La pista ciclabile della Valle Camonica collega Capo di Ponte a Pisogne seguendo il fondovalle eccezzion fatta per un paio di possibili deviazioni. Recentemente le amministrazioni locali hanno concordato di terminare il tratto di pista mancante a congiungere la ciclabile dell'alta Valle Camonica e la zona del lago di Iseo, quando questo accadrà potremo percorrere in bicicletta in tutta sicurezza la distanza che intercorre tra il Passo del Tonale (e ancora prima la Val di Sole trentina) e il fiume Po, fino all'Adriatico...
Il tracciato della pista ciclabile della valle Camonica è stato di recente risistemato e migliorato e oggi fa parte del percorso di lungo raggio della ciclovia dell'Oglio. Puoi accedere al relativo articolo Ciclovia dell'Oglio: 280 km dal Tonale al Po in bici per scaricare la traccia GPS corretta e completa, leggere la descrizione e trovare informazioni aggiutive sul percorso.
Da Capo di Ponte, pedalando in Valle Camonica
La pista ciclabile della Valle Camonica prende il via da Capo di Ponte, a pochi passi dalla stazione dei treni attraversando il centro storico in salita, un buon inizio direi. Se provenite dalla Val di Sole, avrete già valicato il Passo del Tonale, confine tra Trentino e Lombardia. Dopo esservi fatti trasportare dalla discesa sarete approdati sulla ciclabile dell'Alta Valle Camonica, tra Ponte di Legno e Edolo e, successivamente, avrete affrontato la ciclovia dell'Oglio tra Edolo e Capo di Ponte, due località che sono connesse tra loro tramite un percorso ciclabile a tratti su sede promiscua. A Capo di Ponte finalmente possiamo iniziare il nostro viaggio in bici verso il lago d'Iseo.
Saliamo lentamente fino a Ono San Pietro da dove si ha una bella panoramica sulla valle per poi scendere nuovamente a Cerveno famosa per la sua Via Crucis a grandezza naturale. Se avete tempo legate la bicicletta e risalite la scalinata del santuario per visitarla... ne vale la pena. Lungo l'itinerario ciclabile che segue il corso dell'Oglio insinuandosi, di tanto in tanto, tra i borghi storici della Valle Camonica, si incontrano delle aree di sosta piuttosto curate dove riposarsi per qualche minuto, consumare il pranzo al sacco o riempire la borraccia di acqua fresca nelle giornate più afose.
A Breno si possono visitare il centro cittadino e, se è aperto, anche il castello che sormonta il paese. Per raggiungerlo occorre superare una rampa piuttosto scoscesa, ma per la vista panoramica sulla Valle Camonica... questo e altro, no?
Il tempio di Minerva e il passato romano
Un sottopassaggio ci avvicina al Santuario di Minerva situato in località Spinera a Breno. Questo luogo è impregnato di storia: fu abitato fin dall'età del Ferro e l'antico tempio, in epoca romana, fu ingrandito e abbellito. Ancora oggi è possibile vedere la statua di Minerva, resti dei pavimenti in mosaico e alcuni oggetti ritrovati durante gli scavi. La pista ciclabile prosegue il suo corso fino a Cividate Camuno anch'essa di epoca romana. La storia del borgo è molto interessante, aggirandovi per le vie scoverete diversi angoli suggestivi ed edifici da fotografare come la torre medievale. Si dice che Cividate con i suoi 3 km quadrati di territorio sia il comune più piccolo della provincia di Brescia.
Si pedala ancora vicino all'Oglio prima di lasciarlo per costeggiare la tangenziale. A poche pedalate da Darfo-Boario Terme la ciclabile attraversa una vecchia galleria piuttosto pittoresca da fare in bicicletta.
Il percorso aggira dei campi permettendo una bella visuale della valle e di alcune cime ancora innevate ad inizio estate. A Darfo vale la pena fermarsi qualche secondo a contemplare il corso dell'Oglio che, quasi indifferente, attraversa il paese continuando il suo viaggio verso il lago d'Iseo. Al ponte a schiena d'asino continuiamo a seguire la segnaletica che porta a raggiungere il Monumento ai caduti e proseguire poi fra le campagne della valle Camonica. Ai lati della valle si scorgono diversi paesi: Pian Camuno, Artogne, Gianico... ma le indicazioni guidano il cicloviaggiatore verso Pisogne e il lago che vengono raggiunti dopo circa 41 km di itinerario ciclabile (non tutto in sede propria!)
La rosa camuna è il simbolo della Valle Camonica ma, dopo essere stata stilizzata, nel 1996 è diventato anche quello della regione Lombardia. Ritrovata 92 volte tra le incisioni rupestri della valle, si può incontrare rappresentata in diverse opere artistiche o monumenti nei vari borghi.
Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, Il Sudafrica e Lesotho... e il #noplansjourney...
Se non siamo in viaggio, viviamo sul lago d'Iseo!
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19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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