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Domenica, data l'impossibilità di uscire in MTB (una cura di antibiotici a causa del mal di denti mi ha messo a terra e non me la sentivo di inforcare la bici), ho deciso comunque di non "tradire" la montagna e di andare a fare una breve escursione a piedi. La località scelta è stata la Val d'Algone, nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta. Lasciata l'auto al parcheggio dell'Albergo Brenta (ticket di 2,50 € nel periodo estivo), mi sono diretto prima sulla carrozzabile per malga Movlina e quindi su sentiero verso il passo Gotro (1847m). A parte un temerario biker incontrato nei pressi di malga Nambi e una guardia forestale che mi ha raccomandato di controllare la mia compagna (Fara, un Samoiedo di 11 anni) a causa del periodo delicato per la nascita dei caprioli, ho avuto la valle "a mia disposizione" per tutta la giornata. Durante la salita, inaspettatamente sgombra da neve nei tratti più impervi, un fruscio che si allontanava nel bosco poco a valle del sentiero ha allertato Fara che per qualche minuto è rimasta vigile in attesa. Un capriolo, probabilmente. Poi null'altro fin quando sono rientrato dalla strada carrozzabile ed in un tratto all'ombra ancora coperto di neve ho notato due impronte piuttosto grandi che si dirigevano a valle. Mi è subito venuto in mente che il P.N.A.B. è il cuore del progetto Life Ursus e quindi dopo aver scattato un paio di foto alle impronte, data la mia ignoranza mi sono affidato ad un amico (tirapacchi) per avere una conferma. L'orso era passato di lì e non molto tempo prima che ci passassi io, chissà che quel fruscio...
 

L'anello percorso mi ha portato prima a malga Nambi, raggiunta tramite sentiero che segue il corso del torrente; quindi, salendo a destra sul sentiero n. 333, al Passo del Gotro e al Passo Bregn de l’Ors, 1836m. Da qui si può raggiungere il rifugio XII Apostoli in Val Nardis (sentiero n. 307) o calare nell’incantevole Valagola (sentiero n. 324), oppure salire verso il Doss del Sabion (sentiero n. 357). Io ho preferito fermarmi, godermi la giornata di sole e scattare qualche foto all'immensa distesa di crocchi che ricopriva i prati sgombri dalla neve. Dopo essermi ristorato e riposato seduto su un sasso,  il cielo ha iniziato a farsi d'improvviso grigio e minaccioso ed ho deciso di avviarmi verso malga Movlina (sentiero n. 354) su pascoli in questa zona ancora ricoperti di una spessa coltre nevosa. Fortunatamente le nubi scure e cupe sono passate sopra la mia testa senza scaricare pioggia a terra ed ho potuto proseguire con calma la discesa.
Dalla malga ho imboccato la forestale che scende in val d'Algone ed è proprio su questa strada, al bivio con la carrareccia che sale da Massimeno, che mi sono imbattuto nelle traccie dell'amico orso: un paio di impronte su un cumulo di neve evidentemente non ancora sciolto perchè protetto dall'ombra delle conifere. Scendevano a valle, e mi sono parse recenti data la condizione della neve tutt'altro che ghiacciata. Un attimo prima mi ero fermato a dare un'occhiata alla segnaletica che indica il percorso della Dolomiti di Brenta bike, un itinerario per MTB ed uno dei molti e spesso indecifrabili rumori del bosco mi aveva colto alle spalle, facendo rizzare le orecchie a Fara: sicuramente un capriolo, al massimo una volpe o un camoscio, oppure...
Dopo aver scattato un paio di immagini alle orme sono rientrato all'auto ed una volta a casa ho voluto un pò approfondire le notizie recenti su eventuali avvistamenti di orsi in quella zona. 
Così recita un comunicato del 9 maggio del Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento:
E’ ripresa pienamente l’attività dei plantigradi, evidenziata dai numerosi avvistamenti registrati. Sono state molteplici le segnalazioni (anche di rinvenimento di impronte) sia nella zona del Brenta (in particolare nei territori di Andalo, Molveno, S.Lorenzo in Banale, Stenico, Ragoli, Montagne, val Meledrio, val Brenta, val Algone, val Agola, val di Tovel, Sporminore, Sporeggio, Cuneo, Tuenno) che in alta val di Non (Brez), sul m.te Gaggia, in Paganella, a Monte Terlago, sul m.te Bondone, e nei pressi di Lardaro e Praso.
La femmina di orso KJ2G1  munita di radiocollare in data 04/04 si è sfilata il collare radio, successivamente recuperato dal personale del Corpo Forestale Provinciale.
E’ stata accertata la prima cucciolata del 2009; la femmina DJ3 munita di radiocollare, che gravita nel Trentino sud-occidentale è stata avvistata più volte assieme a due piccoli dell’anno (foto).
Per quanto riguarda gli animali fuori dal territorio provinciale si segnala un investimento di un orso presso P.so Palade (BZ) in data 09/04; dai sopralluoghi effettuati sembra che l’incidente non abbia avuto conseguenze sul plantigrado. In provincia di Vicenza è stato avvistato alcune volte l’esemplare maschio KJ2G2 responsabile anche di alcuni danni a carico di apiari nel Comune di Asiago. Un ulteriore esemplare di orso è stato avvistato alcune volte in provincia di Belluno, con ogni probabilità proveniente dal Friuli o dalla Carinzia (popolazione delle Alpi orientali); negli ultimi giorni del mese questo animale è stato segnalato nella zona di Lamon.
Il mese di aprile ha anche fatto registrare i primi danni a carico di apiari (Monte Bondone, Val di Non, Val Rendena e Valle di Ledro).
Una escursione con emozione "postuma" ed un incontro mancato.
 
Ultima modifica: 03 Giugno 2024
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Leo

Viaggiatore lento con il pallino per la scrittura e la fotografia. Se non è in viaggio ama perdersi lungo i mille sentieri che solcano le splendide Dolomiti del suo Trentino, sia a piedi che in mountain bike. Eterno Peter Pan che ama realizzare i propri sogni senza lasciarli per troppo tempo nel cassetto, dopo un anno di Working holiday in Australia e dieci mesi in bici nel Sud est asiatico, ora sogna la panamericana... sempre in bici, s'intende!

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