L'idea
1°tappa: Torino – Sospel (per il Col de Tende ed il Col de Brouis)
Riprendo ben presto il viaggio che comincia a presentare le prime lievi salite: Verzuolo, Costigliole Saluzzo arroccata sulle rive del torrente Varaita, Busca. La campagna pedemontana ricca di frutteti caratterizza questo tratto del percorso fino a raggiungere Borgo San Dalmazzo. Imbocco la Strada Statale 20 del Col di Tenda ed inizio a salire, dapprima dolcemente verso Roccavione e Robilante, poi si inizia a fare sul serio e raggiungo Vernante dove mi fermo per un lauto pranzo all’osteria del Cavallo Bianco: pasta asciutta, bistecca ed un buon caffè. Durante il pranzo apprendo da alcuni commensali più informati di me che il passaggio per il Colle di Tenda è ancora sbarrato dalla presenza di neve copiosa, non solo sul versante piemontese, ma anche su quello francese rivolto verso sud e verso il mare. La notizia mi preoccupa non poco, dato che il passaggio attraverso il tunnel, oltre a costituire un pericolo, è vietato al transito delle biciclette. Mi dico che una soluzione la troverò, magari qualche gentile e facoltoso automobilista proprietario di una automobile spaziosa mi offrirà, su cortese richiesta da parte mia, un passaggio attraverso la galleria, e rimonto in sella fiducioso.
Mi aspetta la parte più faticosa della salita verso il tenda, ovvero i sei tornati di Limone Piemonte e la rampa finale che porta all’ingresso del traforo; il pranzo appena consumato mi appesantisce leggermente le gambe, e decido quindi di non forzare assolutamente la pedalata per non rischiare congestioni. Tutto procede per il meglio e verso le 15 giungo all’ingresso del tunnel; effettivamente i pendii che sovrastano la zona sono ancora abbondantemente ricoperti di neve e decido di non perdere tempo per andare a vedere di persona l’impossibilità di passare per il colle.
Mi do subito da fare per trovare un passaggio in macchina; la cosa risulta subito difficoltosa a causa del fatto che siamo a ridosso di un periodo di ponti che la maggior parte dei passanti ha deciso di trascorrere insieme a tutta la famiglia trasportando al proprio seguito una quantità di bagagli indescrivibile: impossibile trovare spazio per la mia bicicletta e per il sottoscritto! Aspetto due turni di passaggio regolati dal semaforo che ogni quarto d’ora inverte il senso di marcia nella galleria e poi desisto: un passaggio, oggi, non lo troverò mai, mi dico, e decido di provare l’azzardo: attraversare il traforo in sella. Mi accerto, guardingo, che non sia presente una pattuglia di Carabinieri o della Polizia al di là della sbarra, monto la pila frontale sul casco, accendo il retro fanale, e dopo aver lasciato passare la fila di automobili in attesa, mi lancio il più velocemente possibile nelle viscere della montagna. Il rumore dei ventilatori è inquietante: il boato amplificato dall’eco ricorda il ruggito di un animale feroce, e ho l’impressione che la montagna voglia inghiottirmi. Per fortuna la strada è in leggera discesa e questo mi permette di procedere a circa 30 km/h, velocità sufficiente ad evitare che io incontri veicoli provenienti in senso contrario durante il transito nella galleria. Alla fine sbuco alla luce in territorio francese tra gli sguardi sbigottiti di alcuni automobilisti fermi in attesa del loro turno, ma ormai è fatta! Mi fermo al primo tornante per togliere la frontale dal casco per non destare sospetti e riprendo la discesa lungo la Valle della Roya.
Attraverso il paese di Tende, sede del famoso museo delle Meraviglie, che raccoglie reperti archeologici antichissimi provenienti dalla vicina Valle delle Meraviglie dove uomini primitivi hanno lasciato stupendi graffiti sulla roccia che rappresentano scene di caccia a fine propiziatorio.
In breve raggiungo Breil sur la Roya, dove si innesta la valle laterale che risale al Col de Brouis che mi permetterà di raggiungere Sospel, il villaggio dove ho deciso di pernottare in vista della salita al Col de Turini che ho intenzione di affrontare l’indomani. Dai 1250 m del Tunnel sono nuovamente ridisceso a soli 360 m di quota, ed ora devo risalire fino agli 879 m del Col de Brouis… wow! Gambe in spalla nuovamente!
In circa mezz’ora di danza tra le curve arrivo finalmente a Sospel, che si presenta come un graziosissimo villaggio con le case in pietra con le facciate intonacate di vari colori che si affacciano sul torrente; le due sponde del corso d’acqua sono unite da un vecchio ponte medioevale in pietra al centro del quale si eleva una torre che forma un arco sul passaggio pedonale sottostante.
Il contachilometri della bicicletta segna 178 km percorsi, con un dislivello in salita che stimo di circa 1600 m.
L’atmosfera è sospesa nell’attesa dell’ora di cena e la placida popolazione locale passeggia tranquilla tra i vicoli dell’antico borgo, appena indaffarata a svolgere le ultime commissioni della giornata. Tra le varie insegne che si susseguono sulla via principale che scorre parallela al torrente leggermente infossato fra muri di contenimento vado alla ricerca di quella che indica la possibilità di passare la notte; proprio di fronte all’antico ponte si trova una piccola pensione che sembra proprio fare al caso mio. Provo a suonare numerose volte al campanello senza ottenere risposta alcuna; dopo qualche minuto mi si avvicina un’anziana signora che mi suggerisce di provare a cercare i gestori della piccola locanda in un negozio di cibo per cani dall’altra parte del corso d’acqua. Anche là non trovo nessuno, e quando torno a provare a suonare il citofono, la signora di prima, di ritorno dalle sue commissioni serali, mi si avvicina di nuovo e mi chiede notizie sulla mia ricerca. Dopo qualche minuto, durante i quali io mi arrabatto a parlare in francese inventando parole dal suono francesizzato, la gentile signora mi chiede da dove vengo, e una volta appreso che arrivo dall’Italia, esclama in perfetto italiano di essere italiana anche lei: è nata a Tenda, quando tutta la regione nella quale mi trovo, inclusa Nizza, era ancora inclusa tra i confini patri! Un tuffo nel passato grazie ad una testimonianza diretta! La signora mi racconta di quando era giovane e frequentava le scuole italiane nella vecchia Tenda, ora divenuta Tende.
Invio l’ultimo messaggio alla moglie ed alla mamma, la quale che confessa di aver seguito costantemente sulle mappe del suo Ipad il mio girovagare per la pianura e per le montagne, quasi fosse il capo della mia piccola spedizione ciclistica. La cosa mi diverte moltissimo, e continuerò nei giorni successivi a tenerla informata nel modo più preciso e dettagliato possibile sui miei spostamenti.
Due passi serali sotto un cielo cupo di nuvole alla luce calda dei lampioni che illuminano il vecchio ponte concludono questa prima stupenda giornata di viaggio.


















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