Vota questo articolo
(10 Voti)

Il Cammino di Santiago in bicicletta: 920 km in 13 tappe

Ho letto spesso, documentandomi, che il viaggio per Santiago inizia nel momento in cui si decide di farlo; o ancora che è lui a scegliere chi lo dovrà affrontare. Tesi affascinanti che ognuno è libero di condividere o meno. Una cosa va però detta: le 300mila persone del 2017, ennesima crescita rispetto all’anno precedente, la maggior parte di esse a piedi, fanno di Santiago forse qualche cosa di più che una semplice destinazione “alla moda” per un trekking o una meta cicloturistica...

 
 

 

Mappa

1. Saint Jean Pied de Port-Zubiri

Lunghezza50,2 km  |Dislivello1784 m

Dalla Francia, attraverso i Pirenei, si arriva in Spagna.

Da non perdere

  • Collado de Bentartea (F)
  • Collado Lepoeder (E)
  • Alto de Ibaneta
  • Roncesvalles
  • Alto de Mezkiritz
  • Alto de Erro

Saint Jean Pied de Port è un piccolo villaggio francese situato ai piedi dei Pirenei. Se da qui non transitasse ancora oggi il Cammino Francese verso Santiago de Compostela, sarebbe probabilmente ignorato dai turisti; attratti più dalla vicina e modaiola Biarritz o fermi un centinaio di chilometri prima nella religiosa Lourdes.00 cammino di santiago

Arrivati nel tardo pomeriggio, dopo un’intera giornata trascorsa in automobile, cerchiamo subito l’ufficio di accoglienza del Pellegrino per ricevere le credenziali che, per i prossimi giorni, ci identificheranno appunto come Pellegrini diretti verso Santiago de Compostela. Questo documento, essenziale per poter accedere alle strutture che ospitano e forniscono supporto ai camminanti nel loro viaggio, ci servirà anche ad apporre i vari timbri (sellos) che certificano l’avanzare del viaggio. Bello constatare che nel documento viene segnalato se il pellegrinaggio viene effettuato a piedi o in bicicletta. Al suo interno si trova anche una formula che sa di antico lasciapassare.

“El Presidente de la Asociación solicita de todas las Autoridades Eclesiásticas, Civil y Militares Españolas, así como del Orden Público, no pongan impedimento a este peregrino, en ciane de commemorativa peregrinación a Compostela, siguiendo el “Camino de Santiago “

...e che rende tutto molto più “serio”.

Notte complicata la prima. Gli undici compagni di camerata, provenienti dal mondo, dimostrano che nel russare tutti gli uomini (e le donne) usano un unico linguaggio e che il viandante coreano o il ciclista tedesco, che al mattino avranno sonorità così diverse, nella notte agitata prima della partenza, diventano improvvisamente “gemelli sonori”, non identificabili l’uno dall’altro.01 cammino di santiago

Alle 6 del mattino la camerata è in fermento. Per i camminanti oggi è tappa lunga, impegnativa e soprattutto non offre alternativa ai 26 km che conducono, 18 in salita, a Roncesvalles.

Veloce colazione che non si farà dimenticare per la sua tristezza e siamo fuori nel grigio umido a preparare le biciclette. Nove e trenta, si parte. Transitiamo sotto la Porte d’Espagne, tradizionale punto di partenza del Cammino. Poche centinaia di metri e incontriamo il primo bivio che pone la scelta tra la Via Alta (Route Napoléon) o la Via Bassa che porta all’Alto de Ibaneta lungo il fondovalle. Scegliamo la panoramica Via Alta, anche se la nebbia e le nuvole basse renderanno il panorama un esercizio di fantasia; e sono subito 200/300 metri al 18%… Nei primi 9 km su asfalto per raggiungere il meritato tea caldo del Rifugio d’Orisson, i tratti tra il 16% e il 18% non mancano, anche se la strada ogni tanto spiana e lascia rifiatare.

Prima del rifugio incontriamo un californiano di Campobasso dal cui cellulare esce a tutto volume un grande classico del Maestro Renato Carosone “Tu vuò fà l'americano”. Con la sua famiglia vuole percorrere il cammino cantando le canzoni dei suoi avi. Non sembra in gran forma e dobbiamo anche indicargli la strada. I suoi parenti lo precedono, chissà se l’hanno rivisto e dove sarà ora...02 cammino di santiago

Saliamo nella nebbia attendendo il cartello che ci indicherà di lasciare l’asfalto per il sentiero che ci porterà verso la Spagna. Ci aspetta dello “spintage”, ci orientiamo nella nebbia grazie ai camminanti e a dei pali segnalanti la presenza del sentiero che inizialmente si snoda lungo quello che dovrebbe essere un grosso prato. Si è alzato il vento e anche la pioggia ha deciso, non invitata, di venire a trovarci.

Indossiamo tutto quello che abbiamo, lo “spintage” non è così lungo e presto possiamo tornare a pedalare. Aver superato il primo colle, fa cessare il vento. Resta la nebbia, ma il morale si alza. In breve imbocchiamo un bel falsopiano che attraverso un bosco di querce ci porta alla Fontana di Rolando. La nebbia è sparita, il sentiero è bello e quasi asciutto. Per la prima volta dalla partenza ci rilassiamo sul serio.

