Il giro del Monte Gazza in MTB inizia nel borgo panoramico di Ranzo che si staglia sopra il lago di Toblino, nell'Alta Valle dei laghi. L'area del massiccio della Paganella, di cui il Gazza fa parte, si trova a ridosso delle Dolomiti di Brenta e regala ai bikers scorci meravigliosi sulle vette aguzze di dolomia...
Da Ranzo a malga di Gagia
Il giro del Monte Gazza in MTB inizia dal borgo di Ranzo dove è piuttosto facile parcheggiare. Seguendo la suggestiva strada panoramica verso Vezzano si hanno bei panorami sulla Valle dei Laghi e, in particolare, sul lago di Toblino, Cavedine e il Monte Casale, un'altra destinazione top per la mountain bike.
Al bivio per Margone si svolta a sinistra lungo la tortuosa e faticosa lingua d'asfalto che raggiunge il paese in 1,6 km. Margone è l'ultimo piccolo centro abitato prima di inoltrarsi nei boschi del Monte Gazza dove vive ancora l'orso bruno.
Una lunga e impegnativa salita asfaltata inizia poco a monte del paese in direzione di malga di Gagia. Parzialmente ombreggiata, la strada è pedalabile anche nelle giornate più calde dell'anno ma non bisogna dimenticare di idratarsi correttamente e, se si ha la possibilità, partire presto al mattino.
Si sale affrontando diversi tornanti fino a quota 1493 metri dove una rampa cementata molto ripida anticipa Malga di Gagia a quota 1548 metri.
Verso il Passo San Giovanni
Alla malga di Gagia, durante i mesi estivi, si può fare una sosta per degustare qualche prodotto tipico della zona prima di riprendere il tracciato in direzione del Passo di San Giovanni. Dall'edificio un'altra breve rampa cementata si arrampica verso un pianoro. Il percorso si trasforma in sterrato e nonostante le pendenze si addolciscano, non smette di salire. Si segue la segnaletica del sentiero 602 e finalmente i primi scorci sulle Dolomiti di Brenta smorzano la fatica. I prati d'alta quota in estate sono fioriti e animati da migliaia di farfalle. Sul sentiero può anche capitare di imbattersi in una vipera come è successo a noi, quindi avanza sempre con prudenza. Divertenti saliscendi si alternano in zona prativa fino all'ultima discesa sconnessa verso il Passo San Giovanni, nel bosco.
Discesa tecnica verso Molveno
Il sentiero 612 fa parte dei tracciati del Paganella bike ed è definito come impegnativo. Il single trail scende veloce e insidioso verso Molveno e il suo lago con passaggi tecnici, tornanti stretti, un paio di salti e, a tratti, terreno sconnesso. Per un biker mediamente preparato risulta affrontabile in sella all'85% circa. Il divertimento in discesa è amplificato dagli scorci sulle acque cangianti del lago di Molveno, 500 metri più sotto.
All'altezza dei prati di Poia il sentiero 612 diventa comoda forestale e la discesa risulta più semplice anche se, forse, meno appagante. Si raggiunge il lago di Molveno all'altezza dell'Albergo Molveno. Nelle giornate più calde nulla vieta di parcheggiare la mountain bike e rinfrescarsi con un tuffo nel bacino. Seguendo il percorso lungolago e poi la spiaggia si giunge velocemente all'inizio dello sterrato sulla riva opposta, quello che seguiremo per diversi chilometri. Il tracciato del giro del Monte Gazza prosegue superando i fortini di Napoleone (raggiungibili con una breve deviazione) e alcuni saliscendi con viste piacevoli sul lago di Molveno. Al termine del bacino uno sterrato si inoltra tra baite e alberi fino a lambire le rive del laghetto di Nembia.
Questo angolo di paradiso nel cuore del Parco naturale Adamello Brenta merita una sosta per realizzare qualche fotografia della suggestiva passerella in legno che lo attraversa o per specchiarsi nelle acque cristalline prima dell'ultima fatica.
Dal lago di Nembia a Ranzo
Lasciandosi alle spalle la piccola oasi, si percorrono pochi metri su asfalto in direzione di San Lorenzo in Banale prima di svoltare su forestale all'altezza del Pian delle Seghe. La salita, mai troppo dura, risale il crinale fino a quota 900 superando numerose baite e fontane dove rifornirsi di acqua fresca. Dopo aver raggiunto e superato il Doss della Croce, la forestale lentamente spiana affacciandosi sulle Giudicarie e sul Monte Casale. Il panorama è unico: la vista della forra del Limarò dove passa l'omonima pista ciclabile è uno spettacolo imperdibile. Una galleria scavata nella roccia anticipa la dolce discesa verso Ranzo, l'ultima parte della quale è su comodo asfalto. Il giro del Monte Gazza merita sia dal punto di vista tecnico che da quello panoramico alternando paesaggi selvaggi a quelli lacustri più turisticamente sfruttati.
Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, Il Sudafrica e Lesotho... e il #noplansjourney...
Se non siamo in viaggio, viviamo sul lago d'Iseo!
Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)!
Martinooo, scusaci:/// Siamo venuti all'ultimo indecisi tra due giri e alla fine siamo venuti li, ma saremmo felicissimi di rifarlo con una guida come te^^ Ma vieni al raduno quest'anno? saremo nel Tesino:)) DAIDAIDAI:)) ti aspettiamo!!!:D:D un abbraccio
Ciao Vero, contento di risentirci, visto che sei venuta dalle mie parti e hai fatto uno dei miei giri preferiti, se chiamavi il giro del Gazza lo potevamo fare assieme magari al contrario, sicuramente meno faticoso, più bello, con delle magnifiche varianti e posti suggestivi, completando il giro al 100% in bici. Pazienza, sarà per un'altra volta... Ciao, e salutami Leo. Martino
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
Ultimi commenti