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Gio20Giu
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Classico giro del Barolo: in bici nelle Langhe del buon vino

Ecco una nuova prima volta.
Il classico giro del Barolo in bicicletta ci permette di  conoscere in un batter di pedale il cuore enogastronomico del Barolo e delle Langhe. Lungo questo tracciato, che sfrutta strade asfaltate poco battute dalle automobili, si trovano le più grandi e famose cantine delle Langhe.
Per scoprire questo prezioso territorio sono accompagnato da Alberto Mutti, architetto di professione ma soprattutto appassionato sportivo e guida ciclistica, presidente di Bikexperiences a.s.d, che, tra le varie attività dedicate alle “due ruote”, organizza e promuove eventi per far conoscere al mondo uno dei patrimoni dell’umanità secondo l’Unesco.

Mappa

Nel feudo del Barolo e di Cavour

castello grinzane cavour

Partenza dalla splendida Dimora San Carlo, elegante quanto accogliente, che presenta un notevole panorama sui vigneti e il paese di Roddi. Come detto il percorso ad anello insiste su strade asfaltate dove il cicloturismo la fa da padrona. Questo itinerario infatti rappresenta per ogni cicloamatore l'occasione per respirare il vero spirito della Bassa Langa, allo scopo di comprenderne il legame tra uomo e territorio.
Il tracciato presenta però una imprescindibile appendice in quanto presso località Gallo Grinzane svoltiamo a sinistra per giungere in un attimo al Castello di Grinzane Cavour, il quale si trova in uno dei paesaggi più pittoreschi della Langa. L’imponente costruzione, restaurata 50 anni fa circa, è sede dell’enoteca regionale piemontese Cavour. Esso presenta una solenne vetrina dei migliori vini piemontesi, il museo delle Langhe, con un ristorante e una caffetteria. Un vero peccato trovarlo chiuso.
unesco
Inizio a rendermi conto del mare di colline sulle quali l’uomo ha innestato infiniti filari di vigne, per la precisione di nebbiolo. Nel frattempo la storia inizia a farsi largo nelle pieghe di questo ambiente unico. Dietro ogni vino esiste un intreccio avventuroso e in particolare il Barolo lega il suo nome ad uno dei principali artefici del nostro Risorgimento: Camillo Benso conte di Cavour.
Storia singolare la sua. Il giovane Camillo venne confinato a Grinzane in quanto definito dal padre “carbonaro impenitente” (da noi si direbbe un punk anarchico…) e nominato sindaco in quanto i famigliari possedevano più della metà dei terreni del comune (fantastico...). Cavour non era certo stupido e non mancava di iniziativa; si applicò per migliorare la produzione del nebbiolo con tecniche moderne. Certo è che ci mise almeno tre lustri per arrivare al prodotto desiderato, il Barolo, ma le sue regole valgono tutt’oggi.

Il balcone sulle Langhe: La Morra

Ritorniamo sui nostri passi e attraversata località Uccellacci iniziamo a salire in direzione del paese di La Morra. Prima però, lungo la strada che porta a frazione Annunziata, passiamo presso un imponente cedro del Libano, che è diventato un segno, quasi un simbolo distintivo di queste campagne.
cedro del libano
La Morra è un tipico borgo medioevale fondato nel II millennio. Con lo scopo di dissodare le colline attorno alla città di Alba Pompeia nacque il villaggio di Murra sulla cima del colle (Murra significa recinto per le pecore). È davvero il balcone delle Langhe, essendo il punto panoramico più alto della zona. In particolare da piazza Castello, dove svetta la torre municipale del XVIII, è possibile ammirare l’incantevole belvedere in direzione est – sud – ovest.
Da questo palcoscenico si comprende bene la morfologia del territorio, per lo più collinare, coi rilievi a catena e le ampie distese di campi destinati alle colture, sostanzialmente vigneti. Tali colline hanno un andamento dolce, digradando lentamente verso i pianori.
Borghi, castelli e torri che si ergono dalle punte delle colline sono i testimoni silenziosi ed indelebili di altri tempi: la storia romana, il medioevo, Napoleone e le grandi casate nobiliari dell’800.
panoramica1
Alberto mi spiega che la vocazione di questo territorio per il buon vino è esplosa con rinnovato vigore negli ultimi 20 anni. Grazie anche alla globalizzazione e all’avvento di internet si è voluto puntare maggiormente su una monocoltura di pregio, con risultati all’occhio ed al palato del tutto apprezzabili (qui sorge forse un paradosso in quando da sempre sono astemio ma ciò non mi impedisce di essere obiettivo).
Dalle ripide vie selciate di La Morra scendiamo sotto un sole battente per lambire il castello della Volta, una costruzione del XIV secolo purtroppo in pessimo stato di conservazione, e con una serie di tornanti perveniamo al paese che dona il nome al vino più famoso: Barolo.