La salita e il brutto tempo sembrano alle spalle e cominciamo a godere del viaggio. Breve sosta per riscaldarci in una casupola di pochi metri quadrati che funge da rifugio di emergenza, dove un camino acceso ci ridà temperatura e poi via, in breve iniziamo a scendere verso Roncesvalles attraverso l’Alto de Ibanéta. A Roncesvalles facciamo pappa calda e abbondante, così come la birra con cui ci premiamo. Si vede perfino dell’azzurro, ma la temperatura non sale di molto. Fuori dal ristorante un cartello, tra i più fotografati del Cammino, ci ricorda che Santiago dista 790 km. Noi applichiamo il dantesco: “non ti curar di loro ma guarda e passa.”.03 cammino di santiago

Il resto del tragitto ci regalerà ancora un paio di salite, mai lunghe, ma ripide e una discesa che metterà a dura prova bici, portapacchi e borse. Alla fine della discesa, prima di attraversare il primo dei mille ponti romani che incontreremo nel corso del viaggio, una locanda promette ristoro, camere da due e riparo per le biciclette. È nostra!

2. Zubiri-Estella

Lunghezza74,4 km  |Dislivello1124 m

Da non perdere

  • Pamplona
  • Alto del Perdon (770 m)
  • Obanos
  • Puente la Reina

Seconda tappa. Come tutte ha un suo luogo d’inizio, quello di fine lo deciderà la strada che passerà sotto le ruote.

Impareremo presto che non sono solo i chilometri, ma dislivello, tipo di terreno e, su tutto, la meteorologia a decidere le nostre soste serali. Colazione sostanziosa chiusa con tapas di chorizo. Un saluto a un elettrico ciclista di Parma, partito da casa e in viaggio già da due settimane. Lo avevamo già incontrato a Roncisvalle il pomeriggio precedente, più mattiniero di noi ci ha raggiunti e ora prende il secondo caffè del mattino.04 cammino di santiago

La tappa inizia con una piacevole discesa verso Pamplona lungo il fiume Arga. Per qualche tratto abbandoniamo la via dei camminanti per una più piacevole pista ciclabile lungo il fiume. Sfioriamo Villava, paese natale di Miguelon Indurain, attraversiamo il Puente de la Magdalena e poi con una ripida ascesa alla città vecchia, raggiungiamo la cattedrale di Pamplona a cui dedichiamo una breve visita.

Usciti da Pamplona si comincia a salire verso la meta più suggestiva di oggi, l’Alto del Pérdon. L’Alto del Pérdon, non è solo uno dei luoghi più famosi e fotografati del cammino, ma anche una salita, impegnativa, breve, ma ripida e sassosa. Difficile non mettere piede a terra. Il dislivello potrebbe essere trascurabile, poco più di 330 m, ma non sottovalutatela. Il premio però, dopo un ultimo sforzo in cui il respiro affannoso di chi sale è intervallato dal ritmico rumore delle pale eoliche che sovrastano l’ultimo e più impegnativo tratto, è appagante.05 cammino di santiago

Il giorno quasi sereno poi ci regala una vista di terra verde e gialla a perdersi all’orizzonte. Facciamo la foto di rito a fianco del monumento in ferro raffigurante una carovana di Pellegrini e giù in discesa verso Puente della Reina. Per la discesa scegliamo l’asfalto perché il Cammino è sconsigliato ai ciclisti e anche per l’alto numero di camminanti, facile da scansare in salita, meno in discesa. Prima di arrivare a Puente delle Reina, restiamo affascinati dalla piccola Obanos e la sua chiesa. Di Puente della Reina ricorderemo sicuramente oltre al “solito” e famoso puente, una stralunata signora da cui è stato molto complesso farsi servire della tapas, ma estremamente semplice avere della birra. Qui a Puente de la Reina il “nostro” Cammino Francese si congiunge con quello Aragonese proveniente da Somport. Quello Aragonese era il cammino percorso dai Pellegrini che arrivavano dall’Italia trovandosi geograficamente più a sud di quello Francese. Non del tutto sazi continuiamo il viaggio per terminarlo a Estella, dove ci fermeremo per la notte nell’Albergue dei Capuchinos di Rocamador. Prima però la birra di fine tappa. Fuori dal bar troviamo l’indicazione della distanza che ancora ci separa da Santiago; il numero non è banale, ma non per il suo valore in termini di distanza dall’obiettivo.06 cammino di santiago

3. Estella-Nájera

Lunghezza79,7 km  |Dislivello1297 m

Da non perdere

  • Monastero de Irache
  • Fonte del vino
  • Villamajor de Monjardin
  • Logrono
  • Alto de la Grajera
  • Alto de San Anton

La terza tappa ci permette di lasciare alle spalle la prima delle quattro regioni spagnole che attraverseremo durante il cammino, la Navarra, per entrare nella regione della Rioja. Regione vinicola e sede, nei dintorni del suo capoluogo Logrono, dell’Eroica Hispania a cui partecipammo lo scorso anno. Che sia zona vinicola lo si capisce da subito. Nei pressi del Monasterio de Irache, un’azienda produttrice di vino mette a disposizione dei Pellegrini una doppia fontana, a parte la solita acqua, da uno dei due rubinetti esce del più che buono vino tinto! Per nostra sorte è mattino, così è più facile ripartire anche se con gli occhi lucidi e non è solo commozione. 

15 cammino di santiago

Tappa tra le più belle paesaggisticamente, anche se sopra di noi le nuvole restano minacciose per quasi tutta la giornata.16 cammino di santiago

Si pedala lenti, immersi nei campi e nei vigneti fino a raggiungere Viana, ultimo paese della Navarra. Poi dopo l'attraversamento di un bosco si raggiunge la periferia di Logrono dove, attraverso una ciclabile, raggiungiamo la piazza della Cattedrale. Ora di pranzo. Calamari fritti, patatas bravas e birra ci sembrano il giusto menù per la prima parte di giornata che peraltro si conclude asciutta.06 cammino di santiago

L’uscita da Logrono è veloce e avviene attraverso il parco della Grajera e il suo bacino artificiale. Affrontiamo l’Alto di Sant Anton dalla cui cima possiamo ammirare Najera, cittadina scelta per la nostra sosta serale.

