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MarSet18

Greenway Varzi - Voghera, in bicicletta sulla vecchia ferrovia

La vecchia ferrovia Voghera - Varzi vive ancora.
Ci sono luoghi che restano sospesi in un limbo temporale per decenni: tutti se ne dimenticano, nessuno ci pensa più; e poi, quasi misteriosamente, l'attenzione torna ad illuminare quegli angoli di mondo conferendo loro un'aura importante, quasi eterna. Il territorio italiano, e non solo, partendo da nord, passando da est e ovest per poi giungere a sud, è punteggiato da vecchie ferrovie abbandonate e dimenticate. La sorte di questi manufatti obsoleti sembra talvolta scontata eppure, alcuni di loro, contro ogni aspettativa,  vengono convertiti in itinerari ciclabili rinascendo con sembianze simili ma differenti... una di queste storie da raccontare è quella dell'ex ferrovia Varzi - Voghera, nell'oltrepo pavese.

Mappa

 
La vecchia ferrovia Varzi - Voghera (o viceversa), a trazione elettrica, venne inaugurata nel 1931 e poi rapidamente dismessa nel 1966. Di quel passato, dopo oltre 50 anni, resta fisicamente ben poco, ma per fortuna il ricordo del convoglio che attraversava la valle trasportando i passeggeri è rimasto vivo grazie alla conversione dei binari ormai obsoleti in tracciato cicloturistico e in particolar modo alla realizzazione della pista ciclabile tra Rivanazzano e Voghera... ma andiamo con ordine!
vecchia ferrovia

Varzi e il borgo di Caposelva

Immersa nell'ambiente fluviale del cuore della Valle Staffora, Varzi conserva le sue tradizioni e la sua architettura medievale. Le torri, le merlature e il castello dei Malaspina delineano il profilo antico del paese dove si respira un'atmosfera carica di storia e profumi, quelli del torrente Staffora, punto di riferimento per i cicloviaggiatori in cammino lungo il tracciato della vecchia ferrovia.varzi
Da Varzi inizia il viaggio in bici nell'Oltrepò pavese alla ricerca dei binari perduti, alcuni tra la folta vegetazione del torrente, altri sotto l'asfalto puzzolente della strada provinciale.
Un ponte unisce Varzi alla riva orografica sinistra dello Staffora dove sorgono alcune piccole frazioni poco abitate: Cascina Cagnano, Casa Bertella e Caposelva... questa è la nostra direzione!caposelva all alba
Caposelva, silenziosa e pittoresca, è uno di quei luoghi che non ti aspetti con colori sgargianti a ravvivare le pareti delle vecchie case, un lavatoio monumentale e attrezzi agricoli consumati dall'utilizzo per le strade. Proprio da questa frazione si scende verso il torrente, prima su asfalto e poi su sterrato, per cimentarsi in un nuovo attraversamento dello Staffora, ma stavolta senza ponti. Solitamente questo corso d'acqua non ha una grande portata e quindi risulta facilmente attraversabile... bagnandosi i piedi!lungo lo staffora in bici
Una volta rientrati sulla sponda destra si incontra finalmente la traccia sterrata della vecchia ferrovia Varzi - Voghera e la festa può iniziare.
Fuoristrada sulla vecchia ferrovia
 
Se da Rivanazzano a Voghera i vecchi binari sono stati convertiti in pista ciclabile, da Varzi ciò che resta della strada ferrata è solo una fievole intuizione nella vegetazione. Un sentiero, a tratti più stretto, ripercorre il tragitto che un tempo o passeggeri affrontavano comodamente seduti nei convogli.
La prima parte dell'itinerario avanza parallelo alla strada provinciale passando da Ponte Trenna, Casa Massone, Bagnaria e Colombaia.bar climatizzato la foglia La traccia, fuoristrada ma anche a tratti su ciclabile, costeggia campi coltivati e l'alveo dello Staffora lungo il quale sono coltivati anche alcuni vigneti. Un simpatico cartello posto sopra un tavolino di legno ci racconta che il luogo dove siamo approdati è il Bar Foglia, locale climatizzato. A Ponte Nizza, dove il torrente Nizza termina il suo viaggio nello Staffora, si può riempire la borraccia e fare uno spuntino prima di raggiungere Casa Lucchelli e attraversare nuovamente il rio. fioritura estiva
Anche in questo tratto, come all'inizio dell'itinerario, le tracce della vecchia ferrovia Varzi - Voghera in bici si perdono  e, per evitare la trafficata Sp461,  si è costretti a pedalare verso Biagasco.
Niente paura: lo sterrato si trasforma in una strada secondaria piacevole, senza traffico nè pericoli.
Tra vigneti, prati verdi e i tipici paesaggi collinari al confine dell'Oltrepò Pavese con la provincia di Alessandria si raggiunge la chiesetta del Groppo che anticipa di poco l'ingresso alla frazione di Biagasco. Biagasco, nel comune di Pozzol Groppo, già in provincia di Alessandria, ci guarda poco più in alto ma invece che raggiungerla, svoltiamo verso destra in direzione di altre cascine, Osteria Nuova e Godiasco.

Asfalto o sterrato, questo è il problema...

A Godiasco, con i resti delle mura del 1400 e il palazzo Malaspina, si può decidere se proseguire su sterrato o su asfalto, in base alle preferenze di ciascuno. 

