 0 luca 2017-02-26 21:28
buona sera chiedevo noi lo vorremmo fare in due giorni avete idee dove dormire .
grazie
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Vero
# 0 Vero 2017-02-27 12:15
Ciao Luca, grazie per averci scritto.
Noi ci siamo fermati a Clusone una notte alloggiando presso l'affittacamere Bonaventura per 40€ in due. Se però avete solo due giorni di tempo ti consiglio di provare ad arrivare fino al Col di Zambla dove si trova il campeggio:) Oppure, un'alternativa, è quella di scendere in Val Brembana e, poco prima di arrivare a San Giovanni Bianco, fermarvi a dormire al b&b Adelchè (bellissimo!!!);););)
Buone pedalate
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Fabrizio
# 0 Fabrizio 2017-03-05 23:20
Ciao, bellissimo racconto! Mi chiedevo perché consigliate di utilizzare una mtb o trekking, sono presenti tratti di fuoristrada impegnativo?
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Leonardo
# 0 Leonardo 2017-03-06 09:49
Ciao Fabrizio,
Il percorso è in gran parte su asfalto ma se si vogliono evitare le gallerie della via Mala verso la val di Scalve, si deve percorrere la vecchia strada che è sterrata ed in alcuni punti piuttosto malridotta... ma comunque, a nostro parere, meglio delle gallerie con il traffico.
:-)
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Fabrizio
# 0 Fabrizio 2017-03-06 22:30
Grazie mille!
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Gianni2222
# 0 Via Mala ancora peggioGianni2222 2019-08-19 18:12
Abbiamo fatto dalla val seriana la Presolana e siamo scesi dalla via Mala.
Abbiamo trovato l'imbocco della vecchia strada da dentro la galleria uscendo dal guard rail in corrispondenza della finestra, dove indicato dalla vostra gps. In questo tratto (il più bello come paesaggio) vegetazione e sassi franati sono superabili. Il problema è nell'ultimo tratto che si prende all'inizio dell'ultima galleria: fino alla centrale elettrica tutto ok, ma dopo vegetazione e frane sono impegnative. L'ultima (dove voi avete messo il waypoint 'superabile') attualmente blocca completamente il passaggio: solo a piedi e con difficoltà.
Segnalo che da Clusone all'ingresso di Castione la strada provinciale è evitabile seguendo le strade a monte della provinciale
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Leo
# 0 RE: Via Mala ancora peggioLeo 2019-09-04 15:51
Citazione Gianni2222:
Abbiamo fatto dalla val seriana la Presolana e siamo scesi dalla via Mala.
Abbiamo trovato l'imbocco della vecchia strada da dentro la galleria uscendo dal guard rail in corrispondenza della finestra, dove indicato dalla vostra gps. In questo tratto (il più bello come paesaggio) vegetazione e sassi franati sono superabili. Il problema è nell'ultimo tratto che si prende all'inizio dell'ultima galleria: fino alla centrale elettrica tutto ok, ma dopo vegetazione e frane sono impegnative. L'ultima (dove voi avete messo il waypoint 'superabile') attualmente blocca completamente il passaggio: solo a piedi e con difficoltà.
Segnalo che da Clusone all'ingresso di Castione la strada provinciale è evitabile seguendo le strade a monte della provinciale

Anche in questo caso grazie delle informazioni aggiornate! Peccato che la via Mala non venga manutentata almeno un po'. Evitare le gallerie in sicurezza sarebbe molto più piacevole che doverle fare a spinta anche se comunque val la pena restare fuori dal traffico... ottimo anche il consiglio delle strade a monte della provinciale tra Clusone e Castione (noi lì abbiamo preso il diluvio e siamo scappati in discesa verso Clusone sulla strada più veloce!) ;-)
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