La città è pronta a festeggiare il patrono, San Prudencio. La lunga lista di eventi che caratterizzeranno la festa vede come ultimo momento una Batucada (sottostile del samba, eseguito solitamente da un gruppo di percussionisti e caratterizzata dal suo ritmo ripetitivo e rapido.) alle 3:30 del mattino!!! Non è facile trovare da dormire. Ci rifugiamo in un bell’hotel del centro, pronti a pagare il giusto per la notte. Scopriamo piacevolmente che i prezzi sono molto contenuti per i Pellegrini e ci gustiamo la nostra stanza con enorma sala da bagno per 30€ a testa. Tapas con birre e solito menù del Pellegrino concludono la serata.08 cammino di santiago

4. Nájera-Agés

Lunghezza77,7 km  |Dislivello1299 m

Da non perdere

  • Santo Domingo de le Calzada
  • Montes de Oca
  • Alto de Valbuena
  • Alto della Pedraja

Forse perché stanchi dei giorni precedenti, la Batucada non ha effetto sul nostro sonno e dopo una buona colazione siamo in strada pronti a ripartire. Non sappiamo ancora che questa sarà tappa severa dal punto di vista meteorologico. Lasciamo la città superando il rio Najerilla. Nella notte è piovuto e pedaliamo su terra argillosa che tende ad appiccicarsi alle nostre ruote. Dopo una ventina di chilometri di pedalare silenzioso, interrotto dai soliti: “Buen camino” con cui i pellegrini si salutano nell’andare lungo la strada, raggiungiamo Santo Domingo de la Calzada. Un’ottima pasticceria ci conforta con un caffè e deliziosi dolci. Il cielo sembra aprirsi e forse il sole potrebbe scaldare un poco la giornata abbastanza fredda, ma è un’illusione. Facciamo appena in tempo a vestire tutto l’abbigliamento antipioggia a disposizione che la pioggia inizia a cadere senza vergogna. Si pedala sotto l'acqua e la temperatura scende in fretta.07 cammino di santiago

La strada è un continuo saliscendi. Nei sali recuperiamo il freddo dello scendi. Superiamo la Cruz de los Valientes che ricorda alcuni caduti della Guerra civile spagnola, poi lungo un facile e largo sterrato di terra bianca cominciamo ad attraversare una lunga serie di paesini. Nel farlo lasciamo la Rioja per entrare nella terza regione del nostro viaggio, la Castiglia Y Léon.

Santiago si avvicina. Il freddo e l’umido ci fermano a Belorado, dove decidiamo di mangiare qualcosa e, su tutto, di scaldarci un poco.

Il paese sembra deserto e il grigio intorno è solo parzialmente interrotto da alcuni edifici con le facciate disegnate e colorate. Il primo bar ci respinge perché privo di qualcosa di commestibile. Con gentilezza ci viene spiegato dove andare a trovare miglior sorte. Non sappiamo se il bar in cui entriamo è quello consigliato, ma quello che troviamo ha ottime tapas e bevande adeguate. Sono circa le due e mezza, il bar è affollato e allegramente chiassoso. Nonostante l’ora sembra più un momento aperitivo, nel giro di poco si svuota e anche il proprietario comincia a consumare il suo pasto poco lontano da noi.13 cammino di santiago

La pioggia sembra aver smesso, ma non durerà, anzi poco dopo essere ripartiti è ora anche della grandine! La affrontiamo perchè, primo non bagna e poi farà bella mostra nel nostro curriculum da cicloviaggiatori. Presto torna a essere pioggia fino a quando, dopo aver raggiunto Villafranca Montes de Oca per un attimo cessa e ci permette la salita all’Alto de la Petraja (1150 m.) quasi all’asciutto. Resta un gran freddo, vista anche l’altitudine a cui ci troviamo. Raggiunto l’Alto, ci aspetta l’attraversamento di un lungo bosco. La pista è ampia, ma argillosa. Bagnata la terra si appiccica alle ruote e le numerose pozzanghere completano il lavoro di inumidimento dei ciclisti. La pista è costantemente sopra gli 800\900 metri, il bosco toglie la luce e sembra essere calata la sera anche se è solo tardo pomeriggio. Non c’è più traccia di un essere umano ormai da diverso tempo, si scherza su quello che potrebbe ancora accadere. Come ogni strada, anche questa finisce e comincia una bella discesa, sempre molto umida, verso San Juan de Ortega. Decidiamo di fare ancora un piccolo sforzo e raggiungiamo Agés mentre la pioggia ha ricominciato a cadere in modo puntiglioso. Troviamo rifugio nella dépendance dell’Albergue El Payas de Agés, dove veniamo accolti da una sorridente e gentile ragazza che, dopo la giornata trascorsa, ci appare ancora più solare. La nostra abitazione, 2 letti a castello e una branda singola, non ha riscaldamento. Fortunatamente la fata dell’Albergue ci recupererà una stufetta elettrica.10 cammino di santiago

Non lasciamo comunque cadere la tradizione della birra di fine tappa, anche se questa volta la doccia calda ha la precedenza. La cena, con l’onnipresente menù del pellegrino, comprende un’ottima paella cucinata da un cuoco dalla barba molto folta. Dormiamo in compagnia dei nostri abiti stesi ovunque per asciugarsi. Speriamo domani sia migliore.