Una successione di borghi, paesaggi e suggestioni

Il centro di Barolo è naturalmente affascinante, con l’imponente profilo del castello Falletti che è un modello di rara vivacità turistica e culturale. Ne è un esempio Collisioni, il festival di letteratura e musica che si tiene qui in giugno e luglio.
Da molto è trascorso mezzogiorno quindi la fame bussa al mio stomaco. Ci accomodiamo all’aperto nella veranda di in uno dei tanti ristoranti di questo suggestivo borgo, la Cantinetta. Naturalmente vado alla scoperta della cucina locale, ottima fra l’altro: gusto i tajarin tirati a mano, sottili e gialli all’uovo, la tagliata di Fassona con verdure fresche e infine come dolce il bonet.
Anche grazie a questo pranzo mi rendo conto che le Langhe si sono trasformate davvero un laboratorio culturale, dove la tradizione si è fusa con la modernità: il fare il vino e l’andare per tartufi sono diventati pratiche quotidiane e veri e propri atti simbolici.
Ricordo allora alcuni dei prodotti tipici locali che portano ad una ristorazione di qualità (la concentrazione di ristoranti stellati è imbarazzante): tartufo, formaggio, miele, nocciola e salciccia.
barolo
Il nostro giro prosegue in un vorticoso quanto armonioso sali e scendi sulle colline, incrociando due altri blasonati paesi: Monforte e Serralunga d’Alba. Visitiamo le strette vie del centro storico di Monforte d’Alba, comune bandiera arancione del Touring Club, risalente all’anno mille. Tale piccolo gioiello della Langa si distingue per la presenza di numerosi ristoranti, cantine e vinerie di alto livello.
panoramica2
Presso la cappella di Santa Maria della Neve, oltre ad esservi una fontana, incrociamo la segnaletica del percorso denominato Bar to Bar che, lungo state sterrate e sentieri immersi nei vigneti, collega Barolo a Barbaresco. I cartelli bidirezionali hanno il codice rosso e bianco dei sentieri utilizzato per il trekking, oltre ad una apposita segnaletica rivolta ai bikers. Da questa sella distinguiamo a ovest i pregiati vigneti del barolo e nebbiolo, ad est quelli del dolcetto d’Alba e del barbera d’Alba. 
A proposito, ricordo che dalla cittadina di Alba passa anche la traversata di Leo e Vero delle Langhe, Monferrato e Roero in bicicletta.
fontana fredda
Ultima nostra tappa è la tenuta di Fontanafredda, acquistata dal primo re d’Italia Vittorio Emanuele per appartarsi dalla corte, andare a caccia e stare col suo amore, Rosa Vercellana, detta anche la “Bela Rosin” e i due loro figli. Questo rapporto fu parecchio osteggiato, pure da Cavour, per ovvi motivi di differenza di casta, età e per il fatto che il re era già sposato. Nonostante le avversità rimasero assieme e riuscirono a sposarsi nel momento in cui la regina morì. Un’altra storia incredibile, come la grandezza e la bellezza di questo luogo. Piccolo particolare: le botti in cantina contenevano già all’epoca 20.000 litri di vino.
In breve tempi ricalchiamo la strada fatta in mattinata per tornare alla Dimora San Carlo. Faccio notare che questo nostro tour segue in parte l’itinerario de “La Classica delle Langhe”, anche se in senso opposto (il nostro giro può essere fatto in entrambi i sensi) e che alcuni anni fa si tesse la cronometro Barbaresco - Barolo al giro d’Italia.
E domani si replca; in MTB sulle colline delle Langhe saremo ancora protagonisti.
Cosa mi resta di questo classico giro del Barolo in questa calda e soleggiata giornata? Io credo lo stupore, lo stesso che ha reso possibile la candidatura del sito Langhe - Roero a patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco.
la morra

Dimora San Carlologo Bike Hotels Italia

Dormire a Roddi

copertina dimoraLa Dimora San Carlo è un luogo speciale in cui rifugiarsi lontano dal rumore, per godere della pace assoluta, immersi tra i vigneti del Barolo, ed al contempo con la comodità di essere vicinissimi agli storici borghi delle Langhe - Roero. Una struttura di alto livello, con un particolare occhio di riguardo per il mondo della bici.

Informazioni aggiuntive

  • Durata: Fuggitivo (1 giorno)
  • Luogo: Piemonte
  • Dislivello: 501 - 1000 m
  • Lunghezza: 47 km
  • Tipo di tracciato: 100% Asfalto
  • Difficoltà: Micro avventura
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Luca Gotico

Trentino D.O.C., vivo nella splendida conca del Garda, che adoro. Appassionato di MTB e montagna, arte e cultura. Mi diletto ad esplorare il nostro Trentino, non solo dall'alto della sella di una bicicletta. Non disdegno nemmeno visitare moste e musei d'arte.
In una sola espressione: amo la libertà.

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