Circa 18 anni fa, in marzo, realizzai che a causa delle continue marine (saltare la scuola) e degli scarsi risultati anche in aula, era inutile proseguire con l'anno scolastico. Stavo prendendo in giro la mia famiglia, i professori, ma soprattutto me stesso. Intendo, ero già libero di fare quello che mi pareva, allora perché mi svegliavo per fare una cosa e poi andavo a farne un'altra? Così presi una saggia decisione, che tuttora ricordo come un'ottima scelta in un anno di insuccesso scolastico.
Cividale del Friuli - Casa
70 km | 3:30 h culo in sella | 0 km con pioggia
350 m dislivello | 650 cal
La decisione
Piantai là la scuola (ero in IV superiore - ITI elettronica ) e andai a lavorare sodo, nella cella frigorifera di un magazzino di gelati e surgelati (capito da dove viene il vizio?). Con i soldi mi comprai la mia prima Ducati e l'anno successivo andavo a scuola in seconda piena con una ruota solo, con gran parte degli studenti che pensavano che il loro rappresentante d'istituto fosse un figlio di papà. E in un certo senso era vero, dato che era stato anche grazie a mio padre che ero arrivato a prendere quella decisione. Il suo riprendermi spesso per i miei comportamenti immaturi, una sua lettera, le discussioni a tavola erano state fondamentali.
Ieri per me è successa un po' la stessa cosa. Forrest si è fermato, ha guardato i suoi seguaci, e ha detto loro che sarebbe tornato a casa, tutto finito. Ho riflettuto un po' sul futuro del mio viaggio, e ho deciso che 10 tappe, anzi 10 giorni, sono sufficienti.
Ero stufo di monta e smonta, di piove o non piove, il budget stava finendo (in realtà già finito) perché mi sono concesso tutto quello che mi andava, ero stanco anche delle salite. Ma sono contento, perché alla fine questo viaggio mi è servito a capire molte cose.
Ritorno verso casa
Così questa mattina, anzi già ieri sera, ero galvanizzato per la mia nuova avventura: il ritorno verso casa. Il viaggio di ritorno, da compiersi rigorosamente con treni locali troppo caldi o troppo freddi, è un'avventura in sé. Non si tratta semplicemente di mettere il culo su un bel sedile comodo e leggersi il Sole finche la hostess non ti ricorda che siamo quasi arrivati. Si tratta di una vera e propria traversata multimodale con mille tranelli, trucchi, segreti, incontri. Quindi appena ti svegli sai che dovrai pedalare più forte, chiedere più informazioni, mangiare più gelati, pagare più soldi di uno qualsiasi degli altri giorni.
Ma tutto questo vale la pena, perché quello che ti aspetta per la fine della giornata, se tutti i pezzi si saranno incastrati nel modo giusto, sarà il tuo letto, il tuo cibo, il tuo orto e tutte quelle cose che normalmente ti stanno sulle palle ma quando non le vedi per 10 o 20 giorni le vuoi proprio sotto il naso.
Quindi questa mattina sveglia gasgas e solita colazione: fetta di torta con marmellata di lamponi stimata in 270gr del mio amico del Minimarket mobile che oggi mi ha anche passato la canzoncina con cui arriva nei campeggi. Riascoltata così non fa molto ridere, anche perché quando lui arriva si sente soprattutto il trombone "po po po po po po" e ricorda proprio la marcia delle ciambelle nella 2a guerra delle marmellate generali.
Colazione e via
Dopo aver divorato la torta, ho proseguito il montaggio del mio caravan mentre bevevo i soliti 0,5l di CL, solo che questa era la seconda preparazione della giornata, dato che nella prima ci era finito il sale anziché lo zucchero. Troppa emozione da gestire. I preparativi sono stati abbastanza svelti, complice anche un debole sole che si ė affacciato dalle montagne a est e ha asciugato la tenda (che comunque non avrei più dovuto rimontare).
Pagato il campeggio e salutato con scambio delle reciproche email i miei amici di campeggio italo-tedeschi mi sono messo in sella pronto a pedalare a medie stellari per un percorso relativamente breve (60-70km). Appena poggiato le chiappe sul fedele sellino bianco, lo stallone si ê subito scatenato. Il riposo di ieri e la dieta iper-proteica di questi giorni sono stati miracolosi, anche se la corsa indolenzisce sempre al ciclista qualche nuovo muscolo di cui ignorava completamente l'esistenza.
Durante tutta la tappa Trenta - Bovec - Caporetto - Cividale del Friui la potenza scaricata a terra è stata tale da far partire immediatamente una segnalazione automatica al talent scout della BMC, i belga-svizzero Gottfried Van der Mälve, per la proposta di un contratto esclusivo per le sole tappe a cronometro con mezzi superiori ai 25kg. Il contratto è attualmente in fase di revisione dal mio ufficio mobile qui sul carro bestiame diesel Cividale-Udine.
