Mercoledì 3 giugno - Tra Basilicata e Campania
Mi inoltro sul fianco destro del bacino seguendo la strada tra il fitto rigoglioso di una foresta nel variegato succedersi di salite e ponti, di discese con visuali eccezionali. Non ci sono ville sulle sponde, paesi che si affacciano all'acqua, soltanto pesci e natura incontaminata. Giunto alla fine dello specchio lacustre, sosto in un bar per una pausa di rifornimento acqua e visto che sono le undici anche per addentare un panzerotto. Il gestore si lamenta per la scarsa propensione della politica nell'incentivare il turismo, ma in definitiva credo che il posto perderebbe questa connotazione naturalistica. Giro attorno a Moliterno e la salita diventa graffiante, urticante, spara bordate di caldo dal riverbero dell'asfalto. Sto pedalando l'ultimo rapporto a 9 all'ora, ogni cento metri devo fare una pausa per rifiatare, sistemarmi il cavallo, bere un sorso, imprecare, scattare una foto. Vedo i tornanti su in alto, lontanissimi, sembrano un miraggio. Fanculo, devo arrivarci e quindi inutile lamentarsi...



Giovedì 4 giugno - La grotta azzurra
Al porto però il capo dei barcaioli informa che devo attendere altri turisti per riempire la barca del giro grande di due ore ( 15 euro) che porta in cinque grotte e solo in quel caso si potrà partire, aggiungendo che pochi sono quelli che fanno solo la toccata alla prima grotta ( 10 euro) e non gli conviene mettere la barca a disposizione per un passeggero soltanto. Non posso perdere due ore per il giro grande, ma nemmeno andare via senza aver visto la Grotta Azzurra. Aspetto un po', ma non arriva nessuno e propongo il compromesso 15 euro per il mini tour. Accetta e mi fa accomodare sulla barca condotta da Antonio. Si arriva molto velocemente, entriamo dentro l'apertura nel calcare invaso dal mare e lo spettacolo dell'acqua Azzurra è entusiasmante, ammiro e scatto foto, ascolto quello che spiega Antonio. Il colore è dato dalla luce che filtra da una apertura nella cavità sotto il pelo dell'acqua nel lato opposto. Usciamo per dare spazio ad altre barche di ritorno dal giro lungo e approdiamo in marina. Sono estremamente soddisfatto, gasato. Riprendo la bici e riparto.
Venerdì 5 giugno - Salerno e oltre
Partenza a rilento per la piacevole chiacchierata con la padrona di casa e il camminatore che è più solerte di me nell'avviarsi verso i suoi nuovi traguardi. Carica sulle spalle uno zaino incredibilmente grande e pesante, qualcosa che rifiuterei nel modo più assoluto di portare e se ne va. Poco dopo parto anch’io nella direzione opposta, verso Agropoli che dista una trentina di chilometri. Strada bellissima, spettacolare anche se crudelmente in salita che infine docilmente scollina lasciandomi scivolare verso Agropoli, impegnata a farsi bella per l'imminente stagione balneare. Non offre spunti di rilievo e l'attraverso velocemente. Ora la strada è piatta, diritta, senza eccessi e sorprese. Dopo una brevissima escursione alle rovine di Paestum, trovo una direttrice che segue parallelamente la strada litoranea. Mi divide dal mare una sontuosa pineta, e il pedalare diventa sport, respiro, controllo. Spezzo il ritmo parlando al telefono con Tiziana, poi la calura inizia a farsi opprimente, sento l'urgenza di una pausa all'ombra, saluto e mi fermo.
Al telefono risponde una donna che sembra far di tutto per convincermi a non prenotare la stanza, ma fisso ugualmente. Giunto nel centro di Maiori, sfila sulla destra un albergo a due stelle, indago alla reception sul costo delle stanze e mi viene proposta una sistemazione ottima per 45 euro. Fisso la stanza, disdico quella di Amalfi e dopo un restauro, vado al centro del paese, concludendo la passeggiata rifocillandomi con due tranci di ottima pizza e un gelato. Al rientro in albergo, ho fatto un po' di calcoli sul percorso residuo e mi sembra che il tempo stringa sulla meta di Bologna... devo valutare e programmare bene le prossime giornate di pedali.Sabato 6 giugno - La costiera amalfitana
Vado a visitarla scendendo dalla costa al mare con un ascensore, mi accoglie Andrea che parla il suo accattivante dialetto, espleta filosofie irriverenti e infine con molta calma mi accompagna nella grotta. Si entra a piedi, saliamo sula barca e iniziamo il giro nella cavità, arrivando allo smeraldo che illumina l'acqua, ai giochi di luce sulle stalattiti, concludendo infine sul presepe sommerso. Ripresa la marcia, un signore con lo scooter mi avvisa che la ruota dietro balla e al controllo ho la spiacevolissima visione di una crepa sul cerchio in prossimità di un raggio. Non è riparabile, semmai devo vedere che non si apra di più. La strada non ha pietà dei miei problemi e mi porta in alto prima della discesa a Positano. Ora c'è da scavalcare la penisola per arrivare a Sorrento, con il rapporto più basso faccio girare i pedali a petto nudo. Sento aumentare gli scricchiolii nel pedale sinistro, sembra che si spacchi da un momento all'altro, e con disappunto metto ancora più energia. Finalmente scollino a San Pietro e vado in discesa verso Piano di Sorrento dove un ciclista mi ha indirizzato all'officina Bicimania.
