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MTB nel parco Fanes, Sennes, Braies: anello di 2 giorni sulle Dolomiti

    Dolomiti di Fanes Sennes Braies
    Prima di quest'anno non mi ero ancora concesso veri e propri viaggi in MTB e mi ero limitato a percorrere itinerari di un giorno. Quest'anno però dopo l'MTB Safari in Tirolo ed il Dolomiti di Brenta bike ci ho preso gusto ed ho voluto fare un regalo di compleanno un po' particolare a mia moglie: due giorni di bike tour MTB sulle Dolomiti... e la scelta è caduta su un percorso tra parco naturale Fanes Sennes Braies e parco naturale delle Dolomiti d'Ampezzo.
    Un anello splendido con il giusto equilibrio tra difficoltà tecnico-atletiche e panorami da brivido!

    Mappa

    Il percorso è fattibile, per i più allenati, anche in un giorno, ma se ci si vuole godere il paesaggio fantastico nel quale si pedala, consiglio vivamente di spezzare il tracciato in due tappe: la presenza del rifugio Vallandro (per i più esigenti a Prato Piazza sono presenti anche altri due Hotel) esattamente a metà strada è l'ideale punto d'appoggio
     

    Da San Vigilio di Marebbe al rifugio Vallandro

     
    A dir la verità avevamo scelto, su consiglio dell'amico Giovanni, lo Stone Man Trail al confine tra Alto Adige ed Austria, ma a causa del tutto esaurito nei rifugi sul percorso, abbiamo optato per un anello tra il parco naturale di Fanes Sennes Braies e quello delle Dolomiti ampezzane. Una scelta azzeccata vista la bellezza del tour mtb che abbiamo concluso.
    La partenza è fissata a San Vigilio di Marebbe, in Val di Mareo, laterale della Val Badia. Lasciamo l'auto nel parcheggio all'ingresso del paese (cartello Dolomiti U.N.E.S.C.O. - 1200 m), prepariamo bici e zaini e siamo pronti a due giorni di pedalate. Ci dirigiamo, subito in salita, verso il centro di S. Vigilio e dopo pochi metri svoltiamo a sinistra per imboccare la strada che conduce a Plan de Corones. Subito dopo il punto di partenza della cabinovia Miara lasciamo la strada principale svoltando a destra ed imboccando una ripida salita inizialmente asfaltata che affianca le piste da sci. Dopo circa tre chilometri e mezzo in cui si superano oltre quattrocento metri di dislivello, ci si addentra nel bosco per iniziare un suggestivo tratto di sterrato che conduce al passo Furcia (1789 m). Un breve tratto su asfalto e ci concediamo una pausa per scattare la foto di rito con il cartello del passo.
    Poco oltre, sulla destra alla fine di un parcheggio si stacca un bel sentiero (attenzione a non imboccare la sterrata dove è presente la stanga: il sentiero è tra quella strada e la strada asfaltata) che si inoltra nel bosco al fianco del torrente: divertimento assicurato! Ci si immette nuovamente sull'asfalto ad un tornante, per scendere fino ad un vecchio mulino ora ripristinato e destinato ad ospitare un museo. Si prosegue e sulla destra è presente un altro sentiero che conduce ad un ristorante immerso nel verde che si dovrà aggirare. Scesi sul greto del torrente, si segue una bella stradina nel bosco sempre lungo il corso d'acqua. Dopo una breve risalita la strada si allarga e scende nuovamente oltrepassando una sorgente.
    Ai Bagni di Pervalle si riprende l'asfalto fino a raggiungere le cabinovie che salgono il pendio da Gassl. Ancora una volta un ponticello ci permette di attraversare il torrente ed imboccare la strada sterrata che uscirà nella vallata non lontano da Valdaora (1090 m). Da questo balcone privilegiato è possibile gustare i panorami sulla valle di Anterselva e le cime, imbiancate dalla spruzzata di neve della sera precedente, che coronano il passo Stalle.
     Gruppo del Cristallo da prato piazza 
    Ci si immette sulla ciclabile della Val Pusteria raggiungendo in breve il lago di Valdaora che si costeggia interamente. Per qualche chilometro si seguono le indicazioni verso Dobbiaco, fino ad incrociare la val di Braies dove si tiene la destra verso il celebre lago. Si ricomincia a salire, all'inizio dolcemente fino al piccolo paese di Braies. Qui si seguono le indicazioni per Ponticello e Prato Piazza (sentiero n 37). Il percorso riprende ad essere sterrato e nonostante le pendenze, la stanchezza viene messa in secondo piano grazie alla quiete del bosco circostante. In località Ponticello (1490 m) si raggiunge l'ampio parcheggio dove la strada principale è chiusa al traffico.
    I più temerari potranno provare a seguire in salita il sentiero (in realtà un'ampia strada rocciosa) verso Prato Piazza ma le pendenze sono subito da grimpeur. Per risparmiare un po' di energie e giungere in tempo per la cena, noi preferiamo l'asfalto, sgombro in ogni caso da automobili. Sei chilometri al cospetto delle ripide pareti della Croda Rossa separano Ponticello da Prato Piazza ma una volta raggiunto il parcheggio apicale si aprirà davanti a voi un panorama struggente sul gruppo del monte Cristallo ed all'orizzonte, sulle Tre Cime di Lavaredo. La luce del tramonto svolgerà la funzione di una stella cometa nel condurvi sulla panoramica e facile sterrata tra il lussuoso hotel Hohe Gaisl ed il rifugio Vallandro (2040 m), adagiato in fondo al pianoro proprio a fianco del forte austroungarico Plätzwiese (Prato Piazza), di recente ristrutturazione. 
    Questa è la nostra meta per la giornata odierna e nel mezzo di una clientela al 90% tedesca, siamo richiamati alla cena ad orari d'alta quota (rigorosamente alle 18.30!). Tra una birra ed una chiacchierata troviamo anche il tempo per qualche scatto in notturna al magnifico panorama! 
    Domani altri splendidi sentieri ci attendono...
     