5. Agés-Castrojeriz

Lunghezza65,5 km  |Dislivello605 m

Da non perdere

  • Atapuerca
  • Burgos

Il giorno seguente comincia facendo un minimo di pulizia e manutenzione alle nostre biciclette. Poi dopo un’ottima colazione si parte in direzione della terza grande città attraversata dal cammino, Burgos. Prima però, dopo aver atteso il passaggio di un gregge di pecore fuori Atapuerca, occorre salire la Sierra omonima, con lungo tratto non ciclabile. Dalla cima della Sierra raggiungiamo Burgos su asfalto lungo il perimetro del suo aeroporto e una deprimente area industriale. Vento contrario e temperature rigide.

Un anziano signore ci dice che nella notte la neve ha visitato Madrid, gli crediamo senza problemi. Freddo, freddo e ancora freddo, per fortuna non piove e quando qualche volta capiterà nella giornata, sarà solo per momenti molto brevi. La cattedrale di Burgos è maestosa, dedicata alla vergine Maria, la sua costruzione ha richiesto tre secoli di lavori e l’impegno dei migliori artisti dell’epoca. L’interno è spettacolare. Il susseguirsi delle varie cappelle lascia senza fiato per i volumi e le ricchezze delle decorazioni.17 cammino di santiago

Dopo la foto con la statua del pellegrino che si trova nella piazza, troviamo rifugio in un bar che ci offre delle ottime cioccolate calde. A turno visitiamo la chiesa che in realtà richiederebbe diverse ore vista la ricchezza e la storia che l’attraversano. Usciti da Burgos la nostra pedalata si sposta nell’ampia meseta che ci accompagnerà nei prossimi giorni fino a Léon. Troviamo da subito un non forte, ma fastidioso e freddo vento contrario. Il cielo resterà grigio per tutta la giornata e la temperatura non sarà mai piacevole. Ci fermiamo a Hontanas per un enorme bocadillo con jamón. Altri 10 km e, seppure non sia particolarmente tardi, decidiamo che Castrojeriz è un ottimo posto per fermarsi. Casa Grevillea, così si chiama il B&B dove ci fermiamo per la notte, è gestito da un intraprendente australiano di Sydney a da sua moglie. La misteriosa moglie, che non vedremo nel corso del nostro soggiorno, per 5€ ci lava e asciuga il bucato, mentre noi prendiamo un tè caldo nella cucina a disposizione degli ospiti.

09 cammino di santiago

Castrojeriz, si trova sulla sommità di un colle a 800 metri di altezza; la sua strada principale, di circa 2 km, è ricca di chiese e antiche case. Il freddo, comunque sempre intenso, ci fa però presto rintanare nella nostra stanza che, almeno lei, ha cominciato a scaldarsi e promette una notte di buon calore.

6. Castrojeriz - Bercianos del Real Camino

Lunghezza96,3 km  |Dislivello712 m

Da non perdere

  • Alto de Mostelares

Al mattino la cosa più evidente è che le nuvole sono scomparse. Il cielo è finalmente blu e il sole splende senza ostacoli. L’altra cosa evidente è che servirà tempo perché la temperatura si adegui, l’aria resta fredda, ma fermi al sole a preparare le biciclette sentiamo finalmente, seppure ben vestiti, un piacevole calore. All’uscita del paese prendiamo atto che la tappa inizierà in salita. L’Alto de Mosterales si palesa di fronte a noi.12 cammino di santiago

La salita è breve e come da tradizione ripida. Il cartello in cima recita 12% che probabilmente è una media fatta anche con il tratto in pianura visto che leggiamo sul computerino solo valori tra il 14 e 18% di pendenza. In cima troviamo la Cruz de la Suerte, oltre a rivedere la strada percorsa e la collina che ospita le case del borgo di Castrojeriz appena lasciato. Scesi dall’Alto de Mosterales, piombiamo nuovamente nella realtà della meseta e della lunga sequenza di paesini che si susseguono senza che il panorama varii di molto. Tra questi attraversiamo Fròmista, Revenga de Campos e Carions de los Condes. Fròmista non è il paese natale del Chris futuro vincitore del Giro #101. Qui il cammino viene “ospitato” dalla vecchia via Aquitania, antica strada romana della Gallia, lunga circa 400 km, che congiungeva la colonia romana di Narbo Martius (Narbona) con l'oceano Atlantico passando per Tolosa. Frumentum oggi appunto Fròmista era un importante centro agricolo dell’epoca romana. 20 cammino di santiagoOggi, come la maggior parte dei centri attraversati, vive grazie al transito dei pellegrini diretti a Santiago. L’aria resta frizzante; raggiunta Calzadilla de la Cueza decidiamo che è ora di interrompere per un momento lo scorrere sempre uguale, eppure sempre affascinante, del panorama con un buon piatto di pasta. I gestori, brasiliani, ci vedono patiti e aggiungono un ovetto per ritemprarci. Ripartiamo in direzione di Sahagun, prima di entrarci il cammino devia leggermente verso la piccola Ermita de le Virgen del Puente, graziosa chiesetta ancora esterna alla selvaggia urbanizzazione che ci aspetta più avanti. Sahagun non ci convince, appare grande e anonima, e decidiamo di proseguire ancora un po’. 18 cammino di santiagoBercianos del Real Camino e il suo Hostal Rivero invece ci accolgono con braccia aperte e birre fredde. La sera è in programma la partita di champions tra Real e Bayern, ma prima un poco di bucato. Prima di cena esco un attimo all’esterno per una telefonata a casa e quasi sono travolto da quelle che sembrano essere la principale fonte di reddito del borgo. Meno male che non c’è nessuno ai tavolini, le sedie sono portate via rapide. Dopo la tempesta di ovini, il borgo torna silenzioso e sospeso. La sera ceniamo con un ottimo hamburger guardando la partita in tv, ma soprattutto osservando i pochi tifosi locali presenti. Di Pellegrini non c’è traccia, i camminanti si alzano presto e sono già a nanna.22 cammino di santiago