Cambio i pedali, e il titolare, disponibilissimo, sostituisce anche il raggio anteriore rotto dopo avermi offerto il caffè. Niente da fare per il cerchio, non è gravissimo ma se voglio cambiarlo devo prendere una coppia di ruote e mi verrebbe a costare 200 euro, quindi lo tengo rotto con la consapevolezza che il viaggio in bici potrebbe terminare a breve, in giornata. Faccio una puntata a Sorrento, bella ma intasata di macchine, di turisti, dove è impossibile trovare un attimo di calma nella calura delle 13 e 30. Parto verso Napoli, passo per la bellissima Vico Equense, arrampicando sulla salita e scendo a Castellamare di Stabia. Mi trovo a fare una deviazione minima per arrivare alle porte degli scavi archeologici di Pompei e convinto di coprire velocemente la distanza di 20 km per Napoli provo ad accelerare, ma un terribile lastricato sconnesso mi rallenta a velocità ridicole. 
Domenica 7 giugno
È mattino presto, nemmeno le sette e già sò che sarà dura dall'inizio, perchè sono venuto a Caserta per la Reggia e a causa di un assemblea sindacale ( di domenica) non aprirà i battenti prima di mezzogiorno. Impensabile aspettare a far nulla in una città che ha poco altro da offrire. Nella bar dell'albergo mi prepara il caffè il proprietario, un culturista doc della mia età, un guru stimato dai pesisti di Caserta. Adora il movimento, le persone motivate e quelle che sono capaci di sacrificarsi per arrivare dove vogliono. Mi mostra foto delle sue esibizioni ed è un bel vedere che lo inorgoglisce. Saluto Lazzaro e vado verso la Reggia a cercar battaglia e la trovo nella strafottenza del personale che comunica la chiusura, che adduce come motivazione dell'assemblea, le problematiche legate agli ambulanti abusivi che lavorano in piazza. Siamo un centinaio, rombanti, incazzati, chiamano la polizia per identificare i guardiani che hanno praticato la serrata, ma non c'è niente da fare. Hanno ragione loro, in Italia funziona così, se ne fregano di chi ha speso soldoni per arrivare alla reggia. Parcheggiano pullman a decine, ora sono migliaia ad aspettare sotto il sole. Per me si fa tardi e riparto verso posti più ospitali. A santa Maria Capua a Vetere visito i resti di un anfiteatro romano, secondo in grandezza solo al Colosseo di Roma. Poi diventa pedali e asfalto, musica degli Eagles, controllo delle crepe sulla ruota e sole inferocito che lancia dardi sulle mie spalle nude. A Cascano faccio sosta mozzarella, una bufala senza pari che spande latte ad ogni morso, poi continuo su un saliscendi ripetitivo fino Sessa Aurunca. Scendo per la via Appia, passo per Marina di Minturno a mezzogiorno, superando Formia all'una e alle due sono a mangiare in un brasiliano a Gaeta.
Splendida città che occupa un promontorio che si spinge a mare, visito i due lati, dominati dall'alto dalla fortezza e proseguo in direzione di Sperlonga. La ruota dietro balla, la crepa sembra accentuata, ma regge e deve farlo almeno fino a Terracina dove spero che l'indomani (lunedì) apra presto l'officina delle biciclette per sapere dal primario in raggiologia se è possibile sostituire la ruota danneggiata. Arrivo a destinazione esausto, trovo la stanza per 45 euro all'hotel Villa del Sole, passo a vedere dove si trova il negozio di bici e dopo un rinfrescante bagno in mare, il primo del viaggio, mi preparo per un uscita cena e seguente serata con musica Housesulla spiaggia, ma un temporale bagna la festa e nel fuggi fuggi, mi accodo rientrando anzitempo. Piove ancora, la finestra della camera al secondo piano è aperta per fare entrare un po' di aria fresca, scrivo questa nota. Ripenso a quello che sto' facendo, ai 1100 km già pedalati, e mi chiedo se tutto questo ha un senso. Si, ne ha tanti di sensi ed ognuno è appagato.























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