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Non lontano da Christchurch (circa un’oretta in pullman) si estende la romantica penisola vulcanica di Akaroa dove le vie e gli alberghi hanno nomi francesi e passeggiando si sente quasi il profumo di pane appena sfornato come ci trovassimo in una boulangerie della Provenza. Appena si esce dal centro del paese però, tutto cambia: ci si accorge che la gente parla inglese, che il pane appena sfornato non c'è e che l’Union jack sventola sopra le nostre teste. Questa penisola fu teatro di scontri diplomatici per decretarne l’appartenenza al Regno Unito o alla Francia... quale delle due nazioni ebbe la meglio è evidente: Akaroa si trova in Nuova Zelanda ed è una tipica località di questa nazione appartenente al Commowealth britannico (New Commowealth). Ai francesi è rimasta la magra consolazione di aver dato il nome alle strade cittadine.

Trekking ad Akaroa in Nuova Zelanda

Dal paese di Akaroa è possibile risalire la montagna sovrastante fino alla cima chiamata Stony Bay Peak (in lingua maori: Taraterehu).
L’ascesa non presenta alcuna difficoltà se non quella di iniziare immediatamente brusca già dall’asfalto che pian piano si allontana dalla cittadina e proseguire erta e faticosa fin quasi sulla cima.
Man mano che si lascia il centro abitato, la vista può spaziare sulla baia di Akaroa permettendoci di individuare al largo le barche dei pescatori o i traghetti colmi di turisti impazienti di vedere qualche coda di balena spuntare dalle profondità oceaniche. Nonostante la fatica ed il sudore, il trekking è piuttosto piacevole e concede la possibilità di fare quattro chiacchiere con i kiwis incontrati lungo il tracciato. Oltrepassata la metà della salita, si incontra un bivacco d’emergenza completamente aperto che necessita senza dubbio di un restauro completo (ripararsi da un’improbabile tempesta sarebbe impossibile!). Poco oltre il riparo decadente si devia sulla destra in direzione della vetta. Il trekking si svolge totalmente alla luce del sole: infatti questa zona montuosa non è ricoperta da grandi boschi o foreste, questo perchè si tratta di una penisola vulcanica ed il sole di metà mattinata in estate può essere molto fastidioso. In questa occasione partire presto è un must! Sul lato opposto al sentiero da seguire, si può ammirare l’altra metà della penisola, quella che si affaccia a nord e che non si riusciva a distinguere dall’abitato di Akaroa ma che comunque si potrà ammirare ancora meglio dalla cima.
L'ultima parte del tracciato si inerpica nel folto bush con gradoni e single tracks stretti e sinuosi che in una ventina di minuti conducono agli ultimi centro metri del percorso, dove si  cammina già in vetta per raggiungere lo sperone della montagna proteso su Akaroa Bay. Il panorama è da capogiro, a 360° sull’intera penisola vulcanica tanto ambita dalle due potenze europee… ancora una volta lo sforzo dell'ascesa è straricompensato!!!
Una volta giunti in cima, è necessario fare un po' di attenzione al forte e costante vento che rischia di far perdere l’equilibrio. Non bisogna dimenticare di portare una felpa pesante o una giacca antivento perchè, oltre all'aria, il tempo può sempre cambiare velocemente ed all'improvviso!
La discesa avviene per lo stesso percorso dell'andata e, se affrontata con calma, permette di scorgere ancora una volta le particolarità incredibili di questa penisola vulcanica della Nuova Zelanda.
Trovate altri trekking interessanti sulla mappa dei trekking in Nuova Zelanda
Ultima modifica: 03 Giugno 2024
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Vero

Correva l'anno 1983: anch'io vidi per la prima volta la luce del sole estivo e sorrisi.  Nel 2007 ho provato per la prima volta l'esperienza di un'avventura a due ruote e, da quel momento, non ne ho potuto più fare a meno... nel 2010 sono partita con Leo per un lungo viaggio in bicicletta nel Sud Est asiatico, la nostra prima vera grande avventura insieme! All'Asia sono seguite le Ande, il Marocco, Il Sudafrica e Lesotho... e il #noplansjourney...

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