7. Bercianos del Real Camino-Astorga

Lunghezza100,1 km  |Dislivello727 m

Da non perdere

  • Alto del Portillo
  • Leon

Oggi dovremo lasciare la meseta e attraversare l’ultima grande città prima di Santiago, Léon a cui mancano circa 50 km. A metà strada attraversiamo Reliego e incontriamo un colorato bar dall’aria fricchettona con il menù ben in evidenza, ahimè chiuso. Si prosegue nella meseta per poi salire l’Alto del Portillo da cui vediamo finalmente la città. Solito avvicinamento un poco bruttino nella periferia, ma l’accoglienza appena scesi dal Portillo in città è caloroso e gentile. Un gruppo di volontari della protezione civile ci accolgono con caramelle, cartine e ci spiegano tutto, ma proprio tutto sulla loro città. Arriviamo con facilità prima a Casa Botines, opera dell’architetto spagnolo Antoni Gaudì e poi alla cattedrale.21 cammino di santiago

Siamo a 320 km da Santiago, la via è indicata ben chiara anche qui in centro città. Breve sosta per la seconda colazione e si riparte. Dopo una dozzina di chilometri arriviamo a Hospital de Órbigo attraverso il suo viejo ponte romano, decisamente suggestivo. Proseguiamo con altri 40 km di saliscendi, non ultimo un passaggio pedonale sopraelevato che permette di attraversare la ferrovia, poi uno strappo sopra il 20% e raggiungiamo il centro della splendida Astorga. Nella piazza centrale decidiamo che la pigrizia è con noi, entriamo in un bel hotel e decidiamo di goderci la città. Mentre prendiamo possesso della nostra camera con vista sulla piazza centrale, sotto la doccia elaboriamo il piano per le prossime ore: lavanderia a gettone per lavaggio, birra durante l’attesa, asciugatura, birra, cena+football, birre…17 cammino di santiago

Grazie al web raggiungiamo facilmente il primo obiettivo, carichiamo la lavatrice e via verso la prima birra. Usciamo e di getto entriamo nella porta di fronte. Imbarazzo, eppure sembrava proprio un bar. No, non è un bar, è più una chiesa pagana dedicata al dio jamon, fratel chorizo e San quejo. Niente birra, ma del vino tinto che in breve ci porta a una illogica allegria fatta di assaggi e brindisi. Ne usciamo bene e con qualche “ricordo” per i futuri picnic dei giorni che verranno. Segue un'asciugatrice e poi finalmente birra! Gelata! Torniamo verso l’albero con i nostri sacchetti tiepidi e profumati pieni di lycra colorata. Sta iniziando Roma vs Liverpool, il locale non è male ed entriamo. Il resto s’immagina, ma non è vita da atleta. In fondo noi non lo siamo, ma domani c’è la Cruz de Ferro, domani appunto!23 cammino di santiago

8. Astorga-Villafranca del Bierzo

Lunghezza85,1 km  |Dislivello1222 m

Da non perdere

  • Cruz de Hierro(1504 m)
  • Collado de las Antenas (1515 m)

Tappa suggestiva che ci porterà in un altro dei luoghi simbolo del Cammino Francese verso Santiago. La Cruz de Hierro. Durante la colazione constatiamo che gli eccessi della sera non hanno lasciato grossi strascichi, da qualche parte c’è del professionismo in noi. 29 cammino di santiagoUscendo da Astorga ci imbattiamo nella sua superba Cattedrale, ieri dimenticata per causa di forza maggiore. Chiusa, un poco ci dispiace di avere perso l’occasione di visitare l’interno. Ci tiriamo su il morale comprando del pane per il pranzo al sacco di oggi, ma mica ci siamo dimenticati gli acquisti di ieri.26 cammino di santiago

Da Astorga si sale con dolcezza verso i 1150 m. di Rabanal del Camino. Il Cammino scorre di fianco all’asfalto e noi alterniamo il fondo stradale sulla base del traffico di camminanti. Qualche nuvola, ma la pioggia si è stufata di noi. Propedeutico allo sforzo per raggiungere i 1500 m. della Cruz, ci fermiamo per un dolcino nei pressi di un piccolo negozio che offre anche un giardino ristoratore per i Pellegrini.27 cammino di santiago

La strada sale regolare senza mai impennarsi particolarmente. Altri 6 km e raggiungiamo l’ultimo paesino prima della cima, Foncebadón. Ultimo piccolo sforzo e sulla destra rispetto alla sede stradale, ecco la croce con il suo cumulo di pietre alla base. Il motivo del cumulo di pietre risiede nella tradizione che molti pellegrini sono soliti seguire, cioè il trasporto di una pietra, di una dimensione proporzionata ai peccati di cui ci si vuole liberare, dal punto di partenza del Cammino fino alla Cruz. Questo simboleggia il liberarsi dai peccati mediante il sacrificio. Altri depositano oggetti vari ai piedi della croce, conferendole così un aspetto tra il pittoresco e il mistico. Tutta la poesia del nostro arrivo, quasi in solitaria, è interrotta dall’arrivo chiassoso di una comitiva di ciclisti polacchi con furgone per bagagli al seguito e di un intero pullman di turisti! Foto di rito e si scappa!

