Due giorni di viaggio (ma non in bici), due lunghe giornate attraverso i Balcani, un pochino già esplorati da Leonardo in bicicletta 4 anni fa, due giorni di trepidante attesa prima di iniziare a scoprire in bici l'Albania, la terra delle aquile e dei discendenti degli illiri.
Ti dirò la verità: dopo aver oltrepassato il confine fra Montenegro e Albania ed essermi resa conto della guida spericolata del popolo albanese... ho sudato freddo al pensiero di solcare le strade bucherellate dell'Albania in bici.
Dopo una partenza turbolenta zigzagando fra crateri e automobili, la strada è però diventata nostra...
Sognando verdi colline nel caos motorizzato
Siamo entrati in Albania ma non sappiamo ancora se usciremo: l'assicurazione dell'automobile che abbiamo parcheggiato a Fier non è valida in questa nazione, ce lo ha riferito il doganiere di confine (che ci ha fatto passare ugualmente!), noi non ce n'eravamo accorti. I controlli della polizia sulle strade sono davvero numerosi ma per ora li abbiamo scampati tutti e, dopo quasi 200 km, è stato un gran sollievo parcheggiare l'auto ed inforcare le biciclette per iniziare il nostro viaggio vero e proprio.
Fier è una cittadina situata 35 km a nord di Valona, nell'entroterra albanese. Ad una manciata di chilometri da Fier sorge il sito archeologico di Apollonia, una delle perle storiche del paese che per ora non abbiamo ancora visitato.
Lasciamo il parcheggio dell'albergo che ospiterà la cara vecchia Volvo per i prossimi giorni (2€ al giorno!) e ci immergiamo in una nube tossica inverosimile. La testa inizia subito a farmi male mentre ci districhiamo alla meglio fra tombini scoperti, voragini dell'asfalto e automobili impazzite. Il traffico sembra quello dell'ora di punta e la strada è piuttosto stretta e malridotta da non permetterci di avere una traiettoria tutta nostra, zigzaghiamo. Ho paura, lo ammetto! Le borse mi sbilanciano e i continui rallentamenti delle auto in coda mi tengono con il respiro mozzato. Spero solo finisca in fretta... In bici i paesaggi di questa zona dell'Albania scivolano via lentamente: brulle colline, impervie montagne, pascoli violati da torri di rifiuti disordinati e puzzolenti, i pastori che invadono la strada con le loro greggi riportando un po' di sana tradizione in questo marasma da tempi moderni... tutto sembra seguire un ritmo a noi sconosciuto, ma non per questo meno affascinante e senza senso.
L'Albania della pastorizia
A Levan tutto cambia: i veicoli che ci soffiavano violentemente addosso chili di polveri sottili e smog scompaiono deviando sull'asfalto appena rifatto dell'autostrada, rimaniamo soli! Ogni buca, ogni belato, ogni voce sembra poesia: scivoliamo nella pioggerellina in bici, in Albania, pedaliamo senza più il timore di venire stirati ed inamidati in un sol colpo. I campi sembrano più verdi e le montagne più maestose, anche i fiumiciattoli violentati nelle proprie tonalità da sacchetti di plastica e pneumatici, ora appaiono più lindi mentre percorrono gli ultimi chilometri prima del Mar Adriatico. Dolci saliscendi (almeno per oggi, domani vedremo), chi l'avrebbe detto che un viaggio in bici in Albania sarebbe stato così piacevole? Ci speravo, ma non potevo esserne certa! Ora sono positiva e serena, ma basta un istante per farmi ricredere...
Un movimento in lontananza, due, tre e prima di rendermi davvero conto di ciò che stà per succedere, stò già spingendo sui pedali con tutta la mia forza. Bastano pochi secondi e ci sono addosso: tre cani selvatici di media stazza mostrano i denti aguzzi e si preparano all'attacco. Leo attira la loro attenzione ma non accelera subito, sembra quasi che li stia aspettando, non capisco.
Il capobranco cerca di azzannare una borsa, non ci riesce. Ci inseguono veloci per qualche centinaio di metri, ma a me sembra un'eternità. Non riusciamo a staccarli, ma è solo questione di una manciata di secondi: Leo con un ghigno malefico ingrana la quinta lasciando indietro i cani con la lingua a penzoloni.
La strada riprende a salire fra gli ulivi argento che punteggiano il paesaggio. Uno strappo di 600 metri che toglie il fiato ma che regala degli scorci dell'Albania più autentica: un monastero ortodosso su un colle, un villaggio, due ragazzi pastore, un allevatore di tacchini con il suo piccolo tesoro...
Valona all'orizzonte
Ci alziamo di quota lungo l'ultima salita della nostra prima tappa in bici in Albania. Il gps, una volta raggiunta Valona, segnerà 35 km di buche e asfalto martoriato dal tempo.
Nell'ultimo tratto della nostra giornata in sella abbiamo notato molti vecchi bunker del periodo comunista, si dice ne siano stati costruiti oltre 700000 in tutta l'Albania e che siano praticamente industruttibili, un'eredità di cui gli albanesi farebbero volentieri a meno... credo! Dalla cima della salita, dove un mosaico ci ricorda che siamo a Shqiperia, si vede Valona ed il mare alle sue spalle.
Ci lasciamo trasportare dalla brezza marina fino in città... il cielo è quasi buio sopra le nostre teste, ma ormai siamo arrivati!!!
A Valona abbiamo sostato all'hotel Four Stinet lungo la strada SH4 che attraversa Valona. Una camera matrimoniale pulita con bagno privao e riscaldamento ci è costata 20€
Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi. Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, Il Sudafrica e Lesotho... e il #noplansjourney...
Se non siamo in viaggio, viviamo sul lago d'Iseo!
Su lifeintravel.it trovi tutti i nostri grandi viaggi insieme (e non)!
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
Ultimi commenti