Rocco Papaleo cantava “Tu che ne sai, l'hai vista mai Basilicata is on my mind”, in effetti se se ci vai per la prima volta è la fine. Ti rimane non solo nella mente ma soprattutto nel cuore, l’atmosfera che si respira è unica, la senti, la riconosci. Colline verdi, gravine e chiese rupestri, pedalata dopo pedalata ti senti coccolare dai sali e scendi della Murgia materana che ti fanno compagnia.
Partiamo da Matera direzione Taranto, l’antico percorso della via Appia, svolta a destra e su verso la murgia in contrada Murgia Timone.
Tra Basilicata e Puglia
Siamo subito rapiti dai
primi insediamenti rupestri, nicchie e camere ricavate nella pietra costeggiate dal
torrente Gravina che scorre tra le insenature. L’importanza di questi luoghi è data dal rinvenimento dei primi insediamenti umani che risalgono al
Paleolitico, favoriti dai fiumi e dalle aree fertili.

Seguiamo la strada che costeggia l'area fino ad arrivare al
punto panoramico che si apre con questa vista spettacolare su tutta
Matera. L’impatto è davvero suggestivo, di fronte, come una foto panoramica, le case che si arrampicano sulla pietra, a sinistra le montagne con le cime ancora innevate e a destra la murgia che scende verso i confini di Puglia, il
parco della Murgia Materana.

Seguiamo la strada che
da asfalto diventa sterrato, si sale sempre di più, tra i campi verdi e i pascoli delle podoliche che con i loro campanacci fanno da colonna sonora, iniziamo a scendere, incrociando la strada che porta a
Ginosa. In pochi chilometri siamo in Puglia, la strada scende sempre di più. Ti consiglio una sosta per visitare il
centro storico incastonato nella bellissima gravina, fa parte della
Comunità Montana della Murgia Tarantina. Lasciamo il paese, direzione
Montescaglioso: la strada è scorrevole, curve, lunghe discese e il vento a volte ci frena, a volte ci aiuta.

Ci ritroviamo a un bivio: a destra si ritorna verso Matera, a sinistra si sale per Montescaglioso. La curiosità e l’adrenalina prendono il sopravvento così non ci pensiamo due volte: si inizia a salire.
Di fronte a noi il paese arroccato a più di 300 metri di altezza e
i tornanti pronti ad essere conquistati. Iniziamo
questo “ballo” dolce e deciso, tornante dopo tornante, sulle nostre, il
volo dei nibbi che sfruttano le correnti e i venti. Il panorama è sempre più suggestivo, i battiti aumentano, le case si fanno sempre più vicine.

Siamo su,
“Benvenuti a Montescaglioso, la città dei Monasteri”. Il centro storico è bellissimo, la splendida
abbazia di San Michele Arcangelo imponente vicino ad un balcone che si affaccia su tutta la valle, la porta Sant’Angelo. Da questo punto è possibile vedere il torrente Gravina, che è il confine naturale tra la murgia e la valle del Bradano.

Sosta, panino, rifornimento e via, direzione
Matera per il rientro. Tornante dopo tornante siamo sulla provinciale che collega la città dei Sassi. Svolta a destra e imbocchiamo l’
itinerario che corre lungo la vecchia ferrovia, adesso itinerario ciclabile. Bellissimo! La
strada bianca risalta ancora di più tra il verde delle colline che risalgono la murgia. Il percorso segue l’andamento dell’antico binario, il verde della macchia ti striscia di fianco, rigogliosa e folta. Pedala e ancora pedala, la ferrovia si inerpica su vecchi ponti che costeggiano la gravina
, i falchi grillai ci fanno compagnia e l’arrivo nella città dei Sassi, chiude questo splendido itinerario dai contorni e il carattere deciso della pietra. Il senso di pace e benessere ti restano nella mente.

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