La breve discesa ci porta a incontrare un altro luogo iconico del Cammino, l’Albergue dell’ultimo Templare, Tomás Martínez a Manjarín. Privo di luce elettrica, ma anche di acqua, offre riparo gratuito a chiunque voglia vivere la odorosa sensazione del Pellegrino medievale dopo 20 e più km di salita. Molti si fermano solo per avere il pregiato sello sulle credenziali, noi ci facciamo attrarre dalla gravità e proseguiamo ancora un poco la discesa per poi risalire verso il Collado de las Antenas dove si trova anche una base militare. 28 cammino di santiagoDiscesa lunga, veloce e divertente, quasi 15 km e scendiamo ai 600 m di Molinaseca, sulle rive del Rio Meruelo. Approfittiamo di due panchine e del bel sole per consumare il nostro pranzo al sacco ricco di salumi e formaggi. Cavolo, non abbiamo pensato al bere! Vergogna!!! Solo acqua di fonte. 30 cammino di santiagoCaffè in un bar oltre il solito ponte romano e ripartiamo per i successivi 30 km che ci porteranno prima a Ponferrada, dove possiamo fotografare il bel castello e poi a Villafranca del Bierzo dove termina la tappa di oggi con la tradizionale birra. Fuori dal bar abbiamo conferma che Santiago è a meno di 200 km. Domani ci aspetta l’ultima vera salita prima dell’arrivo, O Cebreiro, porta d’accesso alla Galizia, l’ultima regione del nostro viaggio.

9. Villafranca del Bierzo-Samos

Lunghezza64,5 km  |Dislivello1545 m

Da non perdere

  • O Cebreiro (1330 m)
  • Alto de San Roque (1270 m)
  • Alto do Poio (1337 m)
  • Monastero di Samos

L’Alto do Cebreiro è una montagna di circa 1300 metri che segna il confine naturale tra la regione della Castilla y León con la Galizia. Temuti sono gli ultimi 8 km circa, che portano da Las Herrerias (frazione di Vega de Valcarce), a 675 metri circa, sino ai 1300 metri del villaggio di O Cebreiro. Così ardua che in passato il vescovo di Villafranca, autorizzato dal Papa Callisto III, poteva dispensare i Pellegrini dal percorrerla senza per questo vedere invalidare il pellegrinaggio. Questo però accadeva nel XV secolo. Noi non abbiamo scuse e non conosciamo il vescovo, per cui al mattino si parte, come al solito dopo una buona colazione. Strada in dolce salita da subito. Raggiungiamo Vega de Valcarce e poi Las Herrerias da dove la strada strappa decisamente e si comincia a salire. Il diavolo è meno brutto di come lo si dipinge, ma la salita è comunque impegnativa.32 cammino di santiago

A circa metà affianchiamo una giovane ragazza che sta procedendo a piedi spingendo la sua bicicletta, ci sinceriamo che non abbia bisogno di aiuto e immaginiamo che faccia parte del solito gruppo di polacchi furgone-muniti visti ieri e poi questa mattina partendo da Villafranca. Alla fine raggiungiamo i 1300 m della cima e poi il piccolo villaggio omonimo poco in basso.33 cammino di santiago

Breve sosta per un sostanzioso bocadillo. Uscendo vediamo la giovane ragazza avvistata prima entrare nel villaggio. Bene. Ci sono ancora due Alti, meno famosi di quello appena scalato, ma pur sempre alti Alti! Alto de San Roque e Alto do Poio prima di cominciare la veloce discesa verso Triacastela. Poteva essere fine tappa, ma l’impatto con il paesone non ci convince e poi è decisamente presto.35 cammino di santiago Decidiamo allora di pranzare sempre con i preziosi acquisti fatti ad Astorga. Troviamo un giardino e ci prepariamo al pranzo. In quel mentre ci raggiunge la giovane ragazza già incrociata prima durante la salita e poi nel paesino di O Cebreiro. Anche lei decide di pranzare e ne nasce una naturale condivisione. Polacca, in vacanza con i genitori a Barcellona, annoiata ha preso un volo per Burgos, affittato bici e adesso anche lei è in viaggio solitario verso Santiago. Dopo pranzo decidiamo di ripartire insieme verso il prossimo paese. Arriviamo a Samos, dove il bel monastero ci convince a fare un'altra sosta. La ragazza decide di proseguire verso Sarria. Troviamo una stanza in un b&b, Casa Licerio, gestito da signora svedese con l’anziana madre e ci godiamo la vista del monastero con le solite birre di fine tappa. Oggi poi c’è anche da festeggiare il superamento dell’ultima insidia altimetrica prima di Santiago.36 cammino di santiago

10. Samos-Melide

Lunghezza66,3 km  |Dislivello1362 m

Da non perdere

  • Monte Torros

Mattino, partiamo per la prima tappa interamente in Galizia. Appena usciti da Sarria, incontriamo il primo dilemma Pellegrino sotto forma di “eccesso d’informazione”. La Galizia non delude, il cammino si snoda tra bellissimi sentieri. C’è molto verde e tanta acqua e per fortuna le giornate sono finalmente terse e la temperatura più che piacevole. Con un poco di sorpresa incontriamo nuovamente l’amica polacca intenta a chiacchierare con dei colombiani che, completato il cammino, si recheranno in Russia per i mondiali di calcio. Oggetto della disputa verbale è il futuro incontro Colombia vs Polonia. Ci sentiamo tagliati fuori e pestiamo sui pedali per raggiungere la pietra dei -100 a Santiago e la successiva 70 metri dopo!37 cammino di santiago

