Il lago di Carezza è un bacino lacustre dell'Alto Adige molto visitato soprattutto durante il periodo estivo. Partendo da Trento, si può prendere comodamente l’autostrada del Brennero (A22) che segue la Valle dell’Adige fino a Bolzano. A Bolzano nord, è necessario uscire seguendo le indicazioni per la Val d’Ega (il pedaggio non è eccessivo, solo 3,90€, ma vi eviterà di perdere tempo passando sulla statale o attraversando tutti i paesini). La Val d’Ega è particolarmente stretta e sinuosa fino al paese di Nova Ponente e poco abitata: forse proprio per il fatto che durante la stagione freddae, il sole da queste parti non si vede quasi mai e la temperatura rimane bassa durante tutta la giornata.
Risalendo la Val d'Ega si giunge presto a quota 1520 m dove si può finalmente ammirare il lago di Carezza. Dalla strada, svoltando sulla sinistra si può parcheggiare in uno spiazzo sterrato (durante l’alta stagione il parcheggio è a pagamento!!) e poi, attraverso un sottopassaggio che è chiuso durante la bassa stagione (non preoccupatevi: basterà semplicemente attraversare la strada asfaltata per raggiungere il lago), arrivare direttamente ad affacciarsi sull'itinerario che percorre il periplo del lago. Il panorama è fin da subito mozzafiato: davanti al piccolo specchio d’acqua si stagliano verso il cielo le maestose guglie del Latemar, uno dei gruppi dolomiti più sottovalutati, ma anche meno noti al turismo di massa. Tra le altre cose il Latemar in MTB è un must da non mancare se si amano le due ruote grasse.
Durante le prime luci del mattino, le cime di questi colossi rocciosi si tingono di rosa e giallo e gli immensi boschi di sempreverdi, che sembrano separare le montagne dal lago, completano questa cornice da fiaba. Il tempo di percorrenza necessario a seguire ill lago di Carezza è di circa 20 minuti e non offre scorci indimenticabili come quello dalla piattaforma di legno subito davanti al parcheggio.
Se amate la fotografia...
il paesaggio è davvero straordinario dopo le intense nevicate stagionali, quando le montagne si tingono di bianco ed il lago di Carezza non è altro che un opaco piatto di ghiaccio circondato dai boschi di abeti e pini silvestri che ricordano quelli del presepe dopo un’abbondante utilizzo di cotone. Durante le prime luci dell'alba fino a mattinata inoltrata, il lago resta all’ombra e solo le cime del Latemar si illuminano colorandosi delicatamente per offrire agli avventori uno spettacolo gratuito da non perdere.
Scoprendo i dintorni del lago di Carezza
Terminata la visita al lago, è possibile tornare verso Bolzano attraversando la valle di Tires dopo aver percorso parzialmente la strada che conduce al Passo di Costalunga, ma deviando poi verso il Passo Nigra, sito a 1688 m. Lungo la lingua d'asfalto che taglia senza pietà la valle si riescono a scorgere le dolomiti del Rosengarten, dell Catinaccio di Antermoia e dello Scilliar. Non lontano dal valico alpino del Passo Nigra, si incontra il paesino di San Cipriano dove è consigliabile una sosta per ammirare nuovamente i panorami montani che, in questo caso, concedono di osservare anche il Corno Bianco ed il Corno Nero, nei pressi del Passo degli Oclini. Si ridiscende la valle di Tires, ben diversa dalla val d’Ega: più luminosa ed ampia, punteggiata di minuscoli agglomerati di case e pendii erti disegnati dai terrazzamenti di viti. Dalla strada della valle si riesce a scorgere una maestosa fortezza che, dal culmine della collina, domina l'altopiano sottostante: è il castello di Prò’sels. Durante il periodo estivo è possibile visitare la fortezza quasi ogni giorno, in bassa stagione è invece necessaria la prenotazione per potervi accedere. Ai più curiosi, consigliamo di passeggiare lungo il sentiero che costeggia l'intera fortificazione, diramandosi poi verso la fine per raggiungere una torre del XIII secolo costruita un po' più in alto del castello. Il percorso è più che altro una passeggiata rilassante nel verde e per completarlo non impiegherete più di 8 minuti (visita alla torre esclusa).
La leggenda di Ondina...
La bellissima Ondina era una ninfa che abitava nelle acque del lago di Carezza. Lo stregone del Latemar colpito dalla beltà della ninfa tentò più volte di rapirla invano. Un giorno la Stria del Masarè consigliò allo stregone di attirare la ninfa fuori dall'acqua con un arcobaleno, ma Ondina, non appena vide lo stregone fuggì spaventata. Dalla rabbia lo stregone del Latemar lanciò l'arcobaleno nell'acqua rompendolo in mille pezzi. Le acque del lago di Carezza, da quel giorno, rispecchiano tutti i colori dell'iride! Nelle acque del bacino è stata portata una statua di bronzo di Ondina, la ninfa leggendaria del lago di carezza!
Gli appassionati di outdoor troveranno nei dintorni del lago di Carezza molti sentieri ed itinerari stimolanti. In MTB, come anticipato, vi consigliamo di divertirvi, anche con la vostra famiglia se volete, percorrendo il Giro del Latemar, questa volta in senso orario. Mentre dal passo Nigra potrete seguire a piedi o con le ciaspole il Trekking fino a Malga Costa sotto l'altopiano dello Sciliar.
Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, Il Sudafrica e Lesotho... e il #noplansjourney...
Se non siamo in viaggio, viviamo sul lago d'Iseo!
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19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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