    Dal rifugio Vallandro a San Vigilio di Marebbe

    Dopo una notte di gran riposo nell'aria fine della quota, ci si risveglia volentieri all'ombra dei giganti dolomitici che sovrastano il rifugio. L'abbondante colazione aiuta ad avvicinare il baricentro allo stomaco ed in discesa, si sa, più il baricentro è basso e meglio è! Le alternative per raggiungere la ciclabile tra Cortina a Dobbiaco sono due: o si segue la strada carrozzabile di facile percorrenza o si scende dal sentiero che taglia la stessa. Il secondo caso è più adatto agli amanti dei percorsi tecnici: fate comunque sempre attenzione a eventuali escursionisti a piedi e date loro la precedenza!
    Nell'ultimo tratto di discesa si sarà comunque costretti a seguire la strada sterrata e raggiungere località Schluderbach (1460 m) da dove imboccare la ciclabile Cortina Dobbiaco in direzione del passo Cimabanche (1530 m). Pochi chilometri sul facile tracciato di fondovalle e si scollina. Si segue ancora il percorso che corre parallelo alla strada per poche centinaia di metri, fino a giungere al lago Bianco (1520 m). Attraversando la strada si inizieranno le asperità di giornata: la strada sterrata che si inerpica fino alla Forcella de Lerosa è subito impegnativa e non lascerà tregua fino a poche centinaia di metri dal valico. I ponti caratteristici che attraversano i torrenti gonfi d'acqua sono un'ottima scusa per fermarsi a riposare scattando qualche foto. Dopo un ultimo impegnativo strappo nel bosco, il panorama si apre sulle splendide guglie della Croda Rossa ed in poche pedalate si raggiunge la Forcella de Lerosa (2020 m). 
    Una sosta è d'obbligo per ristorarsi dinnanzi al panorama che spazia ora a 360° sulle cime del parco naturale di Fanes Sennes Braies e del parco naturale delle Dolomiti d'Ampezzo
    La marcia riprende in discesa ed il nostro mini viaggio in bici attraverso le Dolomiti affronta ora una discesa particolarmente ripida. Anche in questo caso le alternative sono due: nei pressi di un piccolo edificio in legno si potrà deviare sulla sinistra per imboccare la strada militare che scenderà dolce alla malga Ra Stua oppure proseguire dritti e con una picchiata raggiungere lo stesso punto più rapidamente. Vi consigliamo una sosta alla malga Ra Stua (1668 m) per assaggiare gli ottimi piatti o perlomeno i dolci prelibati. 
     Pedalando verso Prato Piazza 
    Si riprende a salire, deviando nella bella vallata verso il rifugio Sennes. L'ampia strada prosegue in lieve ascesa e permette di scaldare i motori per l'ascesa successiva. La quiete infatti è solo apparente e dopo aver raggiunto un ultimo delizioso edificio adagiato sul fianco della montagna, ci si inerpica con pendenze alpinistiche per un paio di chilometri fino a raggiungere la località Val Salata (2087 m). Un breve falsopiano conduce fino al valico da cui si svela il panorama verso il rifugio Sennes dove il nostro Casio Pro-Trek PRW 6000 1er indica la quota di 2116 m e ci segnala la conclusione delle fatiche di questa due giorni di cicloturismo in MTB. Poco oltre il