Ci accorgeremo presto che i galiziani non hanno badato a spese e hanno disseminato il percorso di queste indicazioni chilometriche praticamente ogni 100/200 metri. Un incubo! Si sale e si scende, la pianura sembra proibita. A pranzo ci fermiamo nella fattoria di un amico dei Pellegrini che espone e offre ottimo cibo casalingo gratis. La frase sul suo sello: “El corazón es grande, compártelo!“ spiega molte bene le motivazioni di questa doppiamente squisita ospitalità. Lasciamo comunque una donazione e ripartiamo. Scopriremo essere questa consuetudine frequente lungo il percorso che ancora ci divide da Santiago.38 cammino di santiago

Oggi, a differenza del solito, abbiamo un obiettivo per la sera, il pulpo alla gallega di Ezequiel a Melide, a pulperia più conosciuta dell'intero cammino. Il piatto costa 6€ e il polpo, saporito, si scioglie letteralmente in bocca... ne ordiniamo alcuni. Il pane che accompagna il tutto è casalingo e delizioso. Santiago dista ormai meno di 60 km.39 cammino di santiago

11. Melide-Santiago de Compostela

Lunghezza55,2 km  |Dislivello1068 m

Da non perdere

  • Alto de Santa Irene
  • Alto de Barreira
  • Monte do Gozo

Al mattino, è domenica, fatichiamo a trovare un posto dove fare colazione. Per fortuna un mercato in allestimento ci permette di acquistare alcuni churros. Questa è l'ultima tappa prima dell’arrivo nella Praza do Obradoiro dove si trova la Cattedrale di Santiago de Compostela. Non abbiamo fretta, c’è anche da decidere cosa fare da domani. La nostra routine degli ultimi 10 giorni potrebbe mutare. Ormai fare e disfare, caricare e scaricare la bici e poi la pedalata lungo tutta la giornata sono consuetudine piacevole e di smettere non abbiamo grande voglia. Arzúa e O Pedrouzo sono i principali centri da attraversare insieme a qualche Alto poco impegnativo.40 cammino di santiago

Incontriamo altri luoghi che offrono cibo ai Pellegrini, è una bella e calda giornata e la testa è ormai a Santiago. Dopo la solita indigestione di saliscendi arriviamo a Monte do Gozo, paesino che sovrasta Santiago. Come per tutti i Pellegrini che nel corso dei secoli hanno percorso il cammino, è da qui che la meta appare in lontananza per la prima volta. Scendiamo verso Santiago. Le indicazioni per la cattedrale sono numerose anche se un divieto per le biciclette ci obbliga ad una piccola deviazione. La cattedrale non appare che all’ultimo, come tutte le star dello spettacolo.

Dobbiamo scendere dalla bicicletta e poi affrontare alcuni gradini e finalmente raggiungiamo la piazza. La Cattedrale alla nostra sinistra è raggiunta. Al centro della piazza la gioia di chi è arrivato, magari dopo più di un mese di cammino. Sul lato opposto, un poco all’ombra, coloro che sono arrivati già da qualche minuto e adesso appoggiati al muro si godono il traguardo di fronte a loro. Le biciclette di chi, come noi, è arrivato pedalando sono sparse ovunque. Anche noi sediamo a terra a fianco delle bici. L’obiettivo è raggiunto anche se sappiamo che il viaggio non è ancora finito, domani si parte per la fine del mondo. Troviamo un accogliente pensione proprio dietro la Cattedrale, ci sistemiamo e consegnamo le biciclette all’ufficio postale del centro di Santiago dove per 3€ saranno al sicuro per la notte.31 cammino di santiago

Dobbiamo ritirare l’attestato che certificherà l’avvenuto pellegrinaggio, per questo raggiungiamo l’ufficio di accoglienza e non siamo i soli. L’immagine più frequente, mentre aspettiamo di poter ritirare le nostre pergamene, è quella di piedi martoriati dal mese e più di cammino, una compilation di cerotti senza precedenti. C’è anche tempo per una sorpresa, arriva infatti a salutarci, e a tagliare la coda, la ragazza polacca incontrata più volte nell’ultima settimana. Sembra quasi scortata da due enormi figuri che sembrano più delle guardie del corpo che compagni di viaggio. Comunque terminiamo l’attesa ascoltando il racconto del suo ultimo giorno verso Santiago. Prese le rispettive pergamene sparirà, questa volta per sempre. Festeggiamo con delle tapas, una lunga passeggiata e acquisti da turisti con visita alla Cattedrale. Arriviamo tardi per assistere alla classica cerimonia del Botafumeiro, una sorta di enorme pignatta piena d’incenso che viene fatta oscillare a circa 20 metri di altezza sopra la navata centrale. Lo scopo originario era quello di benedire, ma anche dì coprire l’odore dei Pellegrini che arrivavano a Santiago. Alla sera poi ci concediamo una cena a base di carne Rubia Gallega ben grigliata, le immancabili birre e il sidro galiziano... poi a nanna, che domani è già tempo di ripartire.

