Il bello delle nuove esperienze è che spesso fanno tappa nella tua vita improvvisamente, come delle vere e proprie sorprese! Mai e poi mai avrei immaginato di scalare Gavia e Mortirolo in bici in due giorni... mai! Ed invece, come qualcuno spesso mi ricorda, mai dire mai!
Quest'anno Valtellina e Valcamonica con la partecipazione di Instagramers Italia, dell'Rh+ e del loro più importante testimonial, Alberto Contador, hanno organizzato un fine settimana di chiusura al traffico motorizzato dei due grandi valichi alpini... una vera manna dal cielo per gli appassionati di bicicletta!!!
Fatica, sudore, incontri, parole, eroi... una dopo l'altra le due grandi salite italiane del Gavia e Mortirolo scorrono sotto le nostre ruote da cicloturismo. Immagino la sofferenza disegnata sul volto dei ciclisti del Giro d'Italia quando, non così tanti anni fa, affrontavano il Gavia sterrato maledicendo le buche e la ghiaia scivolosa e mi viene da sorridere. Il passo Gavia in bicicletta resta una bella prova per le gambe di un viaggiatore sulle due ruote, ma ora che è stato asfaltato chiunque, con calma e sangue freddo, può riuscire a superare questo muro apparentemente invalicabile.
Passo Gavia in bici, handbike o carrozzina: quando gli eroi salgono in alto
Non sono una scalatrice, la mia pendenza preferita è quella del 3%: non disturba le gambe, non fa annaspare, ma ti porta lentamente sempre più in alto. Partendo da Ponte di Legno, prima di arrivare in vista del cartello del Passo del Gavia, bisogna pedalare per oltre 17 chilometri e tutti rigorosamente in salita: da 1258 m a 2621 m, praticamente sopra le nuvole! Farlo in automobile è un gioco da ragazzi, superare il dislivello in camper è fattibilissimo nonostante la strada sia, in alcuni punti, stretta ed esposta, in moto si sgasa fin sul passo, in bicicletta si suda e fatica, in handbike e carrozzina... beh, è davvero un'impresa che, fino a qualche settimana fa, ritenevo impossibile. Non conta quanto tempo ci impieghi o se arrivi prima del tuo compagno, di solito si dice che l'importante è partecipare, stavolta voglio dire che l'importante è arrivare... soprattutto se lo fai come i due sportivi in handbike o seduto su una carrozzina come Luca Panichi. I tre ragazzi ce l'hanno fatta diventando gli eroi del Passo Gavia!
Una, due, cento donne in bicicletta
Non è un segreto: donna e bicicletta sono un binomio perfetto anche se spesso si vedono solo uomini pedalare e respirare affannosamente sulle strade di montagna della nostra penisola. Molte volte si incontrano donne in bicicletta: sono olandesi o tedesche o comunque nordiche, ma sul Gavia no, non questa volta! Ad arrancare per raggiungere l'ambito passo Gavia in bicicletta c'erano tante ragazze italiane giovani, ma anche adulte.
Ognuna pedalava seguendo il proprio ritmo, con il sorriso sulle labbra ed una grande voglia di ammirare le Alpi da uno dei valichi più belli e selvaggi che esistano! La bicicletta sulle strade del Passo Gavia era femmina!!!
Dall'alto del Gavia, solo libertà!
Due strappi duri, durissimi che arrivano a sfiorare il 16% di pendenza e poi l'asfalto non molla mai: ti stringe il copertone in una morsa incontrastabile e se cedi... è finita! Lungo i tornanti ci si incontra, ci si saluta sorridenti, si stringono i denti, chi riesce scambia qualche battuta. I panorami sono di quelli che lasciano senza fiato. Le ultime curve lasciano un po' la presa e senti che il valico è lì, a due pedalate da te, senti che ormai è fatta!!! Appena sopra il passo, una statua immacolata ti accoglie: la Madonna dei ciclisti sola soletta guarda l'orizzonte in attesa della prossima due ruote. A farle compagnia, da pochi giorni, i busti di Fausto Coppi e Vincenzo Torriani che, in occasione della chiusura del passo al traffico automobilistico, sono stati inaugurati davanti a migliaia di ciclisti, cicloviaggiatori, cicloamatori, Contador e Faustino Coppi.
Il Mortirolo in bici è tutta un'altra storia
Più basso, più corto, meno panoramico, il passo del Mortirolo da Monno è tutta un'altra storia! 10 km di tornanti e fatica, ombra ed una linea del traguardo meno scenico di quello del Gavia. Due passi in due giorni: Gavia e Mortirolo, sabato e domenica, non credevo di farcela!
Andrea con la bici da corsa ci precede, io e Leo in mountain bike siamo più lenti, ma non importa... per noi cicloviaggiatori-lumaca basta arrivare! L'asfalto chiuso al traffico è percorso da centinaia di velocipedi che salgono inesorabili fin dove la strada non può far altro che scendere, noi li seguiamo come un fiume in piena, verso quota 1852, quasi 800 metri più in basso del Passo Gavia. Lo scenario è completamente diverso: tanto bosco che ci protegge dal caldo sole estivo e scorci meno appaganti, ma il passo del Mortirolo in bici è comunque un'esperienza senza confronto, un'esperienza incredibile... anche al femminile!
Cosa vedere tra una pedalata e l'altra
A Temù, pochi chilometri oltre Ponte di Legno in Valcamonica, è stato allestito il Museo della Guerra bianca in Adamello 1915 - 1918. I reperti storici sono davvero unici ed i video aiutano a comprendere meglio la vita dei soldati lungo la linea del fronte.
Se avrete fortuna, potrete visitare il museo guidati da Walter Belotti che vi racconterà qualche aneddoto sul ritrovamento di alcuni pezzi di... Storia!
A Ponte di Legno invece, per chi non riesce proprio a star lontano dalla bicicletta anche quando non pedala, è possibile visitare la Mostra su Ponte di Legno ed il suo rapporto con il Giro d'Italia. Cimeli, documenti, oggetti curiosi ed anche la bicicletta con cui Moser fece il record dell'ora nel 1994 a Città del Messico... imperdibile!!!
Pedalare è sempre un piacere sopratutto quando capita di farlo con persone davvero in gamba come Andrea, il fondatore di Igerscycling che ha affrontato il Gavia ed il Mortirolo in bicicletta con noi! E poi, dopo chilometri e chilometri di sudore si arriva finalmente in cima e trovare il conforto ed il supporto di volti amici è fantastico! Un grazie particolare a Vania e Barbara di Adamello Ski per l'organizzazione della fantastica manifestazione sportiva, ad Orazio di Instagramers Italia per le risate e la simpatia, a Cristiano di Viaggiovero perchè è sempre un grande piacere passare del tempo con lui, a Giovanni e Morena di Epson Italia per le splendide fotografie che stampavano e regalavano a tutti i partecipanti... le nostre sono già appese per casa!!!
E' incredibile come il mondo sia piccolo e gira che ti rigira anche in cima al Gavia abbiamo incontrato una vecchia conoscenza. Fabrizio quest'anno ha viaggiato in bici fino a Londra partendo da casa, nel bergamasco... speriamo di reincontrarlo alla Stelvio bike!!!
Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, Il Sudafrica e Lesotho... e il #noplansjourney...
Se non siamo in viaggio, viviamo sul lago d'Iseo!
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19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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