rifugio c'è un breve dente da affrontare ma ormai il traguardo è vicino e si inizia una discesa divertente su strada militare verso Fodara (1974 m). Dopo aver passato questo piccolo agglomerato di case si deve affrontare l'ultima piccola fatica risalendo circa duecento metri prima di gettarsi in una picchiata da bruciare i freni verso il rifiugio Pederù (1548 m). Un bel percorso ciclabile in leggera discesa, intervallato da tratti sulla strada comunque poco trafficata, unisce il rifugio a San Vigilio di Marebbe, meta finale di questa due giorni di emozionanteMTB tour tra le Dolomitial confine tra Alto Adige e Veneto.
    Per maggiori informazioni relative alle zone attraversate potete consultare il sito dell'Alta Pusteria e quello di San Vigilio di Marebbe.
    Per altri percorsi in tutto il nord e centro Italia consultate la mappa degli itinerari in mountain bike, in costante aggiornamento.
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      Paolo Caneva · 21 giorni fa
      ciao come ogni seguo i vostri itinerari per una mia due giorni in mtb in solitaria ,
      sono indeciso tra questo itinerario e la traversata delle pale di san martino che l'anno scorso non ho potuto fare per troppa neve , cosa suggerite ?
      • Questo commento non è pubblicato.
        Vero · 21 giorni fa
        Ciao Paolo, in tutta sincerità ho apprezzato entrambi i giri e non capisco perché questo sia stato votato così basso... Mah😉 ti dirò... Trascorrere una notte al rifugio di Pratopiazza con l'enrosadira sulle vette dolomitiche è meraviglia, ma anche attraversare le Pale è bellezza assoluta... L'unica cosa che mi viene da dirti è che per le Pale c'è la funivia da prendere ed è abbastanza dispendiosa, ma per il resto entrambi i giri sono molto piacevoli! Forse passando dalla Val Venegia nei fine settimana troverai un po' più di confusione ma quest'anno tutto è relativo😊 In questi mesi speriamo di poter fare altri itinerari per ispirare le tue prossime "fughe fuoristrada".. Sei poi riuscito ad andare a Livigno?
        Buone pedalate
        Vero
        • Questo commento non è pubblicato.
          Paolo Caneva · 20 giorni fa
          ciao veronica, intanto grazie per il tuo interessamento ,immagino che li faro' entrambi ...intanto ho fatto delle verifiche sull'itinerario delle pale impianto / rifugio / condizioni neve e tutto sembra essere perfetto credo faro' quello ..di solito a livigno faccio un triathlon cross molto bello ma quest'anno non lho fatto per fare il vostro giro ed e'stato semplicemente fantastico .... grazie
    Leonardo

    Cicloviaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide montagne del suo Trentino e dei dintorni del lago d'Iseo dove abita, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, ha dedicato gran parte della vita al cicloturismo viaggiando in Nuova Zelanda, Balcani, Norvegia e molti altri paesi. Ultimamente ha trascorso dieci mesi in bici nel Sud est asiatico e ha attraversato le Ande in bici.

               

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