Purtroppo non ho la media esatta perché il GPS non era impostato per saltare le pause, ma credo di essermi avvicinato ai 24-25 km/h sull'intero percorso che, anche se prevedeva un dislivello punto-punto negativo, alla fine ha previsto 350mt di salita, tutti su colli e collinette. Unica pausa a Caporetto per un latte e un cornetto, un uso rapido del WI-Fi che non andava e via di corsa per l'Italia. Durante il viaggio sono riuscito a salutare il torrente Soča che mi faceva addormentare e svegliare in questi giorni oltre al punto da cui tutto era partito 2 anni fa (Bovec) per la traversata delle Alpi e una parte del viale alberato del trionfo che con un po' di pazienza conduce a casa mia.
Chiusura del cerchio
Insomma a questa vacanza non è mancato proprio nulla. Come? Ah porca vacca è vero, una cosa è proprio mancata ma non avrei mai potuto chiudere il mio terzo anno in bicicletta facendomi mancare una delle fonti nutrizionali più importanti... e che mora sia!!!
Alle 13.00 sono arrivato a Cividale del Friuli e alle 14 sono salito sul primo di quattro treni che mi porteranno a Trento. Poi da là si vedrà a meno che non opti per un aperitivo al volo a Levico, prima della mia pizza preferita in Trentino: il francesino delicato in una pizzeria di Levico Terme.
Allora grazie di avermi seguito, un saluto dal treno e un arrivederci/arrisentirci.
Ahhhhhhh, lo Zoncolan non lo sposta nessuno, magari ci vado in BDC così gliela faccio vedere io ai pro su Strava ;-)
19 itinerari in provincia di Gorizia (Friuli Venezia Giulia) alla scoperta della straordinaria varietà di ambienti naturali, culture, tradizioni che si incrociano a cavallo del confine orientale.
Gorizia, città "incollata" al confine orientale tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, è uno dei capoluoghi di provincia italiani con la miglior qualità della vita (7a nella classifica del Sole 24 Ore nel 2010). A tale invidiabile posizione sicuramente contribuisce l'eccezionale varietà di ambienti naturali, aspetti geologici, culturali e storici che caratterizza tutto l'Isontino. - Le colline e i famosi vigneti del Collio. - I sentieri, il sommacco, le grotte, i campi solcati e le trincee della I guerra mondiale del Carso. - Le magnifiche foreste di faggio della selva di Tarnova. - Il bosco asburgico del Panovec. - La cortina di ferro del Monte Sabotino. - I verdissimi prati e pascoli dell'Altopiano della Bainsizza. - La Valle del Vipacco baciata dal sole. - I panorami verso il mare. Non c'è che l'imbarazzo della scelta. Poche zone possono vantare una tale varietà di ambienti in un raggio di pochi chilometri. La II guerra mondiale ha tracciato un confine che ha diviso in due non solo il territorio ma addirittura le famiglie. Lentamente ed inesorabilmente tale barriera si è disgregata fino a disciogliersi con l'ingresso della Slovenia nell'area Schengen il 21 dicembre 2007. Questo ha permesso agli appassionati dei percorsi in fuoristrada di utilizzare tutta una serie di passaggi in precedenza usufruibili solo dai possessori di speciali lasciapassare. E così vecchi itinerari sono stati riscritti e nuovi sono stati tracciati, a formare idealmente una sorta di nuovo legame tra terre nel tempo unite e divise. Ed è proprio il confine a nostro avviso una delle risorse turistiche che andrebbero sfruttate di più. La particolare posizione geografica di Gorizia per chi ci abita costituisce semplicemente una normalità; ma il poter porre contemporaneamente un piede in Italia e l'altro in Slovenia, pur essendo in città, per un turista è sicuramente un'esperienza fuori dal comune. Se a ciò associamo le importanti vicende storiche di cui il confine è stato il principale protagonista del contendere ecco che ne verrebbe fuori un vastissimo ed unico museo all'aperto. L'idea di realizzare questo sito e proporre questa serie di tracce agli appassionati di MTB, nasce ovviamente dalla passione per questa disciplina sportiva ma soprattutto dal desiderio di far conoscere il nostro stupendo e variegato territorio, ricco, lo ribadiamo, di proposte di ogni tipo: naturalistiche, geologiche, storiche, culturali, architettoniche, enogastronomiche. Il ventaglio di itinerari copre buona parte dell'Isontino e offre una visione completa di ciò che esso è in grado di donare a chi è alla ricerca di piccole/grandi perle; il tutto nel raggio di pochi chilometri. Buona pedalata! Marco Cumar
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