Variante su asfalto

La variante per chi predilige l'asfalto non attraversa il ponte sullo Staffora per raggiungere Godiasco ma resta sulla riva orografica sinistra. Con un dolce saliscendi la strada raggiunge Montealfeo, dove si trova un suggestivo castello, per poi proseguire verso Montaghella, frazione del comune di Godiasco Salice Terme e, poco oltre, Salice Terme, dove la variante si ricongiunge con l'alternativa sterrata. La lunghezza di questa proposta è di circa 2,5 km. varzi voghera in bici
Variante su sterrato

Se all'asfalto si preferisce una pedalata su sterrato nell'ambiente fluviale dello Staffora, dopo aver raggiunto Godiasco,  si imbocca il tratto di ciclabile lungofiume, tratto che presto diventa un single trail divertente nel bosco. Tra la bassa vegetazione dell'alveo e gli sporadici alberi, con un po' di attenzione, si può scorgere il picchio verde in volo. I single trail si alternano a sterrati più ampi fino al campo sportivo dove un cancello ci permette di accedere alla strada promiscua per Salice Terme. In poche pedalate ci si ricongiunge con la traccia proveniente da Montealfeo su asfalto. Questa variante è leggermente più lunga e difficile da trovare (consiglio l'utilizzo del GPS!) della prima proposta.

Salice Terme e la ciclabile

Salice Terme, come già racconta il nome, è una località dell'Oltrepò pavese celebre fin dall'epoca romana per le acque termali. Ancora oggi sono tanti i turisti che raggiungono la Valle Staffora per concedersi una vacanza relax all'insegna del benessere. L'itinerario della vecchia ferrovia Voghera - Varzi a Salice Terme scende, lungo un facile sterrato, fino alla ciclabile in prossimità del torrente. Dopo una prima parte dell'itinerario poco frequentato tra Varzi e Salice Terme sembra incredibile incontrare così tanti ciclisti  tra i quali anche famiglie con bambini.
Solo un chilometro separa Salice da Rivanazzano dove, dopo un altro attraversamento dello Staffora su strada condivisa, si riprende la pista ciclabile che conduce fino a Voghera.

Greenway tra Rivanazzano e Voghera

La parte più complessa e impegnativa del tracciato termina a Rivanazzano quando ci si ritrova sulla piacevole pista ciclabile. vecchi binari varzi vogheraDa qui in avanti perdere la retta via risulta impossibile e quindi ci si può dedicare con più attenzione alla ricerca di dettagli o a fotografare le ultime propaggini collinari dell'Oltrepò. Sulla ciclabile, in località Retorbido, si incontra un colorato bicigrill chiamato Il Casello che è stato realizzato ristrutturando una delle vecchie stazioni del percorso.bicigrill il casello Questo è uno di quei luoghi dove fare una sosta rilassante o dove controllare la pressione delle gomme.
La pista ciclabile continua il suo tragitto in pianura verso Codevilla e i boschetti che anticipano l'ingresso nel territorio di Voghera. Un suggestivo tratto di ciclabile si inoltra nella fitta vegetazione superando anche un sottopasso.ciclabile verso voghera Altre cascine fanno da sfondo all'itinerario prima di attraversare un'ultima volta lo Staffora e giungere nel centro abitato della città di Voghera dopo 38 km di pedalata.

Continuando a pedalare: da Voghera a Pavia

Se vuoi continuare il tuo viaggio in bici verso Pavia puoi seguire la Via dei Malaspina che attraverso le campagne del pavese, in una delle sue tappe, collega proprio Voghera a Pavia. la via dei malaspinaL'itinerario, più lungo e impegnativo della sola tratta Voghera - Pavia, mette in comunicazione il capoluogo di provincia a Bobbio, in Val Trebbia, dove si incontra la Via degli Abati ed è una delle alternative alla più popolare Via Francigena. via dei malaspinaLa Via dei Malaspina, che deve il suo nome a quello della famiglia di nobili italiani citati anche da Dante all'interno del suo purgatorio:
"La fama che la vostra casa onora, grida i segnori e grida la contrada, sì che ne sa chi non vi fu ancora; e io vi giuro, s’io di sopra vada, che vostra gente onrata non si sfregia del pregio de la borsa e de la spada.",
è munita parzialmente di segnaletica e da Voghera, su sterrati e strade secondarie, raggiunge il fiume Po e il ponte coperto di Pavia in circa 34 km. ponte coperto pavia

Cosa assaggiare sul tracciato della vecchia ferrovia Varzi - Voghera

La zona dell'Oltrepò pavese ha una tradizione enogastronomica interessante: oltre ai numerosi vini, ben 36 DOC tra rossi e bianchi (come vini rossi non mi dispiacciono il bonarda e il buttafuoco), l'area vanta anche una DOCG nello spumante Oltrepò pavese metodo classico.
Altri prodotti tipici da nominare ( e da assaggiare!) sono: il salame di Varzi, la mostarda e il peperone di Voghera, una specialità di gnocchi chiamata i malfatti, una frittella di acqua e farina che accompagna dolci o salati chiamata schita, il bollito misto e i Brasadè di Staghiglione.
Se vuoi seguire altri itinerari ciclabili sulle vecchie ferrovie, in Italia e nel mondo, trova il tuo percorso nell'elenco delle ferrovie dimenticate che abbiamo già percorso!
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Veronica

Classe 1983 (mi han detto che ne sono nati di matti quell'anno...), dopo aver vissuto 6 anni in Trentino, da 3 anni scorrazziamo in MTB sui sentieri del Lago di Iseo.
Dopo aver girato l'Europa e l'Italia con i miei genitori, per la maturità mi sono regalata un viaggio in 2 cavalli da Milano a Praga (un fiorino ha interrotto il nostro viaggio verso Mosca facendoci ribaltare su una strada slovacca).
Ho lavorato in tanti posti diversi ma poi, al momento che ritenevo giusto, ho mollato tutto senza alcun rimpianto per volare in Nuova Zelanda dove ho viaggiato per cinque mesi. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e poi non ne ho potuto più fare a meno così, dopo alcune brevi esperienze in Europa, nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico.
Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)

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