12. Santiago de Compostela-Olveiroa

Lunghezza55,2 km  |Dislivello1184 m

Da non perdere

  • Alto do Mar de Orellas

Dopo mille ipotesi su come proseguire decidiamo che le abitudini non vanno cambiate. Ci hanno portato a Santiago per 800 km, non le cambiamo per i prossimi 100. Prima di ritirare le biciclette dall’ufficio postale ci concediamo una buona colazione in uno splendido caffè storico scovato la sera durante la passeggiata del rientro. L’uscita da Santiago è un poco tribolata, ma alla fine ritroviamo le gialle conchiglie che ci hanno guidato nei giorni precedenti.

Le strade e la Galizia continuano a essere molto belle e le percorriamo apprezzando il paesaggio che ci viene proposto, molto verde e ricco di acqua. Ah, ci sono sempre i continui sali e scendi ma ormai l’allenamento ci supporta.

Raggiungiamo Ponte Maceira e poi il villaggio di Negreira. È una giornata molto calda, la sosta per il pranzo è più una scusa per rinfrescarsi che una necessità di alimentazione. Da quando siamo entrati in Galizia poi vediamo continuamente intorno a noi i caratteristici hórreos. Delle dimensioni più svariate, sono praticamente ovunque. Sono dei granai, sollevati dal terreno e con muri ricchi di fessure per proteggere il grano dall’umidità del territorio. Non ci sono molti paesi e noi ci fermiamo un poco cotti dal caldo a Olveiroa. Ormai non siamo lontani dall’obiettivo di Cabo de Fisterra e ne approfittiamo per un pomeriggio di relax e bucato presso Casa Loncho. Qui ricorderemo senz’altro la scorbutica cameriera che ci accoglie per poi lasciarci servire, per fortuna nostra, dalla collega alla quale non manca invece la simpatia. Non dimenticheremo loro e neppure uno dei murales che caratterizza il villaggio. Non manca ovviamente il Pellegrino.

sello

 

13. Olveiroa-Cabo de Fisterra

Lunghezza 35,6 km  |Dislivello734 m

Da non perdere

  • Spiaggia di Langosteira
  • Cabo de Fisterra

Facendo ben attenzione a non urtare la sensibilità della scontrosa, ordiniamo un'abbondante colazione alla simpatica. Ci siamo alzati immersi nella nebbia, il caldo di ieri è un ricordo e il latte fumante scaccia un poco l’umidità dalle ossa. Abbiamo meno di 40 km da percorrere, ma il menù di ripide salite e discese impegnative sembra non voler cambiare, poi improvvisamente ecco il mare, anzi l’oceano, quello Atlantico, proprio davanti a noi.42 cammino di santiago

Con una ripida discesa siamo sulla spiaggia di Cee. Attraversiamo poi Sardinero e infine raggiungiamo Fisterra e la sua spiaggia di Langosteira. Davanti a noi il Cabo omonimo e il suo faro. La fine del mondo medievale, la fine del nostro pedalare.

Servono ancora alcuni chilometri e poi ci siamo, il km 0 è raggiunto. Il suono della cornamusa ci accoglie: lasciamo le biciclette e ci avventuriamo sulle rocce ad ammirare l’oceano davanti a noi. Fisterra, o meglio la sua spiaggia di Langosteira, è il luogo dove gli antichi pellegrini medievali raccoglievano la famosa "Concha de Santiago" (conchiglia) per testimoniare di avere percorso per intero il Cammino di Santiago. Il bagno purificatore nelle gelide acque dell’oceano e il bruciare almeno uno dei vestiti usati durante il pellegrinaggio concludevano il viaggio del Pellegrino. A noi invece non resta che salire su un pullman, abbandonando per qualche ora nel suo gavone le nostre biciclette e fare ritorno a Santiago. Ora dobbiamo proprio tornare, forzatamente cambiare i nostri appena appresi ritmi di pedalata quotidiana con quelli discutibili delle settimane di lavoro. Ed è anche ora di interrompere questo racconto per provare a condividerlo. Per provare finalmente a terminare questo viaggio, perché questo è stato lo scriverne, continuare a viaggiare attraverso la memoria del viaggio stesso. Forse proprio questo era stato il vero motivo per iniziarlo. 

Scrivi qui quel che pensi...
Cancella
Log in con ( Registrati ? )
o pubblica come ospite
Carico i commenti... Il commento viene aggiornato dopo 00:00.

Commenta per primo.

Massimo Croce

Nasco molto tempo fa (1966) in Val di Susa, e poi avercela una di biografia. Pedalatore reale, viaggiatore su Maps. Qualche volta esco dalla mappa virtuale. Quando non sono affetto da smart working, ciondolo tra la valle e Torino dove lavoro, rigorosamente in treno+bici. Racconto il viaggio per memoria personale, per invogliare altri viaggiatori come me, più d’intenzione che di fatto, a partire. Decidere di partire in fondo è la cosa più difficile del viaggio. Viaggiare è facile, e se qualche volta sembra di no, vi state sbagliando. Pochi altri viaggi fatti, un altro Santiago lungo la via del Nord lo scorso anno e qualche una\due giorni “dietro casa” in Francia a caccia di salite. Intenzioni pressoché infinite, la scusa un classico: il tempo, e un sacco di altre fesserie. Ma ci sto lavorando.

{/source}
 

             

Storie a pedali

podcastUn podcast dedicato ai viaggi in bici, una narrazione per raccontare il mondo del cicloturismo anche attraverso la voce

Ascolta il Podcast

Salta in sella

Lascia la tua mail qui sotto per ricevere consigli, itinerari o suggerimenti per iniziare la tua esperienza di cicloturismo

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Unisciti ad altri 14.000 cicloviaggiatori.
Non ti invieremo mai spam!
 

Contenuti recenti

 
 
Torna su